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Autore eXisteNz
Petrus

Reg.: 17 Nov 2003
Messaggi: 11216
Da: roma (RM)
Inviato: 27-09-2004 08:37  
Si potrebbe rimanere spiazzati davanti alla visione di Existenz.
Spiazzati perchè il film è un nervoso mix cose molto brutte e trovate geniali.
E alla fine della visione bisogna un attimo guardarsi allo specchio, fare il punto della situazione e chiarirsi su quello che si pensa della pellicola.
Existenz esteticamente è proprio brutto. Se beccate un passaggio notturno, lo scambiate di sicuro per un tv-movie di quarta categoria, al massimo per una replica di twin peaks.
Le prime scene, per esempio, sono proprio girate male, con gite in macchina come non si vedevano dagli anni 60(volante girato a caso e immagini che scorrono appiccicate sullo sfondo) stacchi con i personaggi vestiti in modo diverso da un'inquadratura all'altra.
Insomma, un pasticcio.
E, dopo una parte centrale in risalita, il finale si sbraca nuovamente, con una scena di un attacco militare degna di McGywer.
In tutto questo marasma registico(e non mi dite che questo Cronenberg è quello glorioso del pasto nudo, dogmatici!)l'idea che sta alla base del film e il modo in cui viene sviluppata sono geniali.
Un vorticoso intricarsi della realtà e della finzione, a livelli percettivi assolutamente inconfondibili. Teorizzazione del ale del nostro tempo, esasperazione di un sistema mediatico-tecnologico che sempre più rischia di invischiarci nel limbo del sapere-non sapere, della conoscenza piena di un tutto distorto.
Purtoppo si rimpiange una demenza senile registica, pur non potendo confondere la mano del regista per l'importanza e l'originalità del tema affrontato.
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"Verrà un giorno in cui spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate"

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Cronenberg

Reg.: 02 Dic 2003
Messaggi: 2781
Da: GENOVA (GE)
Inviato: 27-09-2004 16:21  
"eXistenZ" è sicuramente il film meno riuscito del secondo Cronenberg. Con tale presupposto si possono analizzare i perchè e i percome, dato che solo pochi di essi possono chiarire quanto del marasma virtuale e dello stile noiosamente giovanile(?) si faccia una delle opere più importanti del regista canadese. La piattaforma psicologica è perfettamente progettata, i dislivelli percettivi e l'acquisizione del nuovo video-sesso sono anch'essi progetti di un idea geniale, ma l'archetipo visivo appunto non funziona. Lo stile è sicuramente sperimentale, gli ambienti pure, che rimandano quasi ad un primissimo Cronenberg di fine anni Sessanta (Crimes Of The Futures), e l'archetipo visivo sensoriale appare a tratti sottotono, mai seriamente e visceralmente mutato all'argomento. Adesso occore comprendere l'intento del regista, che voleva creare un freddo videogioco giovanile, un portante attaccamento mani- carne-video che collega noi tutti all'altro mondo, divenuto fantasioso e allo stesso tempo virtuale. La sceneggiatura appare a tratti troppo contenuta, e le intepretazioni mai eccellenti, è appunto la mano ferma del regista, a saper orchestrare diligentemente l'idea massimale, che seppur sempre privata della sua adulta metaforicità, assume sembianze interessanti, geniali e perverse, in molti tratti della pellicola. Cronenberg voleva ricreare appunto il mondo ludico del videogioco, colorito e bucherellato dai lunghi e sepratissimi lassi di tempo vita/gioco, divertente ma corrotto. Molte sequenze d'alternanza presente e presente virtuale, possono anche ricordarne alcune de "La zona morta" il martellamento da fuori, incambiabile dentro, o cambiabile comunque solo dopo l'esperienza, sono certamente interessanti al momento, ma inconsistenti al ricordo, vittima di un genere ancor oggi limitato dalla sua stessa realtà. Cronenberg ha tentato di creare eXistenZ, il contesto non l'ha di certo favorito, e gli attori neppure, si riscontra solo una grande idea di fondo e alcuni background degni di maggiori approfondimenti, ha lavorato sostanzialmente di sottrazione, rimpiangendo una realtà invivibile. Per il resto appunto rimane ben poco, la traccia inconfondibile del percorso carnale della cinematografia di David Cronenberg, la regia ferma ma mai pienamente convinta, e il passatempo di un gioco prettamente ancestrale, che mostra l'istinto umano sottraendo ciò che l'umano invece cerca nell'istinto. Un piacevolissimo passatempo, caratterizzato positivamente dall'idea di base che il tempo è intrattenuto costantemente dalla realtà gioco, dalla virtuale percezione della realtà, quella dell'ancor solo previsto nuovo millennio.
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La ragione è la sola cosa che ci fa uomini e ci distingue dalle bestie

