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Autore Psycho di Alfred Hitchcock (1960)
seanma

Reg.: 07 Nov 2001
Messaggi: 8105
Da: jjjjjjjj (MI)
Inviato: 09-08-2003 14:39  
Come chiudere "i battenti" se non parlando di questo film,universalmente considerato "il cult dei cult" e da me personalmente vagheggiato e inseguito da tempo.
La storia è stranota:una impiegata improvvisatasi ladra per necessità finisce per caso nel motel gestito da Norman Bates,che sembra pericolosamente accattato alla dispotica madre....

Panoramica di Phoenix e zoom su una stretta e illuminata finestra,al di là della quale si trovano i due amanti,Marion e Sam.E da subito si capisce una cosa:la fragilità terribile della protagonista.Stritolata e fagocitata dal soffocante mondo degli affari e troppo occupata a tirare avanti per occuparsi di sè stessa.In una frenetica e serrata ventina di minuti iniziale,sale allo scoperto tutta la problematica che Marion possiede.E tutto questo non ci viene mostrato,ma sapientemente suggerito.La caustica ironia del petroliere texano che cade nel vuoto di fronte agli occhi sognatori di Marion,il fare insieme furtivoe colpevole che caratterizza i movimenti della ragazza,e il viaggio verso il motel.Questi tre momenti sono significativi anche per il prosieguo del film:Hitchcock sembra quasi volerci dire che la pazzia non è qualcosa di estranbeo alla meccanica umana,ma che invece nasce in conformità al carattere e alle esperienze della persona stessa(Freud docet,ovviamente).Marion è come se compisse un personale percorso alienante ancor prima di arrivare al motel.Il furto,l'attesa,la fuga sono tutti momenti distinti di un folle vertice nella quale la ragazza si immerge.Meravigliosamente efficaci da questo punto di vista sono la scena all'autonoleggio e i deliri conseguenti.Aleggia ineliminabile l'alone della colpevolezza che non nasce però da evidenti indizi esterni e quindi razionalmente germogliato,bensì partorito dalla paura,dall'angoscia,dall'insicurezza.Ricordate queste parole.Il viaggio di Marion è pauroso,angosciante e insicuro.I fantasmi che popolano la sua mente tingono di un cupissimo nero l'atmosfera del film.Marion non serve solamente da elemento introduttivo della figura di Norman Bates,anziè proprio con lei che fanno la loro comparsa,come dettoi temi portanti del film:l'ossessione,l'angoscia,la follia.E geniale da questo punto di vista è l'idea di far sì che la protagonista sembri essere proprio Marion,per poi invece spostare l'attenzione su quello che è ,prima ancora di essere un personaggio,un archetipo,una rappresentazione allegorica,un incubo psichico che nessuno vorrebbe veder realizzato.Ovvero Norman Bates.
Non c'è da sorprendersi se il povero Anthony Perkins non riuscì mai ad evitare d'essere perennemente identificato con Norman Bates,persino in punto di morte.Norman infatti contiene in sè così tante sfaccettature che è impossibile considerarlo un lersonaggio unitario,un entità singola.Persino noi spettatori siamo trasportati a pensare irrazionalmente,perchè qui abbiamo l'apoteosi dell'irrazionale,del tenebroso,dell'inumano.Persino la faccia di Milton Arbogast al suo ingresso sembra possedere qualcosa di poco umano:innaturalmente estesa in un mefistofelico sorriso,portatore di una eccentricità fuoriluogo.E' il tentativo della Ragione umana di indagare,di scandagliare:l'astuzia un po' rustica di Arbogast,il metodismo e l'ingegnosità di Sam e Lila,a comporre una forza di potenze che idealmente si contrappone allo scuro,al tenebroso spicchio di realtà in cui Norman vive.E quando questi due mondi collidono,ci sembra dire Hitch,o c'è l'orrore dell'assassinio o l'incomprensibilità e l'inutilità delle regole convenzionali a cui tutti si rifanno,psichiatri compresi.E alla fine rimangono solo due cose:il fascino misto ad angoscia di un incredibile vicenda e l'insondabilità della psiche umana.Ma anche e soprattutto la sensazione che quanto raccontato da Bloch o Hitchcock non sia(purtroppo)affatto inverosimile.
Concludendo,"Psycho" non rientra per nulla negli standard narrativi hitchcockiani ma per una storia simile era a dir poco indispensabile cambiare registro.Mai è stato un regista di sentimenti e passioni intense come poteva essere Kubrick,privilegiando invece una certa leggerezza di fondo,pur trattando di crimini,facendo uso di quella enorme carica ironica che lo contraddistingue.Da subito invece si capisce che "Psycho" non è un film hitchcockiano n senso stretto.La leggerezza è sparita,sostituita da quella perenne e penetrante angoscia di cui abbiamo tanto parlato,così come l'ironia che si tramuta in gelido e spiazzante humor nero avulso dal contesto generale ma che tuttavia lo arricchisce(le battute del petroliere,la figura stessa di Milton Arbogast,di per sè rozzamente e ambiguamente ammiccante).Già perchè forse questo è stato un magnifico tentativo di introspezione psicologica antelitteram(per quanto riguarda il cinema,ovviamente)intesa come fil rouge ortante di una altresì perfetta storia di mistero.

