FilmUP.com > Forum > Attualità - Francia : scontri per i diritti dei lavoratori
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Autore Francia : scontri per i diritti dei lavoratori
projector


Reg.: 15 Nov 2004
Messaggi: 532
Da: Teramo (TE)
Inviato: 05-04-2006 13:42  
x Marquez
non è colpa mia se non sai leggere!!! il problema riguarda tutta l'europa, l'articolo che ho linkato è preso dal sito del Cnr che reputo molto + attendibile di te! e se avessi letto l'articolo c'è scritto:
I lavoratori ad altissima qualificazione (con visto H1B) provenienti dall’Europa ed immigrati negli Usa nel 2003 erano oltre 100.000; tra i cinque paesi che forniscono questo capitale umano, l’Italia occupa il quarto posto con 5.900 persone, dopo Regno Unito (31.000 persone), Francia (15.000), Germania (13.000), e prima della Spagna (5.800).
Ti sembrerà strano ma anche in italia ci sono diversi ricercatori stranieri

ricercatori stranieri in Italia

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projector


Reg.: 15 Nov 2004
Messaggi: 532
Da: Teramo (TE)
Inviato: 05-04-2006 16:18  
quote:
In data 2006-04-02 14:03, Quilty scrive:
quote:
In data 2006-03-31 19:49, MARQUEZ scrive:


chi dice che il precariato l'ha creato prodi fa solo qualunquismo elettorale.



Sotto al governo del centro sinistra c'è stata la legge Treu che ha introdotto il lavoro precario, e Prodi è assolutamente favorevole a tutto questo e a molto più ancora: basti pensare che la Direttiva Bolkestein che all'inizio si prefiggeva di privatizzare i servizi (compresa la sanità) è partita dalla commissione che presiedeva lui stesso quando era uno dei capi della UE.
Quindi citare Prodi come esempio di lotta anti precariato e dumping sociale significa vivere fuori dalla realtà.
Prodi è un vivo sostenitore di questa economia di mercato, e gode del sostegno dei vertici del mondo imprenditoriale.
Nel programma dell'Unione sta scritto che la legge Biagi va modificata, ma non viene detto in che senso;alcuni pensano che vada modificata in modo da ampliarla ancora ;solamente rifondazione si è dichiarata apertamente per la sua abrogazione.


Il problema è che sono in molti a pensare che Prodi sia contro il precariato!
x quanto riguarda la direttiva Bolkestein è da stracciare
_________________

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MARQUEZ

Reg.: 23 Feb 2006
Messaggi: 2117
Da: Firenze (FI)
Inviato: 05-04-2006 21:44  
quote:
In data 2006-04-05 13:42, projector scrive:
x Marquez
non è colpa mia se non sai leggere!!! il problema riguarda tutta l'europa, l'articolo che ho linkato è preso dal sito del Cnr che reputo molto + attendibile di te! e se avessi letto l'articolo c'è scritto:
I lavoratori ad altissima qualificazione (con visto H1B) provenienti dall’Europa ed immigrati negli Usa nel 2003 erano oltre 100.000; tra i cinque paesi che forniscono questo capitale umano, l’Italia occupa il quarto posto con 5.900 persone, dopo Regno Unito (31.000 persone), Francia (15.000), Germania (13.000), e prima della Spagna (5.800).
Ti sembrerà strano ma anche in italia ci sono diversi ricercatori stranieri

ricercatori stranieri in Italia

probabilmente tu sei impegnato in un altro settore dello scibile, e non puoi sapere dei problemi di cui vive un ricercatore italiano.
è chiaro che in Italia viene qualche ricercatore straniero. per esempio se tu avessi frequentato la SISSA vedresti che ci sono molti cinesi, indiani, austriaci, Inglesi. ma ciò non perché vengano in Italia per lavorare ma per studiare. L'italia a livello di formazione non è male.

onestamente citare che in italia ci sono pochi ricercatori stranieri mi sembra demagogico. ma, è comprensibile per uno che vota fini. sei in linea con le parole del tuo capo. i Dottorandi, non sono tutti di sinistra ma è un caso che siano intervenuti per dire che si fa demagogia parlando del fatto che la ricerca in Italia non vada malissimo.
scusami ma i ricercatori italiani non vanno all'estero per divertimento ma poiché in Italy lo stato della ricerca è deletereo e morto per meglio dire.
germania e francia hanno in scala ridotta il nostro stesso problema. la gran bretagna invece ha un bel "problema": sforna così tanti ricercatori da non saper come dar loro possibilità lavorative.

