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Autore Zatoichi
Superzebe

Reg.: 25 Mag 2002
Messaggi: 3172
Da: Genova (GE)
Inviato: 20-11-2003 19:06  
Ho visto ieri sera l'ultima opera di Kitano. Per un motivo o per l'altro è il primo film di Kitano che riesco a vedere: non è bello, forse concede troppo alla tradizione del genere cinematografico e non riesce spiccare il volo. Mi riprometto di recuperare il resto della sua filmografia perchè penso (spero) che questo film sia solo un eccezione.
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Take off your shoes, hang up your wings
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DannyBoy

Reg.: 03 Nov 2003
Messaggi: 175
Da: Roma (RM)
Inviato: 20-11-2003 21:35  
io ho visto brother...te lo consiglio vivamente!
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spider86

Reg.: 30 Lug 2003
Messaggi: 347
Da: torino (TO)
Inviato: 21-11-2003 00:33  
Devo ancora vederlo, mi hanno detto che è stupendo.
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Kakihara

Reg.: 13 Nov 2003
Messaggi: 657
Da: Alfonsine (RA)
Inviato: 21-11-2003 10:12  
Io li ho visti tutti (a parte Zatoichi purtroppo, ma cercherò entro breve di rimediare) e sono un'accanitissimo fan di Beat Takeshi, gurdati senza riserve "L'estate di Kikujiro", "Brother", "Dolls" e "Sonatine". Sono un culto!
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"Questo è un sette fottuto Martini! Non ti confondere con i fiori!"

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Superzebe

Reg.: 25 Mag 2002
Messaggi: 3172
Da: Genova (GE)
Inviato: 21-11-2003 13:30  
la voglia c'è, è il tempo che manca.
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Kakihara

Reg.: 13 Nov 2003
Messaggi: 657
Da: Alfonsine (RA)
Inviato: 21-11-2003 15:13  
prima o poi lo troverai..."Drugo sa aspettare"
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"Questo è un sette fottuto Martini! Non ti confondere con i fiori!"

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vietcong

Reg.: 13 Ott 2003
Messaggi: 4111
Da: roma (RM)
Inviato: 21-11-2003 16:37  


L'ho visto anch'io ieri sera, e mi è piaciuto anche parecchio, complice forse la parziale delusione KillBill (sì, sì, non si fanno paragoni, ok) e qualche commento/recensione negativi che hanno abbassato le mie aspettative.

Diciamo che è un Kitano di intrattenimento (con un cervello, un cuore soprattutto ma sempre d'intrattenimento, per quel che vale la definizione), e come tale me lo sono goduto: i duelli, l'umorismo, l'uso intelligente della musica, la commozione (vedi storia delle due 'geishe'): a tratti forse spicca anche il volo (vedi balletto finale, mi dirai 'è facile'; ma..)

Dal punto di vista stilistico è senz'altro 'normalizzato' rispetto all'incredibile originalità di regia e montaggio di altri film (non tanto il celebrato Dolls, più piatto da questo punto di vista): penso anch'io che abbia risentito del peso della tradizione e abbia puntato sulla classicità di Kurosawa.

Potrei dire che non ha voluto(potuto) fare col genere samurai quello che non gli è riuscito con il gangster-noir, ma non conosco lo standard dei film di yakuza, e non saprei dire quanto rielabora le sue convenzioni (credo tanto).
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La realtà è necessaria a rendere i sogni più sopportabili

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coriander

Reg.: 23 Ott 2003
Messaggi: 98
Da: napoli (NA)
Inviato: 21-11-2003 18:05  
il paragone con kill bill è probabilmente poco calzante ma inevitabile. quello di tarantino è un film che mi ha sorpreso, un film importante e, come scrissi, un film senza identità, nell'essere un manifesto ed un punto d'arrivo.
questo invece è kitano dal primo all'ultimo secondo, con un (parziale, certo) ritorno alla comicità pura di "getting any?".
ma ci sono corpi segmentati e spade in entrambi i film, e questo è importante.
ed ancor più importante è la forza dell'epica, il ritorno al racconto eroico, eroe ormai reincarnato alla perfezione in beat tekeshi, eroe inatteso e splendido nel film di tarantino.

