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Autore contro i film horror
willoz

Reg.: 08 Mar 2004
Messaggi: 3701
Da: trento (TN)
Inviato: 26-03-2005 16:39  
quote:
In data 2005-03-26 16:37, 83Alo83 scrive:
quote:
In data 2005-03-26 16:36, uligano scrive:
quote:
In data 2005-03-26 11:40, 83Alo83 scrive:
quando leggo "maleducato" mi scappa sempre una grassa risata...




Ridi su sta....... Va meglio?



ma che maleducato che sei...




davvero non se ne puo più..-
_________________

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uligano

Reg.: 28 Feb 2005
Messaggi: 124
Da: roma (RM)
Inviato: 26-03-2005 16:44  
quote:
In data 2005-03-26 11:33, liliangish scrive:
quote:
In data 2005-03-26 10:05, uligano scrive:
Non ho parole!!!!
Definisci IDIOTI quelli che si iscrivono.....etc. (lo sai, l'hai scritto tu)



beh, in effetti... ha torto?

quote:
In data 2005-03-26 10:05, uligano scrive:

Ma come ti permettiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ti poni su un gradino più alto!!
Ma chi ti ci ha messo!?!?!?!



noi, più o meno tutti.
riconoscere la superiorità altrui non è mica una vergogna.





Fai una confusione non da poco.
La sai la differenza fra: riconoscere la superiorità altrui e ritenersi superiori!!
Non ho problemi a confrontarmi.

Riguardo alla definizione "idiota"
Se a te per ipotesi piacciono i film d'amore(è solo un esempio)
Ti sembra giusto qualcuno ti definisca idiota, per il semplice fatto di non condividere tali gusti con te?

P.S. Una volta ho letto:
Le donne stanno zitte...................ma mai quando non hanno nulla da dire!
Fino a oggi era solo una battuta, dopo aver letto il tuo post......è una "mezza" realta!


_________________
Il tentativo è il primo passo verso il fallimento! (Homer J. Simpson)

[ Questo messaggio è stato modificato da: uligano il 26-03-2005 alle 16:45 ]

[ Questo messaggio è stato modificato da: uligano il 26-03-2005 alle 16:47 ]

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Petrus

Reg.: 17 Nov 2003
Messaggi: 11216
Da: roma (RM)
Inviato: 26-03-2005 16:54  
ma se invece di sputare sentenze in post coloriti e per certi versi divertenti provassi a confrontarti/confutare le tesi di Vietcong come alcuni hanno fatto?

_________________
Con le scarpe in mano, ma senza più l'anima, scese silenziosamente lungo le scale posteriori e se ne andò, gli occhi asciutti come una foglia in fiamme

[ Questo messaggio è stato modificato da: Petrus il 26-03-2005 alle 17:55 ]

