FilmUP.com > Forum > Attori, Attrici e Registi - Ingmar Bergman
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FilmUP Forum Index > Cinema > Attori, Attrici e Registi > Ingmar Bergman   
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Autore Ingmar Bergman
Lollina
ex "lolly19"


Reg.: 11 Gen 2002
Messaggi: 19693
Da: albenga (SV)
Inviato: 18-05-2008 20:45  
Dopo aver visto Fanny & Alexander, Scene da un Matrimonio, Il Settimo Sigillo e Il Posto delle Fragole, devo dire di essermi letteralmente innamorata di questo fantastico regista.
E' unico il suo modo di riprendere i volti dei suoi bellissimi personaggi... sono straordinarie le riprese prolungate a quei volti enigmatici e pensierosi.
I suoi film scorrono come al rallentatore, dove ogni minimo gesto e dettaglio è reso noto.
Mi affascina anche la "lentezza" con cui "muove" i suoi personaggi e le fantastiche ambientazione, spesso oniriche e surreali, in cui questi si muovono.

Oggi ho iniziato a vedere Sussurri e Grida, non vedo l'ora di finirlo domani.
_________________
Perchè sentiamo la necessita' di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio?E' solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale,quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.

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Richmondo

Reg.: 04 Feb 2008
Messaggi: 2533
Da: Genova (GE)
Inviato: 19-05-2008 13:04  
quote:
In data 2008-05-18 20:45, Lollina scrive:
Dopo aver visto Fanny & Alexander, Scene da un Matrimonio, Il Settimo Sigillo e Il Posto delle Fragole, devo dire di essermi letteralmente innamorata di questo fantastico regista.
E' unico il suo modo di riprendere i volti dei suoi bellissimi personaggi... sono straordinarie le riprese prolungate a quei volti enigmatici e pensierosi.
I suoi film scorrono come al rallentatore, dove ogni minimo gesto e dettaglio è reso noto.
Mi affascina anche la "lentezza" con cui "muove" i suoi personaggi e le fantastiche ambientazione, spesso oniriche e surreali, in cui questi si muovono.

Oggi ho iniziato a vedere Sussurri e Grida, non vedo l'ora di finirlo domani.




Stai attenta, perché potebbe capitarti quello che capita a me. Lo vedo dappertutto.
_________________
E' meglio essere belli che essere buoni. Ma è meglio essere buoni che essere brutti.

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4aiiii

Reg.: 25 Mar 2008
Messaggi: 158
Da: Ogliastra (CO)
Inviato: 19-05-2008 13:23  
E' assolutamente un grande regista!

Non ha mai vinto un' Oscar su 9 nomination: Mitico!

Peccato che non ci sia piu, veramente un grance regista!

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 21-10-2008 20:00  
Lo scopo di questo forum è (o dovrebbe) essere culturalcinematografico.
Bene, io ammetto di essere un grosso ignorante per quanto riguarda parecchi registi di culto, uno dei quali è appunto Igmar Bergman.
Ora qui io desidero (con tutta la modestia e la sottomissione a chi ne sa di più, dovuta) sapere dagli utenti quali sono i film che considerate fondamentali per far conoscenza con questo grande
(stassera mi vedrò Il settimo sigillo, non l'ho mai visto, risparmiatevi eventuali sarcasmi...)
_________________
Riminesi a tutti gli effetti...a'l'imi fata!

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Lollina
ex "lolly19"


Reg.: 11 Gen 2002
Messaggi: 19693
Da: albenga (SV)
Inviato: 21-10-2008 21:08  
Io non sono di certo un'esperta, ma ti posso sicuramente consigliare i titoli più belli di questo fantastico regista.
Quello che ho amato di più è senza alcun dubbio Fanny&Alexander (uno scorcio di una famiglia integrata nella società svedese agli inizi del 1900... il tutto visto sotto l'ottica innocente di un bambino... stupendo), poi ti consiglio Scene da un Matrimonio (è molto lento, molte sequenze senza dialoghi, alternate a dialoghi lunghissimi tra due personaggi soli). Molto bello (onirico e visionario) il Posto delle Fragole, che ti consiglio insieme alla Fontana della Vergine (particolarissimo).
Altri due film di Bergman che ho trovato molto psicologici (e che ho amato) sono Sussurri e Grida e Persona.
Ovviamente alla lista non può mancare il suo lavoro più famoso, ossia Il Settimo Sigillo (la trama la conoscerai di sicuro, anche se non l'hai mai visto).
Guardando la maggior parte dei film di Bergman noterai che gli attori in fondo sono sempre gli stessi, soprattutto Liv Ullmann (che trovo straordinaria per la sua espressività).

