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FilmUP Forum Index > Cinema > Tutto Cinema > Dancer in the Dark di Lars Von Trier   
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Autore Dancer in the Dark di Lars Von Trier
Hawke84

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 5586
Da: Cavarzere (VE)
Inviato: 14-08-2004 02:38  
Non è (solo) un musical..non è (solo) un dramma..è una storia terribilmente crudele nella sua sentenza questa di Lars Von Trier.
Quante emozioni, fatte di sguardi e piccoli gesti, riesce a cogliere quella videocamera singhiozzante quando è nelle mani del regista danese.
Selma (Bjork) è una giovane donna ceca emigrata in america che divide la sua vita tra il lavoro di operaia e la passione per il musical .
Vive in un camper con il figlio, ha un’amica per lei sempre in apprensione e uno spasimante che l’aspetta ritualmente all’uscita dalla fabbrica..
Il destino è infame..si sa, ma Selma non può nemmeno immaginare cosa ancora la vita le riverva.
Il buio si sta impossessando dei suoi occhi..e pian piano..le sta portando via tutto ciò che ha di più caro.
Rinuncia alla parte di protagonista nel musical che sta preparando..ed è costretta a fare gli straordinari nel lavoro per permettersi (lo scopriremo poi) un’operazione agl’occhi.
Non suoi.
Del figlio, destinato (anche lui) alla cecità.
Ma la sua vita non è ancora abbastanza tormentata..
ecco , che per un altro sadico gioco del destino, i problemi altrui cominciano a gravare come macigni sulle sue spalle…e le portano via quel poco che le resta.
No, sbaglio, forse non si tratta di fato…ma sono la sua ingenua bontà, la sua paurosa tendenza a sdrammatizzare, la sua lealtà…a portarla allo sfascio.
No, sbaglio ancora, sono sicuro…è quel pericoloso “sognare ad occhi aperti” che ogni tanto le prende la testa (o il cuore) e che la guida per altri mondi.
Sono terre lontane dove il ripetitivo tran tran della fabbrica diventa il sottofondo perfetto per un musical …
Dove perdere la vista non è grave perché.. “si è gia visto tutto quello che c’è da vedere”.
Dove anche l’instabilità del nostro sguardo (e della macchina) si fissa per un attimo..e sogna con Selma.
È il sogno di un mondo dove non si ha a che fare con la tristezza, l’amarezza, l’incomprensione, la cattiveria disarmante della realtà .
E così…anche quando cala il silenzio, quando si è a 107 passi dalla morte…non resta che un rifugio..
una canzone dettata dal cuore che sul finire viene troncata, strozzata in gola dalla stupidità umana.

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Marco82

Reg.: 02 Nov 2003
Messaggi: 924
Da: Lodi (LO)
Inviato: 14-08-2004 13:36  
di Lars Von Trier non ne ho visti molti di film, ma questo è sicuramente il suo film più "notevole"
Quando smisi di vederlo mi tornarono in mente le parole di Tarantino riguardo a un film (non ricordo il nome ^^') in cui diceva che l'aspetto drammatico diventava quasi un altro "personaggio" tanto era presente in quasi tutte le scene...come se in ogni scena non ci si riuscisse mai a "staccare" del tutto da questo lato. Io credo che questa definizione ci stia benissimo per Dancer in the dark Il film non è mai "allegro", neanche durante i vari momenti musical (in particolare quello dove Bjork canta sul treno dove mi pare dica appunto che "aveva già visto tutto"...da pelle d'oca ) e la fine è proprio l'apice del dramma...in cui una madre decide di sacrificarsi per il bene del proprio figlio (scelte che avvengono anche nella realtà, massimo rispetto per queste donne)
Bellissimo film, veramente. Toccante ^^'

ps: e poi anche quà come in dogville von trier se può parlare male dell'america lo fa...ihihi in questo mi trova anche d'accordo
_________________
"1..2..3..4..5..e 6...sei...numero perfetto..."
"ma non era 3, il numero perfetto?"
"sì, ma io ho sei colpi quì dentro..."

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Ilariuccia

Reg.: 18 Ott 2003
Messaggi: 92
Da: Garbagnate (PT)
Inviato: 14-08-2004 14:26  
Davvero un ottimo film, con una superlativa Bjork entrata in una maniera incredibile nella parte di Selma. DITD è uno dei pochi film che è riuscito a farmi commuovere e a rimanermi dentro come pochi altri.
Ennesimo centro del grande Von Trier.