René Descartes

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Petrus

Reg.: 17 Nov 2003
Messaggi: 11216
Da: roma (RM)
Inviato: 27-09-2004 16:29  
quando cadono i dogmi e sorge l'intelligenza, il parlare di cinema può essere biologicamente equiparato a una buona dose di sesso
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Ayrtonitt

Reg.: 27 Set 2004
Messaggi: 16
Da: treviglio (BG)
Inviato: 27-09-2004 16:34  
Non concordo. Perchè questo film è ricco di scene sessuali che mi hanno fatto comprendere che l'arte è una cosa emozionale come e quanto il sesso.
E certo, va bè, non si può dire che una in strada sia un'artista, ma io che sono de Bergamooo de sura, mi piace molto stare de suta e da lì manovrare tutto come un regista che fa film con le immagini. Non è cosa da tutti i giorni.

Non c'è pace tra le cosce!

[ Questo messaggio è stato modificato da: Ayrtonitt il 27-09-2004 alle 16:41 ]

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oronzocana

Reg.: 30 Mag 2004
Messaggi: 6056
Da: camerino (MC)
Inviato: 25-10-2004 15:18  
L'ho appena visto e devo dire che mi è piaciuto.
Di Cronenberg ho visto solo la Zona morta e quindi non riesco a fare un paragone sul suo stile rispetto alle altre opere però le continue allusioni alla dimensione sessuale sono molto efficaci.

Non posso dare un voto per mancanza di basi!

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Partecipare ad un'asta, se si ha il Parkinson, può essere una questione molto costosa.
Michael J. Fox
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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 25-10-2004 16:36  
A me comunque più che la Zona morta ha ricordato Videodrome (realtà/simulazione, cassetta che entra come la spina dei pod).
Il film di per se non l'ho trovato eccezionale, certo ha avuto la sfortuna di uscire in un periodo in cui l'idea dei videogiochi nei soggetti cinematografici prendeva le direzioni più disparate(e commericiali), però il finale è così fastidiosamente pseudo moralista (o anche se fosse il ocntrario, comunque forzato9.
Le chiavi di lettura sono più suggerite che deducibili. Insomma un film piacevole che non vola però molto alto.
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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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POT666


Reg.: 10 Dic 2004
Messaggi: 59
Da: albi (CZ)
Inviato: 01-02-2005 12:48  
A me al contrario è piaciuto tantissimo e lo accosto a videodrome, non è banale.....perchè ormai si è persa di vista la realtà cioè interazione con le altre persone.....i ragazzi sono dei mostri sacri al computer sono intelligenti....ma hanno serie difficoltà ad avere rapporti con gli altri......secondo me questo vuole dire cronenberg vuole lanciare questo messaggio e nello stesso tempo da la responsabilità a chi ha il potere che ci ha portato a questo...perchè non ha dato il giusto significato alla tecnologia anzi la usa per i propri interessi.
Io gli do un bel 9!!!!!
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8ghtBall

Reg.: 04 Feb 2004
Messaggi: 6807
Da: Cesena (FO)
Inviato: 03-02-2005 21:19  
quoto Gatsby
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VromeoV
ex "arancino"

