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Autore La cultura della vita secondo i mass media
seanma

Reg.: 07 Nov 2001
Messaggi: 8105
Da: jjjjjjjj (MI)
Inviato: 01-04-2005 16:53  
quote:
In data 2005-04-01 16:47, Quilty scrive:
quote:
In data 2005-04-01 16:34, Tenenbaum scrive:


ribadisco che il discorso è differente

non perchè ci siano scale di valori ma per le modalità

in guerra si muore appunto

ma vi sembra normale che in un ospedale si venga volontariamente uccisi ?
la differenza non si percepisce ?






Insomma è normale che non faccia notizia la morte di 100.000 persone, solo perchè sono morte in guerra, mentre la morte di una persona in un ospedale perchè le hanno staccato la spina è scandalosa.

Si potrebbe concludere che la guerra è un fenomeno del tutto normale. Non dovremmo interessarci di queste cose,poichè rientrano nella natura umana.
La gente non deve discutere dei morti di guerra e non deve essere nemmeno informata a sufficienza, non si deve mobilitare per queste vittime perchè è un fenomeno perfettamente normale. Da qui deriva la scarsa attenzione per questo fenomeno.
Che la gente muoia in guerra è una banalità ; evidentemente lo è altrettanto per certe persone una seria discussione se sia o meno legittima la guerra in sè, valutando ovviamente gli effetti che provoca.
Ah , scusate, dimenticavo.
Se degli effetti che provoca non se ne parla, come faccio a valutare se il conflitto è legittimo?
Devo concludere che il conflitto è perfettamente legittimo, altrimenti se ci fossero irregolarità sono sicuro che i mass media porrebbero all'attenzione pubblica la questione morale se sia più o meno giusto uccidere migliaia di innocenti.Ne parlerebbero alla nausea.
Se non ne parlano significa che è tutto legittimo.La questione morale non si pone neppure.


Ma no!!!Significa che purtroppo funziona cosi da sempre e...a che serve "puntare il dito"?Cosa ci posso fare io,cosa ci puoi fare tu se una craniolesa a cui stanno per staccare la spina balza in prima pagina mentre dei "poveri" iracheni sono dimenticati al fondo del giornale?Perchè parli di problema morale?Io posso ben dire,e dico infatti,che la guerra andava evitata,ma ciò non mi evita di accorgermi che non si può parlare 365 giorni all'anno di Iraq.

Ma PER ME la guerra in Iraq rimane un crimine.
_________________
sono un bugiardo e un ipocrita

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Hypnos

Reg.: 02 Ago 2002
Messaggi: 293
Da: Imperia (IM)
Inviato: 01-04-2005 16:53  
Bisogna aggiungere che da sempre i media trasportano l'attenzione verso singole vicende struggenti per celare, molto spesso, orrori che diversamente porterebbero in bilico forze politiche e governative.
Perchè tutta questa attenzione verso il caso Schiavo?
Perchè è un caso che impietosisce, perchè è più semplice provare pietà verso una donna di cui conosciamo il nome e la quale non avrebbe vissuto in una realtà troppo differente dalla nostra.
Difficile invece soffermarci su bambini, ma più genericamente persone, di cui poco sappiamo e per le quali, da sempre, ricordiamo più le diversità, piuttosto che le somiglianze.
Terri Schiavo non ha potuto decidere autonomamente se continuare una vita in condizioni precarie e decisamente poco umane, questo dispiace a tutti, non è piacevole rendersi conto di quanto labile sia il legame tra la vita, generalizziamo, libera, e quella limitata.
Ma quella donna avrebbe avuto poche possibilità di rialzarsi, parlare e vivere alla nostra pari, e questo ci ha resi pietosi verso la sua condizione e verso la decisione di un uomo che, probabilmente, è stato spinto verso una determinata scelta dalla mancanza di reali alternative.
Quando si parla dei bambini che muoiono come conseguenza, sia questa diretta o indiretta, di una guerra, bambini che, tra l'altro, vengono associati a realtà diverse, religioni e politiche che nemmeno conosciamo -se non per ciò che ci viene raccontato dai media stessi e, permettetemi, decisamente poco oggettive- ci viene difficile provare gli stessi sentimenti e, ammettiamolo, fa anche poco comodo a noi stessi.
Eppure quei bambini avrebbero avuto più possibilità di una vita migliore, rispetto a Terri Schiavo, ma sono figli di realtà diverse, e ce ne teniamo alla larga perchè è più semplice in quanto non implica ragionamenti.
Muoiono perchè in Iraq c'è la guerra, hai ragione Seanma, muoiono come massa, come percentuale di popolazione, non come singoli individui.
La guerra non è un'attenuante per giustificare queste morti.