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Perchè sentiamo la necessita' di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio?E' solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale,quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Lollina il 21-10-2008 alle 21:09 ]

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 22-10-2008 00:20  
Bergman è stato più volte affrontato.

C'è un topic sul regista, in questa sezione.

Altri sui vari film
Sussurri e grida (mi manca a proposito Kies), uno dei suoi massimi capolavori.

Sul Settimo sigillo.
Su questo titolo ricordo si sviluppò anche un'interessante polemica in quel calderone che è Agenda dei film che non riesco a rintracciare. E poi un sacco di altra roba finita chissà dove.

Per ora, a freddo.., non mi metto ad elencare i film, comincia intanto tu a dire (Elton) cosa nel pensi del settimo sigillo che ti sarai visto stasera.

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 22-10-2008 00:50  
quote:
In data 2008-10-21 21:08, Lollina scrive:
Quello che ho amato di più è senza alcun dubbio Fanny&Alexander



Anch'io sono particolarmente legato a questo film. Soprattutto dopo aver visto la versione integrale (destinata alla TV, 312 minuti distribuiti in 5 puntate).
Per come descrive, con occhio fanciullesco (quello di Bergman: lucido, nostalgico, ironico, crudele, affettuoso) il mondo "incantato" e magico dell'infanzia, le terrili "prove", fatte di paure, di fantasie, di ombre e luci, di struggenti "affetti", che il pargolo deve sostenere durante le fasi del suo divenire. Sullo sfondo il teatro (altro omaggio del regista all'altra sua passione), metafora della vita (la vita come rappresentazione e anche spettacolo) E torniamo al Settimo siglillo.., girato molto prima, ma anche a quasi tutti i suoi film in cui la "rappresentazione" teatrale è sempre presente, più o meno sotteso, in forma di puro linguaggio filmico.

Anche al meno conosciuto (altro vertice sublime della poliedrica, matura e saggia "sapienza" di Bergman) Flauto Magico, rappresentazione filmica (che non è teatro filmato) della celebre opera di Mozart che a sua volta parla di certi Fanny ed Alexander solo un po' cresciuti.., anch'essi "eroi" destinati a transitare dalle "tenebre" (del mondo dell'adulto, spesso corrotto) verso la luce, la consapevolezza.
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 22-10-2008 08:03  
quote:
In data 2008-10-21 21:08, Lollina scrive:
Guardando la maggior parte dei film di Bergman noterai che gli attori in fondo sono sempre gli stessi, soprattutto Liv Ullmann _________________
Perchè sentiamo la necessita' di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio?E' solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale,quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.





beh, è stata la sua compagna per tantissimo tempo.
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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 22-10-2008 13:13  
Il settimo sigillo è un film inquietante (la morte che ti si attacca alle calcagna costringendoti ad una partita a scacchi dall'esito scontato). Mi pare che il regista forse rifiuti l'idea del nulla dopo la morte, definendo in sostanza l'esistenza senza senso se il trapasso ti porta al nulla, quindi forse alla base c'è la ricerca di un Dio che si spera che esista per davvero, dando così un senso alla vita, alle sofferenze e via dicendo.
La famigliola felice di saltimbanchi che alla fine "sopravvive" è un anelito di speranza, mentre la morte in lontananza si trascina dietro gli altri (forse meno meritevoli per i più svariati motivi)
ma forse scrivo solo stronzate...

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 22-10-2008 13:41  
quote:
In data 2008-10-22 00:20, AlZayd scrive:
Bergman è stato più volte affrontato.

C'è un topic sul regista, in questa sezione.




Beh, noto quasi con soddisfazione di non essere l'unico "ignorante", ma un po' me l'aspettavo...
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Richmondo

Reg.: 04 Feb 2008
Messaggi: 2533
Da: Genova (GE)
Inviato: 22-10-2008 14:26  
Per me Bergman è un po' come Bunuel per Peppe.
Cioè, non posso fare a meno di vederlo ovunque, nel cinema di oggi, ma anche in gran parte di quello di ieri. Crtedo sia davvero una premessa irrinunciabile nel cinema, uno stile, forse una filosofia artistica incarnata più ancora che un smeplice regista.

