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Autore ....IO...e me stessa
83Alo83

Reg.: 26 Mag 2002
Messaggi: 16507
Da: Palermo (PA)
Inviato: 16-10-2006 20:59  
quote:
In data 2006-10-16 20:31, Ayrtonit scrive:
mi sembra ci sia un pò di confusione: filippa soffre di fobia sociale o di depressione?
son due cose ben diverse.


disturbi d'ansia e disturbi dell'umore sono spesso coincidenti, possono essere presenti contemporaneamente (si dice "comorbidità")...e solitamente si può riconoscere uno dei disturbi "secondario all'altro".

in particolare il disturbo da attacco di panico presenta la comorbidità più elevata con il disturbo depressivo maggiore.
_________________
Mi contraddico, forse?
Ebbene mi contraddico, ma sono vasto, contengo moltitudini.

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Kermunos

Reg.: 19 Nov 2004
Messaggi: 2306
Da: Gorizia (GO)
Inviato: 16-10-2006 21:06  
Ciao Filippa.
Sfogarsi fa bene. Per me se lo fai quì, non è poi così male. Comprendo un pò la tua situazione perchè tempo fa mi ci sono trovato anche io. La depressione è una condizione particolare. Motivi e cause diverse, ma il malessere alla fine è quello. Non sono pratico di terapie, medicinali, psicologia e quant'altro, quindi mi asterrò dal darti consiglioni miracolosi.
Ti dico com'è stato per me e se da questo ci ricavi qualcosa di utile, tanto meglio .
Il primo passo essenziale per venirne fuori, per me è stato l'avere coscienza e consapevolezza di star male. Mi sono visto come in terza persona, per quello che ero. E questo è stato essenziale non perchè prima non sentivo di star male, ma perchè il sentirlo era comunque legato alla mia condizione. Il risultato era un continuo autocompatimento, una costante caduta verso il basso. Mi avvitavo su me stesso in un mulinello all'apparenza interminabile ed inevitabile, che trascinava tutto con se. Stavo male e stavo male perchè stavo male, sempre più solo e terribilmente pesante, schiacciato, senza uscita.
Poi è successo. Per mia fortuna, aggiungo. Ho avuto un semplice crollo nervoso, e ho sfogato tutto il mio malessere con una persona. E accaduto per caso, mentre parlavo non pensavo, usciva tutto da se, senza controllo, senza ragionamento. Lì, dopo lo sfogo, ho avuto un momento di pace e lucidità, di leggerezza. Lì mi sono visto in terza persona, mi sono visto veramente com'ero, senza pesi, senza maschere, senza paura.
Ho capito quanto fosse reale e presente il dolore, quanto fosse vero. Ho capito che non dovevo vergonarmi di come stavo.
Poi mi sono chiesto perchè? Ho realizzato che stare tanto male non mi piaceva, non aveva senso. Quale che fosse il motivo, dovevo cambiare. Volevo cambiare. E pian piano, ho ripreso a salire.
Per darmi una mano, per un breve periodo ho anche deciso di vedere una dottoressa. Inizialmente avevo anche chiesto di prendere dei farmaci. Volevo venirne fuori e avrei fatto di tutto per riuscirci. Alla fine mi sono reso conto che però non mi servivano, che non li volevo veramente. Mi ci sono voluti tempo, fatica e volontà, ma non ci ho messo molto a capire che mi ero fatto sopraffarre sopratutto da fantasmi e mostri immaginari.

Due cose voglio dirti molto importanti.
La prima è che stare male è un tuo diritto. Se senti di star male, è così. C'è chi ti crede, c'è chi ti sfotte, ma la cosa non è rilevante, tu sai come ti senti. E non te ne devi vergognare.
La seconda è che, se non lo hai ancora fatto (forum eslcuso), devi parlare con qualcuno e dirgli pane al pane e vino al vino come stai. Possono essere i tuoi genitori, qualche tuo parente, qualche tuo amico, o magari una dottoressa o un dottore come ho fatto io.
Il fatto che te la sei sentita di dire come ti senti su un forum non è da poco in quanto a coraggio e sconsideratezza, ma parlare faccia a faccia con qualcuno è insostituibile per risultati ed effetti. Meglio ancora se è qualcuno di competente.

