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Autore Tanzi e company: I soliti ignoti
gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 30-12-2003 09:11  
E' questa l'impressione che mi danno.
Imprenditori di così grande importanza che scannerizzavano i loghi di importanti banche d'affari e poi li ritagliavano con le forbici.
Persone che danno le martellate ai computer, persone che inventano altre società dalle quali farsi prestare soldi che non esistono.
Insomma mi fanno ridere più che schifo.
Ciò non toglie che la preoccupazione per tutti i lavoratori della Parmalat che sno a rischio adesso che si inizierà la'amministrazione controllata.
Da quel che ho capito, ma non ne sono sicuro, la crisi della società emiliana è più di natura finanziaria che industriale(a differenza della Cirio), ed una buona e lunga amministrazione potrebbbe salvare buona parte del patrimonio.
Il gran problema però a livello macrofinanziario non è solo quello legato ai controlli, ma anche e soprattutto l'abrogazione della legge fascista del 26 con la quale si vietava che imprese potessero ricevere crediti da banche nelle quali erano anche azionisti.
Ed è quello successo sia con Cragnotti che con Tanzi.E così le banche non solo sono "condizionate" quando ricevono una richiesta di credito visto che è da parte di un'azionista, ma hanno anche tutto l'interesse a consigliare investimenti su di esso al di là di studi approfonditi sull'effettiva convenienza.
Ci vorrebbero veramente leggi, fondi e strumenti adeguati per tutelare noi e rendere credivile il tutto, ma nessuno dei politici hanno interesse o hanno la possibilità(in senso stretto) di fare.
La banda di Tanzi veramente mi hanno ricordato i mitici Er Pantera,Capannelle, Tiberio e Ferribotte, ed il problema è che han potuto recitare questi ruoli per troppo tempo.
Loro sapevano che stavano per crollare, ed hanno programmato chissà da quanto la propria resa sistemandosi prima tutto il sitemabile.Adesso non ci rimarranno che le briciole per incriminarli.
E vi pongo una domanda:
Ma Cragnotti con la sua bancarotta fraudolenta stà in carcere?
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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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xander77

Reg.: 12 Ott 2002
Messaggi: 2521
Da: re (RE)
Inviato: 30-12-2003 12:05  
Le accuse a Tanzi non sembrano briciole, anche se non penso andrà in carcere.
In realtà serve maggior vigilanza su queste faccende, da parte delle banche, da pate della Consob o di chiunque ne abbia autorità, non è possibile che di punto in bianco un'azienda che sembrava solida si ritrovi a pezzi; non è un ble servizio a Parma e alla sua immagine; non è un bel servizio soprattutto per le tante famiglie che rischiano di finire letteralmente sul lastrico.

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ginestra


Reg.: 02 Mag 2003
Messaggi: 8862
Da: San Nicola la Strada (CE)
Inviato: 02-01-2004 14:43  
Io spero solo che restituisca tutto quello che ha rubato, sul lastrico deve finirci lui non quei poveri operai!!!!E se non può pagare, perché ha speso o occultato il tutto, lo condannerei al lavori forzati per dieci anni, altro che arresti domiciliari!!
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E tu, lenta ginestra,che di selve odorate queste campagne dispogliate adorni, anche tu presto alla crudel possanza soccomberai del sotterraneo foco, che ritornando al loco già noto, stenderà l'avaro lembo su tue molli foreste.......

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 07-01-2004 11:29  
Indagini sull'affare Eurolat
Tonna inguaia i banchieri
"I vertici della banca romana tenevano molto
che noi comprassimo quell'azienda, noi l'abbiamo fatto"
di MARCO MENSURATI


MILANO - Due giorni di interrogatorio non sono bastati a Fausto Tonna per esaurire la galleria degli orrori della Parmalat. Sono stati sufficienti però agli inquirenti per far entrare nel vivo l'ormai famosa "fase due" dell'inchiesta, quella che riguarda gli istituti di credito, i loro silenzi, le loro complicità, i loro errori.

È dunque arrivato il momento dei fatti e dei nomi. I fatti sono molti: emissioni di bond sospette, acquisizioni di asset sovrapprezzo, movimenti infragruppo, accordi sottobanco. I nomi fatti da Tonna, praticamente, tutti: Intesa, Capitalia, Unicredit, Mps, SanPaolo, Santander, Jp Morgan, Citigroup, Bank of America e altre, Bnl, Bipielle e Abn Amro. Adesso agli inquirenti - che comunque hanno deciso di ascoltare ancora oggi Tonna, l'"architetto" dell'associazione a delinquere di Collecchio - non resta che mettere insieme le cose, ricostruire tutte le operazioni raccontate e poi abbinarle ai presunti responsabili.

Non sarà facile, né veloce, come lavoro. Ma a Parma hanno già deciso come farlo: si muoveranno sul piano internazionale per mezzo delle rogatorie già predisposte nei giorni scorsi. Mentre in Italia procederanno con i metodi tradizionali: suddividendo il lavoro in vari capitoli e operando di volta in volta con interrogatori e acquisizioni di atti.