Reg.: 27 Ott 2003
Messaggi: 3288
Da: Napoli (NA)
Inviato: 16-08-2005 14:17  
Bella discussione davvero, effettivamente che l'idea di Cronemberg fosse quella di ricreare una realtà che per colori, luci e immagini tendesse al virtuale nelle sue forme più "arcaiche" appare chiaro sin dall'inizio.Non dimentichiamo infatti che il film, uscito nel '99, nella sua idea originale abbozza un mondo che si riferisce a videogame molto diversi da quelli a cui oggi giochiamo.Per comprendere a fondo questo film bisognerebbe provare videogame come "Duke-Nukem"(il primo) o i primi doom nei quali la componente estetica era sempre confusa, a tratti "sconnessa"(:P).
Lo stesso uso di oggetti organici in tutto il film ci rimanda a una serie di videogame nei quali tutti i mostri-nemici si presentavano esattamente come i pod di ExistenZ.Tutto il film richiama quindi una serie di sensazioni familiari al videogiocatore della metà degli anni 90 e la stessa opera di immedesimazione prosegue proprio con quella recitazione a tratti fredda e mai convinta.
I due protagonisti sono ovattati, in certi punti sembrano marionette(soprattutto lei) ed è questo un effetto certamente voluto.
Registicamente ho registrato anche io le imprecisioni di cui parlava Petrus.
In conclusione l'analisi del film di Cronemberg sta tutta nel filo(sottile) che passa fra una voluta eccessiva sperimentazione di un'immagine che a tratti sembra scossa, agitata e una serie di imprecisioni che ci sono, oggettivamente e che di certo non sono volute.
La realizzazione risulta comunque eccellente, le realtà si intrecciano a creare un mondo ancora nuovo, che è quello dello spettatore, che a un certo punto si sente quasi parte del film.Come se in questa sovrapposizione di realtà che ha il suo culmine(forse??) nella scena finale anche noi avessimo un nostro ruolo.Come se noi, attraverso i nostri occhi stessimo vivendo un altro videogame e nel momento in cui l'ultima inquadratura si spegne e lascia spazio al nero si ha quasi l'impressione che l'ultimo tassello di questo vortice si sia risvegliato.E quel tassello siamo noi.
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E quando l'agnello aprì il settimo sigillo, si fece nel cielo un silenzio di circa mezz'ora. E vidi i sette angeli che stavano dinanzi a Dio, e furon loro date sette trombe…

Io amo Ingmar Bergman

Ho solamente una gran voglia di morire..

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Cronenberg

Reg.: 02 Dic 2003
Messaggi: 2781
Da: GENOVA (GE)
Inviato: 16-08-2005 16:04  
Penso che su alcuni punti hai colto precisamente il senso recondito e specializzato della teoria cronenberghiana che in eXistenZ appare più evidente che mai. Come ho già detto concordo grosso modo sulle critiche riguardanti la tecnica talvolta imprecisa, rilevabile in una certa approssimazione dello script e calcatura delle scenografie fin troppo evidenti alle spalle dei due protagonisti. Ecco che invece non concordo sull'eccessiva importanza e rilevanza che dai al ruolo del videogioco, ed alla sua totale contestualizzazione all'interno della nostra realtà. Il videogioco per Cronenberg significa esclusivamente mezzo carnale per altri mondi immaginifici, sui quali non ha mai riflettuto molto in precedenza, e per i quali utilizza a scopo 'benefico' il game, come porta spazio temporale atta all'accesso. Per questo, come da lui dichiarato, non va data importanza all'idea comune di videogioco od avventura videoludica, perchè la scoperta carnale di una nuova realtà solo somigliante a quella di un videogioco, porta a tradire in questo caso il pod, a farlo soffrire come noi soffriamo, per consentirci la possibilità di trapassare carni e nuovi mondi, legati incessantemente al sogno reale da lui più volte citato in Videodrome. Mezzo tecnologico quindi, uguale a carne martoriata e sfruttata, per schizzare in qualche nuovo territorio malsano e ancestrale, scollegato alla vita reale ed alla sua riproduzione videoludica.
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VromeoV
ex "arancino"

