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Autore La sottile linea rossa è di una noia mortale!
gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 16-05-2003 11:53  
Nel 1998 tutti attendevano con curiosità e grandi speranze il ritorno di Malick dietro la cinepresa.
Moltissimi attori affermati fecero la fila per poter comparire anche solo un momeneto in questa opera accettando il minimo sindacale.
Tanta fu la smania di presentare un prodotto perfetto che molti dei camei furono addirittura tagliati.
E appena questo film fu presentato, tutta la critica mondiale fu celere nel definirlo un capolavoro.
Ma perchè?
Il film non è sulla guerra, ma sui soldati.
l'intento è quello di farci capire i pensieri, le ansie, le paure e il coraggio di un gruppo eterogeneo di persone che si trovano a combattere su di un'isola nel Pacifico.
Ma l'intento, a mio avviso, fallisce miseramente.
I tantissimi personaggi creano difficoltà nel seguire la vicenda.La fotografia comunque ottima, sembra quasi a se stante, non si integra con i pensieri dei personaggi, ma è quasi un virtuosismo.
La durata del film è eccessivamenbte lunga e il 99% delle persone sbadigliano almeno un paio di volte.
Nello stesso anno uscì anche "il soldato Ryan", che nonostante tutti i propri limiti, comunque è un film che riesce a trattare l'spetto dei soldati non trascurando l'attenzione necessaria che lo spettatore deve avere durante la proiezione.
Mi sembra che troppo spesso un film noipsp fino alla nausea, ma che tratti grandi tematiche , venga definito un capolavoro.
Malick aveva creato tanta attesa, tanta suspence che criticarlo sarebbe stato troppo coraggioso.
Il problema è semplicemente che Malick ha cercato di fare il Kubrick, ma è riuscito solo a cantare una ninna-nanna.

_________________
-Tiè senti sto prociutto,senti com'è dorce.
-Eh,ho mangiato...
-Tiè senti'ste olive, queste sò ggreche sa' oh, ggreche.(gli infila un oliva in bocca)E'nnamo e ddai, sò ggreche!Sò bbone?Come sò, dì la verità!
-Sò ggreche!

[ Questo messaggio è stato modificato da: gatsby il 16-05-2003 alle 11:56 ]

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badlands

Reg.: 01 Mag 2002
Messaggi: 14498
Da: urbania (PS)
Inviato: 16-05-2003 12:14  
un qualsiasi kubrick non è degno neppur di lustrare le scarpe a qualiasi soldato della sottile linea rossa.è un film angosciante,tra i 5 migliori di sempre,e uno dei pochi capaci davvero di cogliere lo spirito dell'Uomo e del non senso della Guerra,mescolandoli e fondendoli con gli elementi imperturbabili della natura.
pur avendo poche opere all'attivo,è il più grande regista vivente assieme a scorsese.
chi non ci crede si guardi o riguardi la rabbia giovane o i giorni del cielo,indispensabili per comprendere meglio la sottile linea rossa.
ciao!

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DrCalamaro

Reg.: 14 Giu 2002
Messaggi: 2077
Da: ge (GE)
Inviato: 16-05-2003 12:26  
Quella sottile linea rossa che tanto ha dato adito a sbadigliame vario possiede invece per il Calamaro il raro pregio (per uno spettatore da terza fila quale è) del connubio empatico. La lentezza esasperante del gioco della violenza organizzata, la lunghezza del tempo dilatato che provoca noia ed adrenalina assieme, nell'attimo potenziale dell'uccidere od essere uccisi: non l'ho trovato virtuosistico, o fine a se stesso. Quando si parla o si fa cinema sulla guerra vari sono i punti di vista e soprattutto, visto che mai l'abbiamo vissuta in quei termini, varie sono le immagini e i preconcetti che l'accompagnano, frutto degli stereotipi necessariamente creati per contestualizzarla. Credo che un film così non possa rimanere inosservato e che non possa riservare emozioni standardizzate a senso unico: è forse proprio quella sensazione di noia che è spia dei nostri preconcetti sul cinema di guerra, sulla guerra stessa in valore assoluto, su quella guerra in particolare.
L'ho trovato agghiacciantemente lento e inesorabile: come il rauco respiro di un malato, come la terrorizzata ed inutile attesa della propria morte.
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La carne è grassa, lo spirito è lieto.

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Superzebe

Reg.: 25 Mag 2002
Messaggi: 3172
Da: Genova (GE)
Inviato: 16-05-2003 12:36  
E' un film bellissimo, poetico, sognante e il tutto in mezzo ad una sanguinosa guerriglia in un'isola sperduta in mezzo all'oceano. Il tutto potrebbe ridursi ad una semplice metafora della vita dell'uomo ma la poesia e la bellezza delle immagini e dei dialoghi (o forse dovrei dire monologhi) eleva il film a livelli dove pochi davvero possono stare. Certo da li a dire che Kubrick a confronto ha fatto filmetti ce ne passa (non toccatemi Il Maestro che mi infurio ), ma è veramente un bel film, emozionante come pochi.
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Take off your shoes, hang up your wings
Stack up the chairs, roll up the rug
Savor the things that sobriety brings
Drain in the last from a jug...

