FilmUP.com > Forum > Attualità - Francia : scontri per i diritti dei lavoratori
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Autore Francia : scontri per i diritti dei lavoratori
Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 31-03-2006 14:01  
Punto di partenza il libro e il sito Web sulla generazione di «milleuristi»

Precari italiani in prima sull'Herald Tribune

Il titolo ironico del quotidiano americano: «L’Italia ha un problema di cui non parla». E bacchetta la campagna di Berlusconi e Prodi


MILANO - Giovani, superqualificati, ma senza garanzie e con le tasche quasi vuote. Il precariato cronico dei giovani italiani finisce in prima pagina sull'International Herald Tribune che bacchetta i politici italiani, scandalizzato di come nella loro accesa campagna elettorale stiano sottovalutando il problema.

LIBRO E SITO DEI «MILLEURISTI» - Il quotidiano newyorchese, nella sua edizione internazionale, gioca sul filo dell’ironia e titola: «Silenzio, l’Italia ha un problema, ma non se ne parla molto». Il giornale parte dalla storia di un giovane architetto, Antonio Incorvaia, che dopo la laurea è saltato da un posto di designer grafico a quello di editor di testi per la tv, per poi approdare al giornalismo web. Un «serial trainee», come si autodefinisce questo 31enne, ovvero un «apprendista seriale» sulla falsa riga del termine serial killer. Dalla sua storia, che lo accumuna a molti, troppi, trentenni e qualcosa, sono scaturiti un libro e un sito Web: «Generazione 1.000 euro» (www.generazione1000.com). Una community virtuale «dedicata ai Milleuristi, alle loro storie e alle loro testimonianze, alle loro frustrazioni e alle loro speranze», come si legge online. E un «reality book» come è stato definito, che racconta la vita quotidiana di un gruppo di giovani che non riescono a uscire dal labirinto fatto di stage, contratti a tempo o a progetto.

L'ACCUSA AI POLITICI - Citando il testo - in parte già leggibile sul web, e che uscirà come libro a maggio per Rizzoli - scritto a quattro mani dallo stesso Incorvaia con Alessandro Rimassa, il quotidiano americano sottolinea come la situazione di milioni di giovani sia sostanzialmente sottovalutata in questa campagna elettorale. «Con il premier Silvio Berlusconi e il suo principale avversario, Romano Prodi, che si scambiano vicendevolmente insulti e difendono i loro trascorsi, l’incertezza che circonda gli italiani che entrano nel mercato del lavoro non è stata una questione di primo piano» denuncia l'articolista.
L'INDAGINE - E mentre il quotidiano riprende i politici italiani, un'indagine del mensile «Campus» su 1000 studenti universitari tra i 18 e i 25 anni rileva che il 60% del campione per il vecchio e sicuro «posto fisso» è pronto a rinunciare al lavoro dei propri sogni e a uno stipendio alto ma a rischio licenziamento. Altro dato: i giovani sembrano sempre meno disponibili a periodi formativi gratuiti in azienda. Per il 68% degli interpellati lo stage in azienda dovrebbe essere retribuito mentre appena il 19% si dice disponibile a lavorare gratis per un periodo pur di trovare un impiego.
A.Mu.

31 marzo 2006



http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/03_Marzo/30/mille_euro.shtml

_________________
For relaxing times make it Suntory time

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JerichoOne

Reg.: 06 Mar 2006
Messaggi: 3171
Da: Frittole (FI)
Inviato: 31-03-2006 14:59  
Punto di partenza e anche di arrivo, l'avevo linkato anch'io...

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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 31-03-2006 16:12  
quote:
In data 2006-03-31 12:50, projector scrive:

giusto x ricordarti che il precariato in Italia fu introdotto proprio da Prodi & co, gli stessi che oggi lo attaccano duramente!



Io me lo ricordo assolutamente bene. Ma non mi ricordo proteste e scontri contro il governo di centrosinistra, che non ci furono. E poi quando Berlusconi dice che la sinistra parlamentare usa i sindacati come una clava per servire fini politici tutti pensano che sia pazzo... ma aprite gli occhi.