Il mistero dell'uomo-Norman.Il mistero del nuovo Hitchcock.

Il mistero del secolo.

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Ecco a voi SeanPagliazz,il buffone più "freak"di tutta FilmTown!!!!!

[ Questo messaggio è stato modificato da: seanma il 09-08-2003 alle 14:41 ]

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gmgregori

Reg.: 31 Dic 2002
Messaggi: 4790
Da: Milano (MI)
Inviato: 31-08-2003 13:41  
finalmente ritorni seanma, piccolo prodigio. non posso aggiungere niente. Hai fatto tu! ottimo post! Anche se non vedo il film da tempo, giocare sulla personalità multipla è stat un'idea eccezzionale che solo il maestro poteva avere.Approvo il paragone Kubrick.


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non c'è niente di peggio di una ragazza che la pusher del proprio corpo

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gmgregori

Reg.: 31 Dic 2002
Messaggi: 4790
Da: Milano (MI)
Inviato: 31-08-2003 13:46  
comunque, adesso come adesso,in " Cinema e psichiatria", buon libro di Gabbard il senso della "pazzia" e visto più come tramite narrativo e paura. nn credo che il maestro abbia lavorato più di tanto sulla malattia mentale. E' stata una trovata ben riuscita. Stop.
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la bruttura del vuoto è tanto profonda fin quando, cadendo, non ti accorgi di poterti ripigliare. I ganci fanno male, portano ferite, ma correre e faticare per poi giorie è un obbiettivo per cui vale la pena soffrire.
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FabryDivx
ex "ometto"

Reg.: 27 Apr 2003
Messaggi: 1788
Da: Palermo (PA)
Inviato: 29-07-2004 22:55  
Regai di A. Hichcock del 1960 con Anthony Perkins , jenet Leigh , Vera Miles , Martin Balsam, John Gavin , Jonh McIntire.

Un, furto, una donna in fuga per raggiungere l'uomo che ama, un solitario e lugubre motel sperso nella tranquilla provincia americana una mente sconvolta dalla follia , il desiderio in aguato.