Infine, su con la vita.

_________________
"Vota Antonio vota Antonio vota Antonio vota Antonio, Vota Antonio La Trippa"
Birra, birra, birra, birra, Bufaus sa birra!

[ Questo messaggio è stato modificato da: Kermunos il 16-10-2006 alle 21:09 ]

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83Alo83

Reg.: 26 Mag 2002
Messaggi: 16507
Da: Palermo (PA)
Inviato: 16-10-2006 21:15  
quote:
In data 2006-10-16 20:33, Ayrtonit scrive:
quote:
In data 2006-10-16 20:27, 83Alo83 scrive:



ad esempio la desensibilizzazione sistematica, o l'esposizione in vivo alla situazione fobica, utilizzati appunto per certe forme di disturbi ansiosi




mi spieghi di cosa si tratta in breve e a chi rivolgermi per queste terapie?



sono terapie di tipo comportamentale, non saprei dirti a chi devi rivolgerti...il tipo di psicoterapia dipende principalmente dalla formazione del professionista a cui ci si rivolge (oltre che, ovviamente, all'essere più o meno adatta all'affrontare quella particolare condizione patologica).

le psicoterapie di tipo cognitivo-comportamentale sono considerate tra le più adatte (insieme alla farmacoterapia) per trattare alcuni disturbi di tipo ansioso (fobie sociali, fobie semplici, disturbo ossessivo-compulsivo, dusturbo da attacchi di panico).

considera che in italia gli psicologi hanno quasi tutti una formazione di tipo psicodinamico, e quindi operano psicoterapie dinamiche (tipo le psicoterapie psicoanalitiche per intenderci).


quelle che ho citato sono alcune delle tecniche psicoterapeutiche comportamentali che ho studiato, efficaci per i disturbi d'ansia.

la desensibilizzazione sistematica consiste in un rilassamento muscolare profondo, a cui seguono tecniche di visualizzazione della situazione fobica. alllo stimolo fobico viene associata una risposta antagonista all'ansia...

l'esposizione in vivo consiste nel cimentarsi con la guida del terapeuta, in prove di difficoltà sempre crescente che mettono il paziente a contatto con lo stimolo fobico.

poi c'è anche il Flooding, che consiste in una brusca e persistente sovraesposizione allo stimolo fobico, finchè il livello d'angoscia non diminuisce (funzionerà? bo, così detta sembra una tortura).
oppure la terapia avversiva, che si basa sui principi del condizionamento classico (in fondo è di comportamentismo che parliamo): si associa al comportamento che si vuole eliminare (ad esempio un gesto compulsivo), uno stimolo fortemente sgradevole (tipo una leggera scossa elettrica? bo, sto ipotizzando).



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Mi contraddico, forse?
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[ Questo messaggio è stato modificato da: 83Alo83 il 16-10-2006 alle 21:21 ]

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 16-10-2006 21:26  
scusa silvia ma il tuo esempio delle cimici mi fa abbastanza ridere


qui stiamo parlando di una persona che ha dei problemi a relazionarsi con gli altri
che si isola
che passa il tempo rinchiusa in casa
che non ha amici

a parte che mancano centinaia di informazioni
ad esempio
questa ragazza si è diplomata
quindi frequentava una scuola
ora
sarebbe utile sapere che tipo di rapporti avesse con i compagni di classe
se all’interno di questo gruppo ci sia mai stato qualcuno con il quale ci fosse un rapporto più stretto
oppure se fosse oggetto di scherno , e per quale motivo

sarebbe utile sapere a che età questo problema si è manifestato e se è coinciso con qualche evento traumatico

la situazione familiare
ecc
ecc


in quanto ad alo
1) atteggiamento colpevolizzante ???
cazzo non so proprio scrivere in italiano
certo mi sono espresso in un modo un po’ particolare ma di certo è stato mal interpretato di brutto pure

quindi
[/quote] e quindi il metodo "muovi il culo testa di minchia", risulta inevitabilmente inutile, e non fa che fomentare l'autosvalutazione, aggravando lo stato depressivo.