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Deeproad

Reg.: 08 Lug 2002
Messaggi: 25368
Da: Capocity (CA)
Inviato: 26-03-2005 17:52  
L'horror rappresenta la materializzazione dei nostri incubi e delle nostre paure, le rende concrete e palpabili. Quelle paure che scaturiscono da qualsiasi aspetto della realtà che ci circonda. E in questo senso mi ritrovo nelle parole di Marat quando sostiene che questo genere cinematografico rappresenti "la forma più raffinata e indiretta di critica sociale". Io ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di estremamente profondo ed affascinante nella rappresentazione concreta di un incubo che coviamo dentro, sia quando questa rappresentazione arriva a suscitare in noi ilarità, sia quando accentua invece i nostri timori. Proprio oggi ho rivisto il primo "Nightmare" di Craven. E, pur non avendo una grande passione per questo regista, riflettevo sul fatto che il film in questione fosse in grado di trasmettere una particolare sensazione a livello emotivo: molti di noi sono abituati infatti ad esorcizzare le proprie paure incanalandole in un film, in un libro o in un qualunque cosa sia contenuto e, al tempo stesso, contenitore della nostra realtà. E' un libro, è un film, è finzione, è solo un sogno, ho materializzato una mia paura e l'ho imprigionata qui dentro, in una pellicola, in un racconto... Ebbene, "Nightmare On Elm Street" ha avuto il pregio di stravolgere questo meccanismo, di riaprire quel contenitore in cui hai creduto di imprigionare i tuoi incubi e di restituirteli. Poi vabbeh, Craven per me rimane sempre un regista approssimativo, con tante buone idee, ma spesso e purtroppo con poca capacità di metterle bene in pratica. Ma anche in questo film non viene a mancare quell'aspetto di critica sociale che fa parte dell'essenza stessa dell'horror (anche se in misura sempre diversa, s'intende). Ma alla fine, per quel che mi riguarda, ciò che realmente conta, in questo come in qualsiasi altro genere cinematografico, non è importante tanto cosa esprimi, ma come lo esprimi. Ed ecco allora l'horror nelle mani di un regista capace può acquistare tanta dignità quanta può arrivare ad averne un buon film drammatico, un buon film comico, un buon film in generale. E' proprio in quest'ottica che in fin dei conti i generi cinematografici diventano semplicemente delle mere etichette di classificazione. Voglio dire... non importa che "Il sesto senso" lo cataloghiate come horror o meno, resta un buon film a prescindere, per il modo in cui il regista è stato in grado di metterlo in scena. E non ne faccio un discorso di originalità perchè, se poi andiamo a scavare, troveremo che molti elementi de "Il sesto senso" erano già stati mostrati qualche tempo prima da "Echi mortali". Quindi ritengo, come sosteneva Marien (se ho capito bene ciò che intendeva), che non ci sia originalità tanto nei temi affrontati, quanto, al limite, nelle modalità in cui questi temi vengono sviscerati, nelle angolazioni, nelle prospettive, in ciò che si preferisce mettere in evidenza. E' tutta una questione di scelte.
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Le opinioni espresse da questo utente non riflettono necessariamente la loro immagine allo specchio.

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vietcong

Reg.: 13 Ott 2003
Messaggi: 4111
Da: roma (RM)
Inviato: 26-03-2005 18:45  

devo dire che i vostri interventi, a parte quello dove mi si dice che avrei soltanto dovuto riassumere in "gli horror mi fanno schifo" (ma quando mai, non l'ho propio detto) sono TUTTI giusti, anche chi indica il mio "manifesto" come pretesco. Appena ho tempo rispondo, non è per sottrarmi alla dialettica, ma ho da fare e il computer rotto. a presto

_________________
La realtà è necessaria a rendere i sogni più sopportabili

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willoz

Reg.: 08 Mar 2004
Messaggi: 3701
Da: trento (TN)
Inviato: 26-03-2005 19:16  
Leggendo il post di Vietcong mi è parso subito che la sua critica mirasse essenzialmente ad un determinato tipo di cinema horror,in questo caso era semplice essere daccordo con lui..
rileggendo meglio la sua critica vuol essere qualcosa di piu profondo,
qualcosa che si riallaccia in un certo modo non solo al genere horror ma a tutto il cinema che adotta
le modalità tecnico/espressive da lui citate.
Nel caso avessi azzeccato il motivo della critica verso un determinato modo di fare cinema
si aprirebbe orizzonti ben piu ampi di discussione..
qui mi associo a Marien nel non catalogare il post di Viet come qualcosa di superficiale..piuttosto l'inghippo è nell'incentrare l'intervento su di un genere ben definito,riducendolo.
In definitiva non credo che l'horror piu di altri generi,ci dia solo ed esclusivamente quello che vogliamo ruffianamente e senza sorprese.si potrebbe dirlo di tutti i film in qualche modo catalogabili.
La differenza come detto da Deep è essenzialmente nella bontà del prodotto e niente piu..,
Viet nel dire che l'unico scopo di un horror è fare paura,liberare gli atavici mostri che da sempre seppur celati ci tormentano,puo aver ragione ma questo riduce in maniera erronea il lavoro di ricerca che sta alla base di ogni lavoro cinematografico,particolarmente sminuisce il difficile compito di ogni maestro della suspance...
relegandolo alla stregua di uno scrittore di gialli da economica,o a uno sceneggiatore di film pornografici...
anche li il solo scopo è eccitare lo spettatore,ma c'è modo e modo..
solo liberandosi di schemi e classificazioni si riesce ad apprezzare la qualità di un lavoro,e nondimeno solo senza prevenzioni di sorta si possono avere delle sorprese da un campo come quello cinematografico che nonostante tutto ha ancora molte cose da raccontare e da raccontarci.
Scusate la confusione.
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Marienbad