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MARQUEZ

Reg.: 23 Feb 2006
Messaggi: 2117
Da: Firenze (FI)
Inviato: 31-03-2006 19:49  
vedi, fondamentalmente il problema è che Inghilterra e Usa hanno un liverismo solo migliore, più razionale del nostro.
il liberismo te saprai che è un sistema fondato sulle leggi del mercato che a volte possono andare contro ad uno stato, sono un po' come le mode.
il precariato e la flessibilità del liberismo sono elementi imprescindibili da esse ed esso da loro e tali elementi costituiscono solo la fame e la povertà del popolo. infatti in uno stato ove vi sia molta flessibilità è impossibile negare che si favorisca la cattiva globalizzazione per dirla con le parole di Raimonet. se un datore di lavoro vuole pagare meno gli operai, chiaramente si rivolge ad operai stranieri, del terzo mondo.credo che venga fuori una questione etica gravissima: che diritto ha un imprenditore di far fare la fame a dei suoi concittadini che in tal caso sarebbero disoccupati solo per voler fare qualche soldo? il tuo scarso livello intellettivo non ti fa comprendere che un imprenditore se fa più soldi fa il bene della collettività, come dici tu, solo in una piccolissima parte. il bene maggiore è per il suo portafoglio. dall'altro lato però arreca un danno alla società rendendo disoccupati dei suoi concittadini.quindi alla fine si ha più che altro un danno.
secondo: in uno stato come quello liberale lo stato non può intervenire. Keynes, un liberale, capì che senza lo stato si va in contro ad irrazionalità del sistema produttivo, le stesse che attraversano periodicamente usa e uk. solo se lo stato indirizza la sua politica in maniera chiara e di stampo socialista, secondo me si può garantire una produzione razionalizzata.
terzo, Bertinotti, che spesso non condivido, poche sere fa disse giustamente che l'evasione dell'imprenditoria è favorita dal sistema. l'imprenditore(il grande imprenditore) paga poche tasse. le spese al contempo le fanno i suoi operai che percepiscono anche pochi soldi. se si aumentasse il regime tassativo per i grandi industriali essi deciderebbero probabilmente di dare più soldi ai dipendenti in modo da detrarre le tasse. si avrebbe un vantaggio per i lavoratori e anche per le tasche di tutti.


chi dice che il precariato l'ha creato prodi fa solo qualunquismo elettorale. il precariato l'ha creato il liberismo con il suo egoismo di classe. inoltre penso che chi fa tali affermazioni non sappia di cosa parla. nel campo dell'istruzione in Italia ci sono precari dal 1975 all'incirca e nel governo prodi non sono stati creati nuovi precari almeno nelle università. quindi se si vuole fare propaganda destrista diciamo almeno dove si sarebbe creato tale precariato.
un fatto c'è le associazioni sindacali anche non di sinistra(ugl) sostengono che berlusconi abbia creato il precariato, non prodi!
_________________
«E' vietato fare la cacca per terra, giusto? Bene, la pubblicità è come la cacca: puzza e fa schifo…».
Piergiorgio Odifreddi

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JerichoOne

Reg.: 06 Mar 2006
Messaggi: 3171
Da: Frittole (FI)
Inviato: 31-03-2006 19:53  
quote:
In data 2006-03-31 16:12, Futurist scrive:
quote:
In data 2006-03-31 12:50, projector scrive:

giusto x ricordarti che il precariato in Italia fu introdotto proprio da Prodi & co, gli stessi che oggi lo attaccano duramente!



Io me lo ricordo assolutamente bene. Ma non mi ricordo proteste e scontri contro il governo di centrosinistra, che non ci furono. E poi quando Berlusconi dice che la sinistra parlamentare usa i sindacati come una clava per servire fini politici tutti pensano che sia pazzo... ma aprite gli occhi.



Non ci sono state proteste e scontri nemmeno per la legge 30, rispetto alla quale ci sono attitudini diverse nel centrosinistra. Il programma dice che sarà profondamente modificata, ma già Ds e Margherita stanno tentennando di fronte alle pressioni montezemolesche. I radicali poi sono addirittura per la massima flessibilità(leggi precarietà) del lavoro...