non riesco a capire come tu possa avere il coraggio di difendere la ricerca in Italia. siamo il terzo mondo in questo campo. se non sei a conoscenza del campo invece di citare sterili dati che non dicono niente(perché per esempio un dottorando spesso viene valutato come ricercatore all'interno delle statistiche) credo dovresti parlare di altro.

stai dando del coglione a tutti quei ragazzi che con tanto di 110 e lode espatriano perché non trovano lavoro a causa delle riforme di partiti profondamente estranei alla ricerca(oggi castelli ha detto che adesso è meglio dar più possibilità alle industrie invece che soldi alla ricerca che produrrebbe risultati solo tra qualche anno. ma dico io e allora se continuiamo così, quando diamo soldi alla ricerca?)

vivete in un paese diverso, non sapete quello che dite, invece di farvi abbindolare dai dati delle riunioni di partito andate in mezzo alla gente e vivete con le loro ansie, i loro problemi.
_________________
«E' vietato fare la cacca per terra, giusto? Bene, la pubblicità è come la cacca: puzza e fa schifo…».
Piergiorgio Odifreddi

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projector


Reg.: 15 Nov 2004
Messaggi: 532
Da: Teramo (TE)
Inviato: 05-04-2006 22:31  
mi potresti evidenziare dove e quando ho difeso l'attuale stato della ricerca italiana?
ti ripeto non sai leggere! ho detto che è un problema comune ad altri paesi, che la ricerca è ferma agli anni 70, che i finanziamenti erano bassi anche prima...
vediamo cosa hai detto tu invece:

5) il problema non riguarda tutta l'europa per un bel cazzo: la danimarca, l'Inghilterra, e i paesi scandinavi stanno accogliendo da anni i nostri ricercatori. se avessero lo stesso nostro problema accoglierebbero tali ricercatori?

nel post successsivo

germania e francia hanno in scala ridotta il nostro stesso problema. la gran bretagna invece ha un bel "problema": sforna così tanti ricercatori da non saper come dar loro possibilità lavorative

molto coerente!
dimenticavo sfogliati il vocabolario e vai a vedere cosa significa demagogia!

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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 06-04-2006 00:48  
quote:
In data 2006-04-02 13:55, Quilty scrive:
e parlare della Thatcher e portarla come esempio di diritti e benessere è un capolavoro di ipocrisia (la Thatcher fu cacciata perchè rischiava di alimentare una rivolta popolare a causa delle sue impopolari riforme che hanno tagliato lo stato sociale, distrutto i sindacati e alimentato il divario tra ricchi e poveri all'interno del paese);



Infatti la Thatcher è stata eletta solo tre volte di fila da quanto era impopolare. Nel 1975 l'Inghilterra era allo sfascio economico e sociale a causa della fine dell'età imperiale. I minatori inglesi non prendevano neanche più lo stipendio perchè allo stato mancavano fondi. Nel 1990 dopo la cura neoliberale l'UK era una nazione rinnovata, produttiva, sempre migliore... questa è storia quilty, ma a voi comunisti non vi frega della verità suppongo... preferite i dogmi di fede della propaganda.
quote:
Quilty scrive:
Sembri un Londoner al meglio della forma.


Infatti le idee laburiste, social-liberali, dovrebbero essere la base per una società che vuole avanzare verso un futuro migliore, anche londoner che si dichiara di sinistra lo sa.
I comunisti come te invece non hanno futuro.
quote:
Quilty scrive:
Le maggiori imprese internazionali ,quelle più competitive, sono quelle che hanno delocalizzato la loro produzione, chiudendo baracca nei propri paesi - lasciando un retaggio di disoccupazione devastante) e trasferendosi in Cina, in Vietnam e ovunque sia possibile pagare meno e avere manodopera meno tutelata socialmente.


