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Autore I media = la fabbrica del consenso. Un mondo alla MATRIX
Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 29-11-2003 00:11  
E' evidente che l'elettore forma il suo giudizio in base alle informazioni che riceve.

Queste informazioni provengono nell' 80% dei casi dalle televisioni,dai quotidiani e dalle riviste periodiche specializzate.
Il cittadino medio forma la sua opinione tramite quelli che vengono definiti mass media.

E' difficile che il comune studente,la casalinga,l'operaio,il tassista, l'artigiano si procurino altre fonti di informazione diverse dai giornali o dai telegiornali.

Prendiamo quindi come valida una cifra stimata attorno all'80%.
L'80% degli elettori,al momento del voto, e quindi al momento di stabilire la politica del proprio governo,ha in testa l'opinione che si è formato tramite i suddetti mass media.
Un restante 20% si è spinto oltre,leggendo saggi ,libri,comprando insomma materiale reperibile nelle librerie;oppure informandosi tramite internet su siti di informazione diversi dai soliti noti media.

Il problema numero uno delle moderne democrazie è quello,per chi comanda, di controllare la mente degli elettori.

Se i cittadini ricevessero una normale e obiettiva informazione, si metterebbero in testa di poter cambiare le cose; di influenzare loro stessi la politica economica a svantaggio di chi ha in gioco interessi stratosferici.

Per far sì che ciò non avvenga bisogna fare in modo che le notizie non arrivino;o meglio,che arrivino centinaia di migliaia di notizie inutili,e che le più importanti non compaiano mai e passino inosservate.

Chi comanda , i veri padroni del mondo, sono le più grandi multinazionali del pianeta:le industrie petrolifere,le catene alimentari,le industrie automobilistiche, gli istituti finanziari (banche,assicurazioni...),le grandi case farmaceutiche.



[ Questo messaggio è stato modificato da: Quilty il 13-04-2004 alle 11:36 ]

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 29-11-2003 00:12  

La rivista americana Forbes ha pubblicato la lista delle cinquecento aziende più ricche del mondo nell'anno 2001.
Nelle prime posizioni troviamo un gruppo di grande distribuzione, la catena Wall-Mart di supermercati (200 miliardi di dollari), sei gruppi petroliferi: Exxon (191 miliardi di dollari), British Petroleum (174 miliardi), Enron prima del fallimento (138 miliardi), Shell (135 miliardi), Chevron Texaco (99 miliardi) e Total Fina Elf (94 miliardi), cinque automobilistici: General Motors (177 miliardi), Ford Motors (162 miliardi), Daimler-Chrysler (136 miliardi), Toyota, Mitsubishi, poi iniziano le banche e i gruppi finanziari.


Solo le prime quindici aziende, per avere una vaga idea della portata, hanno fatturato in un solo annuo (2001) oltre 3.000.000.000.000.000 di vecchie lire.


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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 29-11-2003 00:12  
Sia che si definiscano "liberal" oppure "conservatori", i principali media sono grandi aziende, possedute da (e strettamente legate a) società ancor più grandi. Come altre imprese, vendono un prodotto a un mercato.
Il mercato è quello della pubblicità, cioè di un altro giro d'affari. Il prodotto è l'audíence. I media più importanti, quelli che stabiliscono le priorità a cui gli altri devono adattarsi, vantano un prodotto in più: quello di un pubblico relativamente privilegiato.

Abbiamo quindi delle grandi imprese che vendono un pubblico piuttosto benestante e privilegiato ad altre imprese. Non stupisce che l'immagine del mondo che esse presentano rifletta gli interessi ed i valori ristretti dei venditori, degli acquirenti e del prodotto.

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 29-11-2003 00:13  
Ogni giornale e ogni gruppo televisivo viene sponsorizzato da queste grandi multinazionali; basta che sfogliamo una pagina di uno dei quotidiani più noti per trovare sempre e comunque le pubblicità di automobili (quindi petrolio) banche,assicurazioni, catene alimentari.