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projector


Reg.: 15 Nov 2004
Messaggi: 532
Da: Teramo (TE)
Inviato: 01-04-2006 11:24  
quote:
In data 2006-03-31 19:49, MARQUEZ scrive:




chi dice che il precariato l'ha creato prodi fa solo qualunquismo elettorale. il precariato l'ha creato il liberismo con il suo egoismo di classe. inoltre penso che chi fa tali affermazioni non sappia di cosa parla. nel campo dell'istruzione in Italia ci sono precari dal 1975 all'incirca e nel governo prodi non sono stati creati nuovi precari almeno nelle università. quindi se si vuole fare propaganda destrista diciamo almeno dove si sarebbe creato tale precariato.
un fatto c'è le associazioni sindacali anche non di sinistra(ugl) sostengono che berlusconi abbia creato il precariato, non prodi!



e da quando in quà il mondo del lavoro si può riassumere con quello universitario?
co.co.co. ti dice qualcosa? legge Treu?
Credici pure che Prodi eliminerà il precariato, il lavoro flessibile che lui stesso ha introdotto nel nostro paese!
se avessi letto l'articolo che ho riportato si accusano destra, sinistra e sindacati!

[ Questo messaggio è stato modificato da: projector il 02-04-2006 alle 10:54 ]

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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 01-04-2006 14:33  
quote:
In data 2006-03-31 19:49, MARQUEZ scrive:

secondo: in uno stato come quello liberale lo stato non può intervenire. Keynes, un liberale, capì che senza lo stato si va in contro ad irrazionalità del sistema produttivo, le stesse che attraversano periodicamente usa e uk. solo se lo stato indirizza la sua politica in maniera chiara e di stampo socialista, secondo me si può garantire una produzione razionalizzata.



Ma non è che ti stai confondendo con l'anarchia o il libertarismo per caso. Il sistema liberale non nega affatto la necessità di politiche sociali; basta che non sfocinino nell'assistenzialimo e che non compromettano la crescita. Per questo motivo lo stato, con appostite leggi, deve intervenire nell'economia ma solo per garantire i diritti dei soggeti economici o per obbligarli ad ottemperare ai propri doveri.
Non credo che ci sia alcun dubbio che il più fondamentaele, utopico, principio socialista sia l'uguaglianza; tutte le aziende devono essere trattate quindi con diritti egualitari per questo importante principio che si traduce automaticamente nel libero mercato. Non c'è nessuna contraddizione tra ideologie liberali e socialismo tant'è che possono tranquillamente andare a braccetto ed infatti la formazione politica dalla Rosa nel Pugno è una fusione dei principi di libertà ed uguaglianza.

Ma si può andare ancora oltre, comprendere che dopotutto il lavoro è un contratto stipulato tra due soggetti giuridici che hanno entrambi i loro diritti ed i loro doveri ed in questo sono uguali, sullo stesso piano, esattamente come in un contratto matrimoniale. Il principio della lotta di classe è superato come è superato il principio del "pater familias". L'ugaglianza sociale è funzione della libertà individuale e viceversa.
Se un imprenditore inglese volesse assumere qualcuno ad un euro al giorno non troverebbe nessuno. D'altro canto se aprisse invece che in Inghilterra la stessa azienda in Mozambico troverebbe subito dipendenti allo stesso salario... perchè?
E' inutile dire che i fattori che determinano il salario medio sono tantissimi ma esiste una corrispondenza direttamente proporzionale con il PIL PRO CAPITE definito come il PIL sul numero degli abitanti. Nazioni dal PIL pro capite più basso avranno quindi mercati del lavoro più economici. Quindi la scienza ed il calcolo matematico ci confermano che aumentare il PIL significa aumentare i salari di tutti.
Il Prodotto Interno Lordo si aumenta affinando l'efficienza della produzione economica.
Il libero mercato introduce una competizione, tanto tra gli imprenditori che tra i lavoratori, producendo quello che a tutti gli effetti è un meccanismo di selezione darwiniano del sistema che si affina seguendo come binari le leggi che determinano il sistema stesso.
Vengono così premiate le aziende che investono meglio, che fanno ricerca, che non assumono pesi morti ma che sanno anche motivare il lavoratore, con stipendi e tutele sempre più estesi.
Il mercato cresce, il PIL pro capite cresce, i salari crescono, lo stato incassa di più, ci sono più soldi per le politiche sociali e così via...
RIBADISCO FERMAMENTE CHE FAVORIRE L'ECONOMIA E' IL VERO, UNICO, MODO PER RAGGIUNGERE UN LIVELLO DI WELFARE SUPERIORE.