Reg.: 17 Set 2004
Messaggi: 15904
Da: Genova (GE)
Inviato: 26-03-2005 21:23  
quote:
In data 2005-03-26 17:52, Deeproad scrive:
Quindi ritengo, come sosteneva Marien (se ho capito bene ciò che intendeva), che non ci sia originalità tanto nei temi affrontati, quanto, al limite, nelle modalità in cui questi temi vengono sviscerati



Direi che hai capito.
Tra l'altro sostengo che ogni critica di natura filosofica presente nei film, sia un qualcosa che nasce a posteriori, molto più spesso negli spettatori che nei registi stessi, e che, il loro valore, deve comunque fare i conti con una forma che non veicola discorsi, ma sensazioni e atmosfere filtrati dalle immagini, altrimenti il film, avrebbe lo stesso valore di un racconto.
E in fondo, non si spiegherebbe nemmeno perchè gli horror (se vogliamo chiamarli così) di Lynch, siano di fatto prodotti così straordinari...

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::M:: cineForum

[ Questo messaggio è stato modificato da: Marienbad il 26-03-2005 alle 21:24 ]

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vietcong

Reg.: 13 Ott 2003
Messaggi: 4111
Da: roma (RM)
Inviato: 30-03-2005 23:42  

Ribadisco, avete tutti ragione. Del resto, in tutta sincerità, ho scritto la pappardella a fini puramente polemici, sono troppo laico in materia di cinema per essere ‘contro’ un qualsivoglia genere in toto. In sostanza, qualche giorno fa mi è venuta l’inspiegabile idea di scrivere un manifesto anti-horror dal punto di osservazione di una brava coscienza progressista e un po’ moralista, incarnando una maschera che odio abbastanza. Mi sembrava un’occasione carina di aizzarmi un po’ di insulti e di fregiarmi di un topic che arrivasse alla quarta pagina. È data da questa natura polemica l’ottusità del punto di vista (limitare lo sguardo per intensificare la Voce), l’assenza quasi totale di riferimenti circostanziati ai film (cosa poco seria, mi stupisce che non l’abbiate fatto notare)…

Ma poi, è successo che ho iniziato a essere d’accordo con quella maschera, più di quanto immaginassi. Insomma, scoprivo delle cose, e infatti alla fine sono stato molto meno polemico e rozzo di quanto avrei voluto in partenza (a parte un riferimento agli idioti da forum, per speziare un po’ il tutto). Per questo approvo le vostre critiche (perfetta l’osservazione di Marat, che richiama principi base della fruizione), ma non posso biasimarvi per avermi preso abbastanza sul serio.