Poichè nessuno dei mass media si sottrae a questa regola, nessuno di essi si può permettere una politica che vada in contrasto con questi prodotti,pena la perdita dei partners che li finanziano e come conseguenza la chiusura.

Pertanto sui giornali non sentirete mai parlare del traffico di armi,poichè le banche che finanziano i media sono coinvolte nel traffico di questi armamenti.

Riguardo ad una politica sullo sfruttamento del petrolio, ancora una volta i media rifletterano l'immagine di un mondo che coincida con gli interessi dei venditori,degli acquirenti e del prodotto stesso.

Non potranno mai informare con obiettività sulle presunte guerre irachene per il petrolio,dato che i proprietari di molti media sono le stesse industrie petrolifere,e che tutti i media vengono sponsorizzati dalle più grandi case automobilistiche del pianeta,che vendono macchine che consumano petrolio.

Pertanto l'immagine del mondo che ci propinano tutti i media è un'immmagine di parte. Falsata,distorta,faziosa,per evidente conflitto di interessi.

Se ci si prepara ad una guerra per il petrolio, i media puntaranno tutte le attenzioni sulle attenuanti che questa guerra potrebbe presentare,sviando dai veri problemi e creando dei veri specchi per le allodole;cercando di "giustificare"le guerre e di insinuare negli elettori-lettori-spettatori anche il minimo dubbio sulla avversità a queste guerre.
E ci riescono.

Le armi di distruzione di massa di Saddam sono l'ultimo esempio disponibile;ed è stato l'unico schema usato dai media per spiegare le cause della guerra omettendone altri forse molto più pertinenti.

Immaginiamo che i media non avessero insinuato mille scuse nella mente di un cittadino,mostrando la vera natura della guerra irachena: milioni di americani sarebbero scesi in piazza e Bush sarebbe stato paralizzato.
Come esempio potrei citare le scorie di Scanzano: i cittadini sono scesi in piazza e dopo due settimane di dura protesta,blocchi stradali eccetera hanno vinto la loro battaglia.

Se la gente si mette in testa di cambiare lo status quo e si organizza diventa pericolosa.

Non entrare in guerra sarebbe risultata una perdita enorme per gli affari delle multinazionali del petrolio. E perchè i media mai dovrebbero andare contro i propri interessi presentando la realtà così com'è?

Pertanto un elettore qualsiasi,colui che dovrebbe con il suo voto determinare la politica del suo paese, si forma le sue opinioni su un mondo che non esiste.

Un mondo virtuale,un mondo alla Matrix,alla Truman del Truman Show.

Un mondo dove i media vendono delle apparenze e presentano la società a seconda dei prodotti che devono smerciare.

Se gli interessi economici delle grandi multinazionali vanno contro i diritti umani,la tutela dell'ambiente, queste notizie faranno molta fatica a comparire sui normali mass media o saranno presentati in modo che gli eventi tragici come le guerre risultino alla fine accettabili.








[ Questo messaggio è stato modificato da: Quilty il 29-11-2003 alle 01:30 ]

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 29-11-2003 00:14  
A tutto questo si aggiunge la sempre più grande concentrazione dei media nelle mani di pochi gruppi dagli interessi stratosferici in tutto il pianeta.

L'articolo che segue è illuminante al riguardo.







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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 29-11-2003 00:15  

