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L'opera più rappresentativa di Simone Lecca
Dal medico 0 0%
Market Affieli 0 0%
Sara, la donna di Provenza 1 7.7%
Souvenir 0 0%
Maledirò 1 7.7%
Memento Mori (Riccione Connection) 2 15.4%
Lo sguardo capovolto 1 7.7%
Film Nero 7 53.8%
Indomino (serial tv incompiuto) 1 7.7%
Totale 13 100%

Autore L'opera più rappresentativa di Simone Lecca
bazieh

Reg.: 16 Nov 2005
Messaggi: 1
Da: Damasco (es)
Inviato: 16-11-2005 12:05  
"...The medium doesn't matter much to me. Seeing is a need for us. The problem is still the same whether it is video or cinema. Also for a painter vision is the problem. But while a painter has to discover a static reality, a director has to catch a reality which develops and changes, and to show that movement as a new perception. As a new dimension of meaning..."
Simone Lecca, Toronto 21/12/1977

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TINTOBRASS

Reg.: 25 Giu 2002
Messaggi: 5081
Da: Roma (RM)
Inviato: 16-11-2005 13:04  
Da www. excite.it/news

UN FILM PER RISCOPRIRE SIMONE LECCA

Il 20 febbraio del 2002, nella pressoché totale indifferenza delle istituzioni e degli organi di stampa, moriva a Roma Simone Lecca, regista cinematografico, filosofo e artista figurativo, una delle figure più eccentriche e stravaganti del secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle.

La Nuova Università del Cinema e della Televisione, in collaborazione con la Fondazione "Simone Lecca" e l'amico e collega Piero Tomaselli, a poco più di due anni dalla sua prematura scomparsa, cercano di far uscire dalla dimenticanza e dall’oblio questo singolare personaggio attraverso un documentario sulla sua vita e una serie di iniziative concomitanti come conferenze sulla sua opera, mostre dei suoi quadri a collage e dei suoi lavori pittorici, la proiezione del documentario o di spezzoni dei suoi film in alcuni festival, l’intervento e il commosso ricordo personale di alcuni esperti ed amici su alcune emittenti radiofoniche e televisive.

Paolo Piccioli

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"La giovinezza è una conquista dello spirito che si raggiunge solo ad una certa età" (Proust)


Il sito della mia personalissima rivoluzione: http://www.vueling.com

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TINTOBRASS

Reg.: 25 Giu 2002
Messaggi: 5081
Da: Roma (RM)
Inviato: 25-11-2005 22:19  
Il documentario su Simone Lecca apprezzato dalla Giuria dell'Asolo Film Festival. Guarda l'ultima pagina del verbale!
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Bessone

Reg.: 28 Nov 2005
Messaggi: 3
Da: Roma (RM)
Inviato: 29-11-2005 01:03  
Il grande cinema è quello che tenta di rappresentare proprio ciò che non può in alcun modo essere rappresentato, allora è certo che l’opera (e la vita) di Simone Lecca, sfuggente ed incomprensibile quante altre mai, possa in qualche modo venire elevata a simbolo di questa originaria contraddizione.

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Bessone

Reg.: 28 Nov 2005
Messaggi: 3
Da: Roma (RM)
Inviato: 29-11-2005 01:06  
L’opera di LECCA nel suo complesso, forma una massa ancora largamente oscura ed impenetrata. Ma se, come molti grandi teorici hanno ipotizzato, il grande cinema è quello che tenta di rappresentare proprio ciò che non può in alcun modo essere rappresentato, allora è certo che l’opera (e la vita) di Simone LECCA, sfuggente ed incomprensibile quante altre mai, possa in qualche modo venire elevata a simbolo di questa originaria contraddizione.

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Bessone

Reg.: 28 Nov 2005
Messaggi: 3
Da: Roma (RM)
Inviato: 29-11-2005 01:07  
Simone Lecca attraversò la vita con incauta rapidità. Una carriera fulminante ma luminosa come poche che si conclude, nel breve spazio di pochi anni, nella solitudine e nell’indifferenza più generale.
L’opera di Lecca nel suo complesso, forma una massa ancora largamente oscura ed impenetrata. Ma se, come molti grandi teorici hanno ipotizzato, il grande cinema è quello che tenta di rappresentare proprio ciò che non può in alcun modo essere rappresentato, allora è certo che l’opera (e la vita) di Simone Lecca, sfuggente ed incomprensibile quante altre mai, possa in qualche modo venire elevata a simbolo di questa originaria contraddizione.

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VITTORIOGI

Reg.: 30 Nov 2005
Messaggi: 1
Da: Roma (RM)
Inviato: 30-11-2005 12:44  


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Logan71

Reg.: 16 Ott 2005
Messaggi: 3331
Da: TERRACINA (LT)
Inviato: 30-11-2005 13:16  
quote:
In data 2005-11-05 16:42, sandrix81 scrive:
francamente, non ho la più pallida idea di cosa stiate dicendo.


Come mai...non ne sono affatto meravigliato?


Cmq io dico Film Nero



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Sono il migliore in quello che faccio...ma quello che faccio a volte non è sempre piacevole...Snikt!
Né l’Uomo Ragno né Rocky, né Rambo ne affini farebbero ciò che faccio per i miei bambini, SONO UN EROE!
Io li odio i Nazisti dell'Illinois!

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Logan71

Reg.: 16 Ott 2005
Messaggi: 3331
Da: TERRACINA (LT)
Inviato: 30-11-2005 13:18  
quote:
In data 2005-11-08 15:03, TINTOBRASS scrive:
Sono scandalizzato: su questo forum si preferisce dissertare su attrazioni gay, punti G, piercing e pupazzi berlusconiani piuttosto che approfondire l'analisi dell'opera di un grande artista underground. Simone Lecca non vi ha lasciato proprio nulla? Non vi ha insegnato niente? Il suo sacrificio vi lascia indifferenti? Allora siete i figli non rinnegati di quest'epoca di merda!


Condivido pienamente....No parole sante...di più!






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AngeloZ

Reg.: 05 Dic 2005
Messaggi: 1
Da: Cagliari (CA)
Inviato: 05-12-2005 12:26  
vorrei ringraziare veramente tutti i partecipanti del forum a mio zio dedicato; era giunto il momento di far conoscer a tutti il grande valore dell'uomo prima ancora che regista e attore Simone Lecca.
La sua arte cinematogrfica che sin da piccolo mi ha affascinato, ora finalmente può e deve esser condivisa da tutti gli amanti e curiosi del cinema ricercato, d'assais, quello che solo alcuni grandi registi italiani colleghi e amici di Simone come il grande Nanni Loi, il maestro Elio Petri, e in ultimo Franco Bernini col quale sto girando il mio ultimo film, sanno e possono esprimere in tutta la sua grandezza.
è proprio ieri, mentre stavo nel mio camerino, Franco mi ha parlato della sua grande amicizia con mio zio, un rapporto fatto di amore e odio, un continuo contrasto, mi diceva, per il suo ideale di cinema e le sue ideologie poliche che spesso lo frenavano e lo allontanavano da quel mondo che lui tanto adorava ma che spesso la portava a lunghi periodi di isolamento
vorrei anche qui ringrazare l'amico e collega Piero Tomaselli che ha sempre creduto in quell'arte con la A maiuscola che zio Simone negli anni prima della sua morte nel silezio del suo studio, creava e di li a poco ci regalava in tutta la sua meravigliosa grandezza.
un affettuoso saluto a tutti gli estimatori di Simne Lecca e della sua arte cinematografica.
AngeloZ

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TINTOBRASS

Reg.: 25 Giu 2002
Messaggi: 5081
Da: Roma (RM)
Inviato: 06-12-2005 14:33  
quote:
In data 2005-11-29 01:07, Bessone scrive:
Ma se, come molti grandi teorici hanno ipotizzato, il grande cinema è quello che tenta di rappresentare proprio ciò che non può in alcun modo essere rappresentato, allora è certo che l’opera (e la vita) di Simone Lecca, sfuggente ed incomprensibile quante altre mai, possa in qualche modo venire elevata a simbolo di questa originaria contraddizione.




Oserei un parallelismo fra Lecca ed Ejzenstejn. L'estetica dell'irrapresentabile che Pietro Montani attribuisce all'esimio cineasta sovietico, potebbe essere estesa anche all'opera del Lecca, figlio di tutte le avanguardie del secolo scorso. Quella parte di pensiero che è possibile rappresentare, pensavano sia Ejzenstejn che Lecca, è il cosiddetto "dialogo interno" teorizzato da Vygotzkij. Ma ogni approfondimento, in questa sede, risulterebbe inutile.
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RebecWlson

Reg.: 18 Dic 2005
Messaggi: 1
Da: Milano (MI)
Inviato: 18-12-2005 11:48  
Il festival berlinese ospiterà una retrospettiva analitica sull'ultima, segretissima opera cinematografica di Simone Lecca, "Film Nero", che i critici più avvertiti sostengono essere il vero e proprio testamento spirituale ed artistico del grande regista sardo. La retrospettiva dovrebbe essere curata da Enrico Ghezzi, tra i pochi veri conoscitori dell'opera di Lecca nell'asfittico panorama critico del cinema italiano.
Auguriamoci davvero che la riscoperta dell'immenso patrimonio cinematografico lasciatoci in dono dal genio anarchico di Simone Lecca, sulla scia del recupero postumo del cinema e del pensiero di Pier Paolo Pasolini non diventi semplicemente un alibi di comodo per alleggerire la cattiva coscienza della critica italiana.
Magna est veritas et provalebit

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