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Autore Diario
Schneider

Reg.: 09 Gen 2004
Messaggi: 186
Da: Castenedolo (BS)
Inviato: 05-04-2004 10:47  
BASSORA: MILLE SCIITI IN RIVOLTA DENTRO E FUORI SEDE GOVERNATORE

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clagle01

Reg.: 18 Set 2003
Messaggi: 1566
Da: Lissone (MI)
Inviato: 05-04-2004 11:38  
Operazione antiterrorismo in Francia dove, questa mattina, una quindicina di persone sono state fermate nella regione di Parigi. La retata è partita dalla periferia di Aulnay-sous-Bois, nell'hinterland parigino.

La polizia è alla ricerca di islamici che potrebbero essere collegati con le stragi di Casablanca, in Marocco, del 2003. Lo ha confermato il ministero dell'Interno.

L'inchiesta sulle stragi in Marocco del magistrato antiterrorismo Jena-Louis Bruguiere ha già portato all'individuazione di diverse cellule fondamentalistiche dormienti in Francia.




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Nulla accade per caso.....

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clagle01

Reg.: 18 Set 2003
Messaggi: 1566
Da: Lissone (MI)
Inviato: 05-04-2004 11:40  

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Madrid, 05 apr 2004 - 10:56

Spagna, messaggio al-Qaeda: fuori da Iraq e Afganistan


Un comunicato firmato da al-Qaeda è stato inviato al quotidiano di Madrid "Abc" e oggi è stato pubblicato. Si legge: fuori dall'Iraq e dall'Afghanistan, basta con l'appggio agli Stati Uniti o "faremo scorrere il vostro sangue a fiumi".


Aggiungo:sono davvero ignoranti e malati di mente!!
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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 06-04-2004 17:06  
BAGHDAD - Dal nord al sud infuria la battaglia in Iraq, fra sostenitori del leader sciita Moqtada Sadr, inseguito da un mandato d'arresto, e le forze della coalizione che perdono altri sette soldati americani, mentre 12 italiani sono rimasti feriti.

Decine e decine i morti e i feriti iracheni nelle ultime 48 ore di violenze, secondo alcune fonti locali in due giorni vi sarebbero stati 105 morti e 500 feriti da parte irachena. Il leader sciita, Moqtada Sadr, giovane e con poco carisma ma sufficiente da attrarre una popolazione povera e disillusa, e' rientrato oggi da Kufa a Najaf (160 chilometri a sud di Baghdad) e si attende una sua dichiarazione nel pomeriggio. Mentre da Washington, il presidente americano George W. Bush ha dichiarato che i piani americani per l'Iraq non saranno mutati in seguito allo scontro con Sadr.
Quattro americani sono morti in un'operazione nella notte a El Anbar e altri tre fra ieri e oggi in un quartiere sciita di Baghdad.
Il direttore dell'Ufficio di polizia a Shula ha messo in guardia contro nuove violenze se gli americani tentassero di arrestare Sadr. ''I religiosi sono sacri per noi - ha detto all'Ansa il colonnello Rahim Zeboon - non abbiamo dubbi che gli americani possano arrestarlo, ma con conseguenze imprevedibili''.

SCONTRI A NASSIRIYA, FERITI 12 ITALIANI
Contingente italiano sotto tiro a Nassiriya. Negli scontri a fuoco alle prime ore dell'alba con i seguaci di Moqtada Sadr, sono rimasti lievemente feriti 12 bersaglieri: tre hanno riportato ferite di striscio superficiali alle gambe ed altri nove contusioni. Ora sono ricoverati all' ospedale da campo italiano all' aeroporto di Tallil. Tra gli iracheni ci sarebbero invece una quindicina di vittime, secondo quanto riferito da fonti della Cpa (l' Autorita' provvisoria della coalizione) di Nassiriya.
Per ripristinare condizioni di sicurezza nella citta', compromesse dalle violente manifestazioni dei giorni scorsi, i militari dell' Italian joint task force sono intervenuti in forze all' alba. In particolare, si puntava alla rimozione degli sbarramenti sui ponti cittadini che uniscono le due rive del fiume Eufrate, allo scopo di riprenderne il controllo e di garantire il ritorno della normalita' assicurando, contemporaneamente, la viabilita' e l' afflusso dei rifornimenti alla popolazione civile ed alle organizzazioni umanitarie che operano nell' area.