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Ayrtonit
ex "ayrtonit"

Reg.: 06 Giu 2004
Messaggi: 12883
Da: treviglio (BG)
Inviato: 07-10-2004 14:45  
Dancer in the dark, un manifesto di arte povera. Uno di quegli oggetti che sembrano stracci eppure campeggiano nelle sale del Centre Pompidou. E' arte. Si perchè lo stile di Von Trier è povero, o meglio finto povero, cosi come i suoi protagonisti. Selma è una povera donna, quasi cieca,ragazza madre, immigrata dalla cecoslovacchia negli usa, vive in una roulotte. Eppure questa donnina, interpretata dalla minuta, elfica Biork, è destinata diventare un grande personaggio. Lo è già, per tutto quel che ha fatto della sua vita. Si dà da fare per salvare il figlio dalla cecità, risparmiando soldi per l 'operazione in una costosa clinica. Ma quasi dal nulla giunge il cattivo di turno a rubarle soldi e fiducia. Ma non le ruba la dignità e la speranza. E dunque Selma è una povera vittima, una creatura sfortunata, tanto che non servono grandi inquadrature a descriver la sua vita. Una macchina portata a spalla, traballante, incerta, tremante, che si muove come si muoverebbe un non vedente. Povertà anche stilistica quindi. Ma poi succede qualcosa.
Selma canta.
Eppure Dancer in the dark non è un musical. E' un film drammatico, in cui semplicemente la musica viene utilizzata al massimo delle sue potenzialità,e ai suoi estremi. Il silenzio durante tutto il film, interrotto sempre bruscamente dalle canzoni di Biork, balletti e tip tap, i sogni di Selma. Tematica e mezzo espressivo ricorrente, questo, di Von Trier: far risaltare i contrasti. E cosi Selma è debole, povera, vittima. Ma diventa forte, decisa, carnefice. I personaggi di Von Trier si aggrappano sempre ad un ideale, con forza ossessiva, ed è questo a trasformarli, addirittura trasfigurarli, rendendoli martiri e santi. Ma lo spettatore non conosce il loro passato emotivo e interiore.
Dancer in the dark non "narra" una storia. Una storia ha un inizio e una fine. L inizio qui invece non esiste, ci troviamo già da subito acanto a Selma in un giorno ordinario della sua vita. Nemmeno una fine esiste, il canto di Selma viene interrotto. Lo dice lei stessa: esce sempre alla penultima canzone, per poter prolungare all infinito la sua gioia. Von Trier qui coglie l essenza del dramma. Il dramma nasce sempre dal conflitto. Selma decide di morire per il figlio, ma non è un eroina. E' una donna forte e coraggiosa, ma ha paura della morte come ogni essere umano. Straziante il finale, dove nulla va come lo spettatore crederebbe. Una grandissima interpretazione di Biork, e un riconoscimento in più le va per la splendida colonna sonora, fatta di sussurri e acuti di gioia a squarciagola. La canzone che interpreta al passsaggio del treno in particolare esprime tutta l anima di Selma. "Ogni muro è grande, se il tetto non cade". Tutto il film si lascia descrivere da questa frase. La semplicità della regia di Von Trier è voluta, necessaria ad esaltare la forza della storia e della sua protagonista. Un minimalismo drammatico che coinvolge e sconvolge.
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"In effetti la degenerazione non è mai divertente, bisogna saperla mantenere su livelli tollerabili.
Non è tanto una questione di civiltà, ma di intelligenza."
DEMONSETH

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Ayrtonit
ex "ayrtonit"

Reg.: 06 Giu 2004
Messaggi: 12883
Da: treviglio (BG)
Inviato: 08-10-2004 01:05  
ma c'è cosi poca gente che ama von trier qua dentro?
eppure questo film ha avuto notevole spinta pubblicitaria...ce l hanno persino da blockbuster!! ha vinto premi importanti quindi possibile che nessuno l abbia visto??
non dico che debba esser piaciuto, ma non si scrive solo di ciò che ci è piaciuto..
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DEMONSETH

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NancyKid
ex "CarbonKid"