Questo è per me uno dei copolavori del Maesto , in questa pellicola da il senso puro della suspence e della sopresa , lascia che lo spettatore inizialmente si affezioni alla figura sincera e amichevole della segretaria , che senza indugio accetta di buon grado il compito di andare a versare in banca 40 mila dollari, am qui soldi le daranno alla testa e scappera via.
Ma la sua fuga finira nel motel sulla vecchia autostrada , e li dove la vicenda subisce un cambiamento.. il centro di attenzione dello spettatore si ribalta , la donna verra uccisa dalla madre del proprietario, nella memorabile sequenza della doccia , li hitchcock da il meglio di se , al tal punto che sconvolge il film , ormai lo spettatore si era fissato sulla segrataria come protagonista , am il vero protagonista è il proprietario del motel , affetto da sdoppiamento della personalità.In lui vive sia la sua psiche che quella della madre. La madre sencondo il ragazzo era geloso di lui , e proprio in questa gelosia si scatena la foga omicida , uccidendo prima la segretaria nella doccia , poi l'investigatore sulle scale della villa vicino al motel , investigatore ingagiato dal acquirente che aveva dato alla ragazza i soldi in custodia.
Tutta la sequenza scenica è attorniata da un atmosfera di tensione che pianta lo spettatore di fronte allo schermo , questa tensione è il frutto di un desiderio viscerale di Hitchcock di fatti mette lo spettatore come elemento principale in un film; ma il gioco della sopresa viene a visualizzarsi con la comparsa della madre che Hichcock tiene sempre viva nello schermo con l'immagine di lei dietro la finestra , am anche questo elemento sarà cambiato perchè la madre era veramente li ma era mummificata , vedi la memorabile scena della sorelal della segretaria che scende nella cantina della villa e scopre la signora o meglio al mummia sulla sedia..
Questo è un film carico degli elementi principi in Hitchcock la sorpresa e la suspence..


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¡Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores!

S. Allende 11/09/73

[ Questo messaggio è stato modificato da: FabryDivx il 30-07-2004 alle 14:17 ]

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denisuccia

Reg.: 14 Apr 2002
Messaggi: 16972
Da: sanremo (IM)
Inviato: 30-07-2004 14:43  
Senza soffermarmi sulla trama posso dire che di Psycho mi ha sempre attratta la possibilità che ha dato Hitchcock ai suoi personaggi di sdoppiarsi ed essere unici ma allo stesso tempo poter diventare più persone, potersi sviluppare in più modi e intrecciare con le vite degli altri personaggi, scaturendo nuovi comportamenti e nuovi sentimenti, sia nei personaggi sia nel pubblico che assiste a vite indecise e magnetiche...Questo particolare forse è poco importante, ma mi è sempre piaciuto vedere così i protagonisti, Norma in primo luogo, che può essere se stesso e la madre... questi sdoppiamenti partono già dai titoli di testa che, come tu stesso mi hai ricordato sono "come una tendina trasversale"...
Oltre questa particolarità che, come ti ho detto, mi ha affascinata sin dalla prima visione, si aggiungono (come hai già ricordato) la suspense e la sorpresa... La prima legata soprattutto all'inquietudine che nasce dal personaggio della madre di Norman e la seconda, almeno secondo il mio parere, nata nel momento dell'uccisione di Marion che, a metà film (più o meno, no?) la rende una delle morti più particolari...
Quindi oltre alla storia, interessante già in sè***, e ai personaggi ambigui e a tratti inquietanti (così come le ambientazioni) penso sia il caso di aggiungere alcuni elementi che non credo siano sfuggiti ad occhi più tecnici dei miei tra i quali inquadrature e sequenze che rapiscono, prima tra tutte (e penso sia anche tra le più imitate nel mondo cinematografico, no?) quella della doccia...
Immagini belle, studiate e una fotografia che penso sia stata veramente anni avanti rispetto all'anno di uscita di Psycho...
E poi il sonoro... i rumori, la colonna sonora e le voci (compresa quella della madre di Norma, ovvio!) che sembrano avvolgerti e renderti sempre più partecipe delle vite prima e delle tragedie poi... tenendo conto di questo penso che vederlo al cinema possa essere una vera delizia dei sensi e un miscuglio di sensazioni che pochi film sanno far provare...