Disoccupazione devastante?????? Pagliaccio! Gli immigrati vanno dalla Cina in Italia, non viceversa. Immaginati il motivo, ma comincio a dubitare del tuo QI e non credo che ci riuscirai.
I paesi in via di sviluppo non si svilupperebbero mai se non attirassero i capitali per farlo... ma suppongo che tu, da buon comunista, non sei in grado di capire.
Ma che ci si può aspettare da i dogmi di fede del comunismo, che ignorano totalmente i miracoli impensabili che il sistema liberale ha portato in Cina in soli 20 anni, preferendo la difesa spasmodica, perverse ed anche un po' penosa dell'illusione del lavoro operaio in Italia. Ma sai che ti dico: ma che chiudino tutti questi impianti petrolchimici, questi stabilimenti industriali di basso profilo per lavoratori di bassa lega. L'Italia non ne ha bisogno.
quote:
Marquez scrive:
quindi ottimi risultati si possono ottenere anche nei sistemi statali.


Ma vedi, la scuola pubblica americana è gestita come fosse privata. I vari rettori dispongono di finanziamenti in base alla qualità dell'insegnamento (migliore è il livello più fondi) e questo innesca un automatico circolo virtuoso che porta le universi ad automigliorarsi e a richiamare insegnanti di eccellenza, conseguendo risultati sempre migliori.
In Italia non è così, vige una grottesca forma di "comunismo" dell'istruzione. Anzi casomai sono le strutture peggiori a beccarsi più fondi... questo innesca un circolo vizioso che porta le università ad infischiarsene altamente ed ad assumere insegnanti mediocri purchè siano politicamente accomodonti, facendo così fuggire i cervelli.
quote:
Marquez scrive:
le associazioni sindacali e le associazioni di rettori e ricercatori dicono la stessa cosa che dico io. il blocco delle assunzioni nel comparto scientifico ha rallentato la corsa alla matematica e alla fisica.


Ma per piacere, il blocco delle assunzioni esiste sol perchè l'amministrazione pubblica é completamente incapace di far fronte alla situazione disastrosa in cui anni di inefficienze, inadempienze, sprechi, ha portato il sistema istruzione. Naturalmente un sistema scolastico basato sui principi liberali ci avrebbe risparmiato tutto ciò, tutti i problemi dell'istruzione potrebbero facilmente essere risolti dalla logica del profitto... ma noi preferiamo l'ipocrita illusione del comunismo.

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MARQUEZ

Reg.: 23 Feb 2006
Messaggi: 2117
Da: Firenze (FI)
Inviato: 06-04-2006 09:32  
quote:
In data 2006-04-05 22:31, projector scrive:
mi potresti evidenziare dove e quando ho difeso l'attuale stato della ricerca italiana?
ti ripeto non sai leggere! ho detto che è un problema comune ad altri paesi, che la ricerca è ferma agli anni 70, che i finanziamenti erano bassi anche prima...
vediamo cosa hai detto tu invece:

5) il problema non riguarda tutta l'europa per un bel cazzo: la danimarca, l'Inghilterra, e i paesi scandinavi stanno accogliendo da anni i nostri ricercatori. se avessero lo stesso nostro problema accoglierebbero tali ricercatori?

nel post successsivo

germania e francia hanno in scala ridotta il nostro stesso problema. la gran bretagna invece ha un bel "problema": sforna così tanti ricercatori da non saper come dar loro possibilità lavorative

molto coerente!
dimenticavo sfogliati il vocabolario e vai a vedere cosa significa demagogia!

demagogia è quella che fai te.
tu fai come berlusconi, quando un problema riguarda tre paesi(tra l'altro francia e germania solo nell'ultimo periodo e in scala molto ridotta)allora automaticamente riguarda tutta europa.
in germania c'è un ricercatore nelle materie scientifiche e ingegneristiche ogni 1200 abitanti, una cifra spaventosa.in Italia uno ogni 5000 persone.quindi è chiaro che c'è più probabilità che si verifichinbo espatri.

ti dico che stai dando del coglione a migliaia di ricercatori perché stai sostenendo le tesi opposte a quelle che sostengono. vagli a dire che berlusconi ha fatto qualcosa per loro se ci riesci....

mi piacerebbe farti citare anche la pars construens del discorso: come pensi si risolva il problema? finora hai parlato a vanvera del problema senza sapere quello che dici(non te ne faccio una colpa dal momento che non sei dell'ambiente)citando spocchiosamente dati cui io non mi riferivo e parlando di un altro paese, ecco, adesso, parla di come risolvere il problema per favore. grazie.