Reg.: 04 Feb 2003
Messaggi: 6860
Da: PR (PR)
Inviato: 08-10-2004 01:09  
Vidi questo film alla sua uscita, perciò grazie alla mia memoria corta me lo ricordo in modo non molto lucidissimo, quindi nelle prossime righe potrei sparare non poche cazzate. Diciamo che con questo film Von Trier affronta una sfida contro sè stesso, ovvero mettere in pratica molte dottrine del suo dogma con un musical, quindi un manifesto controcorrente al suo solito modo di dirigere, in quanto dagli inizi dei tempi il Musical è il genere più "spettacolarmente spettacolare" del Cinema, il genere di svago che tanto andò di moda negli States durante gli anni di guerra per sdrammatizzare gli orrori circostanti. Lars cerca un pò di conciliare queste due fazioni opposte, i movimenti bruschi della macchina a mano nello sfondo della fotografia sporchiccia (rigorosamente in digitale per rendere più veritiero il tutto) con le note musicali, spesso simbolo appunto di svago e di vita. Forse è proprio questa contrapposizione la forza dell'opera, la forza sonora della musica alternata con i silenzi improvvisi e profondi, che indubbiamente lascia un segno emotivo nello spettatore. Come fa una donna a cantare mentre è sul punto di morte? Von Trier gioca così sul macabro, perchè diciamocelo, Dancer in the dark ha un qualcosa di macabro, molto macabro, la sfiga della protagonista che ti respira sul collo, un dramma su dramma che smuove lo spettatore proprio per il realismo tecnico in cui il tutto è realizzato, dove davanti a noi non c'è più prodotto da "sogno", ma prodotto puramente "shoccante/emotivo", perchè come al solito Lars vuole spiattellarci in faccia, attraverso un sottomeccanismo di vortice dogmatico, scene crude che non danno spazio alla spettacolarizzazione, superando così la barriera del musical come spettacolo, che qui tramuta in un urlo di disperatezza ironica travestita da falsa speranza, perchè Von Trier non dà spazio ad un mondo migliore, proprio come il nostro italiano Matteo Garrone. Un pregio del regista danese è quello di aver tirato fuori da una novellina come Bjork una recitazione in puro stile method actor, tendente ad andare sull'ultra drammatico, volutamente sopra le righe, ma sicuramente efficace e incisiva.
Sono sempre stato convinto che Von Trier fosse un regista capace, l'unica spazzatura che ha diretto è stato Dogville in fondo...

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Puttana inutile, scopatore di froci, sembri così carino con le labbra siliconate

[ Questo messaggio è stato modificato da: CarbonKid il 08-10-2004 alle 01:16 ]

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Ayrtonit
ex "ayrtonit"

Reg.: 06 Giu 2004
Messaggi: 12883
Da: treviglio (BG)
Inviato: 08-10-2004 15:06  
non sono d accordo sul fatto che ditd sia un musical. le canzoni di biork sono le vere parole di selma, il suo coraggio..il musical come dici tu è intrattenimento e spettacolo..qui non ce n'è affatto.
son d accordo invece sulla recitazione di biork che cmq secondo me valeva il premio che le è stato dato, e credo che nessun altra persona al mondo potesse interpretare selma meglio di lei (recitazione e canto).
non concordo affatto su dogville, secondo me un ottimo film..ma su questo dovrebbe esserci l apposito topic..infatti l ho appena letto..wow tutto sto casino per dogville..
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Michi81

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 3120
Da: Lugano (es)
Inviato: 08-10-2004 15:33  
quote:
In data 2004-10-08 01:05, Ayrtonit scrive:
ma c'è cosi poca gente che ama von trier qua dentro?
eppure questo film ha avuto notevole spinta pubblicitaria...ce l hanno persino da blockbuster!! ha vinto premi importanti quindi possibile che nessuno l abbia visto??
non dico che debba esser piaciuto, ma non si scrive solo di ciò che ci è piaciuto..




Non è che perché hai scritto la tua opinione, ora tutti debbano parlarne.. Il topic era aperto da due mesi prima del tuo intervento.
E sai quanti topic con recensioni brillanti sono caduti nel dimenticatoio?

