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Autore "SCANNERS" di David Cronenberg
Cronenberg

Reg.: 02 Dic 2003
Messaggi: 2781
Da: GENOVA (GE)
Inviato: 28-07-2004 11:27  
Dopo aver rivisto finalmente il primo grande capolavoro di David in un edizione ottimamente restaurata, ci tengo a introdurre un topic proprio su questa opera d'arte:

SCANNERS
Canada 1981
col 99’ fantasc.
Regia: David Cronenberg; Attori: Stephen Lack, Patrick McGoohan, Michael Ironside.

• Il dottor Paul Ruth, cervello della ConSec, trova Cameron Vale, uno scanner disadattato che non ricorda più nulla di sé, per eliminargli tutti i pensieri della gente che gli frullano in testa gli somministra una fiala di Ephemerol, farmaco inventato dallo stesso dottore, con lo scopo di placare le voci mentali che albergano negli scanners. Sempre il buon dottore spiega a Cameron che in circolazione vi è un pericolosissimo scanner, Darryl Revok, che solo lui potrebbe fermare e sconfiggere. Intanto Cameron scopre che Darryl Revok è a capo dei laboratori della Biocarbon Amalgamate, ove coordina tutto al seguito di un certo programma Ripe accessibile solo ai terminali della ConSec. Cameron e Kim, una volta memorizzato il programma, contenente un infinita lista di dottori che somministrano Ephemerol a un altrettanto lunga lista di pazienti, capiscono che Darryl Revok vuole creare un esercito di scanners in tutto il mondo, e l’unico modo per fermarlo è far smettere ai dottori di somministrare il farmaco e interrompere l’inumana avanzata di Darryl Revok.
Dopo i primi esperimenti documentaristico-sessuali “Stereo” e “Crimes of the futures” e gli horror-apocalittici “Il demone sotto la pelle” e “Rabid – Sete di sangue”, “Scanners” è la vera e propria consacrazione del Barone del Sangue, che con i precedenti primi due horror su citati aveva sollevato solamente gran polemiche senza mai essere giudicato cinematograficamente; “Scanners” era invece un film dai canoni attuali, gli inseguimenti alla gangster-movie e l’andamento convulso dei periodi tipico del thriller rendevano il tutto più accessibile e metonimico, i generi si sovrapponevano e si slegavano per far percepire costantemente la tensione psicologica presente in ogni film del maestro canadese. “Scanners” è probabilmente ancora oggi uno tra i film più accessibili e inaccessibili del cinema postmoderno, fatto di dolore e ironia proprio come mostrano le opere esposte nella galleria d’arte di Benjamin Pierce, interpretato ottimamente dal feticcio cronenberghiano Robert A. Silverman. “Scanners” è un opera letteralmente geniale, si parla di un film che ha saputo tenerci emotivamente tesi mostrandoci inseguimenti, combattimenti, distruzioni psichiche e scansioni investigative, spiegandoci però che quello che vedevamo non era altro che ciò che sarebbe successo, ciò che ancora pensiamo potrà succedere in un'altra era, ciò che il futuro si prospetta essere, non una gabbia di grattacieli, sesso, morte, odio e distruzione, ma una auto-isolamento verso la perversione psichica, verso la mutazione genetica e sensoriale, verso la manipolazione del corpo altrui, l’accrescimento di un potere latente e auto-devastante e la riscoperta del senno nella propria follia, la ricreazione del senno per l’auto-credibilità. Le musiche di Howard Shore sono le più belle che abbia mai composto, la sceneggiatura dello stesso Cronenberg evidenzia soltanto la propria perfezione, e il cast è tipicamente elettrizzante, occhi come antenne di ricezione e trasmissione. Rimangono memorabili alcune sequenze, quali l’esplosione della testa dello sperimentatore sotto la pressione psichica di Darryl Revok, il colloquio vocale di Cameron Vale e Benjamin Pearce all’interno dell’enorme testa di cartapesta, e lo scontro finale tra Cameron Vale e Darryl Revok che denota tutta la maestra del consulente effetti speciali trucco Dick Smith. Il finale del film non è davvero mai stato così apocalittico, l’uomo squilibrato dalla doppia personalità, corpo di Darryl Revok voce Di Cameron Vale, la fusione del buono/cattivo da sempre esistito, prevaricazione della giusta misura riguardo ad una speranza probabilmente vana nei confronti di un uomo mutante psicologicamente, che non penserà mai a fermare la prossima nuova generazione di scanners, penserà solamente a nascondersi dietro a un giubbotto, a nascondere il proprio casuale errore della sua nuova identità. Avanti più di tutti, David Cronenberg lascia un impronta indelebile, una caratterizzazione psico-fisica di un mondo mutante che penserà a nascondersi e a nascondere, comunicando in silenzio, da mente a mente, nella totale dispersione e volubilità di un corpo che cerca localizzazione e ricezione verso un universo spaziato e traslato, racchiuso da due occhi azzurri sempre felici di aver visto un loro simile.