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seanma

Reg.: 07 Nov 2001
Messaggi: 8105
Da: jjjjjjjj (MI)
Inviato: 01-04-2005 16:56  
quote:
In data 2005-04-01 16:53, Hypnos scrive:
Bisogna aggiungere che da sempre i media trasportano l'attenzione verso singole vicende struggenti per celare, molto spesso, orrori che diversamente porterebbero in bilico forze politiche e governative.
Perchè tutta questa attenzione verso il caso Schiavo?
Perchè è un caso che impietosisce, perchè è più semplice provare pietà verso una donna di cui conosciamo il nome e la quale non avrebbe vissuto in una realtà troppo differente dalla nostra.
Difficile invece soffermarci su bambini, ma più genericamente persone, di cui poco sappiamo e per le quali, da sempre, ricordiamo più le diversità, piuttosto che le somiglianze.
Terri Schiavo non ha potuto decidere autonomamente se continuare una vita in condizioni precarie e decisamente poco umane, questo dispiace a tutti, non è piacevole rendersi conto di quanto labile sia il legame tra la vita, generalizziamo, libera, e quella limitata.
Ma quella donna avrebbe avuto poche possibilità di rialzarsi, parlare e vivere alla nostra pari, e questo ci ha resi pietosi verso la sua condizione e verso la decisione di un uomo che, probabilmente, è stato spinto verso una determinata scelta dalla mancanza di reali alternative.
Quando si parla dei bambini che muoiono come conseguenza, sia questa diretta o indiretta, di una guerra, bambini che, tra l'altro, vengono associati a realtà diverse, religioni e politiche che nemmeno conosciamo -se non per ciò che ci viene raccontato dai media stessi e, permettetemi, decisamente poco oggettive- ci viene difficile provare gli stessi sentimenti e, ammettiamolo, fa anche poco comodo a noi stessi.
Eppure quei bambini avrebbero avuto più possibilità di una vita migliore, rispetto a Terri Schiavo, ma sono figli di realtà diverse, e ce ne teniamo alla larga perchè è più semplice in quanto non implica ragionamenti.
Muoiono perchè in Iraq c'è la guerra, hai ragione Seanma, muoiono come massa, come percentuale di popolazione, non come singoli individui.
La guerra non è un'attenuante per giustificare queste morti.

Nessuno li giustifica...è un amara presa di posizione la mia...ma il tuo intervento ha già pienamente esplicato la mia posizione di quanto non riesca a fare io stesso...
_________________
sono un bugiardo e un ipocrita

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 01-04-2005 17:28  
quote:
In data 2005-04-01 16:47, Quilty scrive:
Insomma è normale che non faccia notizia la morte di 100.000 persone, solo perchè sono morte in guerra, mentre la morte di una persona in un ospedale perchè le hanno staccato la spina è scandalosa.

Si potrebbe concludere che la guerra è un fenomeno del tutto normale. Non dovremmo interessarci di queste cose,poichè rientrano nella natura umana.
La gente non deve discutere dei morti di guerra e non deve essere nemmeno informata a sufficienza, non si deve mobilitare per queste vittime perchè è un fenomeno perfettamente normale. Da qui deriva la scarsa attenzione per questo fenomeno.
Che la gente muoia in guerra è una banalità ; evidentemente lo è altrettanto per certe persone una seria discussione se sia o meno legittima la guerra in sè, valutando ovviamente gli effetti che provoca.
Ah , scusate, dimenticavo.
Se degli effetti che provoca non se ne parla, come faccio a valutare se il conflitto è legittimo?
Devo concludere che il conflitto è perfettamente legittimo, altrimenti se ci fossero irregolarità sono sicuro che i mass media porrebbero all'attenzione pubblica la questione morale se sia più o meno giusto uccidere migliaia di innocenti.Ne parlerebbero alla nausea.
Se non ne parlano significa che è tutto legittimo.La questione morale non si pone neppure.



scusa ma tu parli d'altro

io cercavo semplicemente di evidenziare che le due notizie non sono omogenee e quindi non mi sembra completamente corretto formulare certe tesi basandosi su tale raffronto

tu stai ampliando il discorso su questioni che io non intendevo discutere
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For relaxing times make it Suntory time

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 01-04-2005 17:57  
Tenenbaum e Seanma, la questione posta fin dall'inizio è veramente semplice.