Ma nel corso dell' operazione gruppi di facinorosi hanno aperto il fuoco contro le pattuglie italiane (alcune centinaia di militari), provocando il ferimento lieve di 12 bersaglieri della task force 'Eleven' composta da militari dell' 11/o Reggimento bersaglieri, del Reggimento Savoia Cavalleria e da Forze Speciali di Esercito e Marina. I militari hanno risposto al fuoco e al termine degli scontri hanno ripreso il controllo dei ponti principali. I feriti sono in buone condizioni ed hanno gia' provveduto, personalmente, ad avvertire i familiari.
06/04/2004 16:12



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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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xander77

Reg.: 12 Ott 2002
Messaggi: 2521
Da: re (RE)
Inviato: 13-04-2004 20:42  
ROMA - Quattro cittadini italiani sono stati rapiti in Iraq. Sono dipendenti della societa' americana Dts security che ha gia' comunicato al Ministero degli Esteri che quattro suoi dipendenti italiani risultano dispersi da ieri in Iraq. Il ministero degli esteri italiano ha attivato tutte le ricerche per verificare l'informazione che pero' appare molto chiara dopo un video mostrato dall'emittente araba Al Jazira.

LE FOTO DEI QUATTRO ITALIANI RAPITI

Salvatore Stefio, Fabrizio Quattrocchi, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana: sono questi i nomi dei quattro italiani rapiti in Iraq, tutti vigilantes privati.

Salvatore Stefio, 34 anni, originario di Catenanuova (Enna); a lui farebbe capo la societa' italiana di sicurezza Presidium che opera anche in Iraq.
Umberto Cupertino, 35 anni, di Sammichele di Bari, vive nella cittadina pugliese con la madre ed e' una guardia privata.
Fabrizio Quattrocchi, originario di Catania, vive a Genova con la famiglia e collabora con l' agenzia di investigazioni e sicurezza Ibsa. Nell' esercito italiano ha servito in fanteria.
Maurizio Agliana, 37 anni, di Prato, una lunga esperienza nel volontariato, e' una guardia giurata nella citta' toscana ed e' da tempo impegnato in servizi all' estero.

LE RICHIESTE DEI SEQUESTRATORI

Nel filmato mostrato da Al Jazira in cui si vedono i quattro ostaggi italiani vengono presentate alcune richieste a nome del gruppo islamico che ha rivendicato il rapimento.

Queste le richieste, secondo varie fonti:


- Il governo italiano deve ritirare le sue forze dall'Iraq

- Il ritiro deve avvenire secondo un calendario

- Il governo italiano, per voce del Premier, deve presentare scuse ufficiali attraverso le emittenti satellitari arabe per le trasgressioni contro l'Islam e i musulmani

- Il governo italiano deve liberare i detenuti iracheni, tra i quali dignitari religiosi

- Se il governo italiano rispondera' positivamente a queste richieste, verra' informato della controparte con cui trattare per il rilascio degli ostaggi

LA RIVENDICAZIONE E' DELLE BRIGATE MUJAHEDDIN
Nel video una voce annuncia che il gruppo detiene quattro italiani e chiede al governo italiano di ritirare le sue forze dall'Iraq e giura nel nome di Dio di continuare la propria lotta fino alla liberazione del proprio paese'. Uno dei rapitori ha chiesto 'un impegno per il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq secondo un calendario, che il governo italiano per voce del primo ministro presenti scuse' ai musulmani e la liberazione dei detenuti iracheni, tra cui dignitari religiosi.
Al Jazira nel suo sito da' notizia del rapimento degli italiani con una segnalazione urgente, contrassegnata da una banda rossa, in cui si afferma che 'la resistenza irachena detiene quattro italiani e lega il loro destino al ritiro degli italiani dell' Iraq'.