Cercare di perseguire invece le politiche sociali dimenticandosi dell'economia, come accade a Cuba, significa solo fare il gioco delle tre carte, significa essere dei conservatori.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Futurist il 01-04-2006 alle 14:38 ]

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MARQUEZ

Reg.: 23 Feb 2006
Messaggi: 2117
Da: Firenze (FI)
Inviato: 01-04-2006 15:38  
no non confondo assolutamente con lo stato anarchico o libertario. il liberismo vuole svilire il potere statale, è un dato di fatto.
quello che sta alla base del tuo ragionamento, a quello di fukuyama, e altri liberali storici è, per riassumere le tue parole che solo dando slancio all'economia si puù dare slancio alla crescita economica dello stato. tu, ormai l'hai dimostrato come, sempre fukuyama, intendi per economia l'impresa.
ma quello che non capite e che invalida ogni vostro discorso è che la ricchezza non si basa sul PIL. mi spiego: il pil nei paesi occidentali qualora cresce ciò avviene in massima parte perché i fatturati e quindi gli introiti delle grandi aziende crescono. spero sarai d'accordo, altrimenti sei ipocrita. ma la grande quantità di liberi professionisti e operai che ne vedono?cambia molto per loro? no. l'operaio guadagna qualche euro in più e il proprio datore milioni in più. questo è in sintesi il liberalismo_liberismo. personalmente lo ritengo una delle cose più ingiuste che l'uomo abbia mai concepito.

per rispondere a projector, io ho parlato di un settore specifico invitandoti a a fare lo stesso a te visto che non si può generalizzare. i co.co.co sono stati molti di meno rispetto agli attuali precari.
penso che sia difficile per prodi eliminare il precariato vista la sua matrice politica centrista(credo che servano riforme socialiste per risolvere la cosa) ma dicerto il suo programma in merito, va verso una correzzione in senso diminutivo del precariato, quello della destra al contrario.
ho parlato dell'università perché il precariato di tale settore è il più drammatico. tante materie(matematica, fisica, chimica) hanno visto diminuire gli iscritti a causa del precariato del governo berlusconi. e questo ha arrecato un serio danno all'Italia.
_________________
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Piergiorgio Odifreddi

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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 01-04-2006 21:37  
quote:
In data 2006-04-01 15:38, MARQUEZ scrive:
l'operaio guadagna qualche euro in più e il proprio datore milioni in più. questo è in sintesi il liberalismo_liberismo. personalmente lo ritengo una delle cose più ingiuste che l'uomo abbia mai concepito.


Ed io credo che stia qui la debolezza dell'ideologia comunista.
Colmare il divario tra tutte le ricchezze individuali è impossibile e parer mio anche inutile.
E' giusto invece distribuire la ricchezza in modo meritato ed il libero mercato, non ci crederai, permette di fare questo.
Gli imprenditori in effetti sono anch'essi sottoposti al mercato... i soldi che si tengono per il proprio stipendio fanno aumentare i costi di produzione, il prodotto diviene meno competitivo in confronto a quello di imprenditori che si danno uno stipendio più ragionevole...
Naturalmente, come per i lavoratori dipendenti, esistono limiti sotto cui gli imprenditori non scendono. Questi limiti come già detto seguono l'andamento del PIL pro capite. Per questo è altrettanto controproducente per un imprenditore ridurre lo stipendio dei propri dipendenti aumentando il proprio (mantenendo quindi invariato il costo del prodotto), come Marx ipotizzava nel Capitale. Marx infatti viveva in un mondo di pochi imprenditori coalizzati e grandi monopoli, ma in un libero mercato gli imprenditori sono in competizione fra loro e le aziende hanno quindi il massimo interesse nell'assumere i lavoratori migliori, ed hanno l'interesse a non perderli, offrendo stipendi sempre più alti. Le squadre di calcio si competono i calciatori così come le banche si competono i ragionieri, i ristoranti i quochi, le cliniche i dottori, le officine i meccanici, etc. etc.
Ovviamente tutto ciò è pratica quotidiana nei paesi liberali come gli USA o L'Inghilterra dove gli imprenditori, oltre a macrostipendi, offrono ai lavoratori di tutto, da doppie pensioni a convenzioni sanitarie fino alla palestra pagata per tenersi in forma.