Alcune delle cose che ho detto sono anche facilmente condivisibili: il fatto che l’horror venga spesso consumato come sostanza più che come testo. È vero, si può fare un uso basso di qualsiasi tipo di film, ma credo che questo genere, con le sue promesse di scariche nervose, si presti più di altri. Che abbia una presa particolarmente facile sui pubblici più impreparati e immaturi è fuor di dubbio, e credo che anche in questo momento metà della prima pagina di Tuttocinema sia occupata da topic sugli horror. Certo, ciò non implica un giudizio di valore, un genio come Hitchcock (che comunque gestiva materiali un po’ diversi) per arrivare a quelle scariche nervose ci metteva un certo stile… Ma resta che non esiste un ‘horror umanista’ così come c’è stata una fantascienza umanistica, e non è un caso. Tutta la questione della meccanicità, dell’inumanità, del fatto che questo genere lavori per pulsioni più che per sentimenti, rimane intatta. Nel mio post ne ho fatto motivo di critica, ma adottando uno sguardo più puro, posso solo dire che è uno spunto su cui lavorare.

Ma la questione più ambigua è quello della ricaduta nell’irrazionale, perché io stesso non so più cosa pensarne. Smettendo la maschera del progressista, ammetto di credere che tutta l’arte ha carattere regressivo. Giustamente Sandrix mi ha quotato un pezzo in cui non si evince nessuna condanna della ricaduta nell’incertezza irrazionale tipica dell’horror: un riaffiorare del mio sostanziale romanticismo… Eppure, provo un certo disagio. È vero, lo smantellamento delle certezze razionali, ben si presta a un uso politico, intelligente. Ma quello politico è pur sempre un discorso recente, un’innovazione che alcuni autori hanno spalmato su un materiale psichico ben determinato, che corrisponde alla nostra millenaria fame di orrori. Ma insisto, c’è qualcosa in questo ritornare alla condizione infantile e primitiva che è davvero penosa (è la terza volta che uso questo aggettivo), quasi al punto da offendermi.

Di mio, sono molto pauroso, tant’è che di horror ne ho visti ben pochi, perché fino all’adolescenza inoltrata non li reggevo bene. Credo (mi illudo) anche di avere una certa tendenza alla visionarietà, con fenomeni di eidetismo (delle specie di allucinazioni semi-coscienti) anch’essi protratti fino all’adolescenza. Per non parlare delle scene horror che mi giro nella testa, a volte veramente orribili e inquietanti. Mai disgustose però quanto le immagini ipnagogiche che di tanto in tanto mi si accavallano nel dormiveglia. Insomma, credo di essere particolarmente sensibile a quest’immaginario ‘negativo’.
Ecco, a volte ho l’impressione che l’horror non faccia che filmare questa parte del fantasticare che io non posso fare a meno di sentire come marcia, oscena (anche se fa parte di me e magari un giorno la rimpiangerò). Come se il senso stesso del genere fosse mostrare una parata di orrori, e la trama e forse persino lo stile non fossero che orpelli relativi per cucire insieme le agnizioni dell’orrido: di The Ring ricordo meglio una faccia di una morta che si vede per un secondo che tutto l’apparato della storia coi suoi bei buchi. Forse queste considerazioni valgono solo per un tipo di orror più spinto e fisico. Ma è possibile fare arte partendo dall’esposizione del macabro? Le esecuzioni capitali ci insegnano che è quantomeno possibile farne Spettacolo.
Ma anche gli horror che vengono considerati di classe perché ‘non si vede niente’ non sono certo più innocenti (come i film erotici sono più maliziosi rispetto ai porno), anche se non saprei esprimere bene perché sento questo. Da un lato penso che un’umanità evoluta dovrebbe ridere in faccia al ritorno dei morti, da un lato all’umanità evoluta non ci credo e non la desidero neanche troppo. Del resto sono convinto che anche il rito esorcistico e magico abbia a che fare con l’origine dell’arte.

Mi sono incartato ma forse ho trovato il punto del mio disagio. L’esecuzione capitale e la relativa ostensione macabra (horror ‘fisico’), il rito esorcistico (horror ‘mentale’): forse il problema è che l’horror ci riconduce troppo vicino alle origini oscure (e mitiche: come potre dimostrarle?) dello spettacolo e dell’arte, quando ancora non erano tali. È come se non fosse una materia bruta ancora non redenta da un’immaginazione più luminosa e consapevole.
E qui chiudo, e chiedo scusa per essere uscito ancora di più dallo specifico cinematografico.

