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Autore Il velo dipinto
Petrus

Reg.: 17 Nov 2003
Messaggi: 11216
Da: roma (RM)
Inviato: 23-02-2007 08:20  
John Curran, onesto mestierante che opera a Sidney e dintorni, e che ha già assaporato la celebrità con un Oscar minore per Down Rusty Down, ha assenmblato un gran cast per il suo Velo dipinto. Non solo Naomi Watts e Edward Norton vanno a comporre una splendida (attorialmente, non certo come intensità di rapporto) coppia, quella dei coniugi Kitty e Walter Fane, ma anche splendidi comprimari, come Liev Schreiber e Tobey Jones.
Una architettura del cast definita nei minimi particolari, calibrata ed equilibrata, pronta a cogliere (dove più e dove meno) tutte le sfumature del caso, pronta a limare di sguardo o di movenza ogni singola battuta e pronunciata.
Ricerca della perfezione che continua e si completa nella confezione patinata e distante, densa di languidi tramonti, di intensi piani ravvicinati, fotografata con i colori di un romanzo d'appendice se i romanzi d'appendice avessero i colori.
Curran mette in piedi un fedelissimo remake dell'omonimo film del 1934, diretto da Richard Boleslawski (e a sua volta tratto dal romanzo di W. Somerset Maugham), che annoverava tra le proprie fila un valore aggiunto imprescindibile: Greta Garbo.
La fedeltà e la riproposizione di temi, di sequenze e di vere e proprie inquadrature, non sembra la soluzione più adeguata nello scovare un film di genere dal cassetto e nel riproporlo oggi.
Perché se gli attori protagonisti si situano sicuramente sopra la media, i canoni interpretativi, come anche l'acquisizione da parte del pubblico di determinati contenuti e di determinate dinamiche è mutata nel tempo.
I rischi di scivolare (facendosi male) nel melò, nel patetismo usurato, è grande. E purtroppo Il film di Curran non ne sfugge.
Diretto con mano sicura, accademicamente, la storia che ci si pone sotto gli occhi affonda a piene mani nella "mitologia d'oriente" degli anni '20 e '30, tematica tipicamente inglese, che tendeva a mitizzare le storie avventurose dei sudditi della regina nell'impervia e disagiata Cina.
L'avventura, in questo caso, è dei coniugi Fane, che le circostanze della vita hanno trascinato, da separati in casa, in un villaggio dell'entroterra del Fiume Giallo, in cui la diffusione del colera ha ormai raggiunto livelli quasi insostenibili.
Il sottile (ma nemmeno troppo) velo d'odio che separa i due, è il limes attraverso cui si muove e si avviluppa la narrazione, attraverso tutti i passaggi tipici del film del genere, senza alcun tipo di spunto d'originalità o di slancio emotivo, condito da un finale sospeso tra il riscatto e la commozione.
Il velo dipinto è un film che nella troppa perfezione, nell'eccesso di ricerca del virtuosismo imitativo e realizzativi, vede materializzarsi tutta una serie di difetti che ne inficiano eticamente lo svolgimento. Peccato, perché l'idea, così come le intenzioni produttive e gli interpreti, avrebbero meritato qualcosa di più.

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"Verrà un giorno in cui spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate"

