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Autore Religione:agente fuorviante nel processo evolutivo dell’umanità?
Marxetto

Reg.: 21 Ott 2002
Messaggi: 3954
Da: Milano (MI)
Inviato: 04-02-2004 20:55  
Prendo come spunto per dare il via a questa(mi auguro)interessante discussione,un breve passaggio da “Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico”,del mio omonimo,nonché massimo mentore personale,che considero(non era difficile immaginarlo,eh?)in assoluto il più grande filosofo-sociologo dell’800,ancor prima che “analista economico”:

“La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'oppio del popolo. Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni.”

Vorrei premettere,innanzitutto,che questo thread non nasce con la minima intenzione di offendere chi rispettabilmente ha scelto la strada della fede,e che quindi crede fermamente in una qualsiasi dottrina religiosa.Si prefigge altresì l’obbiettivo di fare un’analisi quanto più oggettiva possibile sulle influenze,i condizionamenti impliciti o espliciti ,che i dettami stessi della “credenza non comprovata di entità ultraterrene” hanno avuto su questo pianeta nei secoli dei secoli.Marx sosteneva,molto sinteticamente,che sino al momento in cui l’umanità non avrebbe avuto il coraggio di eliminare dal suo vocabolario la parola (o concetto)“aldilà”,sarebbe stato molto arduo(se non improponibile)addivenire,con unità d’intenti,alla risoluzione terrena e quindi concreta dei drammi e le ingiustizie che l’afflliggono.Attraverso una sorta di inconsapevole condizionamento sul nascere,l’uomo,convinto(o vittima di un’illusione irrinunciabile per una propria serena esistenza),di poter trovare la miglior condizione possibile e inimmaginabile solo successivamente alla propria morte fisica,non avrebbe mai potuto sviluppare quello stimolo definitivo,che gli avrebbe permesso di utilizzare tutti gli strumenti in suo possesso per il raggiungimento di una felicità reale,e non sperata o immaginata.Il che è abbastanza riassumibile in un’altra famosa massima del nostro,è l’uomo che fa la religione, e non è la religione che fa l’uomo.L’umanità,dunque,”rassicurata” dal fatto che quel che compie,altro non è che un brevissimo passaggio,origine di un percorso che non avrà mai fine,neanche dopo la morte,difficilmente potrà prodigarsi,come giustamente dovrebbe essere,a “darsi da fare” per migliorare il mondo in cui vive,fieramente soggiogata dall’idea che non ve ne sia esigenza,perché tutti i mali svarranno come d’incanto solo nell’aldilà,per l’appunto.Pensare di estirparli qui e subito,seppur in minima parte,è solo una pallida utopia,una chimera irraggiungibile.Mi rendo conto che si sta trattando di questioni ataviche,questioni snocciolate in ogni dove da tanti ricercatori,intellettuali,filosofi,nel tempo.Eppure,nelle parole di Marx,si scorge a mio dire tanto di tremendamente attuale,e allo stesso tempo di legato all’intero processo evolutivo della società(da titolo).Si,perché tutt’oggi,assistiamo all’evidente interferenza della componente spiritualistica,morale,etica(nella sua accezione più negativa,secondo me naturalmente) in qualunque ambito che abbia a fare con politica(temi come guerra e pace,la povertà…),economia,addirittura la medicina(vedasi le ricerche sugli embrioni,la delicatissima faccenda dalla clonazione umana e non,la fecondazione assistita eccetera eccetera).Insomma è un impedimento,un “ostacolo”(ribadisco il tono assolutamente cronistico e non assolutisticamente condannanatorio)col quale la civiltà si ritrova ad avere sempre a che fare nel bene e nel male.La religione,nel suo piccolo(o nel suo enorme)ruolo,svolge per Marx una funzione incostruttiva,rendendo tutti noi complici involontari di una parziale,superficiale,prospettiva di ciò che ci circonda.Spronando strumenti come la carità,la compassione,la beneficienza,la confessione addirittura…alcuni anche nobili principi,ma che nell’immaginario collettivo finiscono per assurgere a lavaggio delle coscienze,un piccolo compitino che tutti dovrebbero svolgere per “rimediare” ai propri peccati.Vi domando,ha un senso nel 2004 porre ancora sul tappeto disquisizioni di questo tipo,è da ritenersi valida l’analisi nel merito che Marx ci ha messo a suo tempo davanti agli occhi?E’lecito pensare che la fede in Dio(qualsiasi Dio),sia un fattore incidente,se non determinante,nelle scelte di noi tutti,nelle tante vie che potrebbero percorrersi per un generale miglioramento della condizione umana,e che invece anche per l'ingombrante presenza di questo “fardello”,vengono tutt’ora rimandate,ridimensionate,o peggio ancora imprigionate?

Aspetto le vostre valutazioni!

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"Il comunismo non è uno stato di cose che debba essere instaurato,un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi.Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"

[ Questo messaggio è stato modificato da: Marxetto il 12-10-2004 alle 08:48 ]

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xander77

Reg.: 12 Ott 2002
Messaggi: 2521
Da: re (RE)
Inviato: 04-02-2004 23:55  
Brevemente perchè ho poco tempo (magari tornerò più avanti sull'argomento):
- il cullarsi nelle illusioni, sperare che la risoluzione dei problemi avvenga nell'aldilà per non affrontarli qui e ora è un atteggiamento che oggi giorno non deriva dalla religione, ma lo si può rintracciare molto più facilmente nel mondo laico, in quell'individualismo competitivo che si nutre del disimpegno e dell'inerzia sociale: ci sono luoghi del mondo di miseria estrema in cui solo la Chiesa (che ha comunque al suo interno degli elementi di anti - modernità) è presente
- la liberazione dell'uomo e il raggiungimento della felicità sono elementi che legano marxismo e Cristianesimo
- Marx non poteva prevedere nè il Concilio Vaticano II nè l'avvento della televisione quale fabbrica di illusione e a volte anche di torpore delle coscienze
- non ho mai pensato che credere in Dio o nella vita eterna potesse distogliermi dalle cose del mondo: che senso avrebbe vivere a questo punto?