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La realtà è necessaria a rendere i sogni più sopportabili

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willoz

Reg.: 08 Mar 2004
Messaggi: 3701
Da: trento (TN)
Inviato: 30-03-2005 23:51  
plauso alla chiarificazione.
_________________

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Luke71

Reg.: 06 Ago 2003
Messaggi: 3997
Da: pavia (PV)
Inviato: 31-03-2005 00:28  
Concordo con chi ha giustamente definito horror il cinema di Lynch,tranne UNA STORIA VERA in pratica tutto il suo cinema è un percorso horror negli angoli più oscuri dell'animo umano,percorso simile segue il cinema di Cronenberg anche se meno cerebrale e visionario,più carnale e tecnologico.
Due cineasti indispensabili e maledetti,che ormai sono perle rare nel panorama odierno.
Il discorso "contro" l'horror in realtà ha senso rivolto ad un cinema che di horror ha solo la facciata esteriore,la locandina che mostra già in pratica tutto...questo è l'equivalente delle commedie slapstick contrapposte all'umorismo e all'ironia di cineasti come Allen.
E' cinema che funziona sù diversi livelli,a tante persone basta una fruizione visiva,epidermica non profonda ed esiste questo cinema in tanti generi,più adatto per certi meno per altri,non riesco a pensare ad un thriller in cui la mente non sia profondamente coinvolta,o ad un film di spionaggio ad esempio.
Ma anche in questi generi ci sono pellicole più o meno riuscite,per quanto necessitino un minimo di sforzo a livello di sceneggiatura e concezione dell'insieme superiore.
In questo senso l'horror è forse uno dei generi più "facili" se vogliamo,facili nel senso che si può spacciare facilmente per cinema un qualcosa che altri non è che un guazzabuglio di immagini,urla,arti artificiali e qualche litro di finto sangue.
Vendere per cinema altre cose è probabilmente più difficile.
_________________
No hay banda,non c'è una banda
è tutto..tutto registrato
No hay banda...eppure
Noi sentiamo una banda

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Marienbad

Reg.: 17 Set 2004
Messaggi: 15904
Da: Genova (GE)
Inviato: 31-03-2005 01:16  
Un po' mi sento sollevata, e un po' spaventata per ciò che hai riconfermato rettificando, nutrendo quelle che da asserzioni provocatorie si sono trasformate in legittimi dubbi.
Perdona la svista, ma francamente sono partita con un precetto, che è quello di considerarti un utente assennato che si può permettere di non pigiare faticosamente sulle informazioni per veicolarle al suo lettore (la considero una forma di complicità intellettuale, che mi piace condividere con pochi); tuttavia ho colto nelle tue parole una vena estranea al Vietcong ficcante e acuto che solitamente mi è capitato di leggere, ma non vi ho dato peso, poichè mi andava invero più di rispondere che di cavillare...
Però a questo punto devo dissentire dalla tua ultima evoluzione-estensione del discorso, poichè trovo nelle tue parole una particolare attenzione a filosofie che "provengono" dal cinema, e non che "creano" un certo tipo di cinema, qual'è l'horror; si tratta di un'osservazione metafisica che non saprei nemmeno da che parte prendere.

Una cosa però la voglio dire in relazione a ciò che hai scritto poco sopra, e precisamente a questo:
quote:
In data 2005-03-30 23:42, vietcong scrive:
Che abbia una presa particolarmente facile sui pubblici più impreparati e immaturi è fuor di dubbio



Il cinema horror è un po' come Mozart, "semplice e adatto per i principianti, arduo e complesso per i professionisti" .

E con questo, vado a letto.