PRESI VICINO A FALLUJA
''Elementi dei mujahiddin in Iraq hanno avuto successo nella loro missione di tagliare il cammino ai rinforzi destinati alle forze americane intorno alla citta' di Falluja: queste falangi sono riuscite ad arrestare quattro elementi dell' apparato di sicurezza italiano che sosteneva le forze d'occupazione americane''. E' il testo della prima parte del comunicato letto da uno dei militanti che circondano i quattro italiani nelle immagini di Al Jazira.

BERLUSCONI, GOVERNO FARA' POSSIBILE PER RILASCIO RAPITI ''Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi assicura che il Governo fara' tutto quanto e' nelle sue possibilita' per arrivare al piu' presto al rilascio dei quattro cittadini italiani bloccati in Iraq''. E' quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio. 'Il ministro degli Esteri - prosegue la nota - e' in continuo contatto con le nostre autorita' diplomatiche sul luogo e con i colleghi dei Paesi che hanno in corso analoghe vicende, mentre il ministro della Difesa viene costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione dai responsabili delle forze sul campo''.

"MISSIONE ITALIA NON E' IN DISCUSSIONE"
''Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ribadisce che la missione di pace dei soldati italiani in Iraq, in linea con gli impegni internazionali assunti, non e' assolutamente in discussione''. E' quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio.

"ITALIA SI RICONOSCE IN APPELLO ANNAN"
''L'Italia si riconosce nell'appello lanciato dal segretario generale dell'Onu''. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a proposito della richiesta di Kofi Annan per la liberazione di tutti gli ostaggi rapiti in Iraq.
13/04/2004 18:00

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"Quando sarò grande non leggerò i giornali e non voterò. Così potrò lagnarmi che il governo non mi rappresenta. Poi quando tutto andrà a scatafascio, potrò dire che il sistema non funziona e giustificare la mia antica mancanza di partecipazione"

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GionUein

Reg.: 20 Mag 2003
Messaggi: 4779
Da: taranto (TA)
Inviato: 15-04-2004 09:56  
Alle 23.40 di Mercoledi 14 aprile 2004 in diretta televisiva ( Porta a porta ) viene confermata la notizia di cui erano trapelate indiscrezioni già alcuen ore prima.
Fabrizio Quattrocchi , uno dei quattro ostaggi ITALIANI nelle mani della falange verde di maometto, è stato trucidato.

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U N I T A C I N E F I L A

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xander77

Reg.: 12 Ott 2002
Messaggi: 2521
Da: re (RE)
Inviato: 15-04-2004 15:57  
Il Resto del Carlino:

FORZA NUOVA

Violenze e pestaggi, 15 arresti a Bari

I carabinieri del Ros hanno arrestato 15 aderenti e simpatizzanti. Tra di loro anche un poliziotto che li avrebbe aiutati a 'schedare' gli obiettivi. Fra i reati ipotizzati c'è anche la riorganizzazione del partito fascista

Bari, 14 aprile 2004 - Quindici fra aderenti e simpatizzanti di «Forza nuova» sono stati arrestati dai carabinieri del ROS di Bari per associazione per delinquere, lesioni personali, minacce ed ingiurie in danno di esponenti politici avversari nell'ambito di una indagine su una lunga serie di atti di violenza avvenuti nel capoluogo negli ultimi mesi.
Viene ipotizzato formalmente anche il reato di riorganizzazione del partito nazionale fascista: le persone arrestate sono indagate a piede libero per questo reato assieme ad altre otto, nei confronti delle quali la Procura non ha chiesto la misura cautelare.



Tra i 15 arrestati, ma ai domiciliari, c'è anche un poliziotto in servizio presso la Questura che avrebbe aiutato gli estremisti di destra a «schedare» gli avversari politici.