In Italia passano concetti forviati e perversi.
Lo stato per esempio sottopaga gli insegnanti, gli insegnanti migliori migrano quindi nelle scuole private che, data la superiore efficienza, pagano salari più alti. La scuola dello stato diventa peggiore e gli alunni migrano nella scuola privata, che diventa ancora più forte.
La soluzione più giusta, sensata e SOCIALISTA serebbe favorire il sistema che, come dimostrano i fatti, conferisce un'istruzione migliore con salari per i professori più alti, magari prevedendo, dato che l'istruzione è un diritto, aiuti statali per l'iscrizione degli indigenti.
Ma in Italia i fatti non contano, contano i dogmi di fede, ed allora la soluzione della sinistra bigotta è quella di eliminare il mercato dell'istruzione attraverso il completo monopolio dello stato, che così potrà ridurre gli stipendi all'infinito e abbassare all'infinito la qualità dell'istruzione, tanto alunni e professori non possono andare da nessuna parte, non hanno alternative.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Futurist il 01-04-2006 alle 21:54 ]

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MARQUEZ

Reg.: 23 Feb 2006
Messaggi: 2117
Da: Firenze (FI)
Inviato: 02-04-2006 10:05  
quote:
In data 2006-04-01 21:37, Futurist scrive:
quote:
In data 2006-04-01 15:38, MARQUEZ scrive:
l'operaio guadagna qualche euro in più e il proprio datore milioni in più. questo è in sintesi il liberalismo_liberismo. personalmente lo ritengo una delle cose più ingiuste che l'uomo abbia mai concepito.


Ed io credo che stia qui la debolezza dell'ideologia comunista.
Colmare il divario tra tutte le ricchezze individuali è impossibile e parer mio anche inutile.
E' giusto invece distribuire la ricchezza in modo meritato ed il libero mercato, non ci crederai, permette di fare questo.
Gli imprenditori in effetti sono anch'essi sottoposti al mercato... i soldi che si tengono per il proprio stipendio fanno aumentare i costi di produzione, il prodotto diviene meno competitivo in confronto a quello di imprenditori che si danno uno stipendio più ragionevole...
Naturalmente, come per i lavoratori dipendenti, esistono limiti sotto cui gli imprenditori non scendono. Questi limiti come già detto seguono l'andamento del PIL pro capite. Per questo è altrettanto controproducente per un imprenditore ridurre lo stipendio dei propri dipendenti aumentando il proprio (mantenendo quindi invariato il costo del prodotto), come Marx ipotizzava nel Capitale. Marx infatti viveva in un mondo di pochi imprenditori coalizzati e grandi monopoli, ma in un libero mercato gli imprenditori sono in competizione fra loro e le aziende hanno quindi il massimo interesse nell'assumere i lavoratori migliori, ed hanno l'interesse a non perderli, offrendo stipendi sempre più alti. Le squadre di calcio si competono i calciatori così come le banche si competono i ragionieri, i ristoranti i quochi, le cliniche i dottori, le officine i meccanici, etc. etc.
Ovviamente tutto ciò è pratica quotidiana nei paesi liberali come gli USA o L'Inghilterra dove gli imprenditori, oltre a macrostipendi, offrono ai lavoratori di tutto, da doppie pensioni a convenzioni sanitarie fino alla palestra pagata per tenersi in forma.

