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Autore Diario
Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 15-11-2003 20:49  

"Il momento tragico che stiamo vivendo ci richiama bruscamente alla realtà. Bisogna stemperare certi voli pindarici di chi ci definisce con la locuzione di operatori di pace. Dobbiamo saper produrre violenza e saper fare la guerra".
"Una zona di guerra è di guerra e se c'è una minaccia bisogna saper sparare anche a un bambino al volo pur di difendere la sicurezza"
"Non siamo disposti a sacrificare le nostre fortificazioni per garantire la pace".



L'AMMIRAGLIO MANLIO GALLICCIO, COMANDANTE DEL DIPARTIMENTO MARITTIMO DELL'ALTO TIRRENO.
"IL SECOLO XIX"
15 novembre 2003(pag 5)

ARTICOLO A FIRMA DI FAUSTO ROSSI.

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 18-11-2003 10:51  
Processione continua per l'omaggio all'altare della Patria
Il pianto di Ciampi, il dolore e la compostezza dei parenti
Migliaia al Vittoriano
per i caduti di Nassiriya
di MATTEO TONELLI


La folla in fila al Vittoriano

ROMA - Le bare arrivano alle 7.15 di stamattina. Tutte e 19 avvolte nel tricolore. Ad attenderle, dietro le transenne che circondano l'altare della Patria, ci sono già numerose persone in fila. Sono solo l'avanguardia di quello che, dopo poche ore, diventerà un fiume ininterrotto. Roma si stringe così intorno ai caduti di Nassiriya. A quei 19 militari uccisi in Iraq. Ai lori parenti, volti dignitosi e scavati dal dolore. Che adesso sono qui, in una camera ardente che vede sfilare le bare. E loro si mettono al fianco, seduti uno vicino all'altro, chiusi in un dolore dignitoso e infinito.

Non ci sono molte lacrime sulle scalinate del Vittoriano. "Forse perché non ci sono più lacrime, perché le abbiano già versate tutte" dice un anziano carabiniere pluridecorato. Uno che a 80 anni e una gamba che "ormai va per conto suo", oggi ha stretto i denti, ha fatto la fila, le scale e si è messo sull'attenti davanti alle bare.

Alzi gli occhi e vedi che sulla scalinata che porta al milite Ignoto è sorta un'aiuola. Sono le centinaia di mazzi di fiori che in tantissimi hanno voluto portare con sé. Fiori semplici, biglietti che si assomigliano. Che parlano di "eroi", di "angeli" e dicono "non vi dimenticheremo".

A mano a mano che passano le ore la fila si allunga. Circonda il Vittoriano questo fiume di gente. Che aspetta paziente, silenziosa, composta. Alle 10.30 si aprono le porte della camera ardente. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, accompagnato dalla moglie, signora Franca, si ferma a parlare con alcuni familiari dei caduti. Si inchina davanti a tutte le bare e piange a lungo, abbracciato al padre del maresciallo dei carabinieri Alfonso Trincone.
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Tanti i politici che sono venuti, da Berlusconi a Fini, da Rutelli a Di Pietro. Tocca alla gente, adesso. I primi ad entrare tre giovani studenti universitari. Si sono messi in fila fin dalle 5 della mattina. Adesso entrano e l'impatto con la camera ardente è durissimo. In molti, davanti a quella sfilata di bare sembrano vacillare.

Qualcuno si fa il segno della croce, molti scattano sull'attenti, qualcuno manda un bacio. All'ingresso ci sono tre pannelli con le fotografie dei caduti. C'è anche un tavolino dove vengono distribuiti rosari e una figurina della Madonna con "Misteri del santo Rosario". A metà della sala, accanto alla bara del padre, c'è Fabio, figlio dodicenne del maresciallo Filippo Merlino. Una grava malattia lo costringe su una sedia a rotelle. Indossa l'uniforme degli Msu, con la fascia rossa al braccio. Non piange, non si muove, fissa il feretro. Qualcuno tra i parenti non regge la tensione e sviene.

La gente continua a entrare. Ex carabinieri che esibiscono decorazioni e medaglie con orgoglio e per sentirsi ancora parte di una famiglia, quella dei carabinieri, che oggi piange un lutto così doloroso. Sono in molti quelli che si fermano davanti alle telecamere. Hanno voglia di far sapere perché sono venuti. Ripetono frasi che si sono udite più volte in questo giorni. "Sono morti per noi, per la pace" dice un'anziana signora. "Davanti a quelle bare ho provato un'emozione che non immaginavo" quasi sussurra un sedicenne che per venire qui ha deciso di saltare la scuola. Ci sono anche tre Schtzen. Anni fa erano in guerra contro l'Italia e i carabinieri che la rappresentavano. Adesso sono venuti anche loro per "portare un messaggio di pace".

