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Autore Francia : scontri per i diritti dei lavoratori
Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 22-03-2006 09:55  
siccome ci lamentiamo che in Italia va tutto male , ancora una volta abbiamo i nostri vicini che sugli stessi problemi protestano con ben altra veemenza

dopo gli scontri a sfondo razziale ora quelli per i diritti sul lavoro
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 22-03-2006 09:56  
RAGAZZI E LA PROTESTA
«Non vogliamo diventare la generazione low cost»
Dalle periferie ai licei borghesi gli stessi slogan nei cortei.

«E'una lotta per la sopravvivenza, non per i valori»


PARIGI — Ci sono due K che raccontano il disagio dei giovani francesi. La K che sta per Kaercher, la pompa ad acqua degli spazzini, il simbolo della sommossa d'autunno nelle periferie, che il ministro degli Interni, Nicolas Sarkozy, voleva ripulire dalla teppaglia, appunto con il Kaercher. E c'è la K di Kleenex, della generazione usa e getta che invade le piazze del Paese. Le due K restano simbolicamente separate: c'è la rabbia della banlieue, distruttiva e senza speranza, che coinvolge milioni di figli d'immigrati e torna a farsi sentire con vandalismi e incendi e c'è questo movimento cittadino e borghese, di liceali e universitari che vogliono far valere i propri diplomi e entrare nel mondo del lavoro, senza la lunga anticamera della provvisorietà. Ma le due K s'incontrano nella disperante diagnosi della Francia di oggi: il 22% di disoccupati sotto il 26 anni, con punte del 50% nelle periferie. Un record europeo. E cominciano a saldarsi in una solidale presa di coscienza che prescinde da origini sociali e colore della pelle. Due fenomeni si sono materializzati dietro slogan e striscioni. C'è un'intera generazione che chiede di esistere e c'è un movimento non ideologico che si sta unendo al sindacato, non ai partiti politici. La questione è puramente economica ed è qui la differenza con il Sessantotto. I giovani di oggi non vogliono abbattere lo Stato, ma chiedono allo Stato e alla politica di fare la loro parte nell'era della globalizzazione e dell'incertezza. Nella società dei consumi, genitori (e nonni) chiedevano diritti civili.
Oggi ci si batte per diritti che si ritenevano acquisiti: lavoro, contratti, consumi. Un volto della protesta, Julie Coudry, 27 anni, incorniciato da riccioli biondi, ha preso il comando della Confederazione degli studenti, movimento fondato con obiettivi sindacali: diritto allo studio, sussidi, case per gli studenti. «Diamo al governo solo qualche giorno di tempo per ritirare la legge, senza condizioni», dice battagliera. Fanny Nicoud, 18 anni, studentessa di medicina, famiglia borghese, è in contrasto con i genitori che «non capiscono», anche se la mamma ha fatto il Sessantotto: «Non voglio rimanere precaria per i prossimi cinquant'anni. Senza un contratto di lavoro non puoi chiedere un mutuo per la casa e nemmeno comperarti un'auto a rate». Il suo amico, Alexandre Carbuccia, di origini corse, spiega: «Noi giovani francesi non vogliamo finire come italiani e spagnoli. Fino a trent'anni a casa con i genitori». In Place de la Nation, dove sfocia la grande manifestazione, ci sono giovani di origine maghrebina e africana. Fatima e Mehemet Cihan, stesso cognome (ma non sono fratelli), liceali: «Non c'è nessuna differenza con i ragazzi delle banlieue. Il nuovo contratto di lavoro condanna al precariato anche gli universitari. I nostri genitori hanno lottato per inserirsi in una società più giusta. Non possiamo chiedere altri sacrifici perché ci mantengano a vita». Mhedi, 22 anni, arrivato dalla periferia calda di Saint Denis: «Il governo ha una bella faccia tosta.
Già non ti assumono perché sei nero o arabo e adesso ti vogliono licenziare senza motivo. Siamo condannati a vita a fare i camerieri da Mc Donald's: ecco il nostro futuro». Donadien, Badis, Aziz, quindicenni, sono arrivati da Barbes, il quartiere arabo di Parigi: «Ci dicono che bisogna studiare, ma a che serve? Non siamo merce che prendi e butti via quando ti fa comodo». Anne- Claire Gaymard, economia alla Sorbona, cappottino elegante e foulard, dice: «Dopo cinque anni di corso, decine di stages e lavoretti di ogni genere, mi vengono a dire che devo aspettare altri due anni per un contratto stabile. Mi dispiace che la Sorbona sia chiusa, perché vorrei studiare. Ci prendono per rivoluzionari o per anarchici con il mito del Sessantotto, un mito appunto incollato ad ogni forma di protesta. È ridicolo. I problemi sono altri, molto più concreti: con un contratto precario, non puoi nemmeno sposarti. I miei genitori hanno vissuto in una Francia felice, avevano speranze nel futuro. Davanti a noi c'è solo buio».
«Il Sessantotto? Questo non è il tempo dei sogni, ma della sopravvivenza», dice un'altra ragazza della Sorbona, Aurore Graziani, 20 anni. Julien le Dez, di anni ne ha 25. Fra uno non entrerà nemmeno nella «categoria» individuata dalle misure del governo. «La mia insicurezza psicologica continuerà anche dopo. Non puoi vivere, impegnarti, migliorare se sai che dopo due anni ti possono mandare a casa senza un motivo. Vorrei sapere chi si azzarda a prendere una tessera del sindacato. Il Contratto per il primo impiego è anche un modo per fabbricare lavoratori che obbediscono». Juliette Grand, 17 anni, liceo privato Saint Michel, è una fra le 6 studentesse (su 600 iscritti) che hanno osato scendere in piazza: «Ho già protestato contro la guerra di Bush, per la legalizzazione della cannabis e contro la legge sulla laicità. Questo contratto è un'assurdità. Prima il governo lo ritira e meglio è». Le due K arrotolano bandiere e striscioni. Resta il disagio. «Da domani si ricomincia a consultare piccoli annunci e fare telefonate». «Parlare di valori in queste condizioni è un insulto». «Siamo la generazione low cost, prezzi di saldo per i nostri diplomi».