Ciò che più mi preme sottolineare e che più mi esalta, nel vedere un suo film, è la sua strabiliabte capacità di ricavare il sacro dal profano, la spiritualità dalla fisicità, l'invisibile dal visibile, il mistero dal conosciuto.
Fondamentalmente, secondo me, gran parte del suo cinema si fodna su questo assioma, che naturalmete, essendo frutto di una mente superiore, sveste i panni della regola ferrea per divenire la materializzazione, appunto, di un'idea cinematografica. Ciò che poi accadrà anni dopo con registi come Lynch, non per nulla grande fedele e adoratore di Ingmar, per sua stessa ammissione.

Per comprendere questo concetto, Elton, non posso che unirmi al coro di consigli che già hai ricevuto. Sugerendoti, per quelo che può valere la mia opinione al riguardo, di vedere i film di Bergman sempre al di là di ciò che il regista ti mostra. Qualcosa che vale più o meno sempre nel cinema. Ma se vale è proprio perché è stato lui, si può dire, ad inventare questo concetto.
Chi altri è mai riuscito ad attirare tutta la nostra attenzione sul vuoto, sulla mancanza di colore, di pienezza, di materialità....inquadrando gli occhi, il volto di una donna, che da sempre è simbolo di fisicità, di essenza, di esistenza? Basti pensare al gioco di montaggio che attua in questa scena (tratta dal film Come in uno specchio ) nella quale dall'universale, dalla totalità, riesce a concentare e a focalizzare pochi, sparuti elementi, finoa ridurre tutto asd un gioco di sguardi. Ma quel gioco di sguardi manca della pienezza, continua a non catturare la nostra attenzione. Non sono gli occhi degli attori ad interesarci, ma quella porzione di spazi che loro continuano a vedere e noi no, il mistero, quell'aura di ignoto che li circonda. E intando, crudelmente, la camera continua ad escluderci dalla contemplazione di quel tutto, come ad allontanarci dalla verità.
Per questo Bregman non è un regista di risposte, bensì di domande, dense di mistero, inesorabilmente destinatie a perdersi nel buco nero dell'ignoto, dello sconosciuto, senza donarci mai la benché minima parvenza di consapevolezza.

Come altre prove di grandezza, ci sono più o meno quasi tutti i suoi cinquanta film, che io naturalmente non ho ancora visto tutti.
Ma se proprio devo suggerire dei titoli, beh...credo che Il posto delle fragole possa già dare la misura di come il suo cinema viva anche e soprattutto di una dimensione onirica che oggi si è forse quasi fatta consuetudine, si è trasformata uasi in genere, con ben pochi registi in grado di valorizarla a dovere (Lynch a parte).
E invece, in questa sua opera, già siamo schiacciati da quell'idea di impalpabilità, di autentica trasparenza, di incertezza ed ambiguità. Oltre alla magnifica interpretazione da parte di Sjiostrom, c'è da dire che l'impronta principale dell'anziano attore è in verità ancor più presente nella regia del film. Sijostrom fu un grand regista. Bergman ha indubbiamente goduto della grandezza del suo bellissimo Il carretto fantasma , che fondava la sua bellezza proprio su quell'aura di incertezza che pervadeva tutta la pellicola. La quale servì sicuramente da archetipo anche ai vari Ulmer o Wise, che fondareono il loro cinema visionario, ipnotico e saldamente ancorato al concetto di illusione proprio sul concetto dell'ambiguità, magistralmente reso in immagine grazie alla trasparenza, alla sovrapposizione, alla bivalenza delle immagini portate ai nostri occhi.
Stessa idea che raccolse Dreyer nel suo bellissimo Vampyr , celebre per l'insolita ossessiva presenza del bianco, piùche dle nero, pur essendo un film costruito interamente sul mistero. E famoso anche per la bellissima sequenza del sogno del protagonista, il funerale di se stesso ripreso in soggettiva, di cui proprio Bergman si servirà come modello nel suo Il posto delle fragole per raccontarci la deriva di un essere umano.

Quell'idea di candore, di purezza spirituale, idealistica prontamente disillusa da una carnale fisicità sarà il tema portante dello stupendo la fontana della vergine . Film che più di tutti riesc a ricavare spiritualità e misticità da ciò che è materiale. Tanto da percorrere una vera ellissi e tornare a rappresentare un'idea, nata e morta come tale, passando per la sua vana incarnazione e attraverso la disarmante dimostrazione che la purezza è solamente un concetto vuoto e inconciliabile con i biechi istinti dell'umanità.