Media arruolati

Ignacio Ramonet


Nel campo dei media, l'irruzione di Internet e la rivoluzione digitale hanno provocato un trauma senza precedenti. Attratti dalle ambizioni di potere e dalle prospettive di facili guadagni, i mastodonti dei vari comparti industriali - elettricità, acqua, informatica, armamenti, edilizia, telefoni - si sono avventati sul settore dell'informazione.
Hanno edificato in breve tempo imperi giganteschi. E calpestato sul loro passaggio alcuni valori fondamentali, a cominciare da quello dell'impegno per un'informazione di qualità.
In tutto il mondo, i mega-conglomerati stanno facendo man bassa sui media. Negli Stati uniti, che nel febbraio 2002 hanno abolito le regole anti-trust nel settore audiovisivo, America-OnLine ha acquistato Netscape, il settimanale Time, la casa di produzione hollywoodiana Warner Bros e il canale d'informazione Cnn.
La General Electric, prima impresa mondiale in termini di capitalizzazione in borsa, è proprietaria della rete televisiva Nbc. La Microsoft di Bill Gates, che regna sul mercato del software, punta a conquistare anche quello dei videogiochi con la consolle X-Box, e domina inoltre nel campo della fotografia per la stampa, attraverso la sua Agenzia Corbis.
La News Corporation di Rupert Murdoch ha assunto il controllo di alcuni dei più diffusi giornali britannici e americani (The Times, The Sun, The New York Post), e possiede una rete televisiva via satellite (BskyB), uno dei canali televisivi degli Stati uniti (Fox) nonché un'importantissima società produttrice di serie televisive e di film (20th Century-Fox)...
In Europa, Bertelsmann, primo editore mondiale, ha acquistato l'Rtl Group, e in Francia ha ormai assunto il controllo della radio Rtl e del canale generalista M6. Silvio Berlusconipossiede i tre principali canali privati italiani e, in quanto presidente del consiglio, ha il controllo di tutte le reti pubbliche. In Spagna la società Prisa controlla il quotidiano El País, la rete radiofonica Ser, il canale criptato Canal Plus España e il più importante gruppo editoriale.

In Francia, la crisi del mercato pubblicitario, il calo delle vendite dei quotidiani e l'arrivo dei giornali gratuiti incitano all'accorpamento delle testate della stampa nazionale, che favorisce l'ingresso degli industriali nel capitale delle società di stampa in difficoltà.
In questo contesto, lo smantellamento della Vivendi universal publishing (Vup) ha provocato un vero e proprio sconvolgimento. Il gruppo Dassault, presieduto da Serge Dassault, un politico di destra che già controlla Le Figaro e numerosi giornali regionali, ha potuto così acquisire il settimanale L'Express, la rivista L'Expansion e altre 14 testate divenendo così, tramite la Socpresse, il primo gruppo editoriale francese. D'altra parte, il gruppo Lagardère, presieduto da Jean-Luc Lagardère, vicino a Jacques Chirac e primo editore francese (Hachette, Fayard, Grasset, Stock...) , che possiede già alcuni giornali regionali (Nice Matin, La Provence) e domina il settore dei rotocalchi (Paris Match, Elle, Télé 7 jours, Pariscope...), controlla inoltre la distribuzione dei giornali attraverso i punti di vendita Relay e le Nouvelles Messageries de la Presse Parisienne (Nmpp) e ha rilevato il gruppo editoriale Vup (Larousse, Robert Laffont, Bordas...); divenuto così uno dei giganti della comunicazione europea, non nasconde più l'ambizione di fagocitare Canal Plus e l'emittente pubblica francese France 2.
Questi due gruppi - Dassault e Lagardère - che dominano ormai i media francesi, hanno in comune l'inquietante carat-teristica di essersi costituiti intorno a una società centrale,la cui principale attività si esplica nel campo militare (caccia, elicotteri, missili, razzi, satelliti).Un' antica preoccupazione si è dunque trasformata in realtà: alcuni dei più importanti media sono ormai nelle mani dei mercanti di cannoni.
Nel momento in cui sale la tensione nei confronti dell'Iraq, possiamo supporre che questi media non si opporranno strenuamente a un intervento militare contro Baghdad...
I voraci appetiti dei nuovi imperatori dei media spingono altre pubblicazioni a cercare di raggiungere le dimensioni critiche per sfuggire all'assoggettamento.
Ad esempio, recentemente il gruppo Le Monde si è avvicinato alle pubblicazioni di Vie catholique (Télérama, La Vie), di cui ha acquistato il 30% del capitale, così come al settimanale Le Nouvel Observateur, e si prepara a collocare una parte del suo capitale in borsa. Tutte queste concentrazioni minacciano il pluralismo della stampa.