La camera ardente resterà aperta fino a domattina. Poi, dal Vittoriano le bare saranno portate nella Basilica di San Paolo. Le attendono funerali di Stato. E l'addio di centinaia di migliaia di persone.



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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 18-11-2003 21:20  
C'è troppo mammismo. Questa è guerra: si muore

di Massimo Fini

"Caro De Carlo,se Berlusconi<< si è comportato bene,anzi benissimo>> appoggiando Bush,allora è ancor più sorprendente che,davanti a Nassirya,senta il bisogno di far sapere che lo aveva sconsigliato di intervenire in Iraq.
Quel che mi chiedo,e ti chiedo,è se l'Italia di oggi sia emotivamente e moralmente preparata a fare ciò che sta facendo. Se sono bastati 19 militari caduti perchè le nostre televisioni ne parlassero per giorni e giorni,il Ministro della Difesa ,perdendo ogni senso delle proporzioni,scambiasse Nassirya per gound Zero (circa 3000 morti civili), un milione di persone in lacrime si radunasse all'Altare della Patria,insieme a tutte le Istituzioni,un cardinale,trenta vescovi,i nostri soldati,facendo loro torto,fossero immancabilmente descritti come una sorta di dame di compagnia,di "angeli di bontà" e si proponesse di farli beati se non addirittura santi,e insomma per evocare l'intero campionario del mammismo nazionale,che cosa succederà se il gioco in cui abbiamo deciso di entrare dovesse farsi davvero duro come in Vietnam dove gli americani hanno perso 58mila uomini?
Nel 1940 entrammo in guerra senza essere preparati militarmente,oggi non lo siamo psicologicamente. Due giorni prima di Nassirya gli americani hanno perso 17 uomini in un attacco ai loro elicotteri e due giorni dopo altri 17. Ma negli Usa -tu che stai lì puoi,credo,confermarlo-non si è assistito alle scene strazianti che abbiamo visto in Italia.
In guerra-anche se le chiamiamo "missioni umanitarie" -ci si può far male. Questo,insieme al fatto che non bastano dei biscotti per comprare un paese,dovremmo spiegare,per onestà,alla nostra opinione pubblica e soprattutto ai giovani che mandiamo là,invece di indulgere come sempre alla retorica,al pietismo,al vittimismo nazionale."

La Nazione -il Giorno -Il Resto del Carlino
18 .11.2003

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 19-11-2003 11:23  

19/11/2003 10:06

DROGA: A ROMA, IN CARCERE ANCHE SERENA GRANDI
ROMA - L' attrice Serena Grandi e' tra le persone arrestate nella notte dalla polizia in un' operazione antidroga nel mondo della Roma bene per la quale la procura di Roma ha emesso 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Tra gli indagati ci sono esponenti politici, vip e professionisti molto in vista. Gli investigatori hanno eseguito decine di perquisizioni. Alcune delle persone indagate sono accusate di aver procurato la droga a personaggi molto noti; altre anche di aver favorito incontri 'a luci rosse' per clienti facoltosi. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari Luisanna Figliolia su richiesta del procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma Italo Ormanni e dei sostituti procuratori Carlo Lasperanza e Giancarlo Capaldo. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono associazione per delinquere, detenzione e spaccio di stupefacenti, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

La vicenda riguarda vip e politici a cui sarebbe stata fornita la cocaina e che si sarebbero intrattenuti con ragazze a pagamento. Nell' inchiesta sono finiti Giuseppe Martello (gia' arrestato in precedenza dalla squadra mobile di Roma), la madre e il fratello, che gestivano una sorta di laboratorio dove la cocaina arrivava e transitava poi ai clienti. Nell' inchiesta e' coinvolto anche un noto avvocato romano. Al momento sono in corso numerose perquisizioni nella capitale. L' inchiesta che ha portato ai 19 ordini di custodia cautelare e' una costola dell' indagine dello scorso anno conosciuta come 'cocaina al ministero delle Finanze', per la quale fu arrestato Alessandro Martello, che non e' legato da rapporti di parentela con l' uomo arrestato oggi.

