FilmUP.com > Forum > Attualità - Come la Juve fa affari a Torino!
  Indice Forum | Registrazione | Modifica profilo e preferenze | Messaggi privati | FAQ | Regolamento | Cerca     |  Entra 

FilmUP Forum Index > Zoom Out > Attualità > Come la Juve fa affari a Torino!   
Autore Come la Juve fa affari a Torino!
ipergiorg

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 10143
Da: CARBONERA (TV)
Inviato: 30-07-2004 10:46  
Riporto dal sito Indiscreto.it (che vi consiglio se non siete tifosi allineati e coperti)


La congiura del silenzio

Torino, dal punto di vista calcistico, ma non solo, è divisa in due entità, ciascuna delle quali con motivazioni sportive, storia, caratteristiche, immagine e quant'altro ben distinte ed estremamente diverse l'una dall'altra. Del Toro sappiamo tutto: una squadra con un passato glorioso, tragico, ormai diventato mito e con un presente che peggiore non poteva essere. L'altra entità è la diretta emanazione di un potentato economico e politico, non solo cittadino.
Torino non è Milano, dove due squadre con pari dignità pagano il dovuto per utilizzare San Siro. Non è nemmeno Roma, dove due squadre, sempre di pari dignità, possono comunque contare su un appoggio mediatico e politico che ne mette sì in luce ogni difficoltà, ma si attiva anche per risolverle.
A Torino nulla di tutto questo. Un sobrio ed aristocratico silenzio. Ma non tutti lo accettano, qualche voce plebea ogni tanto si leva, ed elenca i volgarifatti...

Partiamo da qualche anno fa.

La gi*ve voleva uno stadio di proprietà, e voleva il Delle Alpi. Lo voleva con il minimo sacrificio economico, con una spesa ridicola se paragonata al valorestimato del complesso e dell'area circostante, sfruttabile commercialmente. Per arrivare a questo, vista la presenza di due realtà che potenzialmente potevanoessere interessate all'affare, dovevano verificarsi un insieme di circostanzeparticolari:

1- Il Delle Alpi, raro esempio d'edificazione recente non realizzata dal gruppoFiat, doveva essere percepito dall'opinione pubblica come inadatto, un inutile spreco di denaro pubblico, una cattedrale nel deserto. Questo per prepararne l'abbattimento od il rifacimento senza la minima resistenza. Che siano state divulgate, attraverso la stampa cittadina, notizie false sui costi di realizzazione o sull'infelice collocazione geografica dell'impianto, era strumentale.

2- Occorreva esercitare pressioni sulle autorità cittadine affinché eventuali opposizioni fossero scavalcate: finto ricatto con la minaccia di andarsene da Torino, attraverso il quale si è da subito ottenuta la gestione della pubblicità allo stadio, senza per questo doversi sobbarcare i costi di manutenzione dello stesso, lasciati al comune che, incredibilmente, accetta.

3- Bisognava raffigurare la gi*ve come unico vero interlocutore cittadino,unica entità sportiva rappresentativa di tutta la comunità, e così nei suoi gagliardetti sparisce la zebra, da sempre simbolo bianconero, ed appare il toro rampante, da sempre emblema granata. Vi immaginate la Lazio con la lupa nelsimbolo? Non sarebbe sicuramente passato inosservato, a Roma.

4- Il Torino Calcio non doveva intromettersi nella questione Delle Alpi. Avendo diritto, almeno teoricamente, alle stesse opportunità della gi*ve, poteva ostacolarne l'esproprio o renderlo più dispendioso. In parole povere, il Toro non doveva presentarsi ad un'eventuale asta. Per esserne certi occorreva tuttavia controllarlo direttamente, non bastavano le forzature esterne disempre.

