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Autore contro i film horror
quentin84

Reg.: 20 Lug 2006
Messaggi: 3011
Da: agliana (PT)
Inviato: 02-08-2008 10:51  
Preciso che non ho letto l'intero topic...mi sento di dire che la teoria dell'horror come genere "reazionario" in quanto il Diverso ha quasi sempre una valenza negativa non è nuova..ne ha già parlato Stephen King nel già citato Danse Macabre dove in pratica si sostiene che mostrando la mostruosità si celebra la normalità.
In questo senso si può dire (ed è stato fatto, mi risulta) che Frankenstein di Mary Shelley è un romanzo oscurantista perchè descrive quanto sia pericoloso permettere agli scienziati di fare tutto ciò che vogliono e le interpretazioni del Dracula di Stoker in chiave sessuofobica (il romanzo è pur sempre stato scritto nell'Inghilterra vittoriana) si sprecano.

Va' detto che il genere ha già dimostrato di saperci "ridere sopra": Scream di Wes Craven scherza sul moralismo di molti slasher movie quando Randy cita le regole da seguire per "sopravvivere in un horror": "Mai bere, mai fumare, mai fare sesso e sopratutto mai dire torno subito!"
Senza contare come avete già notato, i film di Romero e la forte valenza "politica" in senso progressista che possiedono, ma mettiamoci pure "Essi vivono", l'horror anti-Reagan di John Carpenter.

che poi se vogliamo, l'etichetta politica di "reazionario" si può facilmente attaccare a molto cinema. dai vecchi western con gli "indiani cattivi" alla fantascienza anni '50 presa in giro da Paul Verhoeven in Starship Troopers e da Tim Burton in Mars Attacks! fino a The Passion di Gibson (che è un horror a tutti gli effetti) e 300 di Snyder.
Queste etichette non mi sono mai piaciute e, secondo me lasciano il tempo che trovano. L'horror rimane uno dei generi fondamentali e più difficili da affrontare insieme al comico della letteratura e del cinema senza contare il suo valore catartico come i post di molti di voi ricordano.

concludo citando ancora il Danse Macabre, le parole di King mi sembrano come sempre illuminanti:

"i buoni film dell'orrore spesso agiscono con grande successo su questo livello primitivo, infantile, tipo "Vuoi vedere il cibo che ho appena masticato?". Lo chiamerei "fattore yuch"..già noto con il nome di "Oh Dio com'è triviale!"

E qui King da' ragione a viet quando dice che l'horror agisce sugli istinti primordiali (come del resto fanno anche i porno ed un certo tipo di comicità), le paure ataviche, ancestrali dello spettatore, ma per King (e per me) non c'è nulla di male in questo:

"Ma il grossolano è arte, ed è importante che questo venga spiegato. Il sangue può volare dovunque senza impressionare il pubblico. Se invece il pubblico gradisce, o comunque apprezza i personaggi, e li considera come vere persone, se un certo legame artistico si è formato, il sangue volerà e il pubblico non potrà rimanere passivo".

Insomma l'horror ci ricorda che nel profondo del nostro animo c'è sempre il bambino che ha paura del buio o l'uomo primitivo che si nascondeva terrorizzato nella sua caverna quando arrivava un temporale e questa cosa, regressiva o no, a me ha sempre affascinato.

Ne avrei di cose da dire sui diversi livelli a cui gli autori horror agiscono: dalla sottile inquietudine al terrore fino ad arrivare al disgusto..un altro meccanismo che mi affascina molto, ma non voglio annoiarvi oltre.

[ Questo messaggio è stato modificato da: quentin84 il 02-08-2008 alle 16:54 ]

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quentin84

Reg.: 20 Lug 2006
Messaggi: 3011
Da: agliana (PT)
Inviato: 02-08-2008 11:08  
quote:
In data 2005-03-25 13:49, MaratSafin scrive:


Ribaltano rapporti di sicurezza (casa, famiglia, civiltà) problematizzandoli e ricordandoci quanto vacui siano certi concetti cui facciamo affidamento.

Altrochè ideologia, sono a mio avviso la forma più raffinata e indiretta di critica sociale.


Riporto su questo vecchio post perchè le osservazioni di Marat-Safin sull'horror mi sembrano anch'esse illuminanti non meno di quelle kinghiane...del resto in questo topic ci sono molti post interessanti che non ho ancora avuto modo di leggere con attenzione.

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