OPERAZIONE POLIZIA PERUGIA, 40 ARRESTI ESEGUITI Sono 40 gli arresti eseguiti finora dalla squadra mobile di Perugia nell' ambito di un' operazione, denominata 'Hydra ter', contro quella che gli investigatori considerano una organizzazione internazionale specializzata nel traffico di droga, in particolare cocaina ed ecstasy. A finire in carcere sono stati soprattutto umbri, ma anche nigeriani ed albanesi. La polizia li ha bloccati per la maggiorparte in provincia di Perugia. Il resto in Toscana, nelle Marche ed in Trentino. La squadra mobile ha compiuto diverse decine di perquisizioni, anche con l' ausilio di unita' cinofile. Impiegati, inoltre, un elicottero ed agenti del reparto Prevenzione Crimine. L' operazione - coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia - e' cominciata nelle prime ore di ieri mattina ed e' proseguita per tutta la notte. A dirigerla sono stati il capo della squadra mobile di Perugia Piergo Angeloni e quello della sezione Criminalita' organizzata Luigi Nappi. E' stata seguita dal questore Arturo De Felice. La polizia ha eseguito ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip perugino Nicla Restivo su richiesta del procuratore della repubblica Nicola Miriano e del sostituto Alessandro Cannevale. L' operazione rappresenta la prosecuzione di altre due indagini, 'Hydra' e 'Hydra bis', condotte nei mesi scorsi dalla squadra mobile del capoluogo umbro con le quali era gia' stato disarticolato un gruppo specializzato nel traffico internazionale di stupefacenti, nonche' nella tratta di esseri umani da impiegare nella prostituzione schiavizzata e nel lavoro nero. Con gli arresti delle ultime ore salgono cosi' complessivamente ad oltre un centinaio le persone finite in carcere.




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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 20-11-2003 16:51  
Cecenia,la UE deplora Berlusconi

qui

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 21-11-2003 08:39  

20/11/2003 15:30

ANKARA - Numerose esplosioni in contemporanea hanno causato molte vittime e feriti nella citta' di Istanbul. Secondo le prime testimonianze un'esplosione e' avvenuta al consolato britannico sulla via Istiklal nel centro europeo della citta', devastandolo quasi interamente e causando almeno 25 morti e 390 feriti. Tra le vittime anche il console britannico ad Istanbul Roger Short. L'attacco e' stato opera di kamikaze che hanno fatto entrare un camioncino verde fin quasi dentro lo stesso consolato. Lo riferiscono testimoni oculari citati dall'Anadolu.
Altre due bombe sono esplose vicino a una sede della banca britannica HSBC, nel quartiere di Levent, causando anche li' un numero imprecisato di vittime.

Al Qaida ha rivendicato entrambi gli attentati.
Il governo turco ha formato e convocato un'unita' di crisi per tenere sotto controllo la situazione creatasi dopo le esplosioni di Istanbul di questa mattina. Il ministro dell'interno Abdulkadir Aksu e l'ambasciatore inglese ad Ankara, Peter Westmacott sono insieme in viaggio per Istanbul. Aksu ha detto di vedere un collegamento tra le esplosioni di oggi a Istanbul e quelle di sabato alle due sinagoghe. Da Stoccolma, dove si trova il ministro degli esteri Abdullah Gul ha dichiarato: ''la Turchia non si pieghera' al terrore''.

Cinque giorni fa Istanbul era stata gia' colpita dai gravissimi attentati contro le due sinagoghe di Neve Shalom e di Shishli: due autobombe erano esplose davanti ai luoghi sacri, in coincidenza con il sabato di preghiera della comunita' ebraica, provocando la morte di 25 persone e oltre 200 feriti. La responsabilita' di quegli attacchi, rivendicata in un primo momento da un gruppo islamico turco Ibda-C, era stata successivamente attribuita dagli investigatori ad affiliati turchi di al Quaida
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 22-11-2003 11:20  
Processo Sme, Previti
condannato a 5 anni


ROMA - Cinque anni a Cesare Previti, quattro all'avvocato Attilio Pacifico, otto all'ex capo dei gip di Roma, Renato Squillante riconosciuti colpevoli di corruzione in atti giudiziari. Assoluzione per l'ex giudice Filippo Verde e per l'ex pm Francesco Misiani che era accusato di favoreggiamento.