Notte

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squatt

Reg.: 08 Gen 2004
Messaggi: 683
Da: xczzcxczx (AP)
Inviato: 31-03-2005 02:19  
questa polemica contro gli horror non ha ragione di esistere perchè ci sono diverse tipologie di horror; intelligenti, idioti ecc... come in ogni altro genere, quindi se secondo la tesi chi apprezza un horror può definirsi infantile, di conseguenza chi apprezza le commedie può definirsi un idiota, chi i drammatici un pirla, ecc... ecc...o forse sono solo tutte masturbazioni mentali e questo topic una stronzata.


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cipriano

Reg.: 09 Apr 2001
Messaggi: 277
Da: Padova (PD)
Inviato: 31-03-2005 03:55  
la mia opinione è che l'horror sia per così dire uno spinoff del genere thriller portato a livelli claustrofobici

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RickBlaine

Reg.: 30 Mar 2003
Messaggi: 1868
Da: Collegno (TO)
Inviato: 31-03-2005 09:20  
quote:
In data 2005-03-31 02:19, squatt scrive:
questa polemica contro gli horror non ha ragione di esistere perchè ci sono diverse tipologie di horror; intelligenti, idioti ecc... come in ogni altro genere, quindi se secondo la tesi chi apprezza un horror può definirsi infantile, di conseguenza chi apprezza le commedie può definirsi un idiota, chi i drammatici un pirla, ecc... ecc...o forse sono solo tutte masturbazioni mentali e questo topic una stronzata.





Concordo... dopo quattro pagine di botte e risposte a che soluzione si è giunti (sempre che si possa parlare di soluzione)? La nostra "soluzione" è l'aver notato che, come in tutti i generi, anche nell'horror ci sono film degni ed emerite schifezze.
Che poi sia più facile fare film horror brutti, piuttosto che film della stessa risma ma di altro genere, non è assolutamente vero: prova ne sia che molte boiate che si vedono al cinema oggigiorno sono commedie giovanili (vedi tutta la serie di "American Pie") o romantiche (vedi, per esempio, "The Wedding Planner")
_________________
Best Always, John Landis

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vietcong

Reg.: 13 Ott 2003
Messaggi: 4111
Da: roma (RM)
Inviato: 03-04-2005 23:44  
quote:
In data 2005-03-31 01:16, Marienbad scrive:
Un po' mi sento sollevata, e un po' spaventata per ciò che hai riconfermato rettificando, nutrendo quelle che da asserzioni provocatorie si sono trasformate in legittimi dubbi.
Perdona la svista, ma francamente sono partita con un precetto, che è quello di considerarti un utente assennato che si può permettere di non pigiare faticosamente sulle informazioni per veicolarle al suo lettore (la considero una forma di complicità intellettuale, che mi piace condividere con pochi); tuttavia ho colto nelle tue parole una vena estranea al Vietcong ficcante e acuto che solitamente mi è capitato di leggere, ma non vi ho dato peso, poichè mi andava invero più di rispondere che di cavillare...
Però a questo punto devo dissentire dalla tua ultima evoluzione-estensione del discorso, poichè trovo nelle tue parole una particolare attenzione a filosofie che "provengono" dal cinema, e non che "creano" un certo tipo di cinema, qual'è l'horror; si tratta di un'osservazione metafisica che non saprei nemmeno da che parte prendere.

Una cosa però la voglio dire in relazione a ciò che hai scritto poco sopra, e precisamente a questo:
quote:
In data 2005-03-30 23:42, vietcong scrive:
Che abbia una presa particolarmente facile sui pubblici più impreparati e immaturi è fuor di dubbio



Il cinema horror è un po' come Mozart, "semplice e adatto per i principianti, arduo e complesso per i professionisti" .

E con questo, vado a letto.

Notte




..in pratica mi stai dicendo che per un attimo hai pensato che fossi un coglione ma hai soprasseduto..
divertente. Bello l'esempio Mozartiano, nulla da dire.
Quanto a Lynch, sono d'accordo, ma bisognerebbe aprire un capitolo a parte. Non è detto che non si faccia.

_________________
La realtà è necessaria a rendere i sogni più sopportabili

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