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bunch311

Reg.: 20 Gen 2005
Messaggi: 430
Da: roma (RM)
Inviato: 25-02-2007 23:29  
non credo che sia tutto da buttare,anzi!
Un cinema elegante,sobrio come i suoi personaggi che seppur derisi,e punti nell'orgoglio mantengono la freddezza e l'equilibrio dei loro progetti.Non c è spazio per parossismi o scene madri anche se l'anello che irradia la luce sui due sposini arriva dalle tragedie più antiche fino a giungere a shakespeare:il tradimento.Basta poco ad avvelenare l'orecchio di una giovane inglesina,amante della bella vita e sposa per dovere più che per diletto.La Cina non fa per lei,nè tantomeno il marito che ha occhi solo per le sue ricerche e i suoi malati.La fedrifaga è presto scoperta,una lunga vendetta la attende;accompagnerà il marito tra chi muore di colera.Il silenzio e l'indifferenza sono armi ben più strazianti di qualsiasi esplosione di ira.Le urla e il sangue non appartengono a questa parte di mondo,nè a questo tipo di cinema,che vuole far riflettere più che scuotere o impressionare.Può esserci il perdono?Si può imparare ad amare?I due intrecci che si annodano nel film,quello sentimentale e quello storico/politico funzionano bene anche in fase contrappuntistica per poi armonizzarsi.Kitty e Walter Fane non si guardano,non si toccano,sono due estranei eppure due sposi,vivono nel loro piccolo rifugio lontani dalla malattia,quel colera che proprio con il contagio piega l'uomo e lo dilania.Walter accede a questa realtà consapevole delle sue scelte amorose e professionali,Kitty rimane a domandarsi dove ha sbagliato e se ancora un altra vita è possibile.Sarà varcare questa soglia storica che le farà scoprire chi davvero ha avuto per tutto quel tempo accanto.Il sentimento nascerà,spontaneo,non dettato da burocrazie o codici aristocratici e anche Walt romantico idealizzatore troverà di più di una semplice giovane imbellettata da esporre al suo fianco.Il tradimento quindi come rinascita,la malattia e il pericolo come conoscenza.Non c'è piu nessun tipo di orgoglio da ostentare(motivo per cui Walter non entra nella camera dove la donna lo sta tradendo,per poi affrontare da solo un cumulo di ragazzi che la vuole linciare)non c'è più nessuna realtà da ricordare con nostalgia.C'è una vita che si fa nel momento stesso in cui viene guardata,ma non per questo è meno tortuosa o accomodante,di nuovo gli intoppi e la tragedia sono a portata di mano;un figlio in arrivo di cui non si sa il padre,l'entrata di altri appestati nella città.

Ad altezza d'uomo e non più sopra trasporti da nababbi,distesi come tutti i morti o in piedi vicino alla vita che ci consuma i due protagonisti offrono il loro amore e la loro unione come unico baluardo di fronte all'orrore dell'esistenza.
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"tutti sognamo di tornare bambini,anche i peggiori di noi,anzi forse loro lo sognano più di tutti" il mucchio selvaggio

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Verme87

Reg.: 01 Set 2006
Messaggi: 2564
Da: catanzaro (CZ)
Inviato: 25-03-2007 18:45  
Nonostante lo sforzo di portare all'occhio del pubblico non solo il dilemma morale dei due protagonisti e la continua introspezione del loro rapporto, ma anche la situazione coloniale di un'asia dominata dell'Impero britannico, l'opera di Curran resta un bellissimo quadro impressionista.
Ottima regia, Norton e la WAtts eccezionali, Fotografia mozzafiato e una colonna sonora avvolgente..."il velo dipinto" è sicuramente uno dei film migliori che ho visto nel nuovo anno...CAPOLAVORO!!!
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MoNtAnAcc

Reg.: 08 Mar 2007
Messaggi: 4
Da: Roma (RM)
Inviato: 27-03-2007 14:14  
Visto.. Devo dire a parte la prova di Norton che si conferma sempre molto intenso, molto bella la storia diversa da molte altre per la sua evoluzione e i paesaggi meravigliosi

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quentin84

Reg.: 20 Lug 2006
Messaggi: 3011
Da: agliana (PT)
Inviato: 11-03-2008 16:36  
L'ho appena visto.
Nel complesso mi è sembrato un melodramma "classico" senza infamia, ma nemmeno particolare lode: formalmente molto curato e ben recitato, ma dall'aria un po' fredda, accademica, mi ha dato l'impressione di un compito svolto da uno scolaro diligente, ma privo di guizzi (non so che altri termini usare).
Nonostante gli attori fossero bravi, la regia curata e la trama potenzialmente interessante, non mi ha convinto fino in fondo.
Comunque la sufficienza se la merita.

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Fakuser

Reg.: 04 Feb 2005
Messaggi: 2656
Da: Milano (MI)
Inviato: 23-07-2008 19:22  
Massi non è un film brutto perchè ha il supporto di una storia straordinaria come solo la letteratura dell'Ottocento poteva regalare. Ma per il resto concordo con chi mi precede di un post nel rilevare come (volutamente o meno ) il fulcro totale del film siano i due divi, intesi come personaggi si ma anche soprattutto in quanto attori.

Puro classicismo hollywoodiano insomma , ma alla lunga la noia arriverebbe inesorabile se non fosse per (le lacrime di) Naomi.
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Silencio...

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