E inducono a privilegiare la redditività. I posti di comando vengono assegnati a manager preoccupati soprattutto di rispondere alle esigenze dei fondi d'investimento, che detengono parte dei capitali. Questi fondi «puntano su tassi di ritorno dei loro investimenti del 20-30%, in base al livello di rischio degli attivi, dato che la stampa è considerata un settore piuttosto rischioso», e non esitano a esigere misure di «snellimento del personale». Uno dei diritti più preziosi dell'essere umano è quello di comunicare liberamente i propri pensieri e le proprie opinioni.
Nelle società democratiche, la libertà di parola non solo è garantita, ma è anche accompagnata da un altro diritto fondamentale: quello di essere bene informati. Ora, questo diritto è messo a repentaglio dalla concentrazione dei media e dalla fusione di giornali un tempo indipendenti, in seno a gruppi divenuti egemoni. Si può tollerare di vedersi così sottrarre la libertà di stampa? E accettare che l'informazione sia ridotta al rango di una merce qualsiasi?

Le Monde diplomatique - Dicembre 2002



[ Questo messaggio è stato modificato da: Quilty il 29-11-2003 alle 00:24 ]

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 29-11-2003 00:16  
Per quanto riguarda l'Italia, il ddl presentato da Gasparri va nella direzione della concenrazione mediatica nelle mani di pochi,abolendo,ad esempio, i divieti incrociati per un gruppo di possedere al tempo stesso televisioni e giornali.

Non solo ,ma costituisce un pericolo per le piccole imprese di informazione, che saranno costrette a chiudere di fronte alla sempre più grande concorrenza di gruppi sempre più potenti che li schiacceranno.

L'informazione sarà quindi sempre di più nelle mani di pochi,sempre più assoggettata ai voleri delle grandi ,multinazionali,sempre più immagine di un mondo che rispecchi ii valori dei prodotti che queste aziende smerciano in tutto il mondo.

La preferenza di un elettore è condizionata dalla sua informazione sui fatti del mondo e l'informazione dei media rispecchia gli interessi delle grandi aziende e propaga un'immagine di un mondo che non esiste.


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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 29-11-2003 00:16  
Il film di John Carpenter intitolato "Essi vivono" rappresenta la sintesi di tutto questo.

Mettiamoci gli occhiali.

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 30-11-2003 14:04  
Un esempio riguardo a questo discorso,e una dimostrazione pratica,riguarda la modifica della legge 185 approvata dalla destra quest'anno.

Era una legge importantissima,riguardava il traffico di armi e la sua regolamentazione,e in particolare la destinazione finale degli armamenti e i suoi percorsi.

La legge ha di fatto reso più labile qualsiasi controllo su questo gigantesco giro d'affari,a vantaggio naturalmente dei trafficanti d'armi.

E' stato straordinario-anzi ordinario- notare il totale silenzio di tutti i media su questa legge.

Nel periodo del terrore,dei dittatori spietati,delle loro armi,dell'indottrinamento dei media riguardo a questi problemi, è passata una modifica ad una legge che aveva in passato in qualche modo arginato la possibilità che i paesi che calpestavano i diritti umani potessero diventare acquirenti di qualsiasi tipo di armamento.

Mentre tutte,ripeto tutte le associazioni umanitarie lanciavano ormai da oltre un anno appelli contro la modifica della legge 185-su internet si andava da Amnesty International a Mani Tese a Emergency eccetera- cercando di interessare l'opinione pubblica al riguardo,

sulla quasi totalità dei media non si è sentita la minima traccia della notizia.

Io stesso sono venuto a conoscenza di questa legge tramite le onlus.
Leggendo i media non avrei mai saputo nulla.