questo non è certo ciò che io intendevo
anzi
proprio il contrario

i "calci nel culo" è un modo volgare di affermare che una persona va spronata, certo con amore, gradualmente ma va spronata concretamente non chiedendo “come stai oggi ?”

2) non ho assolutamente negato l'utilità delle cure farmaceutiche e quelle di un psicoterapeuta, che ribadisco non servono a un cazzo se non accompagnate da un impegno diretto e concreto nella vita reale , quella da cui si fugge

3) io non sto parlando per sentito dire
ma per esperienza diretta
quindi non ho letto come te
ho vissuto sulla mia pelle i problemi di una persona cara , molto cara

e siccome è stato un impegno per me accompagnare questa persona ponendola anche davanti a delle scelte (i calci nel culo) e parlando a lungo
sono convinto di ciò che affermo
quindi quando Filippa si incazza e pensa di essere un caso speciale beh non ha capito una mazza

so benissimo cosa sono un attacco di panico, le palpitazioni, i conati di vomito ecc ecc

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Ayrtonit
ex "ayrtonit"

Reg.: 06 Giu 2004
Messaggi: 12883
Da: treviglio (BG)
Inviato: 16-10-2006 21:31  
scusa tenen ma io non ho inteso assolutamente paragonarmi a filippa...ci mancherebbe altro.
ma ad inizio post ho sottolineato la differenza tra una semplice fobia e la depressione.
non so bene di cosa lei soffra.

ho citato il mio caso personale per rispondere al tuo modello, ma soprattutto quotando anthares che sosteneva a ragione che certe frasi di sprono acuiscono la sensazione di incomprensione e solitudine, suscitando l effetto contrario a quello sperato.

tutto qua.
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"In effetti la degenerazione non è mai divertente, bisogna saperla mantenere su livelli tollerabili.
Non è tanto una questione di civiltà, ma di intelligenza."
DEMONSETH

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 16-10-2006 21:35  
si, ma avere la fobia dei ragni piuttosto che quella dei tipo non mi pare una cosa così grave

non è invalidante dal punto di vista sociale

a maggior specificazione del mio intervento vorrei far capire che è molto grave assecondare un malato perchè non fai che peggiorare le cose

ecco perchè dico che va spronato a cambiare

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Ayrtonit
ex "ayrtonit"

Reg.: 06 Giu 2004
Messaggi: 12883
Da: treviglio (BG)
Inviato: 16-10-2006 21:42  
quote:
In data 2006-10-16 21:35, Tenenbaum scrive:
si, ma avere la fobia dei ragni piuttosto che quella dei tipo non mi pare una cosa così grave

non è invalidante dal punto di vista sociale

a maggior specificazione del mio intervento vorrei far capire che è molto grave assecondare un malato perchè non fai che peggiorare le cose

ecco perchè dico che va spronato a cambiare




non metto in dubbio che ci sono fobie con conseguenze più o meno gravi;

cmq a questo punto sottolineo che nessuno vuole assecondare il malato a abbandonarlo al suo stao; ma il ontrario di assecondare è CURARE, non AGGREDIRE.
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DEMONSETH

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83Alo83

Reg.: 26 Mag 2002
Messaggi: 16507
Da: Palermo (PA)
Inviato: 16-10-2006 22:05  
quote:
In data 2006-10-16 21:26, Tenenbaum scrive:

2) non ho assolutamente negato l'utilità delle cure farmaceutiche e quelle di un psicoterapeuta, che ribadisco non servono a un cazzo se non accompagnate da un impegno diretto e concreto nella vita reale , quella da cui si fugge



in realtà è esattamente quello che hai fatto.
o volevi vedere se me ne accorgevo?

qui nessuno ha mai sostenuto "tranquilla i probemi si risolvono da sè, basta impasticcarsi".
nessuno negherebbe che l'impegno è fondamentale per affrontare il processo di guarigione (una delle prime cose che si imparano studiando le tecniche psicoterapeutiche è che il desiderio di guarire da parte del paziente è un presupposto fondamentale, e sta alla base dell'alleanza terapeutica).

ma non nei termini in cui parli tu.
non basta "muovere il culo" e affrontare le situazioni sociali.

in particolare nella fobia sociale, in cui al vivere le situazioni sociali si associano spesso sintomi (psico)somatici che rendono l'esperienza terrificante, insostenibile. chi ne è affetto risulta in qualche modo "costretto" ad evitare in ogni maniera di affrontarle.
quindi dire "alza il culo e frequenta persone, fai qualcosa" è come consigliare "bè, guarisci!" ad una persona che manifesta sofferenza ed avanza una richiesta di aiuto.

è un messaggio che oltre a non avere molto senso, può risultare deleterio se espresso in toni sprezzanti o con atteggiamento colpevolizzante.


l'atteggiamento colpevolizzante l'hai avuto, puoi non essertene reso conto, ma le parole scritte parlano da sè, prova a rileggerti (poco importa che l'intenzione fosse quella di spronare, l'ho già detto).

poca importanza ha la situzione che hai dovuto affrontare tu, io non solo ho letto libri come dici tu, ma sono "costretto" a viverle, per ragioni universitarie/professionali.
parlo di decine e decine di esperienze vere.
o forse siccome nel tuo caso era una persona "a te cara", dovresti avere ragione tu?

ma soprattutto: l'esempio della tua vita reale che hai riportato, non ha nulla a che vedere con questa situazione virtuale.
che una persona emotivamente vicina tenti di spronare è molto importante (evitando toni sprezzanti o attggiamenti meramente compassionevoli).
non tanto perchè le sue frasi possano fornire consigli utili (come pensi tu, convinto che i tuoi "calci in culo" sortisacano l'effetto desiderato), ma perchè si dimostra in qualche modo che si è vicini a chi sta in difficoltà, che si desidera il suo bene, chi soffre si sente così oggetto di cure e destinatario di affetto.
ed è molto importante che questo avvenga da parte delle persone che si amano.


ma pensi davvero che qualche frase del genere scritte da un perfetto sconosciuto su internet possano sortire l'effetto sperato?


il minimo che si possa dimostrare in queste situazioni è un atteggiamento empatico...e ovviamente consigliare di rivolgersi a blablabla, di parlarne con blabla, ecc.





ps: ti stupirà ma anche io potrei citare "persone care", ma non utilizzerò mezzucci melodrammatici per avvalorare le mie tesi (che poi non sono affatto mie, forse possono sembrarlo, tra queste pagine), questa è scienza, non ne ho bisogno.



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[ Questo messaggio è stato modificato da: 83Alo83 il 16-10-2006 alle 22:14 ]

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 16-10-2006 22:44  
quote:
In data 2006-10-16 22:05, 83Alo83 scrive:
ma non nei termini in cui parli tu.
non basta "muovere il culo" e affrontare le situazioni sociali.


