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Autore Premierato forte? Modificare la costituzione? Pfui! Basta un notaio!
ipergiorg

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 10143
Da: CARBONERA (TV)
Inviato: 25-06-2005 11:19  
“A lungo ha sparato ad alzo zero contro il premierato forte previsto nella contraddittoria e pasticciata riforma costituzionale della Casa delle Libertà, parlando di stravolgimento della Costituzione, di deriva autoritaria, di attacco dei poteri del Capo dello Stato”.

È quanto scrive uno dei più autorevoli politologi nel suo odierno editoriale su Il Corriere della Sera. Paolo Franchi, fatta questa annotazione, sottolinea la contraddizione nella quale è caduta l’Unione di centrosinistra che pur non volendo “neanche sentir parlare di premierato forte”, nella sostanza formalmente “ha sottoscritto con il suo leader ritrovato Romano Prodi un contratto politico che ne prevede uno più forte ancora”.

Contratto che prevede addirittura che “in caso di vittoria il premier sarà uno e uno solo per tutta la legislatura”. E “in caso di rottura del patto… si andrebbe diritti a votare”, violando perfino le norme costituzionali vigenti “perché fino a prova contraria la decisione di sciogliere, con questa Costituzione, spetta al Capo dello Stato”.
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Spock: We must acknowledge once and for all that the purpose of diplomacy is to prolong a crisis.

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ipergiorg

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 10143
Da: CARBONERA (TV)
Inviato: 25-06-2005 11:21  
Le esilaranti contraddizioni delle sinistre-Ulivo
Erano tutti contrari, Fassino e compagni, alla modifica costituzionale proposta dal centrodestra. E adesso, paradossalmente e grottescamente, hanno deciso che, se vincerà Prodi, quella “norma per dittatori” va benissimo. Non c’è limite, purtroppo, alla sfrontatezza delle sinistre.
La morale che se ne può trarre, da questa ennesima storia di paradossale supponenza e grottesca sfrontatezza, è che per le sinistre vale ancora e sempre il principio che a loro tutto è concesso, anche di contraddirsi spudoratamente. Per anni hanno sparato ad alzo zero contro la riforma della Carta costituzionale operata da Berlusconi e già quasi a metà strada, il cosiddetto “premierato forte” che, a sentir loro, “stravolge” le regole fissate dai padri fondatori della Repubblica, con un deliberato attacco ai poteri del Capo dello Stato, e dà il via ad una pericolosissima “deriva autoritaria” con la istituzione di “norme fatte apposta per le dittature”.

E adesso, cosa ti combinano quelli che di “premierato forte” non volevano neppure sentir parlare? Te ne propongono, di straforo, uno non “forte” ma “fortissimo”, infischiandosene sia del pericolo di “deriva autoritaria” che della sottrazione di poteri costituzionali al Capo dello Stato. E tutto questo per dare al loro leader Romano Prodi la certezza che, se gli riuscirà di mandare a casa Berlusconi vincendo le elezioni politiche del maggio 2006 e riconquistando la poltrona di presidente del Consiglio che ha occupato dal maggio 1996 all’ottobre ‘98, non correrà più il rischio di essere sbattuto fuori a metà legislatura, come gli capitò allora per la “pugnalata” del Bertinotti di Rifondazione comunista che oggi è di nuovo suo grande alleato.
Un premierato da “monarca assoluto”, se non proprio da dittatore, per il professore (sempre che prenda un voto più di Berlusconi per essere eletto, naturalmente). In base all’accordo che è stato già sottoscritto da partiti e gruppi delle sinistre-Ulivo, l’eletto potrà ritenersi al sicuro da ribaltoni e rivoluzioni parlamentari e restare presidente del Consiglio per l’intera legislatura. Bertinotti è avvertito, insomma. Con la presidenza “blindata”, studiata per dare garanzie di sicurezza e stabilità ad un Prodi che non gode di grande fiducia dopo i disastri che ha provocato in Italia ed in Europa con l’euro, nessuno potrà smuoverlo da quella poltrona, anche se ci porterà al disastro totale. E se sarà la maggioranza (non il singolo partito) a sfiduciarlo? Si tornerà alle urne immediatamente, con buona pace del presidente della Repubblica che viene così privato di fatto dal potere di sciogliere le Camere che gli assegna la Costituzione non ancora modificata e dovrà limitarsi a dare esecuzione alle decisioni prese da altri (nel caso in ispecie, dai partiti della maggioranza).