Reg.: 27 Ott 2003
Messaggi: 3288
Da: Napoli (NA)
Inviato: 16-08-2005 18:48  
Si si, d'accordissimo con te.In realtà io davo importanza al videogioco per stabilire un contatto estetico fra il film e un tipo di videogame che oggi è desueto e raramente conosciuto, cercando appunto di spiegare il perchè di quel mondo ludico così plasticoso e organico.Era un riferimento prettamente scenografico.Il progetto di Cronenberg era, ovviamente, un altro.
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Cronenberg

Reg.: 02 Dic 2003
Messaggi: 2781
Da: GENOVA (GE)
Inviato: 16-08-2005 19:00  
Comunque è plausibile che il mezzo scenografico dipenda e si parallelizzi con quello narrativo. Evidentemente la scenografia videoludica funziona come appurato mezzo narrativo, nonchè bio-porta e capsula teletrasborante verso un'altra dimensione.
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sandrix81

Reg.: 20 Feb 2004
Messaggi: 29115
Da: San Giovanni Teatino (CH)
Inviato: 26-02-2006 14:11  
eXistenZ è un film straordinario.
prima di tutto per la, perfetta, regia di Cronenberg.


ma devo stare attento a quello che scrivo, quindi per ora non posso sbilanciarmi.
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Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina.

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roccomedia

Reg.: 15 Lug 2005
Messaggi: 3829
Da: Bergamo (BG)
Inviato: 26-02-2006 20:56  
Io lo trovai un film particolarmente interessante. Riesce a coniugare bene le tesi di Baudrillard (il pericolo dell'estinzione della realtà a vantaggio di un simulacro virtuale) con la teoria del "cyborg" di Donna Haraway che guarda alla sincresi tra "carne e nuova tecnologia, facendone contemporanea questione di finzione ed esperienza vissuta" (Haraway, 1995, p.40).
In più c'è tutto quel mondo di secrezioni, escrescenze, squartamenti, corpi viscidi, sangue, gonfiori, infezioni, indissociabili dalla filmografia di Cronenberg.
Il giudizio non può essere che buono.

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Bash84

Reg.: 28 Dic 2005
Messaggi: 446
Da: Ascoli Piceno (AP)
Inviato: 26-02-2006 22:02  
Lo stile potente di Cronenberg, che si era sublimato nel percorso dal Demone sotto la pelle al Pasto nudo fino a raggiungere la purezza di una firma stilistica inconfondibile, non si è affatto persa nei suoi ultimi lavori, ma già da Crash si era potuto notare un cambiamento importante e assolutamente visibile. Senza perdere se stesso (e senza voler nulla togliere ai precedenti capolavori, alcuni sicuramente più alti di eXistenZ) C. ha raggiunto la maturità necessaria affinché il suo stile non si stenda sul tema trattato oscurandolo ma con esso si confronti, permettendogli di avvicinarsi a soggetti che sembravano estranei all’autore. Sotto quest’ottica il film appare come un passaggio fondamentale che porterà fino a History of Violence. La visionarietà si insinua nel mondo “pulito” del videogame, corrompendolo dall’interno, distruggendo il confine tra materia inanimata ed elettronica e materia vivente nella sua misteriosa e pura carnalità. La finzione travalica nel campo della vita, la cui spiritualità si perde nella fusione di tutto ciò che penetra i sensi umani. I mostri fantasiosi che popolano il film sono carichi di un’insensatezza e di un’innocenza mai viste in C., e l’apparente gratuità di alcuni personaggi o ambienti, definisce l’anarchica libertà di un mondo insensato definito e costruito soltanto dalle pulsioni degli stessi protagonisti, che infine pur di non vedersi potar via quel senso ideale di cui necessitano per vivere agiscono da fondamentalisti terrorizzati dall’ignoto (più che moralismo ci vedo una critica spietata). Nel 1999 questo film schiacciato cronologicamente tra quei due capolavori che sono Crash e Spider appare senza dubbio più leggero, sicuramente più gradevole e digeribile per il grande pubblico... ma nasconde un’angoscia universale che ad esempio un colossal come il coevo Matrix (tematicamente molto vicino) non saprà assolutamente raggiungere con tanta finezza. Del resto si parla di Cronenberg...


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Cosa puoi perdonare ad un essere perfetto?

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