Ed è proprio per la prima di queste indagini che potrebbe essere ascoltato, già nelle prossime settimane (al termine di questo giro di interrogatori), Cesare Geronzi, il numero uno di Capitalia, una delle banche maggiormente esposte con il gruppo di Calisto Tanzi. Il top manager dovrà dare spiegazioni circa un affare di cui si parla da tempo: il passaggio di Eurolat, avvenuto nel 1999, da Cirio (azienda nei confronti della quale Capitalia vantava un credito enorme) a Parmalat. Un passaggio che sarebbe avvenuto a un prezzo (circa 350 milioni di euro) giudicato di troppo al di sopra del reale valore di mercato. "Geronzi - ha raccontato ieri Tonna ai magistrati - ci teneva molto che comprassimo quella società, e Tanzi decise di farlo".
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Non è questo l'unico aspetto, relativo all'affaire Eurolat, che incuriosisce in queste ore gli inquirenti. Quella società appare oggi come il punto di incontro di due tra i più grandi crac della storia italiana, quello della Cirio e quello della Parmalat. Storie di bond e truffe che si erano già incrociate alcuni mesi prima della cessione di Eurolat, quando entrambe le multinazionali parteciparono alla gara d'appalto per la Centrale del latte di Roma. Vinse Cirio, con uno scarto talmente minimo rispetto ai concorrenti da risultare sospetto. Tanto più se si considera che pochi mesi dopo quella gara, Eurolat (con il marchio della Centrale di Roma) passò proprio nelle mani di Tanzi.

I magistrati e i finanzieri del nucleo regionale di Bologna si sono soffermati lungamente sulla questione, con Tonna. E, alla luce delle risposte ricevute, sembrano ora intenzionati a convocare in procura anche Sergio Cragnotti che, alla fine dei conti, si aggiudicò l'appalto per la Centrale romana a un prezzo di molto inferiore a quello cui poi la rivendette.

C'è poi il capitolo del tesoro di Parmalat. Questa volta gli inquirenti sono sicuri di aver imboccato la strada giusta. Tonna ieri ha spiegato che c'erano direttive precise per far uscire i soldi da tutte le società del gruppo in un'unica direzione: le società della famiglia Tanzi. "Non passavano necessariamente per i paradisi fiscali, questi soldi - ha detto Tonna - Ma spesso facevano percorsi più ordinari". Un flusso continuo che attraversava l'Europa, in particolare l'Olanda e l'Italia, per finire su conti non ancora individuati. "Stavolta, però - spiegava un inquirente ieri sera - Tonna ci ha dato tutti gli elementi per arrivare a mettere le mani su quei soldi".

Da Milano si scopre che nei prossimi giorni i pm che indagano per aggiotaggio potrebbero convocare i manager della Bank of America e della Citigroup.



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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 20-01-2004 14:33  
PARMALAT: PER LA CONSOB E' UNA TRUFFA ULTRANAZIONALE
ROMA - Lamberto Cardia, presidente della Consob, parla davanti alle commissioni Finanze ed attivita' produttive di Camera e Senato nell'ambito dell'indagine sul risparmio. Riferendosi alle banche Cardia ha spiegato che per la loro attivita' di finanziare imprese e collocare titoli, 'i conflitti di interesse sono endemici e strutturali' ma i rapporti con Bankitalia, ha aggiunto, sono ottimi. Quella di Parmalat, ha detto, e' una truffa di dimensioni ultranazionali e ha aggiunto che il gruppo avrebbe perseguito un 'disegno criminoso'. Ricostruendo l'attivita' della Consob nel caso Parmalat, Cardia ha precisato che sono stati effettuati, prima dell'estate, 15 interventi e altri 60 a partire dalla riunione del Cicr dell'8 luglio scorso.

Quella di Parmalat e' ''una truffa di dimensioni ultranazionali''. ''Ci si e' trovati - ha detto Cardia - davanti a un presidente e un amministratore delegato il cui comportamento e' stato fraudolento e un Cda che la magistratura accertera' se e' stato silente o connivente cosi' come il collegio dei sindaci e revisori''.
Cardia ha ricordato che tra le varie ipotesi di reato, i magistrati stanno configurando anche ''l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa'' per cui il gruppo di Collecchio ''avrebbe perseguito un disegno criminoso'' e il crac conseguente, secondo la Commissione di vigilanza per la Borsa sarebbe stato ''reso possibile da una rete di connivenze il cui perimetro deve essere definito''.
L'emergere di dati ''fraudolenti e criminali mettono in evidenza come questa situazione non potesse essere affrontata da una singola autorita' di vigilanza come la Consob''.
E ha aggiunto che''nelle prossime settimane ci sara' l'esame della commissione sulle relazioni relative ai risultati ispettivi'' condotti sui dieci intermediari che hanno collocato i bond Cirio.