Sono queste le pene comminate dal tribunale di Milano agli imputati del processo Sme accusati di corruzione in atti giudiziari nella vicenda complessa della mancata vendita della Sme da parte dell'Iri a Carlo De Benedetti. Alla sentenza si arriva dopo tre anni ed otto mesi dibattimento contrassegnati da polemiche e battaglie a livello politico-giudiziario.

Anni di ricorsi, ricusazioni in cui la difesa ha usato tutti gli strumenti per portare per le lunghe un processo che Previti ha sempre definito, l'ultima volta ieri quando ha preso la parola in aula per l'ultima volta, "un processo politico".

(22 novembre 2003)

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 25-11-2003 11:14  
L'America volge la testa. E scheda i pacifisti

dall'inviato Giampaolo Pioli.

NEW YORK-La Casa Bianca è muta. L'America che sabato ha celebrato per un giorno intero il quarantesimo anniversario della morte di John Kennedy non ci vuole credere.
E' sotto shock. l'orrore dei corpi dei 2 soldati con la gola tagliata per le strade di Mossul riporta i brividi della Somalia. Gli inviati delle televisioni lo dicono a fatica. I generali del Pentagono si affrettano a spiegare che sono stati uccisi in uno scontrro a fuoco,non sgozzati.
non importa. Vivi o morti che fossero,sono stati massacrati e sgozzati:una cupa manifestazione di odio,per far capire che non sono i benvenuti neppure a Mosul ,nel nord Iraq , dove la caduta di Saddam fu accolta davvero come una liberazione.
Le famiglie dei militari americani cominciano a protestare per la censura e il silenzio che aleggia sulla morte dei loro figli. Sono sdegnati per l'ordine che il Pentagono ha dato di non filmare o fotografare le bare che tornano ogni giorno.C'è la sensazione che si voglia nascondere tutto.

ma l'amministrazione americana è soptattutto ossessionata dalla gente nelle piazze. Bush teme che la protesta di Londra,variopinta,civile ma imponenete,possa contagiare anche le strade americane.
L'FBI ha otenuto il via libera per <<schedare >> e <<spiare>> tutti i manifestanti che partecipano a dimostrazioni pacifiste o a gesti di disobbedienza civile. Stanno raccogliendo documentazioni su decine di migliaia di persone che finiranno in una gigantesca lista nera che tanto ricorda la caccia ai comunisti del terribile Edgard Hoover. Sta diventando prassi quella che è sempre stata consoderata una violazione delle libertà civili e del diritto di espressione previsto dalla costituzione. Tutti i cortei anti guerra sono stati filmati,analizzati,spiati. Antony Romero direttore esecutivo dell'American Civil Liberties union dice al New York Times:<<Siamo tornando agli anni 60 e 70 . Qualcuno cerca di assimilare al terrorismo ogni legittima dimostrazione di dissenso. Non stiamo tornando ,forse siamo già nei giorni bui di Hoover.>>

La Nazione .

24 novembre

[ Questo messaggio è stato modificato da: Quilty il 25-11-2003 alle 11:15 ]

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 27-11-2003 17:27  
La Mussolini lascia AN

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 28-11-2003 11:15  
Bagdad, un razzo contro l'edificio che ospita la sede diplomatica
all'interno non c'era nessuno, solo lievi danni materiali
Iraq, colpita ambasciata italiana
paura, ma nessun ferito
Il giorno prima dell'attentato a Nassiriya era stata segnalata
la possibilità di un attacco contro la nostra legazione


Il foro provocato dal razzo
lanciato contro l'edificio

BAGDAD - A due settimane dalla strage di Nassiriya La guerriglia irachena è tornata a colpire un obiettivo italiano: ieri sera, alle 21.30 (le 23.30 in Italia) a Bagdad un missile ha centrato il secondo piano dell'edificio che ospita l'ambasciata italiana. In quel momento, c'erano poche persone nella cancelleria della sede diplomatica. L'esplosione ha provocato solo lievi danni e nessun ferito. Il razzo è entrato al secondo piano della palazzina della sede diplomatica, provocando un buco di 10 centimetri di diametro. L'ambasciata questa mattina ha pututo aprire regolarmente e tutto il personale è al lavoro.

Nei giorni scorsi, proprio nei dintorni dell'ambasciata, erano stati trovati due carretti che contenevano 20 razzi, e proprio il giorno prima dell'attentato di Nassiriya l'intelligence aveva segnalato la possibilità di un attacco alla nostra legazione diplomatica. I carretti furono scoperti dai soldati Usa e dal servizio di vigilanza: "Non ci sono elementi per poter dire fossero diretti verso di noi", avevano affermato, a caldo, i responsabili della rappresentanza diplomatica. Ma l'episodio di ieri sera dimostra che, probabilmente, nel mirino c'era proprio l'ambasciata italiana.

Le segnalazioni di attacchi terroristici contro obiettivi italiani in Iraq si sono comunque intensificate dopo l'attentato alla sede dei carabinieri di Nassiriya. Tra i bersagli indicati, in primo luogo lo stesso contingente di "Antica Babilonia", ma anche altre strutture, civili e militari. Tra queste, la sede della Cpa di Nassiriya, l'Autorità provvisoria della coalizione: gli italiani che vi lavorano sono diversi e la struttura (che ospita anche il Cimic, il centro di cooperazione civile militare) è ora adeguatamente protetta e vigilata.
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Per i militari italiani l'allerta è sempre massimo. Le misure di sicurezza, spiegano al comando del contingente, sono "adeguate alla situazione". Che in Iraq resta di grande tensione. Anche la stessa ambasciata italiana ha rafforzato le difese e il sistema di vigilanza già da alcuni mesi. Solo qualche giorno fa il capo della delegazione diplomatica speciale, Antonio Armellini, aveva detto che la situazione è "di attenzione costante". Per Armellini, tuttavia, "una cosa è certa: di fronte a minacce che cercano di intimidire, l'ultima cosa da fare è lasciarsi intimidire".

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 02-12-2003 10:26  

L'accusa del generale con l'uranio in corpo

di Maura Gualco – tratto da «L’Unità» 1 dicembre 2003

Un generale dell’esercito italiano esce allo scoperto e lancia il suo pesante j’accuse contro il ministero della Difesa e la commissione Mandelli, nata con lo scopo di far luce sull’uranio impoverito e sugli effetti letali che esso ha avuto sulla salute di molti militari, morti o ammalati.
«Tutti quelli che hanno fatto il mio tipo di attività sono nelle condizioni di inspirare tante altre polveri di metalli che possono essere direttamente o indirettamente collegate all’uranio impoverito. La mia malattia è legata alla mia attività e alla luce di quello che mi hanno trovato, è stata accertata la presenza di particelle di metalli pesanti».

Non sono mai stato visitato dalla "commissione Mandelli”. Non so perché. Non mi hanno chiamato bisognerebbe chiederlo al professor Mandelli o a chi ha pilotato la commissione. Io sono uno dei casi che pur facendo parte degli elenchi da sottoporre al controllo non sono stato mai chiamato».
Il generale Fernando Termentini, impegnato in tutti i più importanti teatri di guerra, dal Golfo e Kuwait del 1991 ai Balcani nel 1999, in operazioni di bonifica dei territori bombardati, contribuisce, con un'intervista rilasciata a Sigfrido Ranucci, giornalista di Rainews24, a far luce su un capitolo nero del Ministero della Difesa.
Nell’organismo del militare, la dottoressa Antonietta Gatti dell'Università di Modena, ha trovato micropolveri di metalli pesanti inalati o ingeriti in conseguenza di esplosioni di materiali altamente pirofili, quale proprio l'uranio impoverito. Esperta in nanopatologie - malattie provocate da micro e nano particella - ha esaminato sangue e sperma di alcuni soldati malati o deceduti e il risultato in tutti i casi è stato: presenza di particelle pesanti (zinco, rame, zinconio, ferro) che si ottengono soltanto ad altissime temperature raggiungibili in presenza di uranio impoverito.
Microparticelle, dunque. Le stesse notate dalle autorità militari statunitensi dopo alcuni esperimenti condotti nel 1977 nella base di Eglin, in Florida. Dice, infatti, il generale Termentini: «Io dormirei con un proiettile all’uranio sul comodino… non dormirei con la stessa tranquillità in un punto dove è esploso in quanto potrei correre il rischio di ingerire sostanze tossiche».

Il pericolo, per il generale Termentini, è «non dal punto di vista radiologico ma dal punto di vista chimico». Poi ricorda: «Ho denunciato il pericolo chimico dell’uranio impoverito e ho lanciato l’allarme, oserei dire globale, perché ho detto attenzione che si conteranno i fatti, le cause fra qualche anno sulla popolazione».
E mentre i soldati americani venivano addestrati a bonificare proteggendosi con particolari maschere e tute, e a non mangiare o bere in prossimità di siti bombardati dall'uranio impoverito, i nostri militari bonificavano, invece, privi di qualsiasi accortezza. Perché?
«Non era la procedura». Come avvenivano operazioni di bonifica? «Secondo i criteri normali - spiega il generale - trovavi la roba e la distruggevi. Senza particolari protezioni: nella procedura non è previsto».
Bombardare luoghi abitati dai civili, invece, era evidentemente previsto. Così, chi è sopravvissuto alla pioggia di fuoco, in alcune zone della Serbia sta morendo di cancro.
Come ad Hadzici, quartiere serbo bosniaco nelle vicinanze di Sarajevo, dove sono stati sparati, come indicano le mappe della Nato, 3400 ordigni all'uranio impoverito soltanto tra il 5 e l'11 settembre del '95. Ad Hadzici, una comunità di 5000 anime, ogni anno muoiono 150 persone di tumore.
Il professor Nedan Luijc, dell'ospedale civile “Banjica” di Belgrado, si occupa del pazienti serbi provenienti dalle zone bombardate. «Un paziente di 48 anni è venuto da me con tre tumori diversi, non ho mai visto una cosa del genere. Non so se dipenda dall'uranio impoverito - dice il professore - ma vi chiedo se nei paesi occidentali esiste una comunità di 5000 persone, come quella di Hadzici, dove ogni anno muoiono 150 persone di tumore».
In cinque anni, aggiunge il professor Branko Sbutega, primario del reparto di ortopedia oncologica, «i casi di tumori sono aumentati del 70 per cento e i malati sono sempre più giovani di 20, 30 anni. Abbiamo lanciato l'allarme in un convegno internazionale più di due anni fa. Nessuno se n'è mai interessato».



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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 03-12-2003 16:14  
Il NO dei quotidiani alla legge sulla Tv di Gasparri

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 03-12-2003 19:46  
Legge Gasparri:Squilibrata e illiberale


Corriere della sera,3 dicembre 2003


Squilibrata e illiberale

di SALVATORE BRAGANTINI

La legge approvata ieri da una maggioranza che è riuscita a macinare decine di votazioni in un pomeriggio apre la strada ad un nuovo sistema che non promette certo di sciogliere il duopolio televisivo o di aumentare il pluralismo e la libertà del sistema dell’informazione. Le polemiche politiche in questi mesi sono state molto aspre, ma se cerchiamo di concentrarci sui nodi economici e istituzionali è difficile non rendersi conto che la nuova legge non risponde ai requisiti delle direttive comunitarie. Queste norme impongono rigorosi criteri di assegnazione e uso delle frequenze, criteri che devono essere obiettivi, trasparenti, noti ex ante , non discriminatori, e applicati in modo coerente nel tempo, come ricordato in Parlamento dall'Autorità Antitrust e da quella sulle comunicazioni. Il solo «criterio» previsto da questa legge è, invece, lo stato di fatto. Viene così cristallizzato quel «duopolio collusivo» fra Rai e Mediaset, nel quale un operatore è la miglior polizza di assicurazione sulla sopravvivenza dell'altro; tanto più che per la Rai è prevista una finta privatizzazione, nella quale nessun operatore potrà avere più dell'1% del capitale.

Si dice che il digitale riequilibrerà la situazione, con la sua teorica abbondanza di spazi; non è vero in quanto, a parte il fatto che la sua introduzione richiederà dai 6 ai 10 anni, solo le risorse pubblicitarie consentono di investire nei contenuti, che portano l'audience, che porta la pubblicità, e così via. Il cerchio non si spezza. Chi, come me, ama la montagna, avrà senz’altro un canale digitale sull’alpinismo, ci saranno tante nicchie specialistiche con la loro pubblicità settoriale. Ma nessuno potrà raggiungere la «massa critica» necessaria per sfidare i grandi network sul calcio, l’informazione o l’intrattenimento per il grosso pubblico.

Il mantenimento dello status quo, a sua volta, consente di perpetuare l'attuale squilibrio nella raccolta pubblicitaria, unica fonte di ricavo dei network e risorsa vitale anche per la carta stampata; continuerà così una situazione nella quale le tv raccolgono in Italia quasi il 60% della pubblicità, contro un terzo del totale nel resto del mondo sviluppato. Di più, due network, da soli, raccolgono il 95% della torta pubblicitaria televisiva (oltre il 50% del mercato totale), mentre i primi due editori di quotidiani si fermano ad un quinto della raccolta totale.