Il raffronto tra la vicenda di Terri Schiavo e il dossier dell'Onu solleva una questione morale, peraltro da voi sottolineata.

I media riempiono le pagine sollevando la questione se sia giusto o meno staccare la spina a un individuo. La questione che sollevano è puramente morale.

I morti provocati in Iraq invece non sollevano alcuna questione morale, per il semplice fatto che la sproporzione nel presentare i due fatti è clamorosa.

Se non c'è un dibattito pubblico sul fatto se sia morale o meno uccidere 100mila persone in una guerra, si sta semplicemente omettendo una questione morale che riguarda la legittimità di quel conflitto.

E i media si guardano bene dal sollevarla e dal presentarla al pubblico con un'adeguata copertura.

Viene dato per scontato che la guerra sia perfettamente legittima e che i morti innocenti provocati non siano degni di alcun dibattito sugli effetti che questa provoca.

L'omissione di questi fatti e della rilevanza che meriterebbero ne è la più lampante prova.

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 01-04-2005 18:01  
il fatto di dare minore spazio non credo che significhi legittimare una guerra ed i suoi morti

spero che sia una tua disattenzione e non l'abbia detto chomsky


_________________
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 01-04-2005 18:12  
quote:
In data 2005-04-01 18:01, Tenenbaum scrive:
il fatto di dare minore spazio non credo che significhi legittimare una guerra ed i suoi morti

spero che sia una tua disattenzione e non l'abbia detto chomsky






Se la guerra in Iraq non è legittima,dovrebbe esserci un dibattito pubblico sui media sugli effetti che questa provoca. Un rapporto dell'Onu come quello di ieri dovrebbe provocare una discussione enorme sulla questione. Se si ignorano gli effetti e non gli si da la rilevanza che meritano ,se non li si pone con la dovuta rilevanza all'attenzione dell'opinione dei cittadini e non si sollleva una questione morale, la scontata conclusione è che non c'è la minima intenzione di valutare la legittimità di quel conflitto.

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seanma

Reg.: 07 Nov 2001
Messaggi: 8105
Da: jjjjjjjj (MI)
Inviato: 01-04-2005 18:17  
quote:
In data 2005-04-01 17:57, Quilty scrive:
Tenenbaum e Seanma, la questione posta fin dall'inizio è veramente semplice.

Il raffronto tra la vicenda di Terri Schiavo e il dossier dell'Onu solleva una questione morale, peraltro da voi sottolineata.

I media riempiono le pagine sollevando la questione se sia giusto o meno staccare la spina a un individuo. La questione che sollevano è puramente morale.

I morti provocati in Iraq invece non sollevano alcuna questione morale, per il semplice fatto che la sproporzione nel presentare i due fatti è clamorosa.

Se non c'è un dibattito pubblico sul fatto se sia morale o meno uccidere 100mila persone in una guerra, si sta semplicemente omettendo una questione morale che riguarda la legittimità di quel conflitto.

E i media si guardano bene dal sollevarla e dal presentarla al pubblico con un'adeguata copertura.

Viene dato per scontato che la guerra sia perfettamente legittima e che i morti innocenti provocati non siano degni di alcun dibattito sugli effetti che questa provoca.

L'omissione di questi fatti e della rilevanza che meriterebbero ne è la più lampante prova.

Come può centrare una legittimazione politica con una scelta che (deprecabile quanto si vuole)è dettata da elementari regole dell'informazione:se un caso come quello di Terry Schiavo viene clamorosamente alla luce,è OVVIO che esso verrà privilegiato rispetto a dei "semplici" morti di guerra,per il meccanismo subdolo che Hypnos ha ben evidenziato.
Nessuno ha la minima intenzione di dare un giudizio POLITICO su di un conflitto quando la questione è puramente GIORNALISTICA.
_________________
sono un bugiardo e un ipocrita

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seanma

Reg.: 07 Nov 2001
Messaggi: 8105
Da: jjjjjjjj (MI)
Inviato: 01-04-2005 18:19  
quote:
In data 2005-04-01 18:12, Quilty scrive:
quote:
In data 2005-04-01 18:01, Tenenbaum scrive:
il fatto di dare minore spazio non credo che significhi legittimare una guerra ed i suoi morti

spero che sia una tua disattenzione e non l'abbia detto chomsky






Se la guerra in Iraq non è legittima,dovrebbe esserci un dibattito pubblico sui media sugli effetti che questa provoca. Un rapporto dell'Onu come quello di ieri dovrebbe provocare una discussione enorme sulla questione. Se si ignorano gli effetti e non gli si da la rilevanza che meritano ,se non li si pone con la dovuta rilevanza all'attenzione dell'opinione dei cittadini e non si sollleva una questione morale, la scontata conclusione è che non c'è la minima intenzione di valutare la legittimità di quel conflitto.