A voi la parola ora su questo "Gioco mentale" che ha dato vita proprio ad una serie TV e a due seguiti cinematografici

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Del resto, che cos’è la nostra realtà se non la percezione della realtà?

Brian O’Blivion in Videodrome

[ Questo messaggio è stato modificato da: Cronenberg il 28-07-2004 alle 11:29 ]

[ Questo messaggio è stato modificato da: Cronenberg il 28-07-2004 alle 11:49 ]

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 02-08-2006 15:35  
SCANNERS di David Cronenberg 1981 (voices inside my head)

Invito a rivedere questo piccolo capolavoro di Cronenberg che riesce in 95 minuti a porre la sua nobile mano d’autore su questa storia tra l’orrore e la fantascienza, che altri registi avrebbero ridotto a fiera di bassa macelleria e stravolto nel suo senso filosofico (e in effetti Scanners 2 è una porcheria invereconda).
Gli scanners sono individui diversi da quelli normali, hanno il dono (o la condanna) di potere sentire i pensieri altrui e di potere influenzarli con la loro forza di volontà. La prima sottolineatura artistica di Cronenberg è la solitudine e il disadattamento di questi poveri cristi che sono costretti ad avere a che fare continuamente con la vera essenza (sporca) delle persone e con i loro segreti. La telepatia diventa un contatto diretto con la verità ma lo scontro è foriero di disperata emarginazione.
“Come ti senti? Come un vetro, trasparente” e in effetti la crisi di identità è inevitabile.
Altro tema di Cronenberg è quello del corpo (della carne) e delle modificazioni che esso può subire, siano esse le porte frontali che si autoinfligge lo Scanner cattivo per fare uscire fuori il magma del pensiero, che le bolle e formazioni tumorali che precedono l’esplosione della mente (una delle scene cult del film). Come fare fuoriuscire questo horror vacui? Una possibilità è la creazione artistica e le sculture di uno degli scanners sono il corrispettivo visivo del demone sotto la pelle: “La mia arte mi ha ridato il senno.”.
Bellissima a questo proposito la scena dei due scanners che si confidano e parlano tra loro all’interno di una grande testa di cartapesta, a rappresentare in maniera figurativa il rimbombare di voci dentro il cervello e quindi l’essenza stessa della schizofrenia.
Sentiamo i pensieri distorti e rallentati dello scanner morente e non possiamo fare a meno di pensare alle influenze dei replicanti di Blade Runner sul disagio esistenziale e sulla necessità di non confondere il sogno con l’incubo. La degenerazione degli scanners rappresenta proprio questo viraggio da un sogno di perfezione a un incubo apocalittico e distruttivo di deformazione, dove la scienza e gli scienziati sono rappresentati in maniera cupa, come depositari di un potere dalle conseguenze terribili. Il film procede per continui colpi di scena e trovate intelligenti (geniale quella del farmaco somministrato alle donne in gravidanza che richiama in maniera sinistra l’effetto teratogeno della Talidomide che creò tanti focomelici). I cadaveri degli scanners assomigliano tanto ad opere d’arte astratte e il duello finale tra bene e male, una sorta di duello western tra le menti, riserva una sorpresa filosoficamente coerente con le basi concettuali dell’opera. Film quasi perfetto, piccolo antipasto di quello che è capace di fare questo grandissimo visionario del Cinema.

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True love waits...

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