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Autore Padroni del proprio futuro?
Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 22-10-2006 20:06  
Ogni paese ha la situazione politica e economica che si merita. Tutti si lamentano che non va bene niente , che la classe politica fa schifo, l'economia è un disastro ma la maggioranza non fa poi nulla per favorire un cambiamento.
La questione è in realtà ben peggiore: alcuni pensano realmente che ogni sforzo è del tutto inutile e in virtù di tale considerazione si sta alla finestra a guardare quello che succede. Altri pensano solamente a delegare: ma non delegano solo il proprio futuro , ma anche i propri pensieri. Se quella persona famosa ha detto quella cosa, chi sono veramente io per poterla contestare?

Quando non si sa dove andare, si spera che l'aereo su cui siamo a bordo abbia un buon pilota e siccome l'esperto è lui non ha alcuna rilevanza dove ci porta, e in che modo. Il ragionamento che fanno in molti è esattamente questo.

Si può sostituire il pilota d'aereo con il proprio partito e abbiamo il coronamento della concezione che il relativismo è una cosa aberrante. La cosa buffa è notare come molti denigratori di una delle più note teorie di Ratzinger ne sposino in pieno i principi. Se lo dice Fassino, chi sono io per non credergli o metterlo in discussione?

Il processo di omologazione a cui si è sottoposti è il derivato dell'educazione scolastica. Come funzionano infatti l'insegnamento e i programmi didattici? Il professore ha il suo programma da svolgere durante la stagione e deve rispettarlo. Tale programma si basa sulle direttive governative, ovviamente, e viene steso in modo da privilegiare un insegnamento meccanico di concetti piuttosto che fondarsi sulla stimolazione dello studente a costruire un pensiero proprio o a mettere in discussione quanto viene appreso.

Se si pensa a come funzionava la scuola tanti anni fa, ci sono stati miglioramenti che permettono di capire meglio il concetto.
Un tempo gli alunni dovevano imparare le poesie a memoria e si incoraggiava un metodo di studio basato sulla memoria. Si ripetevano i concetti con le stesse parole del libro.
Oggi si è passati dalla ripetizione alla reiterazione del concetto appreso. Non è più necessario citare parola per parola l'autore del libro, ma utilizzare qualche sinonimo e riassumerne il significato.

Anche quest'ultimo metodo è ben poco stimolante per la formazione di un proprio pensiero autonomo: non si incoraggia lo studente a formarsi un'opinione ed eventualmente (figuriamoci!) a contestare quanto appreso. Se mi dicono di studiare Rousseau, perchè invece di imparare il suo pensiero e riassumerlo non si discute effettivamente sul suo punto di vista e sui suoi errori di ragionamento, laddove presenti, o sulle giuste considerazioni che ancora oggi potrebbero valere?
Questo processo di apprendimento delle nozioni e della capacità di ragionamento sulle teorie studiate inizia fin dal principio e va a formare quella mentalità omologante e asserviente da cui trae vantaggio la classe dirigente.
Se il risultato di tale metodo di insegnamento è alla fine quello per cui il quotidiano che l'uomo istruito compra viene letto Acriticamente (con la A davanti), come si verifica puntualmente, si può notare l'efficacia di tale "cura" e anche il motivo per cui è portata avanti.
Quando non viene stimolata la capacità di ragionare sui fatti proposti, sarà ben difficile sviluppare in futuro questa dote repressa e contestare le decisioni e i modelli di sviluppo che qualcuno porta avanti per conto nostro.

L'attegiamento comune dell' italiano medio è quello di lamentarsi di tutto ma di non fare poi nulla e continuare a subire le decisioni dall'alto. Piuttosto che essere partecipe della costruzione del proprio futuro, ripete a memoria la lezioncina impartitagli fin da piccolo.
Le migliori dittature o democrazie a delega non possono sperare di meglio che avere un pubblico mansueto che accetta acriticamente i concetti che gli vengono propinati.