hai pefettamente ragione

ti ricordo che questo è un forum
la mia è una provocazione

il fatto che sia "sbagliata" nei contenuti e nella forma non toglie che di certo non le avrei mai risposto in termini buonistici proprio perchè ho "quella" esperienza diretta che capisco per te sia nulla rispetto a tutte quelle che tu hai visto direttamente

e dato che l'utente in questione ha messo in gioco i suoi problemi non avevo alcuna intenzione di fornire una cura come se fossi uno specialista
ed il fatto che si sia incazzata per me va benissimo

meglio che doverla compatire

ed in terzo luogo, ribadisco, anche se tu hai scritto cose corrette rimani nel generale in quanto tu , come tutti, siamo all'oscuro di particolari personali che ci potrebbero aiutare a capire meglio la situazione di quella persona e quindi a dare dei consigli più sensati che non quelli farmacologici o di supporto psicologico di un terapeuta
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 16-10-2006 22:47  
quote:
In data 2006-10-16 22:05, 83Alo83 scrive:
ma pensi davvero che qualche frase del genere scritte da un perfetto sconosciuto su internet possano sortire l'effetto sperato?

no
appunto

proprio perchè come ho scritto questo è un impegno che solo una persona vicina affettivamente può svolgere

pirla
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83Alo83

Reg.: 26 Mag 2002
Messaggi: 16507
Da: Palermo (PA)
Inviato: 16-10-2006 22:56  
quote:
In data 2006-10-16 22:44, Tenenbaum scrive:
ed in terzo luogo, ribadisco, anche se tu hai scritto cose corrette rimani nel generale in quanto tu , come tutti, siamo all'oscuro di particolari personali che ci potrebbero aiutare a capire meglio la situazione di quella persona e quindi a dare dei consigli più sensati che non quelli farmacologici o di supporto psicologico di un terapeuta



io non ho mai detto "filippa la cura più adatta per te è...".
io ho semplicemente parlato di come funzionano certe cose, di qualsi sono i metodi utilizzati principalemente, e a richieste di spiegazioni ho risposto, ma sempre in termini teorici e generali.

in fondo per me filippa potrebbe anche non avere alcuna fobia sociale, non posso saperlo con certezza.
magari ha soltanto letto qualcosa su internet ed ha appioppato al proprio malessere una etichetta.

ovviamente il consiglio di rivolgersi ad un professionista è sempre ottimo, a prescindere dal tipo di disturbo (ma anche dalla presenza o meno del disturbo stesso). chi meglio di un professionista può chiarire la natura dell'esperienza di sofferenza?


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[ Questo messaggio è stato modificato da: 83Alo83 il 16-10-2006 alle 22:59 ]

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83Alo83

Reg.: 26 Mag 2002
Messaggi: 16507
Da: Palermo (PA)
Inviato: 16-10-2006 22:57  
quote:
In data 2006-10-16 22:47, Tenenbaum scrive:
quote:
In data 2006-10-16 22:05, 83Alo83 scrive:
ma pensi davvero che qualche frase del genere scritte da un perfetto sconosciuto su internet possano sortire l'effetto sperato?

no
appunto

proprio perchè come ho scritto questo è un impegno che solo una persona vicina affettivamente può svolgere



appunto lo dico io.
appunto, sarebbe meglio che uno sconosciuto su internet evitasse certi atteggiamenti che possono avere effetti più controproducenti che altro.

semmai invece:

quote:
In data 2006-10-16 22:05, 83Alo83 scrive:
il minimo che si possa dimostrare in queste situazioni è un atteggiamento empatico...e ovviamente consigliare di rivolgersi a blablabla, di parlarne con blabla, ecc.




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[ Questo messaggio è stato modificato da: 83Alo83 il 16-10-2006 alle 22:58 ]

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Deeproad

Reg.: 08 Lug 2002
Messaggi: 25368
Da: Capocity (CA)
Inviato: 16-10-2006 23:30  
Alo, ti preferisco cazzonissimo.
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Kermunos

Reg.: 19 Nov 2004
Messaggi: 2306
Da: Gorizia (GO)
Inviato: 16-10-2006 23:43  
Tenenbaum, sei un coglione. Punto.
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"Fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido, per mantenere la mente diciamo... flessibile"

"Questo non é il Vietnam. E' FilmUp, ci sono delle regole"

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 16-10-2006 23:48  
beh detto da te è un complimento

spero che mentre scrivevi non ti stessi facendo anche una canna
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