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Autore SUNSET BOULEVARD di Billy Wilder
Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 20-07-2006 07:59  
SUNSET BOULEVARD di Billy Wilder 1950 (il futuro alle nostre spalle ovvero ieri è un altro giorno)

“E’ curioso come la gente vi tratti con tanta delicatezza solo quando siete morti…”

Uno di quei film che devono essere considerati patrimonio dell’umanità ( e non sono molti i film che si possono fregiare di questo diritto) da salvare in caso di catastrofe nucleare o collisione del globo terrestre con pioggia di satelliti.
Uno dei rari film dove tutto coincide alla perfezione: arte figurativa e narrativa vanno a braccetto ai massimi livelli (ci sono inquadrature leggendarie, scenografie leggendarie e dialoghi leggendari), gli attori sembrano nati per fare quei ruoli (William Holden, Erich Von Stroheim e soprattutto una fenomenale Gloria Swanson che gesticola e parla a denti stretti quasi volesse ritornare ai suoi film muti degli anni 20) e il regista è in uno stato di forma eccellente (viene dai successi de “La Fiamma del Peccato””Giorni Perduti” e “Scandalo Internazionale”) e scrive la solita impeccabile sceneggiatura da ebreo austriaco, in bilico tra requiem per il cinema muto e satira sul dorato mondo di Hollywood. Già le prime immagini del film ci introducono in questa strada che sbocca sul Pacifico e dalla quale si può vedere un magnifico tramonto. Ma in realtà a tramontare sono le vite dei protagonisti. Tramonta la vita di Bill Holden che non riesce più a scrivere una sceneggiatura decente e decide di fare il gigolò mantenuto di una svampita star del cinema muto. Tramonta la vita di Eric Von Stroheim, un tempo grande regista del cinema muto e scopritore di talenti (tra cui la stessa Gloria Swanson) e adesso umile maggiordomo che tiene in piedi una sceneggiata patetica per la sua folle padrona. Tramonta la stella di Gloria Swanson un tempo diva del cinema muto e adesso fantasma tra i fantasmi di un passato che sembra essere diventato il suo sarcofago. Tramonta il vecchio cinema muto hollywooddiano (dove sono gli occhi degli attori a parlare) per lasciare spazio ai dialoghi e alle sceneggiature (metaforico il titolo della sceneggiatura “La porta violata”). Tramontano gli ideali giovanili e le ingenuità adolescenziali per lasciare il posto al cinismo degli adulti e alla ambizione sfrenata rappresentata da uomini che non esitano a vendere il proprio corpo (ma perdono sé stessi). La scimmia è morta e il funerale è compiuto: l’incantesimo nel quale vive Gloria Swanson verrà squarciato dalle terribili frasi di William Holden che fa irrompere la dura realtà in questo tempio demodé, sfasciando la mummia imbalsamata. Solo un genio visionario come Billy Wilder può inventarsi la scena del cinemino in casa con il vero regista Eric Von Stroheim che fa il proiezionista di un suo film girato con la Swanson nel 1930 (realtà e fantasia che combaciano).
E proprio in questo momento che Gloria Swanson emerge dall’oscurità e investita dal fascio di luce del proiettore proclama il suo diritto a non essere dimenticata. Altro pezzo di bravura di Wilder è il gioco di specchi con l’immagine di Gloria Swanson che sale le scale mentre Bill la osserva indirettamente attraverso il riflesso (a sottolinearne la distanza nei sentimenti). O ancora la lampadina che si accende e si spegne negli studios della Paramount (ecco dove Lynch ha ereditato i suoi guai elettrici) e il fantastico occhio di bue sulla protagonista che attira i fan almeno per un momento (la magia del Cinema) fino a a quando il mitico DeMille esclama la frase sibillina “Sposta un po’ indietro quella luce”. Bill vive la sua vera storia d’amore in uno scenario di cartapesta, dove tutto è finto (anche il naso rifatto della sua giovane cosceneggiatrice) ma alla fine deciderà di annegare i suoi sogni in una piscina barocca. Finale strepitoso con l’ultimo ciak irreale che sancisce la vittoria della finzione scenica sulla vita reale (almeno per 15 minuti rivivremo il nostro momento di celebrità).
Magica comparsata di Buster Keaton in una partita a carte surreale dove le vecchie star del muto non possono che esclamare, rassegnati, “Passo”. Tramonta un epoca e il testimone davvero passa ad altri protagonisti, ad altre stelle.
Che posso dire d’altro? Il “più grande regista americano in circolazione” non avrebbe mai avuto il coraggio di riprendere il cadavere di Bill Holden dal punto di vista del fondo della piscina o non avrebbe mai inquadrato in primo piano le mani del pianista Erich Van Stroheim mentre esegue la Toccata e Fuga di Bach, né avrebbe immaginato la villa stile anni 20 deformandola in una scenografia tra l’horror e il rococò. Né avrebbe fatto dire a Gloria Swanson “Io sono grande, è il cinema che è diventato piccolo”. Troppo geniale.
E’ questo il cinema che consacra sé stesso. Solo questo cinema può essere definito “Grande”.
Sono questi i film che anticipano il futuro rielaborando un passato che non c’è più. Sono questi i film rivoluzionari. Sono questi i film che pur voltandosi indietro sono già avanti di cento anni nel futuro.
Vanta innumerevoli tentativi di imitazione (e di ispirazione).Uno abbastanza recente è American Beauty.
David Lynch per il suo Mulholland Drive si è chiaramente ispirato a Sunset Boulevard (ma a modo suo, naturalmente).
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True love waits...