Queste, spiegate in parole povere e chiare (che, come sempre, non piacciono alle sinistre), le prospettive per il Quirinale e la politica italiana. E l’aspetto più paradossale e grottesco della vicenda è che stanno tutti zitti, sono ammutoliti d’un colpo i Fassino, Bertinotti, Diliberto, D’Alema, Cossutta, Violante, Angius, Bersani, Vannino Chiti, quelli che tuonavano contro il “dittatore in pectore” Berlusconi ed il suo centrodestra che brigavano per “stravolgere la Costituzione e portare un deliberato attacco ai poteri del Capo dello Stato”. Silenzio assoluto anche al Quirinale, al contrario di quello che è avvenuto quando in Parlamento si votava la nuova Carta costituzionale (che per essere approvata definitivamente, va ricordato, avrò bisogno di altri due passaggi alla Camera ed al Senato e di un referendum confermativo). Tacciono anche i giornali dei partiti di sinistra ed i quotidiani cosiddetti d’informazione che fanno da pifferai alla grancassa propagandistica delle sinistre. Solo qualche voce critica, tra gli ex comunisti.

“Dobbiamo deciderci e scegliere se restare una Repubblica parlamentare o passare ad una Repubblica presidenziale”, dice Fabio Mussi, vice presidente del Senato e leader del “correntone” Ds, più vicino al Bertinotti di Rifondazione comunista che al Fassino segretario della Quercia. “La mia impressione, dopo l’intesa raggiunta tra i leader della Unione per Prodi, è che ci si avvii verso la Repubblica presidenziale. Ma in tal caso bisogna esser chiari: la riforma della Costituzione votata da Berlusconi e dal centrodestra (in pratica una semi-presidenziale) non può andar bene?…”.

Ed il filosofo Biagio De Giovanni, anche lui Ds: “Capisco l’esigenza di ridare forza a Prodi, dopo quello che è successo in questi giorni con il ‘no’ di Rutelli e Mastella alla lista unitaria e la minacciata uscita dei prodiani dalla Margherita, ma la decisione presa dai partiti della coalizione mi sembra decisamente una forzatura nei confronti del Quirinale. Con un simile premier, è chiaro, il presidente Ciampi non ha alcuna possibilità di scelta per il conferimento dell’incarico ed è privato del potere costituzionale di scioglimento delle Camera in caso di insuccesso del governo affidato al presidente designato dai partiti”.

Insomma, se davvero dovesse vincere Prodi nel 2006, peggio non potrebbe andare al Capo dello Stato. E se l’attuale presidente Carlo Azeglio Ciampi, sempre nel 2006 (subito dopo le elezioni politiche), dovesse essere confermato per altri sette anni, si verificherebbe il paradossale caso che a privarlo di uno dei più importanti poteri che gli assegna la Costituzione sarebbe il suo grande amico Prodi. E tutto questo, per che cosa? Quali particolarissimi meriti avrebbero acquisito le sinistre (comunisti, ex e post-comunisti, estrema sinistra) per avere l’incostituzionalissimo privilegio di poter cambiare di fatto la Carta costituzionale a loro piacimento e convenienza, senza neppure passare per le quattro votazioni in Parlamento (tra Camera e Senato) ed il referendum confermativo? Solo per dare al traballante prof. Prodi la certezza che, anche sbagliando (come da tempo gli accade, purtroppo, ed in maniera grossolana), non sarà licenziato in tronco come sette anni fa?
Garanzie del genere, di un assurdo così gigantesco e mostruoso, le pretendono e se le confezionano su misura i dittatori (non ne sanno nulla Bertinotti, Cossutta, Diliberto, D’Alema, Fassino, dei dittatori comunisti di ieri e di oggi?), ed in Italia non siamo ancora (spero proprio che non lo saremo mai) alla dittatura. Qui la Costituzione si cambia, è il caso di ricordarlo a chi l’ha dimenticato o finge di averlo dimenticato, non per favorire una persona, un partito o una coalizione politica, ma per migliorare l’organizzazione ed funzionamento delle strutture amministrative e sociali del Paese, nell’interesse del popolo, e soltanto attraverso le rigide procedure imposte dalla stessa Costituzione, non di straforo, con sotterfugi e accordi sottobanco tra partiti e coalizioni al di fuori del Parlamento. Chiaro?
Non finiscono di stupirci, con i loro contorsionismi dialettici e le acrobatiche giravolte, gli “illuminati” signori delle sinistre. E non è la prima volta, bisogna ricordarlo, che tentano il colpo di mano con la Carta costituzionale. Nel 2001, alla scadenza del loro mandato (concluso con una solenne bocciatura da parte degli elettori), hanno modificato una delle parti più importanti della Costituzione con una maggioranza risicatissima che disponeva soltanto di 4 voti in più rispetto alla minoranza. E da oppositori hanno subito cominciato a strillare quando Berlusconi ed il suo centrodestra hanno deciso di proporre altre modifiche della Costituzione, disponendo non di 4 ma di ben 100 voti in più della minoranza; e continuano a sbraitare, a disperarsi, a strapparsi capelli e vesti di dosso perché la maggioranza va avanti nella sua decisione.