Massimo Nava


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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 23-03-2006 23:43  
Ingente dispiegamento di forze di sicurezza


Studenti in piazza, violenze in Francia

Migliaia di giovani per le strade di Parigi contro il contestato Cpe. Teppisti in mezzo agli studenti. La polizia ha fermato 420 persone


PARIGI - È degenerata in violenza la manifestazione degli studenti nel pomeriggio di giovedì nel centro di Parigi contro il Cpe, il contratto di primo impiego proposto dal primo ministro, Dominique de Villepin. Gruppi di giovani hanno incendiato diverse automobili, saccheggiato negozi e scagliato sassi contro la polizia. Uno studente di 21 anni è stato ferito gravemente alla testa. La polizia ha annunciato di aver proceduto a 420 fermi durante le manifestazioni studentesche svoltesi in tutta la Francia.

Fonti ospedaliere hanno confermato che il giovane è stato raccolto da alcuni vigili del fuoco nel settimo arrondissement, nel centro di Parigi, e poi trasportato al pronto soccorso dell'ospedale europeo Georges Pompidou, dove «è stato sottoposto a uno scanner che ha mOstrato una grave ferita alla testa». Le fonti della polizia hanno detto che, stando ai primi elementi dell'inchiesta, non ci sarebbe stato «un confronto con le forze dell'ordine», una circostanza che dovrà essere confermata o smentita dalle indagini. La polizia ha reso noto in serata di aver fermato 420 persone in tutta la Francia a margine delle manifestazioni, che a Parigi sono degenerate in violenti disordini tra le forze antisommossa e teppisti incappucciati. Nella capitale almeno 60 persone - tra cui 27 poliziotti - sono rimaste ferite e la polizia ha proceduto a 140 fermi.
Il numero totale di fermi è il più alto dall'inizio della proteste di piazza contro il contratto di primo impiego. La France Presse ha pubblicato testimonianze secondo cui sulla piazza des Invalides, epicentro dei disordini a Parigi, alcuni teppisti hanno aggredito i passanti per rubare i portafogli. Un fotografo dell'agenzia ha visto giovani incappucciati gettare a terra alcune donne che resistevano alle aggressioni e picchiarle a sangue.

Il corteo a Parigi è partito da Place d’Italie verso le 14.30 in direzione degli Invalides, l’atmosfera era molto tesa. Dimostranti, provenienti da tutta la Francia e in particolare da Lione, hanno sfilano, liceo dopo liceo, università dopo università, al grido di «Studenti, liceali, lavoratori, tutti insieme dobbiamo lottare, tutti insieme vinceremo». I rappresentati dei sindacati universitari si trovavano alla testa del corteo, sorvegliati da vicino da decine di militanti della Cgt, Unsa o ancora Fo. Sui loro striscioni: "Cpe: fuck off"; "Sgobba e stai zitto per due anni", o ancora, "Chirac, Villepin e Sarko avvenire uguale a zero".

A Marsiglia, nel sud-est della Francia, dove «più di 5mila persone» hanno manifestato giovedì mattina, secondo una fonte di polizia, sono avvenuti degli incidenti tra le forze dell’ordine e gruppi di giovani che non appartenevano alla manifestazione vicino alla stazione ferroviaria di Saint Charles. La polizia ha risposto ai «casseurs» con gas lacrimogeni, ma non si ha notizia di scontri diretti.

Anche a Orleans (centro), oltre 4mila persone sono scese in piazza per protestare contro il Cpe, un contratto che permette il licenziamento senza giusta causa dei lavoratori con meno di 26 anni entro i primi due anni di impiego.

23 marzo 2006


http://www.corriere.it/gallery/Esteri/vuoto.shtml?2006/03_Marzo/parigi/2&1

londoner se fosse stato francese di sarebbe già suicidato
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Julian

Reg.: 27 Gen 2003
Messaggi: 6177
Da: Erbusco (BS)
Inviato: 24-03-2006 10:04  
Non ho letto perchè son di fretta tutti i tuoi post, ma lo farò..
In ogni caso penso che i problemi di "ristrutturazione" del mercato del lavoro riguardino tutta l'Europa e non certo solo l'Italia. Forse in Francia c'è una politica giovanile un pò più consapevole e "di massa", in grado di organizzare queste manifestazioni.
In Italia la "sinistra" non riesce ad essere unita neppure su queste problematiche ( che dovrebbero essere di basilare importanza..) . La massima protesta che si riesce ad organizzare è del basso rango delle ultime manifestazioni di Milano. Questo è dovuto ad una disinformazione generalizzata, ma anche alla nostra cultura, sempre e comunque divisionista, non solo sul versante datoriale (basti pensare alle polemiche interne alla confindustria che inevitabilmente i riflettono sulla campagna elettorale) ma anche sul versante dei lavoratori dipendenti e dei sindacati. Penso che questo sia uno dei massimi limiti della nostra politica ad ogni livello, ed è un limite (o meglio, un ritardo) storico.
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Se nulla capivo, qui tu finalmente
nulla lasciavi germogliare sulla brulla,
paradossale, tra noi terra infondata,
dove sono i leoni, ammattiti e marroni
lasciando immaginare
la sposa occidentale.

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honecker

Reg.: 31 Gen 2005
Messaggi: 626
Da: Pankow (es)
Inviato: 24-03-2006 12:33  
La Francia è un esempio.
Ancora una volta.

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 24-03-2006 13:44  
loro ce l'hanno proprio nel sangue, dalla Rivoluzione del 1700


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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 25-03-2006 17:24  
quote:
In data 2006-03-24 12:33, honecker scrive:
La Francia è un esempio.
Ancora una volta.



Perchè continuare a prenderci per il culo? In ogni società esistono violenti che cercano pretesti per spaccare tutto, per poi nascondersi dietro alle ideologie.

Se non gli sta bene la legge sul primo impiego avrebbero dovuto fare propaganda, trovare consensi, raccogliere firme, fondare partiti o associazioni, entrare in parlamento e cambiarla. E' così che facciamo noi gente perbene in democrazia, in una società basata sul diritto ed il reciproco rispetto.
Ma evidentemente concetti come "diritto" e "rispetto" nella mentalità del comunista valgono solo se rivolti a se stesso.
Solo nelle mente contorta dall'ignoranza di un estremista può esistere il diritto a dar fuoco alle auto in uno stato democratico, solo un'ideologia malvagia può pensare che tale atteggiamento sia un esempio da seguire.

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nboidesign

Reg.: 18 Feb 2006
Messaggi: 4789
Da: Quartu Sant'Elena (CA)
Inviato: 25-03-2006 18:07  
quote:
In data 2006-03-25 17:24, Futurist scrive:

Se non gli sta bene la legge sul primo impiego avrebbero dovuto fare propaganda, trovare consensi, raccogliere firme, fondare partiti o associazioni, entrare in parlamento e cambiarla.



e dopo tutto ciò se avessero agitato le braccia molto forte forse sarebbero anche riusciti a volare sulla luna.
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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 25-03-2006 18:41  
quote:
In data 2006-03-25 18:07, nboidesign scrive:
quote:
In data 2006-03-25 17:24, Futurist scrive:

Se non gli sta bene la legge sul primo impiego avrebbero dovuto fare propaganda, trovare consensi, raccogliere firme, fondare partiti o associazioni, entrare in parlamento e cambiarla.



e dopo tutto ciò se avessero agitato le braccia molto forte forse sarebbero anche riusciti a volare sulla luna.




Bene, allora stai dicendo che i metodi democratici non funzionano. Se questo fosse vero, ed ovviamente non lo è, l'alternativa quali sarebbe? Magari un bel regime del terrore in cui chiunque abbia un problema sfoghi la sua ignoranza prendendo a sassate il primo malcapitato? Per ottenere quali risultati?

La verità è che le così dette "proteste giovanili" sono figlie dell'arroganza, della presunzione di avere il diritto di imporre un'idea soggettiva attraverso la devastazione.
Un'idea deve essere discussa, mai imposta.

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honecker

Reg.: 31 Gen 2005
Messaggi: 626
Da: Pankow (es)
Inviato: 26-03-2006 15:02  
quote:
In data 2006-03-25 17:24, Futurist scrive:
quote:
In data 2006-03-24 12:33, honecker scrive:
La Francia è un esempio.
Ancora una volta.


E' così che facciamo noi gente perbene in democrazia, in una società basata sul diritto ed il reciproco rispetto.



Dove sta il rispetto di voi "gente per bene" in una legge che permette alle aziende di assumere neolaureati con uno stipendio da fame e di licenziarli quando più fa comodo?
Ricordo inolte che quell'enorme caos che si chiama Iraq è stato creato proprio dai "voi gente per bene" in nome della vostra voglia di democrazia.

Se questa è la vostra democrazia, la piazza è la scelta migliore.
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Popolo, Patria, Socialismo

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ginestra


Reg.: 02 Mag 2003
Messaggi: 8862
Da: San Nicola la Strada (CE)
Inviato: 26-03-2006 15:33  
"Le proteste giovanili violente sono frutto dell'arroganza"----- "Le idee vanno discusse mai imposte"

Vorrei analizzare queste due affermazioni.
Le idee vengono discusse quando dalla parte avversa c'è la voglia di discutere e non di imporre soltanto.Pare quasi che tu abbia dimenticato i grandi movimenti rivoluzionari, se i "ribelli" non avessero agito anche con la forza a quest'ora saremmo ancora con le monarchie assolute in Europa, se non ci fossero stati i mazziniani,i garibaldini,i sanscoulottes, staremmo ancora all'epoca medioevale. Non giustifico la violenza ma in qualche caso essa è necessaria.Quando la polizia caricava,alla fine dell'Ottocento, all'epoca umbertina in Italia,contro manifestanti pacifisti, quando ai tempi di Sacco e Vanzetti, la polizia americana caricava allo stesso modo contro gli anarchici,seminando morte nonostante ci fossero anche dei bambini, cosa mi rispondi?

Ordunque la democrazia è una legge e un valore universale, non soloun vessillo da sbandierare quando ci fa comodo, e i primi a dare l'esempio devono essere coloro che stanno al vertice.
Una legge è legge e va rispettata, ma le leggi sono fatte dagli uomini e non sempre sono giuste,per questo vanno rivedute e corrette.Io se fossi al governo e vedessi che mezza nazione si ribella, starei un attimino a riflettere.Questi movimenti di dissenso sono destinati a crescere e a propagarsi, non illudiamoci, se i governi non prendono seri provvedimenti alla disoccupazione giovanile.




[ Questo messaggio è stato modificato da: ginestra il 26-03-2006 alle 15:33 ]

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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 26-03-2006 15:40  
quote:
In data 2006-03-26 15:02, honecker scrive:
quote:
In data 2006-03-25 17:24, Futurist scrive:
quote:
In data 2006-03-24 12:33, honecker scrive:
La Francia è un esempio.
Ancora una volta.