----Così, dopo una campagna di stampa violentissima nei confronti degli allora padroni del Torino Calcio, i cosiddetti genovesi, ai quali certamente non ne era andata bene una, il Torino viene acquistato da Francesco Cimminelli,padrone della Ergom e fornitore della Fiat, al quale da allora viene concesso un trattamento privilegiato rispetto agli altri partners del gruppo: pagamentidelle fatture a 30 giorni, contro i 90/120 soliti, finanziamenti fino a 500miliardi di vecchie lire, costruzione di due stabilimenti nel Sud i qualiprovvedono, tra le altre cose, ad assicurare la produzione quando altrove si sciopera. Commesse oltre il 2010. Sicuramente sarà un caso, un insieme di fattori oggettivi e, tra l'altro,documentabili. Nessun complotto.


Fatto sta che Francesco Cimminelli, certamente un industriale avveduto, noto però fino ad allora soprattutto per essere stato l'artefice del primo caso di mobbing, applica questa stessa filosofia nella sua gestione del Torino Calcio. Si dichiara da subito tifoso bianconero, al Toro solo per ragioni affaristiche. Ridicolizza ed insulta chi, tra i tifosi del Toro, si rechi ancora a Superga,luogo dove, oltre alla lapide del Grande Torino, ha sede provvisoria il Museodedicatogli. Dopo una breve fase in cui il presidente è Giuseppe Aghemo, che gli avevaspianato la strada verso l'acquisto del Torino Calcio annunciando tramite igiornali, tra le altre cose, la presenza di 70 miliardi di fidejussioni per laricostruzione del Filadelfia, viene assegnato all'incarico Attilio Romero, noto alle cronache per essere una delle persone coinvolte nell'incidente in cui trovò la morte Gigi Meroni,e in precedenza dirigente Fiat con mansioni di rilievo. Decide di destinare l'incarico di general manager al signor Pieroni, in causa con il portiere del Torino Luca Bucci per via di un battibecco precedente.Questa decisione sarà annullata in seguito alle proteste dei tifosi.


Sposta la storica sede del Torino Calcio in un ex magazzino di via del Carminee lascia i prestigiosi uffici precedenti al figlio Simone. Annuncia la ricostruzione dello stadio Filadelfia, abbattuto anni prima da Novelli, che ne aveva promessa la ricostruzione con tanto di conferenze stampa,progetti, date d'inizio lavori e d'inaugurazione. Viste le difficoltà nel farsi approvare il progetto esecutivo sul Filadelfia,che alcuni dicono cercate (l'architetto che stilò il progetto), Cimminellipropone la realizzazione presso Borgaro, nell'hinterland torinese, di Borgarello, un'area comprendente nove campi di calcio, forestierie, spogliatoi,sede di prima squadra e settore giovanile ed ottiene dal comune di Borgaro le delibere necessarie. Anche qui, ampio risalto sui giornali, conferenze stampa evisione di prospetti. Il Comune di Torino, che aveva già stabilito fin dal 1999 attraverso una fittacorrispondenza tra Giraudo e l'allora sindaco Castellani, la cessione del Delle Alpi e dell'area circostante alla società bianconera, deve almeno salvare leapparenze dando una parvenza d'equità.