Berlusconi no, lui (a sentire i campioni di democrazia Prodi, Fassino e compagni) non poteva e non doveva modificarla, pur con la sua larghissima maggioranza parlamentare, la Carta costituzionale. Per quale ragione, nessuno l’ha mai spiegato con esattezza. Ma dobbiamo supporre che la ragione sia una sola: i parlamentari del centrodestra non sono “illuminati” come quelli delle sinistre. Non avendo frequentato la scuola politica delle Frattocchie che ha indottrinato per decenni la classe dirigente comunista italiana ma le “capitalistiche” Bocconi di Milano o Luiss di Roma, gli amici del pluri-miliardario Berlusconi, abilissimi nel far soldi nelle loro aziende, non avrebbero la maturità sufficiente per stabilire quel si deve o non si deve fare in politica. Probabilmente perché non hanno mai preparato e fatto esplodere una “bomba Molotov” (una specialità di D’Alema, per quel che ne sappiamo), non hanno mai partecipato ad una “marcia della pace” con Lilli Gruber, all’assalto della vetrina di un negozio o all’incendio di un’auto con le tute bianche di Casarini, ad un “esproprio proletario” con i disubbidienti di Francesco Caruso. E per di più (dicono Fassino e compagni), modificando la Carta costituzionale, i signori del centrodestra sognano di “ricreare in Italia la dittatura”.
Non c’è limite, purtroppo, alla sfrontatezza delle sinistre. E dal paradosso, inevitabilmente, si precipita nel grottesco.

Gaetano Saglimbeni
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millio

Reg.: 06 Gen 2005
Messaggi: 2394
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-06-2005 11:49  
Trasformare un accordo elettorale in una occulta riforma della Costituzione in senso quasi dittatoriale mi sembra quantomeno eccessivo.
_________________
IOMA

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lemona

Reg.: 07 Gen 2002
Messaggi: 819
Da: ferrara (FE)
Inviato: 26-06-2005 00:28  
quote:
In data 2005-06-25 11:21, ipergiorg scrive:
Le esilaranti contraddizioni delle sinistre-Ulivo
Erano tutti contrari, Fassino e compagni, alla modifica costituzionale proposta dal centrodestra. E adesso, paradossalmente e grottescamente, hanno deciso che, se vincerà Prodi, quella “norma per dittatori” va benissimo. Non c’è limite, purtroppo, alla sfrontatezza delle sinistre.
La morale che se ne può trarre, da questa ennesima storia di paradossale supponenza e grottesca sfrontatezza, è che per le sinistre vale ancora e sempre il principio che a loro tutto è concesso, anche di contraddirsi spudoratamente. Per anni hanno sparato ad alzo zero contro la riforma della Carta costituzionale operata da Berlusconi e già quasi a metà strada, il cosiddetto “premierato forte” che, a sentir loro, “stravolge” le regole fissate dai padri fondatori della Repubblica, con un deliberato attacco ai poteri del Capo dello Stato, e dà il via ad una pericolosissima “deriva autoritaria” con la istituzione di “norme fatte apposta per le dittature”.