kitano ammette di essere il suo attore preferito ed ha assolutamente ragione, il suo viso rende credibile il suo essere inesorabile, è il destino infallibile, è onnisciente e non fa altro che portare a compimento quel che è scritto. è cieco, conosce il futuro, prevede il posizionarsi dei dadi.

ha molto del musical, non c'è scena in cui i suoni naturali non diano vita a musiche ritmate ed importantissime per la narrazione, ed, al contrario, spesso sono le musiche a determinare ciò che debba accadere nel visivo. spesso la sincronia fra suoni musicali e movimenti nel reale che dovrebbero produrli è sfasata, una giustapposizione fatta di rimandi ma non di corrispondenze, scoprendo ancora la natura ironica e soprattutto espressamente cinematografica, quindi finzione dichiarata ed ottimale per la narrazione del mito epico.

come sempre la costruzione dell'immagine è curatissima ed impeccabile la gestione dei tempi, stavolta pienamente appetibile anche per un pubblico non avvezzo ai ritmi estremorientali.


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SlowFilm

...i'll tell you all my secrets but i lie about my past...

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 27-11-2003 08:07  
mi è piaciuto molto, soprattutto per i continui rimandi alle opere teatrali.
Poi scrivo.
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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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madymask

Reg.: 16 Lug 2002
Messaggi: 3798
Da: napoli (NA)
Inviato: 27-11-2003 12:54  
Esiste già un topic su questo film: http://www.filmup.com/forum/viewtopic.php?topic=17569&forum=4&10 Zebedeo sta volta hai sbagliato proprio tu!
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"Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perche' loro sono com'ero io quando vivevo a Buenos Aires."
(Diego Armando Maradona)
FORZA DIEGO!!

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malebolgia

Reg.: 15 Gen 2003
Messaggi: 2665
Da: matelica (MC)
Inviato: 27-11-2003 13:04  
quote:
In data 2003-11-21 18:05, coriander scrive:
il paragone con kill bill è probabilmente poco calzante ma inevitabile. quello di tarantino è un film che mi ha sorpreso, un film importante e, come scrissi, un film senza identità, nell'essere un manifesto ed un punto d'arrivo.
questo invece è kitano dal primo all'ultimo secondo, con un (parziale, certo) ritorno alla comicità pura di "getting any?".
ma ci sono corpi segmentati e spade in entrambi i film, e questo è importante.
ed ancor più importante è la forza dell'epica, il ritorno al racconto eroico, eroe ormai reincarnato alla perfezione in beat tekeshi, eroe inatteso e splendido nel film di tarantino.

kitano ammette di essere il suo attore preferito ed ha assolutamente ragione, il suo viso rende credibile il suo essere inesorabile, è il destino infallibile, è onnisciente e non fa altro che portare a compimento quel che è scritto. è cieco, conosce il futuro, prevede il posizionarsi dei dadi.

ha molto del musical, non c'è scena in cui i suoni naturali non diano vita a musiche ritmate ed importantissime per la narrazione, ed, al contrario, spesso sono le musiche a determinare ciò che debba accadere nel visivo. spesso la sincronia fra suoni musicali e movimenti nel reale che dovrebbero produrli è sfasata, una giustapposizione fatta di rimandi ma non di corrispondenze, scoprendo ancora la natura ironica e soprattutto espressamente cinematografica, quindi finzione dichiarata ed ottimale per la narrazione del mito epico.

come sempre la costruzione dell'immagine è curatissima ed impeccabile la gestione dei tempi, stavolta pienamente appetibile anche per un pubblico non avvezzo ai ritmi estremorientali.






il gemello di tom (mai letto prima) dice cose saggie.....
da dove sbuca?
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... e per un istante ritorna la voglia di vivere a un'altra velocità

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missGordon

Reg.: 03 Gen 2002
Messaggi: 2327
Da: Roma (RM)
Inviato: 11-12-2003 16:54  
bellissimo film anche se il ritmo è piuttosto discontinuo (ma sembra accrescerne il fascino). Tutte le volte che vado alla scoperta di Kitano rimango incantata dal modo in cui riesce a far "fluire" le scene.
ho trovato eccezionale la danza finale che suggellava il ritorno alla vita della comunità non più oppressa dalle due bande rivali e concretizzava la vena surrealista dell'intero film. certe volte mi è sembrato un quadro di VanGogh...ovvio!
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"...Vivere è offrire se stessi, pensava; ed egli offrì se stesso..." E. Galeano