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 20-07-2006 11:31  
Altre due piccole curiosità sul film.
Per la parte di William Holden era stato precedentemente contattato Montgomery Clift, vero gerontofilo, che aveva rifiutato.
L'inizio del film è stato modificato dopo le prime proiezioni: l'inizio all'obitorio con i cadaveri parlanti scatenava l'ilarità generale.

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Dubliner


Reg.: 10 Ott 2002
Messaggi: 4489
Da: sanremo (IM)
Inviato: 20-07-2006 16:57  
quote:
In data 2006-07-20 11:31, Schizobis scrive:
L'inizio del film è stato modificato dopo le prime proiezioni: l'inizio all'obitorio con i cadaveri parlanti scatenava l'ilarità generale.



ci è andata comunque bene, è uno dei più begli inizi della storia del cinema
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Io sono grande. E' il cinema che è diventato piccolo.
I miei dvd

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 20-07-2006 17:55  
quote:
In data 2006-07-20 07:59, Schizobis scrive:
Che posso dire d’altro? Il “più grande regista americano in circolazione” non avrebbe mai avuto il coraggio...


pensa poi che non era affatto considerato un grande regista all'epoca, nè questo film fu immediatamente colto nella sua grandezza.
Sia Wilder che Brackett erano considerati niente più che buoni mstieranti (della sceneggiatura poi, manco della regia).
Senza alcun timore reverenziale invece Wilder riuscì invece a coinvolgere anche DeMille (un altro mai realmente riconosciuto grandissimo ai suoi tempi) per una parte piuttosto importante.
dici che è un film anche sul futuro, si, è vero, è una peculiarità di tutti i capolavori, ma Sunset Boulevard non poteva essere girato dopo: è un film sul cinema che vede nella nascita dell'audio, nel nuovo modo di fare cinema, il suo pretesto fondamentale (come poi la firma di Dubli ricorda). Ma tanto ci sarebbe da riportare (si perchè penso che ogni pensiero possiamo formulare noi tutti sia già stato detto in uno dei 10000 studi fatti su questo film)
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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 21-07-2006 09:06  
Condivido ogni tuo punto.
Questo film è "Bigger than life"
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True love waits...

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sloberi

Reg.: 05 Feb 2003
Messaggi: 15093
Da: San Polo d'Enza (RE)
Inviato: 27-07-2006 01:04  
quote:
In data 2006-07-20 07:59, Schizobis scrive:

Che posso dire d’altro? Il “più grande regista americano in circolazione” non avrebbe mai avuto il coraggio di riprendere il cadavere di Bill Holden dal punto di vista del fondo della piscina



Ma spiegami una cosa... questa è una stoccatina riferita al post di Eastwood?

Comunque per parlare esaurientemente di Viale del tramonto non basterebbe un intero forum. Ed è incredibile come ogni volta che penso a questo film mi venga in mente "Opening Night" di Cassavetes... gli strani voli del cervello.
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E' ok per me!

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Schizobis

Reg.: 13 Apr 2006
Messaggi: 1658
Da: Aosta (AO)
Inviato: 27-07-2006 12:34  
Si è una stoccatina sulle rotule di Eastwood
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quentin84

Reg.: 20 Lug 2006
Messaggi: 3011
Da: agliana (PT)
Inviato: 27-07-2006 17:38  
Gloria Swanson era una vera diva del muto ed è stata davvero diretta da Von Stroheim e De Mille.Uno dei film più crudeli mai girati a Hollywood su Hollywood.Quel finale con la diva ormai folle e pronta per il suo primo piano !Wilder con impagabile cinismo ha raccontato la crudeltà nascosta dietro Hollywood non per farci smettere di sognare ,ma anzi per sancire linvincibilità del Sogno.