Le indagini dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale hanno di fatto scoperto una struttura clandestina parallela e all'interno del movimento barese di Forza Nuova, con infiltrazioni anche nelle tifoserie del Bari e del Monopoli, che negli ultimi tempi aveva organizzato raid squadristici contro simpatizzanti di sinistra, frequentatori di centri sociali ed imbrattato con scritte razziste e minacciose le vie del centro cittadino.

Le ordinanze di custodia cautelare, su richiesta dei sostituti procuratore Roberto Rossi e Lorenzo Nicastri, sono state eseguite all'alba.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse perche' il gip Chiara Civitano ha ritenuto sussistente e concreto il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Alcuni indagati, infatti, in una delle conversazioni captate dai carabinieri parlano di una fuga ''a catena'' nel caso di sviluppi investigativi da parte delle Procure di Bari e di Castrovillari (Cosenza), dove essi dimostrano di sapere che sono in corso indagini nei loro confronti.



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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 15-04-2004 17:41  
Nel 2003 record di esportazioni per le armi italiane

Presentata la relazione del governo al parlamento: export aumentato del 40 per cento. Gli Usa i migliori clienti

LUCIANO BERTOZZI
Il Manifesto
15/04/2004
Il 2003 è stato un anno record per le esportazioni di armi italiane. I nuovi contratti autorizzati l'anno scorso dal Governo sono stati pari a 1,3 miliardi di euro, con un incremento del 40% rispetto al 2002, mentre le armi fornite sono state pari a 630 milioni di euro, con un aumento del 30% sul 2002. Sono questi alcuni dei dati più significativi contenuti nella relazione che il Governo ha trasmesso nei giorni scorsi al Parlamento sul commercio delle armi. Il documento contiene anche la lista dei paesi acquirenti, che per i nuovi contratti vede al primo posto la Grecia con commesse per quasi 250 milioni di euro per la vendita di aerei da trasporto C-27 dell'Alenia Aeronautica. Seguono Malaysia con 166 milioni, soprattutto per i contratti di siluri navali, la Cina con 127, l'Arabia Saudita con 109, la Francia con 88 milioni per radar, il Pakistan con 70, la Polonia con 49 per torrette navali, la Danimarca con 41, gli Usa e la Finlandia con 37. Fra i paesi con importi minori ci sono l'Egitto con 10, la Turchia con 8, il Messico con 7 e Israele con 3. I paesi Ue hanno assorbito armi per un valore di oltre 500 milioni, quelli asiatici per 412, l'Africa settentrionale e il Medio oriente per 200 milioni, l'America centromeridionale per 25, l'Africa subsahariana per 11 e l'Oceania per 2. La classifica per paese relativa alle armi fornite è invece la seguente: Malaysia con 91, Usa con 62, Siria con 56, Francia con 45 milioni, Egitto con 42, Abu Dhabi con 41. Con forniture di minor valore sono da segnalare India con 24, Regno unito con 22, Turchia con 20, Arabia saudita con 8, Nigeria con 4, Taiwan con 5, Israele con 1,5 e Tunisia con 1. Come in passato le armi italiane sono state vendute a regimi liberticidi, basti pensare alla Cina sottoposta a embargo Ue. L'Unione spinge per l'eliminazione dell'embargo e su questo sono d'accordo in perfetto stile bipartisan sia Berlusconi sia Prodi, mentre il Parlamento europeo si è espresso per il suo mantenimento perché la tutela dei diritti umani «resta insoddisfacente». Leggendo la lista dei nostri clienti vi sono altri paesi violatori, ad esempio Israele che è stato condannato da molte istituzioni internazionali, l'Arabia Saudita in cui le donne non possono nemmeno guidare l'auto, l'India e il Pakistan addirittura sull'orlo di una guerra nucleare, la Turchia che per questo motivo rischia di non entrare nell'Ue, Taiwan in stato di perenne tensione con la Cina, la Siria nella lista Usa degli «stati canaglia» e l'Egitto dove, secondo l'Onu, la tortura è abituale.