Così Chiamparino - diventato sindaco di Torino al posto di Castellani, nominatopresidente del comitato olimpico - dopo aver assegnato l'area del Delle Alpialla gi*ve per meno di 5 euro al metro quadro, contro i circa 70 normalmente necessari per la concessione di spazi commerciali, provvede a fare grosso modo altrettanto nei confronti del Torino, concedendogli il vecchio stadio comunale,nel frattempo diventato sede delle cerimonie delle olimpiadi invernali del 2006, e concedendo i permessi per la realizzazione un supermercato sull'area ex Filadelfia, necessario per il sostentamento futuro del club.
A fronte delle tardive ma efficaci proteste dei tifosi, il supermercato èspostato in area vicina, ma viene concessa l'edificazione di due palazzi, con relative strade d'accesso, su metà dell'area originale. Lo Stadio Comunale, dopo aver precedentemente attraversato una fase in cui se n'era prospettato l'abbattimento, diventa d'improvviso un monumento d'importanza tale da non poterne modificare né la prospettiva, né abbassare il terreno di gioco, realizzato con un sistema di drenaggio a fascine incrociateche sembra unico ed irripetibile. Il costo del ripristino dell'impianto passa dai 20 milioni di euro iniziali a più di 50, per la capienza di 27000 posti. In pratica ristrutturare il Comunale costa il doppio della cifra a cui è statovenduto alla gi*ve il nuovissimo delle alpi, perfettamente utilizzabile già così com'è ora, tant'è che entrambe le squadre cittadine ci giocano pur se una, il Torino, per farlo paga l'affitto all'altra.
In tutto questo marasma edilizio s'inserisce la situazione della squadra del Torino, sempre più allo sbando. I giocatori migliori, quelli che potrebbero anche essere ceduti ricavandoci qualcosa, vengono lasciati andare via per scadenza contratto. Parecchi tra loro passano prima da una fase nella quale vengono lasciati in tribuna, presentati all'opinione dei tifosi come mercenari,incapaci, piantagrane, lavativi o quant'altro, in modo da poterli cedere senzalasciare rimpianti o costretti ad andare via. Mobbing. Nessun calciatore vuole più venire al Toro, compreso chi proveniva dalle giovanili granata, chi c'è se ne vuole andare, chi sarebbe obbligato arientrare afferma che piuttosto smette di giocare. Il settore giovanile viene semi-abbandonato e resiste, pur se a livelli minimirispetto al passato, solo grazie alla buona volontà e all'attaccamento degli allenato ririmasti.
Il settore marketing è un fantasma. In tutta Torino, in qualunque negozio o supermercato, non si trova nessun tipo di gadget granata. I tifosi vengono abbandonati, il coordinamento dei club, sempre promesso, non viene realizzato. La tifoseria viene continuamente accusata di scarsa presenza, di eccessivoromanticismo, di essere fonte di pressioni esagerate sui giocatori. Non un'operazione commerciale viene intrapresa per riavvicinare i simpatizzanti, i prezzi degli abbonamenti sono il doppio rispetto ad un Udinese e pari a Milan ed Inter. Ma il Toro è in serie B. Nel contempo Cimminelli dichiara a più riprese che dei tifosi non gl'importa nulla, o che se li gira come vuole. Va avedersi le partite della gi*ve, cena con Moggi. Piange miseria ma non tratta la vendita del club. Chiunque ci provi si trova davanti una scatola nera di cui non può conoscere prezzo e contenuto.
Intanto al Filadelfia, i cui lavori di costruzione dovevano iniziare inconcomitanza con quelli del comunale, è tutto fermo tranne l'erbaccia, che continua a crescere. Il centro commerciale è stato già venduto alla Bennet, e quindi non potrà più servire per l'autofinanziamento del Club. A Borgarello la lottizzazione è partita e le villette a schiera sorgeranno comefunghi.


I lavori del Comunale non hanno minimamente tenuto in considerazione leaspettative dei tifosi. Mentre in tutto il mondo i campi di calcio sonorealizzati con le gradinate a ridosso del terreno, qui lo spazio occupato dallaprecedente pista d'atletica sarà ricoperto dall'erba lasciando inalterata ladistanza tra spalti e campo di gioco. L'aumentare annunciato dei costi diristrutturazione, otterrà come probabile esito che cimminelli potrà accamparescuse per non far fronte agli stessi, tant'è che i lavori procedono connotevole ritardo. Accadrà che il Comune, dovendo provvedere alle cerimonie olimpiche, ledirotterà al Delle Alpi (inizialmente presentato al CIO in tale veste e poi,non si sa perché, sostituito dal Comunale). Pagherà il disturbo alla gi*ve checosì, dopo averlo ottenuto ad un decimo della sua valutazione, si farà anche eventualmente rimborsare le spese di rifacimento o pagare l'affitto.