In Italia passano concetti forviati e perversi.
Lo stato per esempio sottopaga gli insegnanti, gli insegnanti migliori migrano quindi nelle scuole private che, data la superiore efficienza, pagano salari più alti. La scuola dello stato diventa peggiore e gli alunni migrano nella scuola privata, che diventa ancora più forte.
La soluzione più giusta, sensata e SOCIALISTA serebbe favorire il sistema che, come dimostrano i fatti, conferisce un'istruzione migliore con salari per i professori più alti, magari prevedendo, dato che l'istruzione è un diritto, aiuti statali per l'iscrizione degli indigenti.
Ma in Italia i fatti non contano, contano i dogmi di fede, ed allora la soluzione della sinistra bigotta è quella di eliminare il mercato dell'istruzione attraverso il completo monopolio dello stato, che così potrà ridurre gli stipendi all'infinito e abbassare all'infinito la qualità dell'istruzione, tanto alunni e professori non possono andare da nessuna parte, non hanno alternative.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Futurist il 01-04-2006 alle 21:54 ]

il discorso della scuola. gli insegnanti sono sottopagati anche perché lo stato preca soldi dando finanziamenti alla scuola privata. lo stato dovrebbe pagare di più gli insegnanti e ciò avverrà solo con più sinistra al potere. le scuole private creano interessi privati, scuole confessionali, istruzione segmentata. noi non vogliamo questo. noi vogliamo che tuttii cittadini abbiano gli stessi diritti. non negherai che una scuola privata chiede allo studente un quantitativo di denaro che non tutti possono permettersi. gli studenti migliori non sono mica quelli più ricchi, no??
comunque a differenza di molti ultraliberali hai capito che il problema più grave risiede proprio nell'istruzione scolastica.io credo che in merito posso dire alcuni punti che possono renderla migliore. spero tu voglia giudicarli nel complesso non solo alcuni che credo non saranno stimabili per uno che la pensa politicamente come te:
1)abolizione della scuola privata
2)aumento stipendi insegnanti medie inferiori e superiori
3)raddoppio borse di studio, soprattutto per i dottorandi.(con un raddoppio, raggiunti i 2000 euro l'Italia sarebbe sempre più in basso all'europa in termini di soldi per gli studenti)
4)concorsi base nazionale o regionale per accesso a cariche di docente(la moratti l'avrebbe già fatto ma non è applicata la legge)
5)riordino programmi scolastici, via la religione, più inglese informatica scienze.
6)si deve stabilire che il ricercatore può fare anche l'assistente, quindi facilità di passaggio tra le due carriere
7)aumento finanziamenti pubblici per la ricerca pubblica. gli standard mondiali spingono i paesi a devolvere per la ricerca l'1.6%. l'italia non sfiora neanche l'uno.
comunque anche l'1.6 è basso.
credo che l'italia abbia bisogno di almeno un'altra scuola pubblica tipo la normale. e il sito di ubicazione dve essere napoli
9)estenzione del rimborso tasse a tutto il comparto scientifico e tecnologico(oggi è solo per matematica e fisica teorica)data l'importanza che l'UE riconosce a tali materie
10)esame di ammissione in tutte le università. chi non lo passa non fa quella facoltà. oggi c'è troppo condonismo in merito
11)aumento posti di lavoro del CNR

la mia proposta costa all'incirca 11-12 miliardi di euro. con la tassa di successione sui redditi over 5 milioni se ne ricavano una decina di miliardi coprendi quasi totalmente il mio progetto.
_________________
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Piergiorgio Odifreddi

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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 02-04-2006 10:39  
Molto interessante marquez ma io ho un'idea ancora migliore. Prendiamo per esempio il sistema di istruzione americano. Tutti i punti che te indichi sono già largamente applicati tranne ovviamente quello della statalizzazione dell'istruzione. In effetti anche le scuole pubbliche in USA, lo saprai, sono gestite come fossero scuole private e prendono finanziamenti in funzione della resa. Le cospique borse di studio permettono anche al negro del bronx di poter frequentare le università di alto livello. Il sistema americano è basato sul libero mercato ed ogni anno produce più brevetti e ricercatori di tutto il resto del mondo messo insieme. I ricercatori americani sono i più pagati ed i più finanziati. Il sistema americano liberale ha portato a risultati così eccellenti che ormai il governo finanzia di tutto, non sa più dove buttare i soldi, esiste perfino il gruppo SETI che ha il solo compito di fare ricerca per mettersi in contatto con le civiltà aliene...
Le cascate inarrestabili di soldoni sonanti non arrivano dal nulla, sono il risultato di una politica di libero mercato.

L'italia. In italia la natalità scese vertiginosamente negli anni '80 e con essa la quantità di alunni. Eppure il governo di dell'epoca, invece di operare riduzioni di personale scolastico, assumeva ancora più insegnanti, con il risultato di docenti che insegnano solo 18 ore a settimana (il minimo nel mondo) per far lavorare tutti, stipendi che rimangono fermi per non far impazzire il bilancio del ministero che intanto si prosciugava togliendo finanziamenti per qualunque iniziativa di ricerca.
Il sistema statalista non funziona. Questo è quanto.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Futurist il 02-04-2006 alle 10:41 ]

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 02-04-2006 13:55  
quote:
In data 2006-03-31 10:49, Futurist scrive:
Ma per cortesia quilty. Quello che il corsera non dice è il punto di vista di Villepin e del governo francese. Non dice che in francia la disoccupazione dei giovani supera il 25% ed è in crescita continua, inarrestabile. Non dice che la Francia è alla frutta, non cresce più, conti dello stato impazziti, periferie in fiamme. E la colpa sarebbe dell'ultimo governo arrivato che cerca di metterci una pezza?
La cara Margaret Tathcher ha fatto queste medesime riforme, come dici te, perchè l'inghilterra era in crisi con disoccupazione incalsante, ma ora l'inghilterra rotola giù per un piano inclinato, il sistema inglese produce capitale come non mai e con la nuova ricchezza i lavoratori inglesi sono sempre più tutelati e benestanti. In inghilterra i salari sono alti e la disoccupazione è sotto il 5% solo grazie alle riforme liberali. Inutile fingere di non vedere.
Poi Haiti il Nicararagua e quello che ti pare sono ben lontani da essere sistemi liberali, mettiti l'anima in pace.
E per quanto riguarda la storia dei milleuristi che è stata postata mi piange il cuore, ma faccio notare che chi oggi afferma di avere 35 anni ed essere precario ha cominciato a lavorare molto prima della legge Biagi. E prima della legge biagi il mercato del lavoro di primo impiego non era certo liberalizzato (ed ancora non lo è completamente), ma vigeva la magna ipocrisia oscurantista della sinistra, per la quale la disoccupazione aumenta, i cervelli fuggono, ma finchè i pochi privilegiati trovano subito il loro posto di lavoro ad interim tutto va bene e non potrebbe andar meglio.

Ma adesso voglio fare un esempio storico, incontestabile,



Sull'esempio sei già stato ampiamente deriso.
E a parte il fatto che è veramente riduttivo ricondurre la colpa all'ultimo governo francese (cosa che tu hai detto e non si capisce bene a chi tu voglia attribuire questo concetto), e parlare della Thatcher e portarla come esempio di diritti e benessere è un capolavoro di ipocrisia (la Thatcher fu cacciata perchè rischiava di alimentare una rivolta popolare a causa delle sue impopolari riforme che hanno tagliato lo stato sociale, distrutto i sindacati e alimentato il divario tra ricchi e poveri all'interno del paese); ignorare le attenzioni che gli Usa dedicano ai loro stati satellite e gli effetti devastanti è altrettanto ipocrita e meschino; a parte tutto questo, ancora non si capisce in che modo un cittadino con un lavoro precario può considerarsi un benestante.
Visto che ti dichiari favorevole al precariato (perchè fa diminuire i costi delle imprese)in che senso questa riforma favorisce il benessere di quelli che sanno che oggi hanno un lavoro, domani chissà?
E' la risposta evasa fin dall'inizio, sulla quale naturalmente non hai nulla da dire.