La Relazione afferma invece il contrario: «Fra le autorizzazioni rilasciate(i nuovi contratti) oltre a non esserci alcun paese rientrante nelle categorie indicate dall'art. 1 della legge (paesi belligeranti, regimi liberticidi, ecc.) il Governo ha mantenuto una posizione di cautela verso i paesi in stato di tensione». Il Governo nel 2004 cercherà «di agevolare la presenza dell'industria nazionale nel mercato internazionale» e continuerà a lavorare per l'assistenza alle operazioni commerciali di maggiore rilevanza per il paese. L'esame delle aziende del settore, inoltre, evidenzia la prevalenza di società che hanno quale azionista di riferimento il ministero dell'Economia.

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clagle01

Reg.: 18 Set 2003
Messaggi: 1566
Da: Lissone (MI)
Inviato: 15-04-2004 17:47  
quote:
In data 2004-04-15 17:41, Quilty scrive:
Nel 2003 record di esportazioni per le armi italiane

Presentata la relazione del governo al parlamento: export aumentato del 40 per cento. Gli Usa i migliori clienti

LUCIANO BERTOZZI
Il Manifesto
15/04/2004
Il 2003 è stato un anno record per le esportazioni di armi italiane. I nuovi contratti autorizzati l'anno scorso dal Governo sono stati pari a 1,3 miliardi di euro, con un incremento del 40% rispetto al 2002, mentre le armi fornite sono state pari a 630 milioni di euro, con un aumento del 30% sul 2002. Sono questi alcuni dei dati più significativi contenuti nella relazione che il Governo ha trasmesso nei giorni scorsi al Parlamento sul commercio delle armi. Il documento contiene anche la lista dei paesi acquirenti, che per i nuovi contratti vede al primo posto la Grecia con commesse per quasi 250 milioni di euro per la vendita di aerei da trasporto C-27 dell'Alenia Aeronautica. Seguono Malaysia con 166 milioni, soprattutto per i contratti di siluri navali, la Cina con 127, l'Arabia Saudita con 109, la Francia con 88 milioni per radar, il Pakistan con 70, la Polonia con 49 per torrette navali, la Danimarca con 41, gli Usa e la Finlandia con 37. Fra i paesi con importi minori ci sono l'Egitto con 10, la Turchia con 8, il Messico con 7 e Israele con 3. I paesi Ue hanno assorbito armi per un valore di oltre 500 milioni, quelli asiatici per 412, l'Africa settentrionale e il Medio oriente per 200 milioni, l'America centromeridionale per 25, l'Africa subsahariana per 11 e l'Oceania per 2. La classifica per paese relativa alle armi fornite è invece la seguente: Malaysia con 91, Usa con 62, Siria con 56, Francia con 45 milioni, Egitto con 42, Abu Dhabi con 41. Con forniture di minor valore sono da segnalare India con 24, Regno unito con 22, Turchia con 20, Arabia saudita con 8, Nigeria con 4, Taiwan con 5, Israele con 1,5 e Tunisia con 1. Come in passato le armi italiane sono state vendute a regimi liberticidi, basti pensare alla Cina sottoposta a embargo Ue. L'Unione spinge per l'eliminazione dell'embargo e su questo sono d'accordo in perfetto stile bipartisan sia Berlusconi sia Prodi, mentre il Parlamento europeo si è espresso per il suo mantenimento perché la tutela dei diritti umani «resta insoddisfacente». Leggendo la lista dei nostri clienti vi sono altri paesi violatori, ad esempio Israele che è stato condannato da molte istituzioni internazionali, l'Arabia Saudita in cui le donne non possono nemmeno guidare l'auto, l'India e il Pakistan addirittura sull'orlo di una guerra nucleare, la Turchia che per questo motivo rischia di non entrare nell'Ue, Taiwan in stato di perenne tensione con la Cina, la Siria nella lista Usa degli «stati canaglia» e l'Egitto dove, secondo l'Onu, la tortura è abituale.