Accidenti Quilty,ma cosa diavolo c'entra un "dibattito pubblico" con 100000 "normali" morti?
_________________
sono un bugiardo e un ipocrita

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 01-04-2005 19:25  
Seanma, non c'è nessuna elementare regola dell'informazione se non quella dell'opportunismo.
Le motivazioni che Hypnos ha presentato non stanno in piedi.
quote:
Quando si parla dei bambini che muoiono come conseguenza, sia questa diretta o indiretta, di una guerra, bambini che, tra l'altro, vengono associati a realtà diverse, religioni e politiche che nemmeno conosciamo -se non per ciò che ci viene raccontato dai media stessi e, permettetemi, decisamente poco oggettive- ci viene difficile provare gli stessi sentimenti e, ammettiamolo, fa anche poco comodo a noi stessi.


Un esempio del contrario di tutto questo sono i bambini di Beslan. Direi che è un caso emblematico di una realtà diversa, religioni e politiche che nemmeno conosciamo. La copertura mediatica di quell'avvenimento è la sconfessione di quanto si sostiene.
Paragonato poi ai 40.000 bambini uccisi dall'esercito russo a cui nessuno ha mai dedicato tanto spazio, questa è un'ulteriore prova di giornalismo militante.

Ma facciamo esempi più semplici: Falluja è stata rasa al suolo in pochi giorni con alcune migliaia di vittime civili; paragoniamo l'attenzione dei media a questo evento con la tragedia di Beslan. Non c'è molto da discutere.La Repubblica arrivò a 10 pagine di copertura per i terroristi ceceni e a qualche trafiletto per le vittime dei bombardamenti statunitensi.

Le vittime assumono più o meno rilevanza a seconda se sono utili a sostenere determinate cause.
Le vittime irachene sono vittime non meritevoli di considerazione, non meritevoli di un dibattito sulla questione morale se sia più o meno giusto ucciderli, poichè questo significherebbe porre la spaventosa domanda se la guerra in Iraq sia più o meno legittima.
I media si guardano bene dal sollevare determinate questioni morali e le loro campagne di sensibilizzazione verso ristrette cerchie di vittime ne sono il più lampante esempio.

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DottorDio

Reg.: 12 Lug 2004
Messaggi: 7645
Da: Abbadia S.S. (SI)
Inviato: 01-04-2005 20:52  
Più vado avanti e più mi convinco della frase che pronuciò Stalin: "un morto è una tragedia, un milione di morti sono una statistica".
Sembra imbarazzante, ma è vero, dentro di noi la pensiamo esattamente così, purtroppo!
Poi un'altra cosa: in Iraq ci sono stati 100000 morti?
Chiedo questo perchè una volta lo dissi io e ipergiorg mi tirò fuori che era un dato poco attendibile basato su un sondaggio ( ), ma se questo dato è riportato in un attestato onu dovrebbe essere veritiero, giusto?
Cmq Quilty, mi trovi perfettamente d'accordo ed è una cosa che sostengo da anni, poi nel caso specifico aggiungo che io sono a favore dell'eutanasia, anche se non d'accordo col far morire di fame e di sete una persona.
Per me Bush dovrebbe stare zitto sulla questione, visto che lui ha operato uno sterminio di massa (mi rifersico alla guerra) e va a sindacare su un sacrosanto diritto all'eutanasia di una donna ridotta allo stato vegetativo (se tagliamo gli alberi...sarà un concetto brutale, ma è così, almeno secondo me!).
_________________
Geppetto è stato l'unico uomo ad aver fatto un figlio con una sega

Attention: Dieu est dans cette boite comme ailleurs et partout!

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Ascanio

Reg.: 26 Gen 2004
Messaggi: 1277
Da: Arosio (CO)
Inviato: 01-04-2005 22:42  
quote:
In data 2005-04-01 15:30, Quilty scrive:
Il dibattito sulla cultura della vita vale per Terry Schiavo e per una copertura mediatica impressionante.
Per i bambini iracheni bastano poche righe a pagina 18.