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13Abyss

Reg.: 20 Lug 2003
Messaggi: 7565
Da: Magliano in T. (GR)
Inviato: 11-12-2003 17:33  
Ancora non sono riuscito a vedermi Zatoichi, ma rimedierò presto, magari via vhs o dvd.
Nel frattempo invito tutti a (ri)guardarsi Sonatine:
penso che lì abbia raggiunto un livello difficilmente eguagliabile, nemmeno da Bros...
_________________
Rubare in Sardegna è il Male.

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markoff

Reg.: 11 Feb 2004
Messaggi: 22
Da: Torre Boldone (BG)
Inviato: 13-02-2004 17:48  

Avevo sentito parlare di Kitano e mi avevano fatto vedere qualche spezzone di un suo film,ma niente di più.
pochi giorni fa in una rassegna di cineforum ho trovato come titolo "Zatoichi"e mi sono precipitato a vederlo.
devo dire che sono rimasto molto sorpreso da tutto:
Regia,seceneggiatura e le piccole coreografie che le comparse facevano,senza contare l ultima molto molto bella.
Un grande film che di poco sorpassa Kill Bill(credo,anzi ne sono sicuro,che il grande Quentin si sia ispirato a film precedenti di kitano per realuizzare il suo,secondo me,capolavoro)e riesce a sorprendere per la sua variazione tra azione e commedia.
A me è piaciuto èarticolarmente,quindio ve lo consiglio!
Bye bye

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mallory

Reg.: 18 Feb 2002
Messaggi: 6334
Da: Genova (GE)
Inviato: 05-03-2004 00:55  

Dunque, film tipicamente kitaniano, complesso di generi come porta d'accesso al realismo, e insieme compendio, di tutti quei film che Kitano ci ha regalato nel corso degli anni e che attraverso un percorso di riproduzione del reale e ricalco di un cinema intimista come quello orientale, si è ritagliato uno spazio di creazione filmica inconsueto, entro il quale vige la legge del cromatismo energico e della disposizione essenziale.
Ogni inquadratura, in Zatoichi, parla di Kitano, si racconta attraverso un film che si è nutrito di cinema, ma ricamato esclusivamente sull'umanità dei suoi personaggi, che come estratti dal contesto e catapultati nel reale, vengono mostrati come fantomatici personaggi di vita e persone autentiche di cinema; comicità e dramma abbinati a parodia e melodramma su uno sfondo filmico che trascende l'immobilità della scenografia e coreografia del cinema di genere, ma che si fa allegoria di situazioni replicate nel tempo, frammenti comuni di vita.
Zatoichi è dunque, ancor più dei precedenti, un film poco narrativo, nel quale la regia, facendosi atto d'amore verso il cinema, ci emoziona con la sua espressività immaginifica di inquadrature minimali e plastiche, macchiate di schizzi di colore rosso dal samurai artista che dipinge con la sua katana.
Il montaggio, con un gioco di richiami al passato, dilata i tempi delle inquadrature di introduzione al ricordo, rendendole feconde di poesia, per smorzarne in modo violento i toni, con una conseguente feroce sequenza di duello, ora fisico ora dialogico. Il sonoro, al pari dell'immagine, assume una funzione chiave all'interno dell'opera, poichè non solo ne condiziona l'azione, ma soprattutto l'intensità emotiva, che affiliata alla totalità delle altre componenti figurative, contribuisce a rendere il film, un prodotto lirico e toccante.
La potenza della sequenza finale, l'happy end in stile musical, non risiede dunque nell'intenzionalità di stupire lo spettatore con qualcosa di originale e inverosimile, ma alla messa in scena del lieto fine per antonomasia, il più cinematografico realizzabile e il più sistematico, se pensiamo alla metodologia di Kitano impiegata nel dirigere i suoi film, che sono fatti esclusivamente per il piacere degli occhi e dell'udito dello spettatore.



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Una persona è piu autentica quanto più somiglia
all'idea che ha sognato di se stessa.


[ Questo messaggio è stato modificato da: mallory il 06-03-2004 alle 14:30 ]

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