La Relazione afferma invece il contrario: «Fra le autorizzazioni rilasciate(i nuovi contratti) oltre a non esserci alcun paese rientrante nelle categorie indicate dall'art. 1 della legge (paesi belligeranti, regimi liberticidi, ecc.) il Governo ha mantenuto una posizione di cautela verso i paesi in stato di tensione». Il Governo nel 2004 cercherà «di agevolare la presenza dell'industria nazionale nel mercato internazionale» e continuerà a lavorare per l'assistenza alle operazioni commerciali di maggiore rilevanza per il paese. L'esame delle aziende del settore, inoltre, evidenzia la prevalenza di società che hanno quale azionista di riferimento il ministero dell'Economia.

ah "il manifesto??!!"....ok!
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 15-04-2004 17:57  
Ma ok cosa?
Il manifesto riporta i dati della relazione del Parlamento italiano sulle esportazioni di armi.

Ma almeno leggiamo gli articoli oppure li bolliamo senza nemmeno leggere?
Ma la finiamo di essere così superficiali?
Quando la finirà questa stupida cosa?

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clagle01

Reg.: 18 Set 2003
Messaggi: 1566
Da: Lissone (MI)
Inviato: 15-04-2004 17:59  
se ti riporto l'articolo de Il Giornale non dice proprio lo stesso......
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 15-04-2004 17:59  