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Piergiorgio Odifreddi

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projector


Reg.: 15 Nov 2004
Messaggi: 532
Da: Teramo (TE)
Inviato: 06-04-2006 14:09  
quote:
In data 2006-04-06 09:32, MARQUEZ scrive:
quote:
In data 2006-04-05 22:31, projector scrive:
mi potresti evidenziare dove e quando ho difeso l'attuale stato della ricerca italiana?
ti ripeto non sai leggere! ho detto che è un problema comune ad altri paesi, che la ricerca è ferma agli anni 70, che i finanziamenti erano bassi anche prima...
vediamo cosa hai detto tu invece:

5) il problema non riguarda tutta l'europa per un bel cazzo: la danimarca, l'Inghilterra, e i paesi scandinavi stanno accogliendo da anni i nostri ricercatori. se avessero lo stesso nostro problema accoglierebbero tali ricercatori?

nel post successsivo

germania e francia hanno in scala ridotta il nostro stesso problema. la gran bretagna invece ha un bel "problema": sforna così tanti ricercatori da non saper come dar loro possibilità lavorative

molto coerente!
dimenticavo sfogliati il vocabolario e vai a vedere cosa significa demagogia!


demagogia è quella che fai te.






inutile stare a parlare con chi usa ripetutamente termini di cui non conosce nemmeno il significato!
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 06-04-2006 14:50  
quote:
In data 2006-04-06 00:48, Futurist scrive:

Infatti la Thatcher è stata eletta solo tre volte di fila da quanto era impopolare. Nel 1975 l'Inghilterra era allo sfascio economico e sociale a causa della fine dell'età imperiale. I minatori inglesi non prendevano neanche più lo stipendio perchè allo stato mancavano fondi. Nel 1990 dopo la cura neoliberale l'UK era una nazione rinnovata, produttiva, sempre migliore... questa è storia quilty, ma a voi comunisti non vi frega della verità suppongo... preferite i dogmi di fede della propaganda.

Infatti le idee laburiste, social-liberali, dovrebbero essere la base per una società che vuole avanzare verso un futuro migliore, anche londoner che si dichiara di sinistra lo sa.



Dichiararsi di sinistra non significa nulla. Se la sinistra è Blair,che è la prosecuzione ideale della Thatcher (che era di destra) abbiamo già detto tutto.
La Thatcher è stata cacciata a pedate dopo aver mantenuto la stessa spesa pubblica tagliando lo stato sociale; la ciliegina sulla torta fu la poll tax (una sorta di tassazione a aliquota unica).
Sotto alla Thatcher la povertà è aumentata e sono ricomparse malattie che non facevano capolino dall'era vittoriana.
Dpo 10 anni di cura gli unici che ne trassero vantaggio furono i grandi capitalisti , che godettero dei risultati della distruzione dei sindacati, dell'abbassamento del costo del lavoro (e l'innalzamento del costo della vita)e di una politica orientata esclusivamente a sostenere il complesso militare-industriale (sempre naturalmente alla faccia di un "libero mercato").

quote:
Disoccupazione devastante?????? Pagliaccio! Gli immigrati vanno dalla Cina in Italia, non viceversa. Immaginati il motivo, ma comincio a dubitare del tuo QI e non credo che ci riuscirai.


Quando una fabbrica delocalizza,significa che chiude per aprire dove il lavoro costa meno. E' la politica del liberismo e dovresti saperlo bene. E quando l'azienda chiude , la gente rimane senza lavoro.Cosa c'entrino gli immigrati cinesi con questo discorso lo sai solamente tu.


[quote[I paesi in via di sviluppo non si svilupperebbero mai se non attirassero i capitali per farlo... ma suppongo che tu, da buon comunista, non sei in grado di capire.
Ma che ci si può aspettare da i dogmi di fede del comunismo, che ignorano totalmente i miracoli impensabili che il sistema liberale ha portato in Cina in soli 20 anni, preferendo la difesa spasmodica, perverse ed anche un po' penosa dell'illusione del lavoro operaio in Italia. Ma sai che ti dico: ma che chiudino tutti questi impianti petrolchimici, questi stabilimenti industriali di basso profilo per lavoratori di bassa lega. L'Italia non ne ha bisogno.
[/quote]

Tutto qui? Il modello sarebbe quindi quello della Cina: sfruttamento estero della manodopera.
Possiamo allora chiudere qui il discorso.
Aggiungendo che quello che cercano i paesi in via di sviluppo è soprattutto l'indipendenza economica (basti vedere i paesi sud americani). A tutto questo si oppongono gli Usa ,indipendentemente dal colore del governo che hanno di mira.
il sistema del Fondo Monetario Internazionale punta ad impedire che questi paesi possano creare un proprio complesso industriale. Il libero mercato va bene solamente se è vantaggioso per la parte che comanda il gioco: quando infatti le merci provenienti dall'estero diventano troppo competitive con quelle occidentali, i nostri mercati si chiudono e arrivano i dazi (gli ultimi sono quelli sul tessile cinese e sulle scarpe).
Alle economie dei paesi poveri invece non è permesso proteggersi dalle durezze del mercato, o godere dell'appoggio dei propri governi ,come le sovvenzioni pubbliche nel settore agricoltura o high tech che rendono le imprese statunitensi altamente competitive con le multinazionali straniere.
Questi piccoli paesi dovrebbero semplicemente aprire i loro mercati e lasciare che la loro economia sia dominata dalle imprese provenienti dall'estero.
E' una moderna forma di colonizzazione; ma ovviamente chi sostiene il neoliberismo è assolutamente a favore di un sistema coloniale di questo tipo.

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 06-04-2006 14:57  
quote:
In data 2006-04-03 21:21, Tenenbaum scrive:
ripeti sempre le solite cose "Pravda "
perchè non hai niente altro in testa

il Corriere della Sera avrà dedicato a tale argomento chissà quanti articoli nel tempo con lo sviluppo delle discussioni e delle modifiche alla direttiva

e la cazzata più grande che scrivi è quella relativa al fatto che a differenza di come ragiona gente come te il Corriere presenta sempre i pareri a favore e contro

ma queste sono cose troppo complicate per certe persone




Infatti nei mesi precedenti il referendum francese sulla Nostra costituzione europea non ha dedicato nemmeno una riga alle ragioni di chi sosteneva il No(il topic sull'argomento l'ho linkato); il motivo è stato ampiamente spiegato. Se si sostiene un'economia di mercato non si è così masochisti da alimentare i sogni di chi vorrebbe cambiarla. Nessuno con così tanti interessi in gioco , e con le mani in pasta come i giornali commerciali come questo lo protrebbe mai fare.
Il direttore del Corriere verrebbe cacciato dagli azionisti se smettesse di sostenere il loro modello di economia e invogliasse il lettore a conoscere ragioni per opporsi a tale modello, sul quale si basano le fortune degli investitori del quotidiano.

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 06-04-2006 15:14  
stai delirando

sostenere il No alla Costituzione Europea , oppure protestare per i diritti dei lavoratori NON significa "voler cambiare l'economia di mercato"

questo è solo frutto della tua strana immaginazione
_________________
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 06-04-2006 15:20  
Sostenere il No ha significato opporsi al mercato unico europeo, alla liberalizzazione dei servizi e delle merci all'interno della Ue. La Carta (bocciata) infati era un trattato economico che sanciva il neoliberismo come la dottrina assoluta della politica del Parlamento europeo.
E il Corriere non ha dato nemmeno una riga di spazio a chi voleva spiegare perchè votava NO e le ragioni del dissenso.
Il modello neoliberista infatti si basa sui principi del leninismo, dove ogni forma di dissenso al potere costituito non può trovare accoglimento.

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 06-04-2006 15:27  
tu non hai capito proprio niente

e in quanto allo spazio dedicato al no stai sbagliando come al solito


e quelli che lavorano al Corriere della Sera poco gliene frega del neoliberismo
quelli pensano al loro posto di lavoro

ma dove vivi ?
infatti tutti gli scioperi che fanno per il rinnovo del contratto di lavoro li fanno per hobby ...
evidentemente pensi che la redazione sia composta da una massa di idioti


http://www.corriere.it/Speciali/Extra/cdr/?fr=tcol
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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 06-04-2006 16:08  
quote:
In data 2006-04-06 14:50, Quilty scrive:
Dpo 10 anni di cura gli unici che ne trassero vantaggio furono i grandi capitalisti , che godettero dei risultati della distruzione dei sindacati, dell'abbassamento del costo del lavoro (e l'innalzamento del costo della vita)e di una politica orientata esclusivamente a sostenere il complesso militare-industriale (sempre naturalmente alla faccia di un "libero mercato").


Ed è per questo che oggi gli indici economici dell'inghilterra sono tra i migliori del mondo così come la qualità dei servizi offerti al cittatino. In UK conservatori, laburisti, liberali differiscono nella forma ma non nella sostanza, come tu stesso ammetti, perchè per cultura gli anglosassoni hanno evoluto una sensibilità superiore che lì porta a risolvere i problemi senza perdersi nell'ipocrisia post-comunista, affrontando la realtà con serietà.
quote:
In data 2006-04-06 14:50, Quilty scrive:
Quando una fabbrica delocalizza,significa che chiude per aprire dove il lavoro costa meno. E' la politica del liberismo e dovresti saperlo bene. E quando l'azienda chiude , la gente rimane senza lavoro.Cosa c'entrino gli immigrati cinesi con questo discorso lo sai solamente tu.


Quando una fabbrica delocalizza significa che apre dove c'è povertà, portando investimenti, lavoro e nuova ricchezza in quella regione. Le imprese estere arricchiscono di conseguenza, tramite la tassazione e l'occupazione, le nazioni in cui si sono delocalizzate che così possono progressivamente sviluppare il loro potenziale produttivo incrementando il loro PIL pro capite e quindi incrementando i salari e la qualità della vita (non è istantanio ci vule TEMPO).
Ora, le nazioni OCSE non hanno nulla da guadagnare da ciò, ma neanche da perdere. Infatti per ogni azienda che delocalizza, una nuova apre in settori più evoluti assorbendo la disoccupazione. Basta guardare all'evoluzione storica dei settori economici per capirlo. Ma suppongo che tu non VUOI capire, perchè nessuno può essere tanto scemo da non capire questi semplici meccanismi di macroeconomia.
quote:
In data 2006-04-06 14:50, Quilty scrive:
Aggiungendo che quello che cercano i paesi in via di sviluppo è soprattutto l'indipendenza economica (basti vedere i paesi sud americani). A tutto questo si oppongono gli Usa ,indipendentemente dal colore del governo che hanno di mira.


Completamente fuoristrada. L'indipendenza economica prima di tutto non esiste perchè difatto non esistono nazioni completamente autosufficienti, menchemmeno quelle sottosviluppate, che invece vorrebbero investimenti di capitali a palate.
Le tue posizioni sono ridicole, il sudamerica è stato attraversato da dittature corrotte e grandi monopoli economici e quindi dalla protezione dei mercati in favore di alcune grandi multinazionali, esattamente l'opposto del liberismo. Tutte le tue insinuazioni sono concettualmente sbagliate. Il sistema imperiale-coloniale prevedeva l'autosufficenza con la protezione dei mercati ed ha portato alle guerre mondiali. Proteggere i mercati non ha senso e tutti i capi di governo che lo hanno fatto o stavano perseguendo fini nazionalistici-ideologici (che sappiamo dove portano) o erano corrotti da qualche multinazionale che pretendeva un monopolio protetto o stavano subendo un embargo.

Voi comunisti avete proprio le idee confuse.

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 06-04-2006 18:03  
quote:
In data 2006-04-06 16:08, Futurist scrive:
Ed è per questo che oggi gli indici economici dell'inghilterra sono tra i migliori del mondo così come la qualità dei servizi offerti al cittatino. In UK conservatori, laburisti, liberali differiscono nella forma ma non nella sostanza, come tu stesso ammetti,


E' anche il paese con il più alto lavoro precario d'europa e con il costo della vita più alto d'europa.
E' il paese che ha dato slancio ai capitali con tutta una serie di norme classiche della deregulation a discapito dei diritti sociali delle persone. Il divario tra ricchi e poveri è incrementato in maniera esponenziale.
quote:

Quando una fabbrica delocalizza significa che apre dove c'è povertà, portando investimenti, lavoro e nuova ricchezza in quella regione. Le imprese estere arricchiscono di conseguenza, tramite la tassazione e l'occupazione, le nazioni in cui si sono delocalizzate che così possono progressivamente sviluppare il loro potenziale produttivo incrementando il loro PIL pro capite e quindi incrementando i salari e la qualità della vita (non è istantanio ci vule TEMPO).
Ora, le nazioni OCSE non hanno nulla da guadagnare da ciò, ma neanche da perdere. Infatti per ogni azienda che delocalizza, una nuova apre in settori più evoluti assorbendo la disoccupazione. Basta guardare all'evoluzione storica dei settori economici per capirlo. Ma suppongo che tu non VUOI capire, perchè nessuno può essere tanto scemo da non capire questi semplici meccanismi di macroeconomia.




Ahaha! Quindi un operaio specializzato che lavora alla Nike e che si viene licenziato perchè la sua impresa apre in Cina (dove può pagare gli operai infinitamente meno) in quale settore si dovrebbe poi rispecializzare?
Sempre secondo la dottrina da te esposta che quando una fabbroica chiude, se ne apre un'altra in settori più evoluti.

Una fabbrica poi non delocalizza perchè c'è povertà , ma per sfruttare la manodopera a basso costo.Tutto questo dovrebbe essere una manna dal cielo. Siamo arrivati invece, secondo Milton Friedman Junior,addirittura all'economia di stampo umanitario , dove le regole vengono stabilite per aiutare i paesi più poveri a risollevarsi.
I consigli di amministrazione aziendale dovono essere pieni di ordini del giorno di questo tipo.


quote:

Completamente fuoristrada. L'indipendenza economica prima di tutto non esiste perchè difatto non esistono nazioni completamente autosufficienti, menchemmeno quelle sottosviluppate, che invece vorrebbero investimenti di capitali a palate.
Le tue posizioni sono ridicole, il sudamerica è stato attraversato da dittature corrotte e grandi monopoli economici e quindi dalla protezione dei mercati in favore di alcune grandi multinazionali, esattamente l'opposto del liberismo. Tutte le tue insinuazioni sono concettualmente sbagliate. Il sistema imperiale-coloniale prevedeva l'autosufficenza con la protezione dei mercati ed ha portato alle guerre mondiali. Proteggere i mercati non ha senso e tutti i capi di governo che lo hanno fatto o stavano perseguendo fini nazionalistici-ideologici (che sappiamo dove portano) o erano corrotti da qualche multinazionale che pretendeva un monopolio protetto o stavano subendo un embargo.

Voi comunisti avete proprio le idee confuse.



Chi vorrebbe investimenti a palate? La popolazione locale? Hai dei sondaggi a tal proposito? La tua è solo un'economia da manuale che non ha alcun riscontro con la realtà. proprio perchè sei costretto a mentire sei capace di scrivere quanto sopra riguardo al protezionismo, quando le principali economie sono TUTTE di stampo ultraprotezionista, a partire dal GIAPPONE o TAIWAN da te citati come esempi da lodare, per non parlare degli Usa. Le principali imprese che riescono a competere sono quelle sovvenzionate dallo stato (cioè dal contribuente). E hai il coraggio di parlare di "libero mercato". Non credere di poter prendere in giro qualcuno con simili frottole.E infatti in America latina le principali dittature sono state TUTTE sostenute dagli Usa, e ladove non soddisfacevano il principio di nazione-colonia, i governi sono stati ribaltati oppure messi sotto embargo economico.

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Quilty

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Da: milano (MI)
Inviato: 06-04-2006 18:08  
quote:
In data 2006-04-06 15:27, Tenenbaum scrive:
tu non hai capito proprio niente

e in quanto allo spazio dedicato al no stai sbagliando come al solito


e quelli che lavorano al Corriere della Sera poco gliene frega del neoliberismo
quelli pensano al loro posto di lavoro

ma dove vivi ?
infatti tutti gli scioperi che fanno per il rinnovo del contratto di lavoro li fanno per hobby ...
evidentemente pensi che la redazione sia composta da una massa di idioti


http://www.corriere.it/Speciali/Extra/cdr/?fr=tcol




I giornalisti saranno per la maggior parte onesti e svolgeranno il proprio lavoro con l'assoluta libertà.
Il fatto è che non starebbero a scrivere sul Corriere se non sapessero già cosa scrivere,se non avessero già interiorizzato l'ideologia liberista.
Così come è difficile affermare che alla Pravda fossero tutti corrotti e vivessero in uno stato di dissonanza cognitiva ,scrivendo il contrario di quello che pensavano. Avevano semplicemente interiorizzato i valori del Partito in un processo di selezione per il quale arrivi a scrivere solamente se sei un conformista che non mette in discussione il sistema prestabilito.
E rimane il fatto che il Corriere non ha mai dato spazio ad un punto di vista diverso da un Si alla Costituzione.

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