I media hanno semplicemente omesso -volutamente- una questione di importanza fondamentale,soprattutto in questo periodo di terrorismo .

Mi ricordo di aver letto soltanto 5 righe,quest'estate, su La Repubblica, il giorno dopo che la legge 185 venne modificata definitivamente dal Parlamento.

Ricordo che mi chiesi: ma come mai un giornale di sinistra come La Repubblica non ha speso nemmeno una riga per sostenere la sacrosanta campagna di Amnesty contro questa follia della destra?

La risposta era molto semplice: tutti i media sono sponsorizzati dalle più prestigiose banche(sovente occupano un'intera facciata di un giornale)le quali sono coinvolte nel traffico d'armi internazionale(basta leggersi i rapporti anuali che il Parlamento è tenuto a stilare riguardo alle esportazioni d'armi all'estero,rapporti che mai e poi mai potranno comparire su un qualsiasi giornale).

La conseguenza è che pochissime persone vengono a conoscenza dei fatti veramente fondamentali e delle questioni di vitale importanza che interessano il nostro pianeta,poichè i media ,gli strumenti usuali di informazione,sono aziende che devono per forza diffondere un'immagine di un mondo,di una realtà che rispecchi gli interessi economici e i valori dei prodotti che sponsorizzano e dei loro venditori e ovviamente degli acquirenti.



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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
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Da: milano (MI)
Inviato: 02-12-2003 12:34  



La legge Gasparri

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 02-12-2003 14:23  
The New York Times
28 nov 2003

- La proposta di legge Gasparri, che dovrebbe dare al primo ministro Silvio Berlusconi maggiore spazio per estendere il suo impero mediatico e per aumentare la sua influenza sull'opinione pubblica, sarà esaminata dal senato martedì prossimo. Il disegno di legge, che è stato già approvato alla
camera, permetterà ai canali televisivi di acquistare quotidiani e avere così la possibilità di allargare la propria quota sul mercato pubblicitario. Questi due cambiamenti non potranno più limitare, come avviene con la legislazione attuale, la crescita di Mediaset.

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 05-12-2003 15:09  
La Repubblica,5 dicembre 2003.

Banche e carte di credito

BNL pagina 9
San Paolo pagina 64 TUTTA

Capital One pagina 8

Automobili

Daewoo pagina 18 TUTTA
Audi pagina 29
Renault pagina 59

Assicurazioni

RAS pagina 43


Questo per quanto riguarda la pubblicità degli istituti di credito ,assicurazioni e automobili.

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Julian

Reg.: 27 Gen 2003
Messaggi: 6177
Da: Erbusco (BS)
Inviato: 05-12-2003 19:49  
Quilty..i media si concentrano nelle mani
di politici(e relativi gruppi finanziari soprattutto),i quali devono naturalmente sfruttarli a proprio vantaggio..e quel che
è peggio..ci riescono!!!basta leggere molte
opinioni di questo forum.Ci informano solo
su fatti dei quali conviene informarci.
La campagna mediatica dopo Nassiryah è
stata scandalosa..non si parla mai delle
migliaglia di altre vittime..ci sono morti di serie A e di serie B..e la cosa è evidentissima.Eppure la campagna ha sortito
i propri effetti.

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caiomario
ex "Shady87"

Reg.: 04 Lug 2003
Messaggi: 2527
Da: Verona (VR)
Inviato: 05-12-2003 20:49  
quilty fammi un favore.....scrivi meno papiri...mi stufo dopo 3 righe.....sei troppo rindondante.....
_________________
E un'altra volta son costretto ad aspettare che mi passi il sole
e' ormai svanito come nelle eclissi perche' gli incubi sono gli stessi
mi dico un altro, un altro giorno ancora questa situazione dura ormai da troppo e non migliora affatto
aspe

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 06-12-2003 11:08  
Ti stufi dopo 3 righe?
Poverino...come ti capisco...non fare troppi sforzi.

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