***il film è ispirato ad un libro che era uscito l'anno prima, mi sapete dire chi lo scrisse?
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L'improvviso rossore sulle guance di Thérèse, identificato immediatamente come il segno dell'Amore, quando io avevo sperato in una innocente tubercolosi.

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Emanuele75

Reg.: 19 Apr 2004
Messaggi: 267
Da: Valeggio sul Mincio (VR)
Inviato: 30-07-2004 14:57  
1)Sulla magistrale interpretazione di Anthony Perkins vennero costruiti tutti i serial Killers dei decenni a venire.
2) La scena della doccia con le sue inquadrature da angoli improbabili segnò una svolta nelle tecniche di regia del genere Horror-Thriller.
3)La spiegazione psicologica del comportamento dell'assassino dovuta a traumi infantili è diventata dopo Psyco un must del genere e alcuni registi ne hanno fatto la propria fortuna, primo fra tutti Dario Argento.
Bastano questi motivi per chiamarlo capolavoro?
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Our motto: Apocalypse Now

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FabryDivx
ex "ometto"

Reg.: 27 Apr 2003
Messaggi: 1788
Da: Palermo (PA)
Inviato: 30-07-2004 14:58  
hai colto proprio l'essenza di Hitchcock , lui di fatti non vuole essere banale o meglio vule evitare che il pubblico si affezioni troppo ad un personaggio così cambia diverse volte le carte in tavola...

cmq il libro è di Robert Bloch "Psycho" del 1959.
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""Solo chi teme di non essere mai citato evita di citare" S. M. Ejzenstejn"

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aralis

Reg.: 18 Ott 2003
Messaggi: 3151
Da: bolzano (BZ)
Inviato: 30-07-2004 15:00  
una curiosità:

Hitchcock pagò soltanto 9mila dollari i diritti del libro di Robert Bloch, da cui trasse Psycho. Poi spese una fortuna per acquistare tutte le copie del libro disponibili per mantenere segreto il finale del film.






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Emanuele75

Reg.: 19 Apr 2004
Messaggi: 267
Da: Valeggio sul Mincio (VR)
Inviato: 30-07-2004 15:02  
Psyco è tratto da un romanzo di Robert Bloch che, a sua volta si ispirava a fatti realmente accaduti nel 1957 nel Wisconsin, in cui di un uomo di nome Ed Gein, uno psicotico omicida, si scoprì aver condotto una doppia vita
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Our motto: Apocalypse Now

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denisuccia

Reg.: 14 Apr 2002
Messaggi: 16972
Da: sanremo (IM)
Inviato: 30-07-2004 15:07  
Grazie, cercherò il libro!

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L'improvviso rossore sulle guance di Thérèse, identificato immediatamente come il segno dell'Amore, quando io avevo sperato in una innocente tubercolosi.

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ilaria78

Reg.: 09 Dic 2002
Messaggi: 5055
Da: latina (LT)
Inviato: 30-07-2004 15:40  
quote:
In data 2004-07-30 15:00, aralis scrive:
una curiosità:

Hitchcock pagò soltanto 9mila dollari i diritti del libro di Robert Bloch, da cui trasse Psycho. Poi spese una fortuna per acquistare tutte le copie del libro disponibili per mantenere segreto il finale del film.








hitcoock spesso prendeva le sue storie dai fatti di cronaca o da romanzetti di scarso valore, era entusiasmato da qualche concetto e lo esprimeva in immagini.

quello che ha detto denise sui personaggi in effetti è molto stimolante, mi ha fatto venire in mente anche marnie e vertigo, in cui le protagoniste soprattutto sono sospese tra due identità, non coscientemente.
psyco è senz'altro un capolavoro, perfetto nelle scene più famose, ma anche in altre diciamo più di contorno, come quella in cui marion arriva per la prima volta alla pensione e parla con norman.
li c'è una magistrale lezione su come la posizione della macchina da presa rispetto ai soggetti può dare dei significati, che mi pare si trovi anche nel manuale del film di rondolino, in psico si vede chiaramente come una determinata altezza della macchina da presa davanti ai personaggi dia il senso e l'atmosfera alle immagini, un po' come i suoni... per cui norman è inquadrato dal basso perchè la sua immagine inquieti visivamente lo spettatore ancor prima di sapere chi sia e cosa faccia, in effetti questo è un trucco usato spessissimo da hithcoock: far parlare le inquadrature ancor prima di mostrare gli eventi stessi, per dare una idea quasi incoscia nello spettatore, anticipare susssurrando quello che sta per accadere.