Non ci sono complotti, a Torino. Non c'è cupola e non c'è piovra. C'erano due società di calcio. Una potente,vincente, ricca e famosa, l'altra meno, ma con in dote un bagaglio di storia,orgoglio, dignità ed attaccamento dei tifosi che non aveva uguali in Italia e probabilmente nel mondo. Il 4 maggio 2003 ce n'era stata un'ulterioredimostrazione, con 50.000 persone in piazza per una marcia pacifica, il tutto dopo una retrocessione. Una di queste società c'è ancora, ed è più potente, più ricca di prima, potendo ora anche contare su un patrimonio immobiliare costato niente e di valoreimmenso.
Il Torino, con il susseguirsi di progetti fantasma, false vendite e vere delibere, finti padroni, non possiede nemmeno più ciò che era suo e che n'era simbolo, luogo e patrimonio. Restano i suoi appassionati, sempre più disorientati e sempre meno pazienti. Non c'è nessuna cospirazione. Non serviva a chi, potendo gestire la cosa pubblica imponendo le proprie scelte, non aveva necessità di metterla in atto. Non c'è progetto d'annientamento del Toro. Non occorreva studiarne uno a chi per attitudine, tradizione consolidata, connivenze politiche e possibilità diricatto sociale, non lascia niente agli altri, ed agli altri non resta altroche andarsene o sparire. Non c'è nulla di nascosto a Torino, tranne tutto ciò che non viene detto dal TGregionale o pubblicato da La Stampa, che è quello che più o meno avete lettosin qui. Non c'è nessuna congiura, a Torino, tranne la peggiore: quella del silenzio----

Michele Monteleone
_________________
Spock: We must acknowledge once and for all that the purpose of diplomacy is to prolong a crisis.

  Visualizza il profilo di ipergiorg  Invia un messaggio privato a ipergiorg  Vai al sito web di ipergiorg    Rispondi riportando il messaggio originario
Julian

Reg.: 27 Gen 2003
Messaggi: 6177
Da: Erbusco (BS)
Inviato: 30-07-2004 18:22  
Per ora ho letto solo la prima parte del
topic e già son senza parole..che il calcio
non sia uno sport ma un investimento è
appurato da decenni,ma quel che fa la Juve
con un'arroganza che le è propria è inaccettabile.Cimminelli poi,che umilia una
delle squadre più forti di tutti i tempi
ma soprattutto dei giovani di 20-25 anni
morti in un incidente aereo è peggio dei
dirigenti juventini.

  Visualizza il profilo di Julian  Invia un messaggio privato a Julian    Rispondi riportando il messaggio originario
greenday2

Reg.: 02 Lug 2004
Messaggi: 1074
Da: reggio emilia (RE)
Inviato: 01-08-2004 11:38  
Chi e' senza peccato scagli la prima pietra...

  Visualizza il profilo di greenday2  Invia un messaggio privato a greenday2    Rispondi riportando il messaggio originario
Julian

Reg.: 27 Gen 2003
Messaggi: 6177
Da: Erbusco (BS)
Inviato: 02-08-2004 20:17  
quote:
In data 2004-08-01 11:38, greenday2 scrive:
Chi e' senza peccato scagli la prima pietra...


Si però l'arroganza bianconera è assurda.
Io non li condanno moralmente..dico solo
che contribuiscono a rovinare il mondo
del calcio.

  Visualizza il profilo di Julian  Invia un messaggio privato a Julian    Rispondi riportando il messaggio originario
  
0.120782 seconds.







© 1999-2019 FilmUP.com S.r.l. Tutti i diritti riservati
FilmUP.com S.r.l. non è responsabile ad alcun titolo dei contenuti dei siti linkati, pubblicati o recensiti.
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Cagliari n.30 del 12/09/2001.
Le nostre Newsletter
Seguici su: