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Autore Cinema in sciopero
royearle
ex "meskal"

Reg.: 06 Mag 2005
Messaggi: 6294
Da: napoli (NA)
Inviato: 14-10-2005 14:14  
Roma, 14 ott. (Adnkronos/Ign) - Lo spettacolo italiano si mobilita per la prima volta in modo unitario, per fronteggiare i pesanti tagli previsti dalla legge finanziaria, che ridurrebbero del 40% l'intervento pubblico verso il settore, mettendo a rischio 5 mila aziende e 60 mila posti di lavoro. Oggi, in occasione del blocco delle attività del settore spettacolo in tutta Italia, si svolgerà a Roma la manifestazione nazionale di protesta contro la Finanziaria, promossa da Agis, Anica, Anac, Doc.it, Cgil, Cisl e Uil spettacolo, sindacati attori, con l'adesione di Apt, Sindacato giornalisti cinematografici, Afic, Cemat e di molte altre rappresentanze e personaggi dello spettacolo. L'appuntamento è fissato presso il Centro Congressi Capranica (piazza Capranica, ore 14,30).

Intanto, si è tenuto ieri sera il concerto di Dimitri Kitajenko alla Fenice di Venezia. Pochi istanti prima dell'inizio le maestranze del teatro hanno chiesto un minuto di silenzio. ''Siamo ammutoliti e vi chiediamo di unirvi a noi''. Anche il maestro Kitajenko ha aderito alla protesta dirigendo il concerto gratuitamente, rinunciando perciò al suo abituale cachet di circa 20mila euro. ''Un paese che uccide la cultura cancella la propria identità e perde la propria anima'', è stata invece la scritta che ripetutamente faceva la sua comparsa su di uno schermo presente all'interno del celebre teatro veneziano.

Molti i nomi illustri che hanno già confermato la loro partecipazione alla manifestazione, Gigi Proietti, Marangela Melato, Stefania Sandrelli, Giulio Bosetti, Mario Monicelli, Ettore Scola, Cristina Comencini, Enrico Lo Verso, Giulio Scarpati, Luigi Magni, Paolo e Vittorio Taviani, Enzo De Caro, Alessandro Haber.

Cercherà di essere presente anche Roberto Benigni, che durante l'anteprima del suo film 'La tigre e la neve', ha commentato la manifestazione. ''In questo Paese ormai tagliano tutto. Se la fai vedere ti tagliano anche l'anima: meglio stare zitti. Il mio film - continua il regista - viene dal fondo dell'anima".

Interverranno anche i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, e i rappresentanti delle associazioni e dei sindacati attori che hanno promosso l'iniziativa. Gli interventi saranno coordinati da Corrado Augias.

Per Epifani, i tagli minacciati ''offendono il diritto alla cultura''. Pezzotta sottolinea: ''Oltre alle risorse mancano le riforme''. Angeletti denuncia una ''desolante prova di incapacità e di insensibilità''. Per Francesco Maselli bisogna puntare al ''cambiamento fondamentale delle tendenze in atto'', mentre Maurizio Scaparro invita a ''far dichiarare oggi ai politici quali saranno le loro linee di azione domani''.
Adnkronos.com
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Alfred

Reg.: 27 Mar 2004
Messaggi: 812
Da: Cagliari (CA)
Inviato: 14-10-2005 15:33  
quote:
In data 2005-10-12 17:26, pietro2004 scrive:
e pensi che si risolva qualcosa?
I finanziamenti servono, ma bisogna che vengano ben spesi e non si risolve questo tagliando la voce di spesa!!




Continuo ad essere del parere che il cinema non debba essere aiutato dallo stato.
Tanto meno con la legge attuale, cosa ha prodotto di decente in rapporto ai finanziamenti erogati?

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royearle
ex "meskal"

Reg.: 06 Mag 2005
Messaggi: 6294
Da: napoli (NA)
Inviato: 15-10-2005 02:29  
Credo che in tal caso l'Italia sarebbe il primo Stato a mondo a non sostenere in qualche modo l'industria cinematografica.

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 15-10-2005 10:58  
Ieri sono passato alla manifestazione e al corteo. Se ho modo posto le foto che ho fatto.
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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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ipergiorg

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 10143
Da: CARBONERA (TV)
Inviato: 19-10-2005 09:36  
quote:
In data 2005-10-14 15:33, Alfred scrive:
quote:
In data 2005-10-12 17:26, pietro2004 scrive:
e pensi che si risolva qualcosa?
I finanziamenti servono, ma bisogna che vengano ben spesi e non si risolve questo tagliando la voce di spesa!!




Continuo ad essere del parere che il cinema non debba essere aiutato dallo stato.
Tanto meno con la legge attuale, cosa ha prodotto di decente in rapporto ai finanziamenti erogati?



Zeffirelli la pensa come te e si spinge anche un po' oltre

«Non date soldi al cinema: rinascerà», ha detto la sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico. Lei, Franco Zeffirelli, condivide o dissente, mentre il mondo dello spettacolo sciopera contro il decreto «taglia spese» della Finanziaria?
«Condivido parola per parola. Bisogna smetterla di pensare a Mamma Stato. Il cinema è un'industria, che non può popolarsi di dilettanti presuntuosi, pronti a vegetare con gli aiuti che il governo, sconsideratamente, elargisce».
Ma c'è un modello di riferimento,
al quale riferirsi, per far uscire dalla crisi l'industria dello spettacolo?
«Rossellini e De Sica, quando non c'erano sovvenzioni statali, s'arrampicavano sugli specchi per reperire i fondi e ci hanno lasciato capolavori autentici. Nelle vere democrazie e penso ai paesi anglosassoni, lo Stato provvede alla mera sopravvivenza dei cittadini. Non ai loro hobbies e alle loro attività culturali!».
Qualcuno dovrà pur produrre musica, teatro, cinema...
«Sì, ma questo carnevale ai danni dei cittadini deve finire!
Assistiamo da anni allo spettacolo vergognoso di personaggi che hanno preso, per tre volte, i soldi per i loro tre esordi. C'è gente che, ai propri progetti, ha associato attori, che non ne sapevano nulla! Bisogna mettersi in testa che i tagli fatti al comparto voluttuario, vanno a tutto vantaggio dell'assistenza sanitaria. E in un paese di vecchi come il nostro, può tornare utile».
Ci saranno da salvare, però, alcuni artisti noti anche all'estero, come Benigni, tanto per citarne uno?
«Benigni? Un comico mediocre, dotato di incredibili furbizie, sostenuto da una barriera di opinione politically correct. Ha fatto quattrini a palate e colpi grossi all'estero, sì, ma dopo La vita è bella, gli americani l'hanno abbandonato nella spazzatura con Pinocchio!».
Non le dispiace che la Mostra del cinema di Venezia rischi di scomparire, visti i tagli al Fondo unico dello spettacolo?
«Ma io mi auguro che scompaia! Aspetto che vadano al diavolo, in tutte le grandi città, le varie Notti bianche,
inutili sagre paesane, il cui costo ricade sui pensionati. Non so quanti inviti ricevo dall'assessore Tale e Talaltro, le cui mogli o amanti si sbattono per la "rinascita della cultura". Ma la cultura è una cosa seria, è sudore, lacrime e sangue».
Il ministro Buttiglione sostiene che, con la Finanziaria, lui non avrà neanche di che pagare il riscaldamento nei nostri musei...
«Quando, da ragazzo, andavo agli Uffizi, battevo i denti. Soffrivo, pur di vedere la Bellezza. Nei musei ci fa freddo,
ci deve fare freddo. A tutti i giovani, che usano il passamontagna per andare a manifestare in forma anonima dico: calatevi il vostro bel passamontagna e andate a vedere i bei quadri. La cultura costa sacrifici».
È stato ad Atene, poi a Mosca, per l'allestimento dell'Aida; a novembre allestirà La Traviata a Tel Aviv. Trova difficile lavorare con i nostri enti lirici?
«La lirica, in Italia, è allo sfascio. Ovvio: hanno "pompato" gli enti oltre misura. Preferisco lavorare all'estero».

È così amaro perché non ha mai perdonato il mondo dello spettacolo che, da sinistra, l'ha attaccata duramente dalla fine degli anni Settanta?
«Niente di personale. È che bisogna azzerare l'esistente, per tornare a produrre qualcosa di vitale. Qualcosa che ottenga, dal pubblico, la risposta che io, come regista, ho sempre avuto, con le mie opere. Peraltro non finanziate da Mamma Stato. In una democrazia, degna di questo nome, non ci si attacca alle poppe di nessuno, per realizzare le nostre vibrazioni volatili di artisti».

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