Esercito senza bandiera

di Robert Fisk

Almeno 80 mercenari stranieri – guardie del corpo reclutate dagli Stati Uniti, dall’Europa e dal Sudafrica che lavoravano per società americane – sono stati uccisi negli ultimi otto giorni in Iraq. Le autorità di occupazione non hanno reso note le cifre esatte.
Lunedì il tenente generale Mark Kimmet ha ammesso che «circa 70» soldati americani e occidentali sono morti durante l’insurrezione irachena dal 1° aprile.
Ma Kimmet non ha fatto cenno ai mercenari probabilmente nel timore che il totale dei morti occidentali avrebbe avuto serie conseguenze politiche. Inoltre non ha fornito i dati riguardo ai morti iracheni che in tutto il paese potrebbero essere circa 900.
Si ritiene che attualmente si trovino in Iraq almeno 18.000 mercenari, molti di loro con il compito di proteggere soldati e personale americani. Alcuni di loro guadagnano 1.000 $ al giorno. Ma le loro società raramente comunicano il numero dei caduti a meno che – come nel caso dei quattro americani uccisi e mutilati a Falluja tre settimane fa – la loro morte non sia già di dominio pubblico.
La presenza di un così elevato numero di mercenari non poteva che portare all’aumento dei caduti. Ma sebbene molti degli addetti alla sicurezza occidentali armati di tutto punto lavorino per il Ministero della Difesa degli Usa – e molti siano ex appartenenti alle Forze Speciali – non sono classificati come personale militare in servizio. I morti nelle loro file possono quindi essere nascosti all’opinione pubblica.
Le autorità americane in Iraq, tuttavia, sanno benissimo che sono morti più mercenari occidentali nell’ultima settimana che soldati regolari negli ultimi 14 giorni.
* * *
Un esercito di migliaia di mercenari ha fatto la sua comparsa nelle principali città irachene. Molti dei suoi membri sono ex soldati americani e britannici assunti dalle autorità di occupazione anglo-americane e da dozzine di società private che temono per la vita dei loro dipendenti.
Molti dei britannici armati sono ex soldati del Sas (N.d.T. Special Air Service – corpo militare speciale britannico specializzato in azioni di commando, operazioni antiterrorismo ecc.) e lavorano per le forze di occupazione anche molti sudafricani armati di tutto punto. “I miei sanno come usare le armi e sono tutti del Sas”, ha dichiarato un inglese che comanda una squadra addetta alla sicurezza nella parte meridionale di Baghdad. “Ma c’è gente che gira con le armi in pugno quasi fossero dei cowboys. Noi nascondiamo sempre le armi, questi tizi invece pensano di essere in un film di Hollywood”.
Persino in seno alle forze di occupazione si nutrono seri dubbi sulla scelta dell’America di inviare mercenari cileni, molti addestrati durante la dittatura del generale Pinochet, a montare la guardia all’aeroporto di Baghdad. Molti sudafricani si trovano in Iraq illegalmente - in violazione delle nuove leggi approvate dal governo di Pretoria per controllare il fenomeno in drammatica espansione delle esportazioni di mercenari dal Sud Africa. Molti al ritorno in patria sono stati arrestati in quanto privi della licenza richiesta ai soldati privati.
Le perdite tra i mercenari non vengono calcolate nel bollettino emesso dalle autorità di occupazione e ciò potrebbe spiegare il persistente sospetto da parte degli iracheni secondo cui gli Usa sottostimerebbero il numero dei morti e dei feriti. Alcuni esperti britannici affermano che i servizi di polizia privata costituiscono attualmente la principale esportazione del Regno Unito verso l’Iraq – una crescita alimentata dall’incremento degli attentati contro le forze di occupazione, le agenzie umanitarie e gli edifici delle Nazioni Unite dopo la fine ufficiale delle ostilità nel maggio dell’anno passato.
Molte società hanno la sede in ville situate nei quartieri borghesi di Baghdad senza nessun nominativo sulla porta. Alcuni addetti alle sicurezza sostengono di guadagnare oltre 80.000 sterline l’anno; ma la ricompensa per le attività mercenarie a breve termine e a rischio elevato è molto più alta. Alcuni agenti che si occupano di sicurezza con contratti che li impegnano sette giorni la settimana in città come Falluja riescono a guadagnare 1.000 euro al giorno.
Sebbene non indossino la divisa, alcuni addetti alla sicurezza hanno delle piastrine identificative sui giubbotti antiproiettile, oltre al fucile e alla pistola. Altri si rifiutano di fornire le proprie generalità persino negli alberghi dove si ingozzano di birra con le armi posate vicino ai piedi. In diversi alberghi gli ospiti e il personale si sono lamentati del fatto che gli addetti alla sicurezza hanno organizzato vere e proprie baldorie facendo scorrere fiumi di alcol e un direttore di albergo è stato costretto a dire ai mercenari del suo albergo che debbono portare le pistole in una sacca quando escono dall’edificio. La sua richiesta è stata ignorata.
Il direttore di una società inglese, David Claridge dell’agenzia di sicurezza Janusian, ha calcolato che le società britanniche hanno guadagnato fino a 800 milioni di sterline grazie ai contratti sottoscritti in Iraq – ad appena un anno dall’invasione dell’Iraq. Una agenzia britannica, la Erinys, impiega 14.000 iracheni come guardiani e poliziotti privati per proteggere i giacimenti petroliferi e gli oleodotti del paese.
Il ricorso ad agenzie private di sicurezza ha determinato un certo risentimento tra gli addetti del Department for International Development (N.d.T. Dfid – Dipartimento per lo sviluppo internazionale) – i quali temono che possa venir meno la fiducia dei civili iracheni. “Il personale del Dfid preferirebbe che non ci fossero i poliziotti privati in bella vista” – ha detto una fonte – “Per loro è molto più facile fare il loro lavoro senza la presenza della sicurezza anche se qui i rischi sono gravi”.
Una agenzia sudafricana, la Meteoric Tactical Solutions, ha un contratto di 270.000 sterline con la Dfid che, a quanto pare, comporta la fornitura di guardie del corpo e autisti per il funzionario più alto in grado in Iraq e per il suo piccolo staff personale.
Un’altra società britannica, la ArmourGroup, ha un contratto di 876.000 sterline per fornire 20 addetti alla sicurezza per il Foreign Office. Questo dato dovrebbe subire un incremento del 50% a luglio. La società impiega anche circa 500 Gurkha (N.d.T. Soldati nepalesi) per proteggere i dirigenti delle aziende americane Bechtel e Kellog Brown & Root.
I parlamentari inglesi di opposizione sono rimasti colpiti dal notevole ricorso da parte del governo di londra a società private per proteggere funzionari pubblici britannici e hanno dichiarato che questa era una ulteriore prova del fatto che l’esercito britannico era troppo piccolo per far fronte ai propri compiti. Menzies Campbell, portavoce per gli affari esteri del partito liberal-democratico, ha detto: “Ciò ci induce a ritenere che le forze britanniche non siano in grado di fornire adeguata protezione e che abbiano fatto il passo più lungo della gamba – in particolare alla luce delle dichiarazioni rilasciate la settimana scorsa dal capo dello Stato maggiore della Difesa secondo cui la Gran Bretagna non è in grado di eseguire un’altra operazione delle dimensioni di quella irachena prima che siano trascorsi cinque anni”.
Andrew Robathan, deputato conservatore membro della Commissione per lo sviluppo internazionale ed ex ufficiale del Sas, ha detto: “l’esercito non ha soldati a sufficienza per garantire questo livello di protezione. Sarebbe stato certamente più economico inviare un altro battaglione di soldati”.
La più grande agenzia privata di sicurezza britannica in Iraq, la Global Risk Strategies, sta aiutando l’autorità provvisoria della coalizione e l’amministrazione irachena a stilare nuovi regolamenti. Dovrebbe portare la sua presenza da 1.000 a 1.200 persone entro questa primavera e potrebbe toccare le 1.800 persone entro l’anno in corso. Tuttavia le agenzie umanitarie sono disturbate dalle somme spese in sicurezza considerato che il Dfid ha investito in sicurezza 278 milioni di sterline sottratte al budget destinato agli aiuti per la ricostruzione irachena. Dominic Nutt, di Christian Aid, ha detto: “È una cosa difficile da mandare giù. È giusto che il Dfid protegga il proprio personale, ma questo è come rubare a Pietro per pagare Paolo”.
* * *