E' così che facciamo noi gente perbene in democrazia, in una società basata sul diritto ed il reciproco rispetto.



Dove sta il rispetto di voi "gente per bene" in una legge che permette alle aziende di assumere neolaureati con uno stipendio da fame e di licenziarli quando più fa comodo?
Ricordo inolte che quell'enorme caos che si chiama Iraq è stato creato proprio dai "voi gente per bene" in nome della vostra voglia di democrazia.

Se questa è la vostra democrazia, la piazza è la scelta migliore.




Anche le aziende hanno dei diritti, o non lo sai? Se un neoassunto si rivela inadeguato per quell'impiego deve poter essere rimosso, per far posto a gente più meritevole... se le condizioni del contratto non vanno bene al lavoratore e crede di meritarsi di meglio può sempre farsi assumere da qualcun'altro... questa è la giustizia, questa è la libertà...
Queste "proteste universitarie" sono portate avanti da studenti perdigiorno parcheggiati all'università dai loro facoltosi padri (stai tranquillo che un figlio di proletario che non è mantenuto e va avanti a borse di studio non perderebbe mai tempo a fare occupazioni) e ho detto tutto.

Fatto è che la collettività umana è costituita da individui e quindi da interessi diversi e spesso contrastanti. Io dico solo che voler pretendere che tutta l'acqua vada solo al proprio mulino è egoismo distruttivo, tipicamente comunista. Questo rifiuto di leggi assolutamente necessarie e garanti di sani principi di libertà ne è la prova più lampante.
E poi la guerra in Iraq non capisco cosa c'entri, bho?!

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ipergiorg

Reg.: 08 Giu 2004
Messaggi: 10143
Da: CARBONERA (TV)
Inviato: 26-03-2006 15:42  
quote:
In data 2006-03-26 15:33, ginestra scrive:
"Le proteste giovanili violente sono frutto dell'arroganza"----- "Le idee vanno discusse mai imposte"

Vorrei analizzare queste due affermazioni.
Le idee vengono discusse quando dalla parte avversa c'è la voglia di discutere e non di imporre soltanto.Pare quasi che tu abbia dimenticato i grandi movimenti rivoluzionari, se i "ribelli" non avessero agito anche con la forza a quest'ora saremmo ancora con le monarchie assolute in Europa, se non ci fossero stati i mazziniani,i garibaldini,i sanscoulottes, staremmo ancora all'epoca medioevale.



ma la situazione è diversa. All'epoca non esistevano sistemi democratici come il suffragio universale, per cui alla fine era la minoranza nobile a imporsi senza sottoporsi ad alcun esame. In Francia chi le dovrebbe fare le leggi, un parlamento eletto o una folla in piazza?
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Spock: We must acknowledge once and for all that the purpose of diplomacy is to prolong a crisis.

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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 26-03-2006 15:53  
quote:
In data 2006-03-26 15:33, ginestra scrive:
"Le proteste giovanili violente sono frutto dell'arroganza"----- "Le idee vanno discusse mai imposte"

Vorrei analizzare queste due affermazioni.
Le idee vengono discusse quando......



Infatti io ho specificato che questo tipo di protesta non ha senzo in uno stato democratico. La Francia di oggi non è proprio la tirannide di Luigi XVI, non esiste alcun ostacole ne reati di opinione per chi la pensa diversamente. Quel tipo di protesta e solo un modo sbagliato di farsi pubblicità, non è giustificabile al giorno d'oggi, giacchè il governo francese non è lì per diritto di nascita, ma perchè è stato votato e rappresenta la volontà della maggioranza. Ma oggi i movimenti dell'estrema sinistra non si interessano più della volontà della maggioranza, del popolo, ma solo degli interessi particolari dei propri iscritti e finanziatori, non diversamente da quano non facciano le lobbie e i vari poteri forti. Ma il popolo cederà al ricatto di questi neoaristocratici? Io spero di no.

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liliangish

Reg.: 23 Giu 2002
Messaggi: 10879
Da: Matera (MT)
Inviato: 26-03-2006 16:05  
quote:
In data 2006-03-24 13:44, Tenenbaum scrive:
loro ce l'hanno proprio nel sangue, dalla Rivoluzione del 1700






verissimo. e da loro si dovrebbe prendere esempio.

magari avessimo un Parisien su questo forum...
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