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gmgregori

Reg.: 31 Dic 2002
Messaggi: 4790
Da: Milano (MI)
Inviato: 05-02-2004 17:10  
La religione non è un fardello. In pratica ciò che dice Marx non è poi così sbagliato. ma sembra essere andato troppo oltre. Come se ancora non fossimo pronti a reagire al futuro prossimo. Siamo ancora indietro rispetto a Marx, la religione è collettività e fin quando rimarrà un simbolo collettivo il "fardello" non consentirà alla Fede di esprimersi nel migliore dei modi.
Inoltre in altri mondi come l'africa lo spritualismo, l'arte dei guaritori animisti e tante altre forme di fede trascendentali sono da prebdere in considerazione come fonti sia di coercizione mentale e di schiavitù ritualistica, sia come passaggi di importanza estrema nello studio dell'antropologia moderna!
Se la religione allevia un dolore essa va considerata come tale. Si comprende quanto complesso sia il percorso di valutazione e di funzionalità di Fede e religione nel mondo.

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La verità è che la maggior parte dei rapinatori sono emeriti coglioni

[ Questo messaggio è stato modificato da: gmgregori il 05-02-2004 alle 17:11 ]

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 05-02-2004 17:47  
Per quanto riguarda la religione,aderisco al 100% alla filosofia espressa da Nietzsche.

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moxfurbona

Reg.: 04 Mar 2003
Messaggi: 1194
Da: lucca (LU)
Inviato: 06-02-2004 01:17  
Io credo che sia un agente deviante ,in linea di max.ma che ci siano state cose splendide e grandi eventi ,grazie alla religione.
Per i Cristiani l'arte sacra ,i protestanti e l'etica attivista ,la difesa e l'importanza che gli ebrei danno alla cultura ,la cultura araba illuminata da Maometto ,quella indiana...E anche molte altre cose più elevate.Insomma le religioni nell'antichità hanno giovato all'uomo.Però quando è giunto il momento di affrancarsi dall 'superstizione' e credere nella scienza le varie chiese hanno messo i bastoni fra le ruote.Arrivando ,quindi ,al giorno d'oggi : sotto forma di spa dedite esclusiamente alla propria conservazione.
Io la penso così.

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moxfurbona

Reg.: 04 Mar 2003
Messaggi: 1194
Da: lucca (LU)
Inviato: 06-02-2004 01:19  
Se poi il topic aveva un'impostazione prettamente filosofica...anch'io sono per Niezsche.Dio è morto ,l'uomo ha ucciso Dio...

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ginestra


Reg.: 02 Mag 2003
Messaggi: 8862
Da: San Nicola la Strada (CE)
Inviato: 06-02-2004 13:38  
Le religioni sono una creazione dell'uomo, che ha trovato l'alibi per le sue incertezze e i suoi fallimenti, in questo sono pienamente d'accordo con Marx.Il contentino per gli ultimi della terra, affinché afflitti dalle cose terrene, abbiano almeno la speranza di godere nell'al di là.C'è tuttavia chi ha vissuto e vive, con profonda coscienza e coerenza la propria fede.Purtroppo tutte le grandi ideologie, siano esse politiche o religiose, vengono possedute come male strumento dagli uomini stessi nel momento che divengono istituzioni.La Chiesa, nel corso dei secoli e secoli ha sempre ostacolato il libero pensiero, tranne le dovute eccezioni.Si è arrogata il diritto di possedere le coscienze per poter dominare anche le funzioni sociali degli individui.
Nel contempo mi trovo d'accordo con Mox, nel ritenere che le religioni, nel mondo hanno recato dei benefici e dei cambiamenti.
Oggi, forse, non ha più senso parlare di condizionamento della religione, vedo un mondo proiettato verso uno sfrenato edonismo ed egoismo, quelli che parlano di verità cristiana e rispetto della religione, nel mio paese, come quei politici che si sono messi all'ombra dell'ala protettrice della Chiesa,per accaparrarsi i voti di una fetta di italiani cattolici, dovrebbero prima sciacquarsi la bocca e poi aprirla.
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E tu, lenta ginestra,che di selve odorate queste campagne dispogliate adorni, anche tu presto alla crudel possanza soccomberai del sotterraneo foco, che ritornando al loco già noto, stenderà l'avaro lembo su tue molli foreste.......

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moxfurbona

Reg.: 04 Mar 2003
Messaggi: 1194
Da: lucca (LU)
Inviato: 07-02-2004 01:20  
D'accordissimo con Ginestra.E ti dirò che hai detto una frase che mi ha colpita 'vedi un mondo proiettato verso edonismo ed egoismo'.E' vero e anche se tu l'hai detta con un fine diverso a me ha fatto venire in mente che ,effettivamente ,un po' di attaccamento religioso in più non guasterebbe.Cioè ,non di attaccamento a una religione cioè a una chiesa ma ai messaggi di fondo che qualunque credo ha in sè :tolleranza,rispetto etc...Il messaggio evangelico ,insomma ,che da atea ho citato in diversi topic come testimonianza di come messaggio reale e messaggio tradotto/fatto proprio da una ideologia vadano non solo a non-coincidere ma addirittura a scontrarsi come accade p/o nostra madre chiesa apostolica romana del BIIIIIIIIP.

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