[ Questo messaggio è stato modificato da: Quilty il 22-10-2006 alle 20:11 ]

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 23-10-2006 12:47  
sembra sempre che abbia qualcosa contro quilty

non è così

ma l'esempio della scuola mi sembra veramente ridicolo

in quanto a scuola per motivi di vita ho un'esperienza doppia rispetto uno studente medio

non perchè ho studiato di più (ahahahahaha)
ho freqeuntato diverse scuole con annessi insegnanti in numero doppio
dal sud e isole fino al nord italia

ne ho viste di tutti i colori (in senso buono)

il mio punto di vista , per la mia esperienza è questo:
la scuola ha programmi standard per tutta la penisola
in realtà le differenze di insegnamento sono notevoli
e non solo da città a città
ma nella stessa scuola

un esempio banale di una scuola media di una cittadina che nessuno conosce: Nocera Inferiore (provicia Salerno)
è il tipico caso di paese in cui conta la provenienza dal punto di vista di classe sociale nell'assegnare gli studenti nelle varie sezioni (ma non era assoluta questa condizione)

c'erano 2 sezioni in cui l'insegnamento era eccellente e che non aveva niente da invidiare alle migliori scuole del nord (perchè è inutile far finta di niente : al nord è meglio)
si studiava anche il latino (sebbene non sia previsto l'insegnamento alle medie, e poi i professori erano severi e preparati)


questa introduzione per dire cosa :
- insegnare anche in una classe di buon livello è un gran casino
- finire un programma e farlo imparare ad una classe intera è un casino
- visto l'esempio di Rousseau trovatemi un insegnante di filosofia che sia in grado di spiegare e far comprendere Kant (ad esempio)
- è già tanto riuscire a parlare brevemente di tutti i filosofi ed il loro pensiero
- è già tanto che tutti ci capiscano qualcosa (stiamo parlando di studenti ...)
- vorrei sapere dove si dovrebbe trovare il tempo per mettere in discussione anche il pensiero altrui (sebbene non capisca perchè lo si debba fare )
nel senso che ciò avviene solo se ha le basi culturali per farlo (cosa non semplice)

- sono assulutamente a favore dell'insegnamento a memoria (poesia)
visto che è uno dei metodi migliori per esercitare la materia grigia a ricordare
e non è male quando a 50 anni ti ricordi ancora la poesia del leopardi
- sono a favore delle cartine mute per la geografia (ad esempio)
non è raro che ci siano studenti che non sanno neanche dove sono le regioni italiane

insomma quando hai la cultura allora , dopo la scuola , potrai discutere ed analizzare il pensiero altrui (discutere non rifiutare ) e avrai tutti gli elementi per formarne uno proprio

il problema è invece il contario
l'ignoranza incombe
non c'è neanche più la possibilità di ipotizzare che una persona possa avere "un proprio pensiero autonomo" visto che non vi sono le basi per poterlo avere
_________________
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 23-10-2006 17:23  
quote:
In data 2006-10-23 12:47, Tenenbaum scrive:

il problema è invece il contario
l'ignoranza incombe
non c'è neanche più la possibilità di ipotizzare che una persona possa avere "un proprio pensiero autonomo" visto che non vi sono le basi per poterlo avere



Ma quali basi...
Le basi di cui parli vengono formate da un processo di stimolazione ad un punto di vista critico, non da un apprendimento meccanico della materia.
Non si sta parlando di quello che uno dovrebbe studiare, ma COME lo si dovrebbe fare. Imparare a memoria o riassumere meccanicamente i concetti non serve assolutamente a nulla.

La scuola non dovrebbe essere un corso di indottrinamento del tipo:impara più cose possibili e ficcati nella testa tutto il sapere che puoi. Il cervello non è un computer dove i dati rimangono in archivio per sempre; piuttosto seleziona e soprattutto impara un metodo di ragionamento.
Il metodo di ragionamento che si impara a scuola è quello di ripetere una serie di concetti acriticamente, come se stessimo studiando una serie di dogmi. Per cui studiamo tutta la filosofia da Parmenide fino a Popper, il che è assolutamente ridicolo. Non ha alcuna importanza se ti ricorderai di quello che diceva Cartesio o Fichte,non ti aiuterà nel rapportarti con l'attualità. Ti servirà molto di più se invece ti è stato insegnato a porti verso uno di questi filosofi in un atteggiamento critico e dinamico. Il metodo è la base che fa la differenza. La passività di questo sistema di apprendimento è la base del conformismo.
Non un sistema aperto, interattivo ma una caserma dell'istruzione.