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 02-04-2006 14:03  
quote:
In data 2006-03-31 19:49, MARQUEZ scrive:


chi dice che il precariato l'ha creato prodi fa solo qualunquismo elettorale.



Sotto al governo del centro sinistra c'è stata la legge Treu che ha introdotto il lavoro precario, e Prodi è assolutamente favorevole a tutto questo e a molto più ancora: basti pensare che la Direttiva Bolkestein che all'inizio si prefiggeva di privatizzare i servizi (compresa la sanità) è partita dalla commissione che presiedeva lui stesso quando era uno dei capi della UE.
Quindi citare Prodi come esempio di lotta anti precariato e dumping sociale significa vivere fuori dalla realtà.
Prodi è un vivo sostenitore di questa economia di mercato, e gode del sostegno dei vertici del mondo imprenditoriale.
Nel programma dell'Unione sta scritto che la legge Biagi va modificata, ma non viene detto in che senso;alcuni pensano che vada modificata in modo da ampliarla ancora ;solamente rifondazione si è dichiarata apertamente per la sua abrogazione.

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projector


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Da: Teramo (TE)
Inviato: 02-04-2006 14:18  
quote:
In data 2006-04-01 15:38, MARQUEZ scrive:



tante materie(matematica, fisica, chimica) hanno visto diminuire gli iscritti a causa del precariato del governo berlusconi. e questo ha arrecato un serio danno all'Italia.



Immatricolati scienze matematiche Torino nel 2001: 89 - 101 nel 2005 Immatricolati scienze fisiche Torino nel 2001: 94 - 120 nel 2005
Immatricolati scienze matematiche L'Aquila nel 2001: 33-37 nel 2005
Immatricolati scienze fisiche L'Aquila nel 2001: 24 -18 nel 2005
Immatricolati scienze matematiche Pisa nel 2001: 44 - 73 nel 2005
Immatricolati scienze fisiche Pisa nel 2001: 87 - 94 nel 2005
Immatricolati Scienze matematiche Milano nel 2001: 62- 140 nel 2005
Immatricolati scienze fisiche Milano nel 2001: 124 - 103 nel 2005

2 dei corsi di laurea da te mensionati, 4 università italiane, immatricolazioni nel 2001 e nel 2005, dati del Miur, consultabili da chiunque! I numeri parlano da soli, la legge biagi è del 2003, il calo di cui parli non lo vedo proprio!
X quanto riguarda il precariato leggiti i dati riferiti al 2000! qui

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 02-04-2006 14:30  
quote:
In data 2006-04-01 21:37, Futurist scrive:
Marx infatti viveva in un mondo di pochi imprenditori coalizzati e grandi monopoli, ma in un libero mercato gli imprenditori sono in competizione fra loro e le aziende hanno quindi il massimo interesse nell'assumere i lavoratori migliori, ed hanno l'interesse a non perderli, offrendo stipendi sempre più alti. Le squadre di calcio si competono i calciatori così come le banche si competono i ragionieri, i ristoranti i quochi, le cliniche i dottori, le officine i meccanici, etc. etc.
Ovviamente tutto ciò è pratica quotidiana nei paesi liberali come gli USA o L'Inghilterra



Sei veramente spassoso.
Sembri un Londoner al meglio della forma.
Peccato che su questo forum sia stato ribadito più volte il concetto che il libero mercato è la favola del secolo e che le più grandi imprese hanno l'assoluto bisogno di essere sostenute dallo Stato per essere competitive. E' per questo che negli Usa il contribuente versa suon di dollari nelle casse del Pentagono, la cui funzione è quella di sostenere ad esempio l' IBM per finanziare la tecnologia che la renda in grado di essere competitiva con i giapponesi, per esempio.
I costi vengono socializzati e i profitti privatizzati.
Quello che viene definito "libero mercato" è un mercato di alleanze stato-imprese assolutamente corporativo. I recenti dazi della Ue alle scarpe cinesi è solo l'ultimo esempio possibile.



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