RISPARMIO: CARDIA, PER RIFORMA EVITARE SCOSSONI TRAUMATICI
E' obiettivo di tutti ''arrivare nel piu' breve tempo a un sistema di controlli piu' efficace, sara' opportuno pero' evitare scossoni traumatici o iniziative di accorpamento tanto vaste che potrebbero tradursi sul piano operativo, almeno nel primo periodo, in un calo di efficienza anziche' in una piu' incisiva capacita' di intervento''. Lo ha detto il presidente della Consob Lamberto Cardia alla sua audizione in Parlamento.

BONDI ALLONTANA STEFANO TANZI DA INCARICHI
Dimissioni o sospensioni. E' quanto si appresta a chiedere Enrico Bondi ai manager operativi coinvolti nel dissesto della Parmalat. Sara' lo stesso Commissario Straordinario a chiedere oggi al figlio di Calisto Tanzi, Stefano, di dimettersi dagli incarichi ancora formalmente ricoperti nel gruppo. Nei prossimi giorni l'operazione 'pulizia' delle strutture manageriali, che procede di pari passo con la riorganizzazione finanziaria e industriale, raggiungera' molti altri dirigenti della galassia di Collecchio.

PARMA - La Gdf di Bologna ha arrestato su ordine del Gip Pietro Rogato il presidente della Banca del Monte di Parma, Franco Gorreri.
Il banchiere si era autosospeso dall'incarico qualche giorno fa. L'uomo e' stato arrestato nella sua abitazione di Parma.
Gorreri e' accusato di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali in concorso con altri indagati.
Le accuse nei suoi confronti riguardano in particolare la sua attivita' come ex membro del cda Parmalat e non come presidente dell'istituto di credito.

A GORRERI CONTESTATE FALSE FATTURE PER 400 MLN EURO - False fatture per circa 800 miliardi delle vecchie lire (piu' di 400 milioni di euro). E' quanto viene contestato a Franco Gorreri, nell'ambito del suo impegno in Parmalat. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende da fonti vicine del Tribunale, soprattutto di attivita' in favore delle societa' turistiche di Calisto Tanzi. In particolare, viene spiegato, le false fatturazioni avevano il fine di ottenere fidi maggiorati dalle banche. Gli istituti di credito, peraltro, secondo quanto e' emerso, affidavano questo denaro alla Parmalat sulla base, oltre che di fatture false per lo piu' finalizzate alle fideiussioni, sulla base di bilanci falsi. A volte, lo stesso presidente del gruppo, Calisto Tanzi, per emettere le false fatture si rivolgeva a Gorreri scavalcando addirittura il direttore finanziario Fausto Tonna che in alcuni casi non dava il suo assenso alle operazioni. Tanzi si rivolgeva direttamente a Gorreri, spiegano fonti inquirenti, perche' responsabile della tesoreria e quindi in grado autonomamente, senza il consenso di Tonna, anche di fornire i falsi che l'ex patron pretendeva. Infine, come gia' altri indagati, in base agli accertamenti degli inquirenti, anche Gorreri in prossimita' dei giorni del crac avrebbe movimentato denaro. ''Comunque non abbiamo preoccupazioni e non sparira' piu' nulla - spiegano dal Tribunale -. Sono state fatte indagini sullo stato patrimoniale di ogni indagato ed e' tutto sotto controllo''.

UNA VALANGA DI DENUNCE DAI RISPARMIATORI - Sono circa 25 mila le denunce degli investitori in prodotti finanziari Parmalat arrivate in Procura a Milano.
Secondo una prima stima, seimila denunce sono arrivate tramite e-mail grazie al sito aperto all'inizio di gennaio. Le altre denunce sono state trasmesse alla Procura di Milano attraverso la Guardia di Finanza alla quale gli investitori si sono rivolti, e anche personalmente dagli stessi risparmiatori che si sono presentati al quarto piano di Palazzo di Giustizia.
Tra costoro vi sono anche parecchi anziani che hanno subito danni non solo per aver acquistato bond Parmalat ma anche per aver comprato titoli Cirio e bond argentini.
L'alto numero di denunce pervenute in Procura potrebbe - si fa notare negli uffici - creare dei problemi nella ricezione e catalogazione degli atti. Per questo motivo resta sempre valida l'ipotesi di creare una squadra di esperti di supporto esterno.

RIESAME, TANZI RESTA IN CARCERE - Calisto Tanzi resta in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del riesame di Milano che ha rigettato l'istanza presentata dai difensori.
La motivazione con cui il Tribunale del riesame di Milano ha respinto l'istanza di revoca o di attenuazione della misura cautelare in carcere e' di una decina di pagine.
L'avvocato Fabio Belloni, uno dei difensori dell'ex presidente di Parmalat in carcere a San Vittore dal 27 dicembre, ha detto che nel documento ''ci sono alcuni passaggi particolari e che prima di fare commenti dovra' leggerlo''. Il legale ha anche detto che ''certamente'' fara' ricorso in Cassazione.
I legali di Calisto Tanzi hanno fatto ricorso anche davanti al tribunale del riesame di Bologna. L'udienza si terra' mercoledi' prossim


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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 20-02-2004 19:37  
Beppe Grillo: il caso Parmalat e il crepuscolo dell'Italia

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