E adesso, cosa ti combinano quelli che di “premierato forte” non volevano neppure sentir parlare? Te ne propongono, di straforo, uno non “forte” ma “fortissimo”, infischiandosene sia del pericolo di “deriva autoritaria” che della sottrazione di poteri costituzionali al Capo dello Stato. E tutto questo per dare al loro leader Romano Prodi la certezza che, se gli riuscirà di mandare a casa Berlusconi vincendo le elezioni politiche del maggio 2006 e riconquistando la poltrona di presidente del Consiglio che ha occupato dal maggio 1996 all’ottobre ‘98, non correrà più il rischio di essere sbattuto fuori a metà legislatura, come gli capitò allora per la “pugnalata” del Bertinotti di Rifondazione comunista che oggi è di nuovo suo grande alleato.
Un premierato da “monarca assoluto”, se non proprio da dittatore, per il professore (sempre che prenda un voto più di Berlusconi per essere eletto, naturalmente). In base all’accordo che è stato già sottoscritto da partiti e gruppi delle sinistre-Ulivo, l’eletto potrà ritenersi al sicuro da ribaltoni e rivoluzioni parlamentari e restare presidente del Consiglio per l’intera legislatura. Bertinotti è avvertito, insomma. Con la presidenza “blindata”, studiata per dare garanzie di sicurezza e stabilità ad un Prodi che non gode di grande fiducia dopo i disastri che ha provocato in Italia ed in Europa con l’euro, nessuno potrà smuoverlo da quella poltrona, anche se ci porterà al disastro totale. E se sarà la maggioranza (non il singolo partito) a sfiduciarlo? Si tornerà alle urne immediatamente, con buona pace del presidente della Repubblica che viene così privato di fatto dal potere di sciogliere le Camere che gli assegna la Costituzione non ancora modificata e dovrà limitarsi a dare esecuzione alle decisioni prese da altri (nel caso in ispecie, dai partiti della maggioranza).

Queste, spiegate in parole povere e chiare (che, come sempre, non piacciono alle sinistre), le prospettive per il Quirinale e la politica italiana. E l’aspetto più paradossale e grottesco della vicenda è che stanno tutti zitti, sono ammutoliti d’un colpo i Fassino, Bertinotti, Diliberto, D’Alema, Cossutta, Violante, Angius, Bersani, Vannino Chiti, quelli che tuonavano contro il “dittatore in pectore” Berlusconi ed il suo centrodestra che brigavano per “stravolgere la Costituzione e portare un deliberato attacco ai poteri del Capo dello Stato”. Silenzio assoluto anche al Quirinale, al contrario di quello che è avvenuto quando in Parlamento si votava la nuova Carta costituzionale (che per essere approvata definitivamente, va ricordato, avrò bisogno di altri due passaggi alla Camera ed al Senato e di un referendum confermativo). Tacciono anche i giornali dei partiti di sinistra ed i quotidiani cosiddetti d’informazione che fanno da pifferai alla grancassa propagandistica delle sinistre. Solo qualche voce critica, tra gli ex comunisti.

“Dobbiamo deciderci e scegliere se restare una Repubblica parlamentare o passare ad una Repubblica presidenziale”, dice Fabio Mussi, vice presidente del Senato e leader del “correntone” Ds, più vicino al Bertinotti di Rifondazione comunista che al Fassino segretario della Quercia. “La mia impressione, dopo l’intesa raggiunta tra i leader della Unione per Prodi, è che ci si avvii verso la Repubblica presidenziale. Ma in tal caso bisogna esser chiari: la riforma della Costituzione votata da Berlusconi e dal centrodestra (in pratica una semi-presidenziale) non può andar bene?…”.

Ed il filosofo Biagio De Giovanni, anche lui Ds: “Capisco l’esigenza di ridare forza a Prodi, dopo quello che è successo in questi giorni con il ‘no’ di Rutelli e Mastella alla lista unitaria e la minacciata uscita dei prodiani dalla Margherita, ma la decisione presa dai partiti della coalizione mi sembra decisamente una forzatura nei confronti del Quirinale. Con un simile premier, è chiaro, il presidente Ciampi non ha alcuna possibilità di scelta per il conferimento dell’incarico ed è privato del potere costituzionale di scioglimento delle Camera in caso di insuccesso del governo affidato al presidente designato dai partiti”.