* * * * * * * * * * * * * * * * * *

Il film – in versione succinta, ovviamente – si può riassumere dicendo che la persona più buona, gentile e generosa subisce le ingiustizie e le cattiverie peggiori della storia, il tutto in perfetto von Trier-style, anarchico e provocatorio, perennemente alla ricerca esasperata del non convenzionale (a cominciare dalla mdp a spalla) e innegabilmente spietato. Tutte le sue vicende partono dalla speranza e finiscono nella più profonda e (auto)compiaciuta tragedia. L’estremizzazione è certamente legittima, ma io vedo il suo cinema come invasato e gratuito: i suoi film guardano alto e colpiscono basso. E mi sta sulle palle..

quote:
In data 2004-10-08 01:09, CarbonKid scrive:
Come fa una donna a cantare mentre è sul punto di morte? Von Trier gioca così sul macabro, perchè diciamocelo, Dancer in the dark ha un qualcosa di macabro, molto macabro, la sfiga della protagonista che ti respira sul collo, un dramma su dramma che smuove lo spettatore proprio per il realismo tecnico in cui il tutto è realizzato, dove davanti a noi non c'è più prodotto da "sogno", ma prodotto puramente "shoccante/emotivo", perchè come al solito Lars vuole spiattellarci in faccia, attraverso un sottomeccanismo di vortice dogmatico, scene crude che non danno spazio alla spettacolarizzazione, superando così la barriera del musical come spettacolo, che qui tramuta in un urlo di disperatezza ironica travestita da falsa speranza, perchè Von Trier non dà spazio ad un mondo migliore.
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Bravissimo! Io però lo leggo con occhio ipercritico: come dicevo sopra, l'estremizzazione è sì una pratica legittima ma l'artificio della musica e delle canzoni servono a von Trier come ulteriore alibi per proporre qualcosa di (troppo) disperato e agghiacciate. Ed è un trucco che non mi piace.
_________________
"Mi esposa era al fiume, a lavare, un gringo l'aggredì e la voleva.."

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Hawke84

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 5586
Da: Cavarzere (VE)
Inviato: 08-10-2004 15:51  
quote:
In data 2004-10-08 15:33, Michi81 scrive:
..vedo il suo cinema come invasato e gratuito: i suoi film guardano alto e colpiscono basso. E mi sta sulle palle..
...



l'estremizzazione è sì una pratica legittima ma l'artificio della musica e delle canzoni servono a von Trier come ulteriore alibi per proporre qualcosa di (troppo) disperato e agghiacciate. Ed è un trucco che non mi piace.



canzoni come alibi ber proporre un'estremizzazione gratuita che colpisce basso?

a mio modestissimo parere sei totalmente fuori strada!
Contaminare il dramma con lo spirito del musical non è un alibi per fuggire un macabro eccesso di crudeltà ...è la trovata geniale di un regista che ricrea, grazie al mito del genere, l'utopia di una felicità per Selma.

_________________
perchè l'italiano è sempre quello che va piano quando vede la macchina della polizia e appena passata corre oltre il limite.

[anthares]

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Michi81

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 3120
Da: Lugano (es)
Inviato: 08-10-2004 16:05  
quote:
In data 2004-10-08 15:51, Hawke84 scrive:
canzoni come alibi ber proporre un'estremizzazione gratuita che colpisce basso?



Cerco di precisare.

quote:
In data 2004-10-08 15:33, Michi81 scrive:
..vedo il suo cinema come invasato e gratuito: i suoi film guardano alto e colpiscono basso. E mi sta sulle palle..
...



Qui volevo dire che è una caratteristica generale dei suoi film proprio quella di "guardare alto e colpire basso" (mi riferivo prevalentemente a "Le onde del destino", che è il film di cui ho i ricordi più vividi).

quote:
In data 2004-10-08 15:33, Michi81 scrive:
l'estremizzazione è sì una pratica legittima ma l'artificio della musica e delle canzoni servono a von Trier come ulteriore alibi per proporre qualcosa di (troppo) disperato e agghiacciate. Ed è un trucco che non mi piace.




L'estremizzazione che lui propone mi stanca e non riscuote il mio entusiasmo. Poi (inoltre, ma è supplettivo, non decisivo) il fatto di proporla in D.i.t.D. scegliendo la via del musical è un artificio che non mi piace.
Per quanto riguarda il discorso della contaminazione tra dramma e musical, de gustibus.. D'altronde chi più di von Trier può aspirare al titolo di regista più controverso? O lo ami o lo odi. A me sta sulle palle..
Io vedo la contaminazione fra dramma e musical come artificio per edulcorare la storia, ma al contempo (per ossimoro) poter stordire ancor più lo spettatore.
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"Mi esposa era al fiume, a lavare, un gringo l'aggredì e la voleva.."