Come ti sarai già accorto, Il settimo sigillo è un film che ha rivoluzionati irrimediabilmente il linguaggio cinematografico, influendo, secondo me, pesatemente sulla formazione di personalità artistiche come Pasolini.
La ieraticità, la gravità delle immagini, che spesso cozzano con incursioni quasi comiche, farsesche, ironiche ed assurde saranno tatti tipici anche del regista di Accattone , il cui cinema sarà, al pari di quello bergmaniano, assai intriso di morte, sempre esorcizata tramite l'evasione in una dimensione burlesca, spesso metendo in rilievo come anche vivendo spensieratamente ogni vicenda dela vita, si finisca poi per morire soli.
Questo film è paurosamente pieno non solo di morte, ma anche di una sorta di frontalità, di immobilità irrequieta. Ecco, sì. L'irrequetudine, o l'inquietudine, sono gli aggettivi che meglio possono identificare il Setimo sigillo. Concetti che si ravvisano anche nel cinema di Mizoguchi, in film come Donne dalla strada , nelle quali la centalità del personaggio, nella ripresa, o comunque l'immobilità dl soggetto o dell'oggetto rapresentato, sempre ieraticamente connotati, dalle lente movenze, dalle solenni inquadrature....viene smentita immediatamente da un elemento che muove l'ambiente, che scuote la visione. Basti pensare all'inquadratura iniziale de "Il settimo sigillo": la morte, in ogni sua forma, prima che nella sua incarnazione nel personaggio di Ekerot. C'è Max Von Sydow abbandonato su una spiaggia. L erocce ferme. La sabbia. Tutto è immobile. E dietro, le onde spumose del mare, un netto contrasto fra staticità e movimento, fra morte passiva ed irrequietudine di fronte ad essa.
Così come il mantello di Ekerot (la morte, appunto), mosso da un vento invisibile (non si può mai vedere il vento, ma lo si legge nelle pieghe dei vestiti, nelle foglie che si muovono): il movimento inquieto, inaspettato.
Tatti stilistici che, come già detto, godono forse di un interscambio reciproco con Mizoguchi (che operò anche prima di Bergman) e che riconfluiranno nl cinema di Pasolini, il quale, per sua stessa ammissione, era molto attratto dal cinma di entrambi questi registi.

Fra i vari titoli che quindi ti sono stati consigliati, credo non si possa stabilire una graduatoria.
Posso solo aggiungere L'ora del lupo , uno dei meno conosciuti. Oltre che l'imperdibile Il rito .
Ma se proprio dovessi dire, stilisticamente, quale sia il mio preferito. Beh, ora come ora, tolto Il settimo sigillo (che rimane una delle più grandi opere d'arte mondiali), forse dico Persona . Sperimentalità allo stato puro, volendo, per accontentare Fak, una vera premessa di molto cinema "postmoderno".
Oltre che essere la vera rivoluzione, quella taciuta e mai espressa, sulla figura dell'artista nella nostra contemporaneità.

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L'amico Fritz diceva che un film che ha bisogno di essere commentato, non è un buon film . Forse, nella sua somma chiaroveggenza, gli erano apparsi in sogno i miei post.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Richmondo il 22-10-2008 alle 14:27 ]

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mario54

Reg.: 20 Mar 2002
Messaggi: 8838
Da: nichelino (TO)
Inviato: 23-10-2008 11:04  
Io del regista bergman ricordo particolarmente il film "sintonia d'autunno" del 1978 al quale aprtecipo l'attrice svedese ingrid bergman
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Vivien Leigh - Non voglio realismo, voglio magia!

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 23-10-2008 11:49  
quote:
In data 2008-10-22 14:26, Richmondo scrive:
Per me Bergman è un po' come Bunuel per Peppe.



Ottimo Rich, ma lascia anche a noi qualcosa da dire...



Mo sto inguaiato, col festival di roma, vado di corsa.., torno spero presto.
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 23-10-2008 11:50  
quote:
In data 2008-10-23 11:04, mario54 scrive:
Io del regista bergman ricordo particolarmente il film "sintonia d'autunno" del 1978 al quale aprtecipo l'attrice svedese ingrid bergman




Ne parlammo, t'aricordi?
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 23-10-2008 13:14  
quote:
In data 2008-10-23 11:04, mario54 scrive:
Io del regista bergman ricordo particolarmente il film "sintonia d'autunno" del 1978 al quale aprtecipo l'attrice svedese ingrid bergman



Sintonia o sinfonia?
Non per fare lo spiritoso a tutti i costi e che proprio non lo so...

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