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infest

Reg.: 15 Mag 2003
Messaggi: 125
Da: milano (MI)
Inviato: 16-05-2003 12:48  
la sottile linea rossa... mhh...mumble mumble... cerco nella mia memoria un'immagine, una frase, un volto... mmhh... NO! decisamente è stato rimosso....

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leonessa

Reg.: 09 Ago 2002
Messaggi: 5315
Da: Abbiategrasso (MI)
Inviato: 16-05-2003 18:09  
Un film di una bellezza e di una poeticità incredibile. Ha un posto speciale nella mia cinematografia perchè mi ha fatto sognare con i suoi paesaggi e tremare con le sue atrocità...
CAPOLAVORO!

1bix8
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I'm impossible to forget but hard to remember

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Ondina
ex "Plumett"

Reg.: 24 Apr 2003
Messaggi: 2205
Da: Padova (PD)
Inviato: 16-05-2003 18:34  
anche per me un film bellissimo,mi hanno emozionato le inquadrature e i momenti di riflessione sulla natura.fantastico.
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Tristam
ex "mattia"

Reg.: 15 Apr 2002
Messaggi: 10671
Da: genova (GE)
Inviato: 16-05-2003 18:58  
in tutto quello che, tu Gatsby, consideri una pecca va ricercato il valore del film.
ammetto di avere odiato e detestato il film per almeno due anni, prima di averlo rivisto.
alla seconda visione, dopo tanti pregiudizi, finalmente avevo colto il significato del film.
Innanzi tutto bisogna considerare che se ci si approccia al film cercando di mantenere un'unità narrativa centrale e principale è ovvio che il film avrà poco senso.
il peccato sta proprio qua. ci si approccia sempre troppo facilmente ai film grazie al tramite della storia che racconta. un film come soldato ryan che, esclusa la prima sequenza, è praticamente un insulto e un'opera vergognosa che, in stile spielberg-disney, non fa altro che raccontare, attraverso le macrocategorie sentimentali dell'uomo primitivo, le "emozioni" (??!!) della guerra.
La sottile linea rossa al contrario si sgretola nei personaggi, nelle loro vite, passate e presenti, perde (ma in verità non ha) un centro narrativo dall'inizio. immediatamente. quello che ci ritroviamo a vedere sono una serie di piccoli film che si intrecciano, i cui soggetti sono gli uomini, ogni uomo. la sua vita e i suoi pensieri, su uno sfondo comune che si alterna tra più luoghi.
Questo in linea generale potrebbe essere la descrizione di un qualsiasi film se non che Malick costruisce un tessuto narrativo e suggestivo intorno a questi temi principali. e quindi ovvio che la storia non si costruisca solo mentre si sceglie di raccontare o di rappresentare l'azione (che contiene insitamente la narrazione) o a ridosso degli attori che parlano, pensano e visualizzano flashback. la storia nasce quasi spontanea da un mondo visivo che è capace di evocare e collegare, nutrire e anche connotare (!) un sottofondo in cui si muovono non solo esistenze ma anche il modo stesso di intendere e di realizzare cinema.
da questo nasce il rifiuto di una centralità narrativa, per questo non esite il personaggio principale su cui concretizzare gli sforzi, i sogni e i grezzi sentimenti. tutto si sposta verso l'esterno, aderendo ai contorni del film e rifluendo poi verso il centro per costruire la stessa struttura di questo film, nonchè di questo tipo di cinema.
le unità di spazio e di tempo vengono violate e continuamente spostate, alternate, si vive la visone in un costante tentativo di ricostruire e riposizionare i significati. inserti dedicati alla luce che filtra tra gli alberi, macchine da prese che girano intorno agli alberi, che inquadrano l'erba, così come i volti degli attori, le voci fuori campo, i pensieri concretizzati, le storie alternate, gli stessi ralenti servono soltanto per costruire un diverso tipo di cinema di cui si sente molto la mancanza e che è forse il migliore modo per sfuggire dalla schematizzazione (spielbergiana e non) e per affermare l'importanza delle proprie diverse scelte.
Se ci hai fatto caso questo film è facilmente paragonabile, per modalità di narrazione, strutturazione delle sequenze, ad alcuni film di David Lynch, su tutti Velluto Blu e Mulholland Drive, dove prima di entrare nel film e nel suo corpo centrale, siamo lanciati prima a destra e poi a sinistra in tantissime frammentazione del film.
Come se per arrivare al centro dovessimo prima superare certi momenti che hanno un valore certamente emaptico (e quindi aiutano a entrare nella giusta sintonia del film) ma che si cotruiscono abilmente attraverso il vedere.