E' vero che Bush è il primo che calpesta la vita ma i casi mi sembrano diversi.
L'eutanasia è un problema etico con cui dobbiampo confrontarci e trovare una soluzione.
Le guerre sono un'altra cosa.
_________________
LEG XIIII GEMINA MARTIA VICTRIX

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 02-04-2005 10:59  
Le guerre sono un problema etico e morale con cui dobbiamo confrontarci e trovare una soluzione, allo stesso modo dell'eutanasia.

Ma se centomila morti non fanno notizia la guerra può andare avanti indisturbata e non susciterà alcuno sdegno.La gente viene sensibilizzata attraverso un'informazione corretta e costante.


La fonte dei 100morti era stata pubblicata dalla prestigiosa rivista Lancet, che si basava su un calcolo scientifico.
La conferma delle sue tesi è arrivata l'altro ieri da un rapporto dell'Onu.

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ginestra


Reg.: 02 Mag 2003
Messaggi: 8862
Da: San Nicola la Strada (CE)
Inviato: 02-04-2005 12:19  
quote:
In data 2005-04-01 20:52, DottorDio scrive:
Più vado avanti e più mi convinco della frase che pronuciò Stalin: "un morto è una tragedia, un milione di morti sono una statistica".
Sembra imbarazzante, ma è vero, dentro di noi la pensiamo esattamente così, purtroppo!
Poi un'altra cosa: in Iraq ci sono stati 100000 morti?
Chiedo questo perchè una volta lo dissi io e ipergiorg mi tirò fuori che era un dato poco attendibile basato su un sondaggio ( ), ma se questo dato è riportato in un attestato onu dovrebbe essere veritiero, giusto?
Cmq Quilty, mi trovi perfettamente d'accordo ed è una cosa che sostengo da anni, poi nel caso specifico aggiungo che io sono a favore dell'eutanasia, anche se non d'accordo col far morire di fame e di sete una persona.
Per me Bush dovrebbe stare zitto sulla questione, visto che lui ha operato uno sterminio di massa (mi rifersico alla guerra) e va a sindacare su un sacrosanto diritto all'eutanasia di una donna ridotta allo stato vegetativo (se tagliamo gli alberi...sarà un concetto brutale, ma è così, almeno secondo me!).




Quoto in pieno e aggiungo che, pur non conoscendo Chosmky, ritengo che abbia detto una cosa giustissima, per la miseria!!!!Ci assillano con problemi gravi si ma non certo più importanti di altri.E' palesissima la manovra per distogliere l'attenzione da alcuni fatti per convogliarla verso altri, come possiamo far finta di non accorgercene?????
_________________
E tu, lenta ginestra,che di selve odorate queste campagne dispogliate adorni, anche tu presto alla crudel possanza soccomberai del sotterraneo foco, che ritornando al loco già noto, stenderà l'avaro lembo su tue molli foreste.......

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aquafresh

Reg.: 01 Apr 2005
Messaggi: 137
Da: milano (MI)
Inviato: 02-04-2005 12:39  
quote:
In data 2005-04-02 12:19, ginestra scrive:
quote:
In data 2005-04-01 20:52, DottorDio scrive:
Più vado avanti e più mi convinco della frase che pronuciò Stalin: "un morto è una tragedia, un milione di morti sono una statistica".
Sembra imbarazzante, ma è vero, dentro di noi la pensiamo esattamente così, purtroppo!
Poi un'altra cosa: in Iraq ci sono stati 100000 morti?
Chiedo questo perchè una volta lo dissi io e ipergiorg mi tirò fuori che era un dato poco attendibile basato su un sondaggio ( ), ma se questo dato è riportato in un attestato onu dovrebbe essere veritiero, giusto?
Cmq Quilty, mi trovi perfettamente d'accordo ed è una cosa che sostengo da anni, poi nel caso specifico aggiungo che io sono a favore dell'eutanasia, anche se non d'accordo col far morire di fame e di sete una persona.
Per me Bush dovrebbe stare zitto sulla questione, visto che lui ha operato uno sterminio di massa (mi rifersico alla guerra) e va a sindacare su un sacrosanto diritto all'eutanasia di una donna ridotta allo stato vegetativo (se tagliamo gli alberi...sarà un concetto brutale, ma è così, almeno secondo me!).




Quoto in pieno e aggiungo che, pur non conoscendo Chosmky, ritengo che abbia detto una cosa giustissima, per la miseria!!!!Ci assillano con problemi gravi si ma non certo più importanti di altri.E' palesissima la manovra per distogliere l'attenzione da alcuni fatti per convogliarla verso altri, come possiamo far finta di non accorgercene?????




Brava ginestra ! E' verissimo ! Come non accorgersene, suvvia !

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