I limiti antitrust della legge - massimo il 20% del totale delle risorse del Sistema Integrato delle Comunicazioni (Sic) per un operatore - non sono stabiliti con riferimento al mercato rilevante come individuato dall'Autorità Antitrust, bensì ad una torta ampliata a dismisura, come ha argomentato con grande chiarezza Sabino Cassese sul Corriere del 26 settembre scorso. Sarebbe come se, per vedere se un operatore dell'auto ha una posizione dominante, ci si riferisse anche ai mercati di aerei, navi, treni, moto e tutto quanto consente gli spostamenti. Il 20% del Sic, secondo Il Sole 24 Ore , vale 6,4 miliardi di euro, il che vuol dire che il limite antitrust consentito dalla «Gasparri» ad un singolo operatore è pari al 90% della raccolta pubblicitaria di stampa e Tv nel 2003. Mica male!

Dall'assenza di concorrenza nel settore pubblicitario sono danneggiati sia i consumatori, sia i produttori; entrambe pagano di più il prodotto che acquistano. Per tutelare imprese e cittadini bisognerebbe introdurre misure «asimmetriche», volte a portare finalmente la concorrenza in questo settore. Lungi dal farlo, la legge anzitutto taglia gordianamente il nodo delle telepromozioni, che Tar, Consiglio di Stato e Corte di Giustizia delle Comunità europee ritenevano soggette ai limiti di affollamento pubblicitario, escludendole dal tetto, che così si alza ancor più verso il cielo. Inoltre, essa autorizzerà, fra qualche anno, l'ingresso dei duopolisti (di fatto la sola Mediaset), in un settore apertissimo alla concorrenza come quello dei quotidiani, mentre gli editori di giornali non avranno niente da comprare, se si eccettuano l'1% della Rai (per non contare nulla), o il 100% di Mediaset (per il quale servirebbero risorse enormi, che non hanno).
Parafrasando Talleyrand, potremmo dire che approvare la Gasparri è stato peggio che un crimine: è stato un (grave) errore.



3 dicembre 2003

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 04-12-2003 12:19  
04/12/2003 09:24

FINANZIARIA: ARRIVANO 197 MLN PER POLITICHE SOCIALI
ROMA - Arrivano 197 milioni a favore delle politiche sociali: e' la cifra stanziata da un emendamento alla finanziaria del relatore di maggioranza Gianfranco Blasi (Fi), approvato nella notte dalla Commissione Bilancio della Camera. L'emendamento prevede un incremento della dotazione del Fondo nazionale per le politiche sociali e stanzia la cifra di 197 milioni per il 2004. In particolare sono previsti 70 milioni per la famiglia (in particolare per anziani e disabili); 20 milioni per l'abbattimento delle barriere architettoniche; 40 milioni per l'integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap; 67 milioni per i servizi a favore della prima infanzia e delle scuole di infanzia.





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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 05-12-2003 11:34  
REPORTERS SANS FRONTIER CHIEDE A CIAMPI DI NON FIRMARE LA GASPARRI

Friday, 05 December @ 08:55:45 CET

Reporters senza frontiere chiede al presidente della Repubblica di respingere la legge Gasparri ''in nome della libertà di stampa''. In un comunicato diffuso a Parigi, l'associazione per la liberta' di stampa e di informazione rende nota una lettera che il suo segretario generale, Robert Menard, ha inviato al capo dello Stato italiano.

Nel messaggio, Menard afferma che ''questa riforma, che serve chiaramente gli interessi del gruppo Mediaset, proprietà di Silvio Berlusconi, rappresenta un pericolo per l'autonomia della tv pubblica e una minaccia per il pluralismo dell'informazione. Le chiediamo di rifiutare di convalidare questo testo, in nome della libertà di stampa''. Menard aggiunge che ''la concentrazione, nelle mani di una sola persona, di un vero impero mediatico e del potere politico è un'anomalia unica in Europa. La legge sull'audiovisivo e il progetto di legge sul conflitto di interessi aggravano questa situazione. L'Unione europea darebbe così un esempio davvero cattivo ai paesi che devono ancora integrare i principi della libertà di stampa e della democrazia''. (Ansa)

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