Insomma, se davvero dovesse vincere Prodi nel 2006, peggio non potrebbe andare al Capo dello Stato. E se l’attuale presidente Carlo Azeglio Ciampi, sempre nel 2006 (subito dopo le elezioni politiche), dovesse essere confermato per altri sette anni, si verificherebbe il paradossale caso che a privarlo di uno dei più importanti poteri che gli assegna la Costituzione sarebbe il suo grande amico Prodi. E tutto questo, per che cosa? Quali particolarissimi meriti avrebbero acquisito le sinistre (comunisti, ex e post-comunisti, estrema sinistra) per avere l’incostituzionalissimo privilegio di poter cambiare di fatto la Carta costituzionale a loro piacimento e convenienza, senza neppure passare per le quattro votazioni in Parlamento (tra Camera e Senato) ed il referendum confermativo? Solo per dare al traballante prof. Prodi la certezza che, anche sbagliando (come da tempo gli accade, purtroppo, ed in maniera grossolana), non sarà licenziato in tronco come sette anni fa?
Garanzie del genere, di un assurdo così gigantesco e mostruoso, le pretendono e se le confezionano su misura i dittatori (non ne sanno nulla Bertinotti, Cossutta, Diliberto, D’Alema, Fassino, dei dittatori comunisti di ieri e di oggi?), ed in Italia non siamo ancora (spero proprio che non lo saremo mai) alla dittatura. Qui la Costituzione si cambia, è il caso di ricordarlo a chi l’ha dimenticato o finge di averlo dimenticato, non per favorire una persona, un partito o una coalizione politica, ma per migliorare l’organizzazione ed funzionamento delle strutture amministrative e sociali del Paese, nell’interesse del popolo, e soltanto attraverso le rigide procedure imposte dalla stessa Costituzione, non di straforo, con sotterfugi e accordi sottobanco tra partiti e coalizioni al di fuori del Parlamento. Chiaro?
Non finiscono di stupirci, con i loro contorsionismi dialettici e le acrobatiche giravolte, gli “illuminati” signori delle sinistre. E non è la prima volta, bisogna ricordarlo, che tentano il colpo di mano con la Carta costituzionale. Nel 2001, alla scadenza del loro mandato (concluso con una solenne bocciatura da parte degli elettori), hanno modificato una delle parti più importanti della Costituzione con una maggioranza risicatissima che disponeva soltanto di 4 voti in più rispetto alla minoranza. E da oppositori hanno subito cominciato a strillare quando Berlusconi ed il suo centrodestra hanno deciso di proporre altre modifiche della Costituzione, disponendo non di 4 ma di ben 100 voti in più della minoranza; e continuano a sbraitare, a disperarsi, a strapparsi capelli e vesti di dosso perché la maggioranza va avanti nella sua decisione.

Berlusconi no, lui (a sentire i campioni di democrazia Prodi, Fassino e compagni) non poteva e non doveva modificarla, pur con la sua larghissima maggioranza parlamentare, la Carta costituzionale. Per quale ragione, nessuno l’ha mai spiegato con esattezza. Ma dobbiamo supporre che la ragione sia una sola: i parlamentari del centrodestra non sono “illuminati” come quelli delle sinistre. Non avendo frequentato la scuola politica delle Frattocchie che ha indottrinato per decenni la classe dirigente comunista italiana ma le “capitalistiche” Bocconi di Milano o Luiss di Roma, gli amici del pluri-miliardario Berlusconi, abilissimi nel far soldi nelle loro aziende, non avrebbero la maturità sufficiente per stabilire quel si deve o non si deve fare in politica. Probabilmente perché non hanno mai preparato e fatto esplodere una “bomba Molotov” (una specialità di D’Alema, per quel che ne sappiamo), non hanno mai partecipato ad una “marcia della pace” con Lilli Gruber, all’assalto della vetrina di un negozio o all’incendio di un’auto con le tute bianche di Casarini, ad un “esproprio proletario” con i disubbidienti di Francesco Caruso. E per di più (dicono Fassino e compagni), modificando la Carta costituzionale, i signori del centrodestra sognano di “ricreare in Italia la dittatura”.
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Gaetano Saglimbeni


sei chiacchere e distintivo parole inutili la costituzione rimane cosi e basta

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angel76st

Reg.: 18 Apr 2004
Messaggi: 1945
Da: ostuni (BR)
Inviato: 26-06-2005 16:16  
quote:
In data 2005-06-26 00:28, lemona scrive:...
sei chiacchere e distintivo parole inutili ..


ahaha
_________________
"quando vivi nella paura arrivi al punto , che vorresti essere morto." Sonatine.

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ipergiorg

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 10143
Da: CARBONERA (TV)
Inviato: 26-06-2005 16:35  
quote:
In data 2005-06-26 00:28, lemona scrive:
sei chiacchere e distintivo



Firmato Al CapRone


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josebono

Reg.: 14 Gen 2005
Messaggi: 1606
Da: partinico (PA)
Inviato: 28-06-2005 14:52  
ancora ci sono persone di centro-destra?...
dopo 4 anni di disastro berlusconiano, dove in Italia ci sono milioni di persone che non arrivano a fine di mese....
Questa è la cosa assurda!.....
Meno male che nelle pròssime elezioni al cavaliere il popolo darà un bel calcione nel sedere e lo manderà a casa....

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 28-06-2005 16:13  
in effetti questo centro-destra ha già preso hai coglioni per usare un linguaggio tecnico

ma Berlusconi lo ha capito che del partito unico e delle altre menate non ce ne frega un cazzo ?
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