Robert Fisk e Patrick Cockburn
© The Independent
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto

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Quilty

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Da: milano (MI)
Inviato: 15-04-2004 19:22  
quote:
In data 2004-04-15 17:59, clagle01 scrive:
se ti riporto l'articolo de Il Giornale non dice proprio lo stesso......




Ho appena comprato "Il Giornale" di oggi e non c'è traccia di questa notizia.
Siccome un mio amico tiene tutti i numeri de Il Giornale,mi piacerebbe sapere quale giorno è stato pubblicato l'articolo sulle esportazioni di armi, così lo leggo e lo pubblico.

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Quilty

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Da: milano (MI)
Inviato: 16-04-2004 11:17  
Nemmeno su Il Giornale del 14/4/2004 c'è traccia della notizia.
E Nemmeno su quello del 10/4/2004 che ho appena letto.
Su quello del 15 ho riferito ieri che non c'era alcuna traccia.
Ora vedo di recuperare Il Giornale dell' 11,12 e 13 aprile.

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Quilty

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Da: milano (MI)
Inviato: 16-04-2004 13:13  
quote:
In data 2004-04-15 17:59, clagle01 scrive:
se ti riporto l'articolo de Il Giornale non dice proprio lo stesso......




e,per concludere,non c'è traccia di nessun articolo su Il Giornale riguardo alle esportazioni di armi nè sull'edizione dell'11 aprile ,tantomeno su quella del 13 aprile.
Il 12 aprile i giornali non sono usciti.
Attendo questo fantomatico articolo.

Rimane più che valido l'articolo del Manifesto che riporta i dati del Parlamento italiano, dati che non si possono certo inventare ,soprattutto se riguardano le esportazioni di armi,pena una denuncia al giornale stesso.

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