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 24-10-2006 00:19  
beh dipende dalle materie

e poi c' è un errore di base
imparare a memoria serve ad esercitare il cervello alla memoria (punto e basta)

il ragionamento è altro

le poesie le devi imparare a memoria
il fine è doppio: esercitare il cervello e avere cultura

Cantami, o Diva, del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei
è cultura , c'è poco da fare
o lo sai a memoria o non lo sai

non ha a che vedere con nessun indottrinamento

conoscere le capitali delle nazioni è cultura e basta

e poi ha saltato tutta la questione relativa ai problemi dell'insegnamento

richiedo : ma credi che ci siano molti docenti in grado di insegnare Kant e farlo capire ai propri studenti ?

e vogliamo parlare del livello degli insegnanti ?

mi devi spiegare che cosa ci sia da criticare su Parmenide
credo proprio niente a parte che si tratta di un genio perchè è uno di quegli uomini che per primi ha cercato di dare delle spiegazioni sull'esistenza dell'uomo e del suo pensiero

e poi , diaciamola tutta , se studi filosofia ai voglia a studiare a memoria

forse devi anche capire
da qui si risolve tutto il problema che hai posto inizialmente sul ragionamento

se non sei un vegetale e conosci i filosofi non puoi che utilizzare le tue conoscenze per rapportarle alla realtà in cui vivi e riflettere sui grandi temi che hanno affrontato i filosofi nei secoli
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-10-2006 18:19  
beh qualcuno potrebbe anche aggiungere qualcosa

perchè anche se sembra il contrario, in reatà condivido quello che dice Quilty

ciò che non approvo è la sua visione del problema

per me è da vedere in senso positivo lui la vede come un pericolo per le coscienze

a parte tutte le problematiche dell'insegnamento, che per me non si possono tralasciare
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HistoryX

Reg.: 26 Set 2005
Messaggi: 4234
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-10-2006 19:20  
Nel particolare la memoria allenata è una cosa buona, ma nel generale l'approccio scolastico italiano basato su questa meccanicità è pessimo.
Condivido il pensiero di Quilty, i prof sono solo dei mercenari di un sistema.

Nel mio personale sono stato uno studente atipico rompipalle, portavo sempre mie considerazioni alle interrogazioni, cosa che puntualmente cozzava contro i secolari convincimenti del docente e del sistema tutto che lo aveva formato.
All'esame di maturità avevo una tesi coi controcazzi che spaziava dal positivismo al decadentismo toccando anche artisti e poeti mediorientali non in programma...mi sono interrotto tagliando breve dopo due minuti che parlavo, visto che la commissione guardavano allegramente dalla finestra pregustandosi il mare.
A suo tempo mi fece incazzare non poco, ora ripensandoci sono contento di non essermi espresso in toto, sarebbero state perle ai porci.
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[ Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo. (Johann Wolfgang Göethe) ]

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 29-10-2006 13:54  
Quello che manca alla scuola è l'insegnamento del diritto alla critica e la totale assenza di stimoli per la creatività.

Imparare a memoria non stimola un proceso critico,nemmeno studiare tutta la filosofia.
Anche se si deve ragionare per capire cosa sia un sillogismo o la critica alla ragion pura (faccio un esempio cretino) non si mette in discussione se ciò che dice Aristotele o Kant sia valido o meno: lo si prende e lo si studia per quello che dice, ci cerca di ragionare su quello che dice ma non lo si mette in discussione nella sua sostanza. E' uno studio che procede per dogmi.

L'apprendimento dovrebbe essere assecondare la propria creatività (mai studiato Dewey?).
La scuola boccia ogni tentativo di creatività.
E questo incide sul modo di rapportarsi con le cose:si impara a subire piuttosto che a creare o criticare.
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E' una storia che è successa ieri, ma io so che è domani.

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