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kubrickfan

Reg.: 19 Dic 2005
Messaggi: 917
Da: gessate (MI)
Inviato: 29-07-2006 21:14  
che capolavoro, un film da avere a tutti i costi in videoteca ...
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non solo quentin ma nel nome di quentin...quentin tarantino project
QUENTIN TARANTINO PROJECT

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Goose76

Reg.: 16 Ago 2003
Messaggi: 224
Da: treviglio (BG)
Inviato: 08-08-2006 18:07  
film da consigliare a chi con fatica si accosta ai film in bianco e nero.
Le prime sensazoni dopo la visone saranno: ma possibile che tutto quello fatto oggi è gia stato fatto (e spesso meglio) mezzo secolo fa??

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Schiluke

Reg.: 23 Lug 2006
Messaggi: 158
Da: Milano (MI)
Inviato: 08-08-2006 19:53  
quote:
che capolavoro, un film da avere a tutti i costi in videoteca ...
ti quoto in pieno
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"A film is - or should be - more like music than like fiction. It should be a progression of moods and feelings. The theme, what's behind the emotion, the meaning, all that comes later."
Stanley Kubrick

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giulio4


Reg.: 02 Dic 2005
Messaggi: 184
Da: fdsfs (KR)
Inviato: 19-08-2006 15:23  
io l'ho visto pochi giorni fa, perchè ho comprato la cassetta
bellissimo quello che avete detto
grande film
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"Dovremmo prenderne una manciata, mangiarle e vedere che succede!" "Di cosa?" "Estratto di pineale!"

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 19-08-2006 17:21  
Avvalendosi delle migliori star allora in circolazione, tra cui Barabara Stanwyck che s'impone come uno dei primissimi esemplari di "dark lady", non sto ricordare le decine di capolavori popolarissimi che girerà in seguito, fin dai primissimi anni '40, Samuel (Billy) Wilder ha sempre fatto parte del "gota" holliwoodiano, quello di classe super A (a parte l'inevitabile periodo di "apprendistato" o di gavetta) e tale fu considerato ai suoi tempi, dal pubblico e dalla critica. E' in quel contesto, senza parere, come solo i geni sanno fare, che sferrò con il suo sagace sarcasmo, più di un attacco al cuore del "sistema": prima maccartista e poi haysiano, quello della cosiddetta "autoregolamentazione". Con tutto il rispetto per il cinema di serie B, che adoro. In Viale del Tramonto, opera aperta che non impone messaggi e conclusioni univoche, il regista canta il de profundis alla grande ed eroica stagione del muto - stagione nella quale il cinema d’arte fa sentire i suoi i primi vagiti – ed insieme "ventila" che il cinema a seguire, trasformatosi in "industria" ben oliata che produce soltanto vane parole e meccanicismi, prende immeritatamente il posto dell’arte sublime ed essenziale del muto recitare. "Mentiva", evidente, in entrambi i casi, ben consapevole che dietro la m.d.p. c'era proprio lui, un regista geniale come Billy Wilder intento a girare un film che parla (provocatoriamente) della morte del cinema muto e della nascita di una nuova era. Ma il colpo di genio finale, l'atroce beffa di un regista geniale e graffiante che fino alla fine ci lascia sospesi/appesi a "litigare", speculare sui significati(estrema provocazione mentre egli crea ed avanza come un treno in direzione di un cinema nato sulle macerie del muto, e che si rivelerà vitale) è nell'aver fatto morire "anche" lo "sceneggiatore" nel momento in cui cerca di prendere definitivamente le distanze dalla "diva" del muto... Il "noir" si colora beffardamente di giallo. Di mistero.


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Ayrtonit
ex "ayrtonit"

Reg.: 06 Giu 2004
Messaggi: 12883
Da: treviglio (BG)
Inviato: 19-08-2006 21:19  
concordo nel definirlo un capolavoro imperdibile e senza tempo.
come diceva italo calvino, un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che deve dire. penso che ben si addica a sunset boulevard.
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"In effetti la degenerazione non è mai divertente, bisogna saperla mantenere su livelli tollerabili.
Non è tanto una questione di civiltà, ma di intelligenza."
DEMONSETH

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trelkowski

Reg.: 09 Mar 2006
Messaggi: 107
Da: palermo (PA)
Inviato: 29-08-2006 00:17  
voto 10 e lode
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Dick Laurant è morto

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