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"Io è un altro"

[ Questo messaggio è stato modificato da: Tristam il 16-05-2003 alle 18:59 ]

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Marziller

Reg.: 29 Apr 2003
Messaggi: 16
Da: Pistoia (PT)
Inviato: 16-05-2003 19:13  
Bellissimo. Il miglior film sulla guerra insieme ad Apocalypse Now. Il film è dal punto di vista narrativo una parabola cristologica e dal punto di vista dei significati di secondo livello una riflessione antropologica (e non sociologica o, peggio, politica)sulla guerra e sul rapporto uomo-natura. Riguardatevi la scena in cui l'esercito americano in marcia incrocia il vecchio indigeno che non si volge nemmeno di un centimetro verso i soldati... Quella è filosofia!
Il fatto che sia anti-spettacolare non ha niente a che vedere col suo valore artistico. Paragonarlo al Ryan è una bestemmia. Per me è meglio di qualsiasi Kubrick, pur - ovviamente - non disdegnando affatto il Maestro.

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Tristam
ex "mattia"

Reg.: 15 Apr 2002
Messaggi: 10671
Da: genova (GE)
Inviato: 16-05-2003 19:17  
quote:
In data 2003-05-16 19:13, Marziller scrive:
Bellissimo. Il miglior film sulla guerra insieme ad Apocalypse Now. Il film è dal punto di vista narrativo una parabola cristologica e dal punto di vista dei significati di secondo livello una riflessione antropologica (e non sociologica o, peggio, politica)sulla guerra e sul rapporto uomo-natura. Riguardatevi la scena in cui l'esercito americano in marcia incrocia il vecchio indigeno che non si volge nemmeno di un centimetro verso i soldati... Quella è filosofia!




ma se è filosofia o antropologia allora dove sta il cinema?
no. io credo che al di là della costruzione delle immagini, al di là delle scelte narrative per strutturare il film e al di là delle scelte di montaggio e di regia il film, il cinema, non esiste più.
Per questo preferisco vedere La sottile linea rossa come un lavoro di cinema più che come un contenitore di significati socialculturali che si rifanno ad un mondo esterno.
Per fortuna in questo film non ci sono messaggi.
_________________
"C'è una sola cosa che prendo sul serio qui, e cioè l'impegno che ho dato a xxxxxxxx e a cercare di farlo nel miglior modo possibile"

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Dubliner


Reg.: 10 Ott 2002
Messaggi: 4489
Da: sanremo (IM)
Inviato: 16-05-2003 19:36  
lo devo vedere

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Tristam
ex "mattia"

Reg.: 15 Apr 2002
Messaggi: 10671
Da: genova (GE)
Inviato: 16-05-2003 19:40  
e corri allora!
ciao manu!
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"C'è una sola cosa che prendo sul serio qui, e cioè l'impegno che ho dato a xxxxxxxx e a cercare di farlo nel miglior modo possibile"

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Dubliner


Reg.: 10 Ott 2002
Messaggi: 4489
Da: sanremo (IM)
Inviato: 16-05-2003 19:43  
ciao mattia!

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 16-05-2003 22:59  
Tristam, tutto ciò che hai detto è giusto e mi fa venir voglia di rivederlo, quantomeno per prestare un'attenzione particolare a tutti i particolari che tu hai citato.
La mia considerazione parte da un discorso forse più superficiale, ma sicuramente influente. L’intento di Malick è sicuramente quello espresso da te, ma il problema che una ricerca così esasperata in tutte le scene di un significato ipertestuale rende la pellicola estremamente contorta.
Alla fine si finisce per annoiarsi, nonostante apprezzi tutto il lavoro che c’è dietro, non provo alcun piacere nel guardarlo. Continuavo a pensare:
Certo, è bravo, ma tutto ciò a quale fine?”. Sembra come slegata, fredda a gli occhi dello spettatore.
Non voglio qui affermare che sarebbe stata meglio una pellicola semplice, di facile veduta, e di intrattenimento spicciolo, ma qui si è veramente esagerato.Non si riescono a seguire i vari pensieri dei vari personaggi, perché non si capisce mai chi stia pensando. Si parla di tutto, di amore,della famiglia, della sulla giustizia e su ciò che è sbagliato.
Ma perché?
Tutto è solamente accennato, i discorsi servono a far vedere che le persone pensano continuamente ,anche nelle situazioni più disparate, e non perché abbiano una valenza letteraria propria.
L’estrema lunghezza rende poi il tutto ancora più pesante, e di certo terminata la visone difficilmente ci si ricorda di ciò che ha detto un singolo, né si comprende bene se si possa evincere un discorso generale da parte dell’autore.
Insomma tecnicamente apprezzabile, ma più studio documentaristico che film.

_________________
Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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OneDas

Reg.: 24 Ott 2001
Messaggi: 4394
Da: Roma (RM)
Inviato: 16-05-2003 23:05  
ci sono dei film che devono essere fatti. per il nostro bene questo è stato fatto.
_________________
tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore ?

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