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Ayrtonit
ex "ayrtonit"

Reg.: 06 Giu 2004
Messaggi: 12883
Da: treviglio (BG)
Inviato: 08-10-2004 17:53  
anzitutto quando vedo che ci sono pagine e pagine scritte per film come van helsing e tre commenti in croce per un film come questo, mi girano le balle..quindi ne scriverò anche 10 di commenti a ditd purchè la gente vada a vederlo..
cmq al di là di questo, è indubbio che von trier si ama o si odia, io lo amo. ma non capisco la repulsione per le sue scelte contenutistiche : quel che mostra questo film, accentuato dalla musica,sarebbe (troppo) agghiacciante crudele, macabro? secondo me è molto realista..von trier non esagera affatto le cose, ci sono storie ben peggiori..quindi non mi sembra che esasperi il dramma, anzi credo che volendo farlo ci sarebbe ben di peggio da mostrare. secondo me dà fastidio proprio per il suo crudo realismo, non addolcisce niente, non crea eroi, niente lieti fini...e insiste in ciò..per me fa bene, fa riflettere, piangere e sconvolgere..ma questo vale per me.
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GionUein

Reg.: 20 Mag 2003
Messaggi: 4779
Da: taranto (TA)
Inviato: 08-10-2004 19:00  
quote:
In data 2004-10-08 17:53, Ayrtonit scrive:
anzitutto quando vedo che ci sono pagine e pagine scritte per film come van helsing e tre commenti in croce per un film come questo, mi girano le balle..



E perchè mai?

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Ayrtonit
ex "ayrtonit"

Reg.: 06 Giu 2004
Messaggi: 12883
Da: treviglio (BG)
Inviato: 08-10-2004 19:16  
quote:
In data 2004-10-08 19:00, GionUein scrive:
quote:
In data 2004-10-08 17:53, Ayrtonit scrive:
anzitutto quando vedo che ci sono pagine e pagine scritte per film come van helsing e tre commenti in croce per un film come questo, mi girano le balle..



E perchè mai?


riapriremmo dibattiti già affrontati in altri post se ti rispondessi seriamente..
risposta alternativa:
diciamo che ci sono film orribili, fatti male, di cui però si parla a lungo, e bei film che nessuno vede e di cui nessuno parla..
oppure potrei risponderti cosi: mi giran le balle perchè sono suscettibile..

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Petrus

Reg.: 17 Nov 2003
Messaggi: 11216
Da: roma (RM)
Inviato: 08-10-2004 19:20  
adoro il danese volante
ma ho troppa poca voglia e tempo di scriverci su
prima o poi lo farò
_________________
"Verrà un giorno in cui spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate"

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philipcat

Reg.: 08 Feb 2004
Messaggi: 1372
Da: Roma (RM)
Inviato: 08-10-2004 19:26  
quote:
In data 2004-10-08 17:53, Ayrtonit scrive:
anzitutto quando vedo che ci sono pagine e pagine scritte per film come van helsing e tre commenti in croce per un film come questo, mi girano le balle..quindi ne scriverò anche 10 di commenti a ditd purchè la gente vada a vederlo...




Ma cos'è, una missione didattico moralizzatrice?
Postare su un forum è come un messaggio in una bottiglia affidato ai capricci dei venti e delle correnti marine. Può perdersi tra i flutti, arenarsi su una spiaggia o essere raccolto da un marinaio curioso o indifferente. La vastità e l'imprevedibilità di questo mezzo di comunicazione mette i brividi. Lascia che sia il tuo ipotetico destinatario a districarsi nell'immensa e disomogenea offerta a sua disposizione.

Quanto al film definirlo realistico mi pare quanto meno azzardato.
Von Trier riesce a fare un melò sottintendendo che sta solo citando un melò, e la congerie di citazioni e rimandi fra la vita concreta e il mondo fantastico del musical fa sì che realtà ed immaginazione divengano inseparabili.Evidenziandone così l'artificiosità.
_________________
Don't dream it, be it.

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