parlare di hithcoock senza cadere in luoghi comuni è per me impossibile
inutile dire che secondo me è uno dei più grandi e mi emoziona da matti anche solo leggere qui sui suoi film
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...quando i morti camminano signori..bisogna smettere di uccidere...

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FabryDivx
ex "ometto"

Reg.: 27 Apr 2003
Messaggi: 1788
Da: Palermo (PA)
Inviato: 30-07-2004 15:47  
Hitchcock teorizava che le immagivi dovessero parlare non le espessioni che un personaggio ha in volto, molte volte tendeva ad annullare le espressioni e fa parlare la MdP vediamo per esempio un'altra pellicola La finestra sul cortile " a K. Grant viene kiesto solo di dare alcune occhiate fuori dalla sua finestra e poi il gioco scenico che attua hitchcock è indescrivibile...

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celeste

Reg.: 23 Apr 2004
Messaggi: 867
Da: firenze (FI)
Inviato: 30-07-2004 16:01  
quote:
In data 2004-07-30 15:47, FabryDivx scrive:
Hitchcock teorizava che le immagivi dovessero parlare non le espessioni che un personaggio ha in volto, molte volte tendeva ad annullare le espressioni e fa parlare la MdP vediamo per esempio un'altra pellicola La finestra sul cortile " a K. Grant viene kiesto solo di dare alcune occhiate fuori dalla sua finestra e poi il gioco scenico che attua hitchcock è indescrivibile...





Un cineasta all'avanguardia, hai ragione ma per la cronaca non era Cary Grant era James stewart, insieme a Grant uno degli interpreti preferiti da Alfie.


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Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce
abbastanza bene.

(Charles Bukowski)

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ilaria78

Reg.: 09 Dic 2002
Messaggi: 5055
Da: latina (LT)
Inviato: 30-07-2004 16:04  
quote:
In data 2004-07-30 15:40, ilaria78 scrive:

hitcoock....

...usato spessissimo da hithcoock...

...parlare di hithcoock...



non ho manco ancora imparato a scriverlo
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NancyKid
ex "CarbonKid"

Reg.: 04 Feb 2003
Messaggi: 6860
Da: PR (PR)
Inviato: 30-07-2004 16:08  
Ah Hitchcock Hitchcock . Per mia sfortuna ho visto pochissimi film di questo regista, ma tra i pochi figura proprio Psycho. Alla visione di quest'opera, per la prima metà del film si ha la sensazione di essere trascinati in una spirale decadente, sempre più in basso, si comincia da un adulterio, poi i soldi rubati, per poi arrivare al top con l'omicidio. Non ci sono eroi in questo film, tutti hanno commesso i loro crimini (più o meno gravi). Poi dal secondo tempo sembra cambiare strada per porsi in quella investigativa, e la storia si concentra su Norman Bates, chi è in realtà quest'uomo, e soprattutto, chi è sua madre? Man mano che il mistero si infittisce la tensione degli spettatori sale, Hitch ha ricreato tecnicamente (fotografia, musica, inquadrature) un'aura perfetta di suspance. Un capolavoro per l'adrenalina psicologica che mette in atto, incarnando tutto il cinema hitchcockiano: il peccato, il thrill, il mistero. Imitato da tutte le generazioni successive di thrillers, con tanto di remake pari pari da parte di Gus Van Sant.
_________________
eh?

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