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Autore garibaldi della discordia
Hyperion19

Reg.: 23 Mar 2007
Messaggi: 516
Da: Firenze (FI)
Inviato: 13-07-2007 00:23  
qualche tempo fa ho visto su lasette una puntata di otto e mezzo dedicato a giuseppe garibaldi in occasione del bicentenario dalla nascita. invitati:

- borghezio
- lombardo (presidende del partito autonomista siciliano)
- claudio martelli
- docente di storia del risorgimento all'università Ca' Foscari di Venezia

tre cose mi hanno colpito:

1 c'è ancora qualcuno che rimpiange l'unità d'italia.
2 non c'è più nessuno che abbia una minima idea di cosa significhi documentazione e cosa sia il significato scientifico di una ricerca.
3 il significato dell'azione dei personaggi storici è eclissato alla grande dalla passione scandalistica per la storiografia biografica e per l'iperdocumentazione.

garibaldi non sta eccessivamente simpatico neppure a me. detesto il risorgimento la retorica nazionale nata nell'ottocento il cinismo di cavour il velleitarismo di mazzini il garibaldinismo come versione generosa ma pur sempre farsesca dell'eroismo romantico. e poi gli intellettuali dell'ottocento, anche i più illuminati, hanno quell'atteggiamento da tromboni che lì allontana dal sentire contemporaneo. però c'è lo spazio per le simpatie personali e c'è lo spazio per la valutazione dell'operato storico. quel deficiente di borghezio ha costretto tutti gli altri a scannarsi sulla questione della gestione dei fondi (pare non limpida) della fondazione intitolata a garibaldi da parte dei figli (snocciolando dati e numeri assolutamente a caso) per dimostrare che era un avventuariero, bypassando tutte le tematiche storiche connesse al personaggio. anzi allegando alla profusione di numeri anche connessioni politiche con gruppi di potere apertamente nemici degli interessi del popolo, tese a dimostrare che garibaldi non era un eroe idealista ma un avventuriero in cerca della ricchezza e del potere personale, e quindi con la pretesa di interpretare in modo scaltro e penetrante e disincantato la storia patria (quasi un approccio marxista). cose per altro note che si studiano al liceo e sulle quali esiste una buona critica tutt'altro che inibita dal mito garibaldino. borghezio di fissa sullo scandalo del banco di napoli per dimostrare che garibaldi era uno stronzo come se ai fini dell'analisi storica dell'unità d'italia fosse davvero rilevante che egli lo fosse davvero o no. chi se ne frega dell'indole venale di garibaldi chi se ne frega della statura morale dell'uomo.. il fatto è che lo stronzo è lui e vuole far passare il signor G come prototipo del politico romano corrotto arrivista arrogante, compromesso coi potenti..

ora bisognerebbe specificare cosa c'entra con l'attualità. in primis il fatto che nel 2007 ci sia qualcuno che critica l'unità e si fa un elettorato tanto numeroso da rappresentarlo in parlamento con simpatie borboniche (avete notato che follini ultimamente quando si fa intervistare nel suo studiolo ha un libro sui borboni di napoli accanto alla foto del papa(re)?) tesi antiitaliane e antigaribaldine è uno scandalo tutto italiano (è come se in germania si scannassero per distruggere l'eredità politica di bismarck). su questo che è un fenomeno antropologico endemico meridionale sarebbe interessante sentire cosa ne pensano gli utenti siciliani. perchè io non riesco a spiegarmelo.
ma la follia più grande che non può essere figlia solo dell'ignoranza, è l'atteggiamento documentaristico ossessivo di certa gente che siede in parlamento parla di storia come di diari scandalistici da rotocalco e la usa a scopi politici, riforma la struttura dell'istruzione e non ha la minima percezione di cosa significhi un dato scientifico. usare dati scientifici.. che vuol dire scientifico? non vuol dire esatto, non vuol dire dato certo. vuol dire dato che è stato raccolto con un criterio e iterpretato con un metodo che deve essere specificato. perchè dire scientifico senza specificare cosa si intende per tutto ciò che porta alla pubblicazione del dato non vuol dire niente. la storica gli diceva: dati raccolti da chi da quali fonti con quale sistema pubblicati dove.. e questo borghezio s'incazzava: sono dati scientifici sono cose note mi stupisco che lei non le conosca. lo storico non è uno che sa tutti i fatti e tutte le date ma uno che sa trovare e criticare le fonti e la cosa più generosa che possa fare è far capire come si fa a criticare i metodi coi quali si arriva a dire se qualcosa è successo davvero oppure no, è ipotesi, supposizione, oppure se un dato è irrilevante nel tipo di analisi che si vuole fare.
trovo molto pericoloso questo imbarbarimento perchè questa gente riforma l'università e plasmerà la comunità scientifica. è un ritorno al pressappoco. la storia è sempre stata usata a fini politici ma almeno prima si cercavano padri nobili per la cultura ufficiale.. procedura che per quanto odiosa intaccava marginalmente le strutture di trasmissione di una disciplina. questo nuovo approccio paratattico, sensazionalistico, scandalistico, privo di spessore, che insegna che andare a fondo dei fatti è scoprire dettagli nascosi nelle pieghe dell'animo e nella vita privata dei personaggi darne interpretazioni bizzarre e opinabili piuttosto che indagare sul significato di alcune scelte politiche e contestualizzarle.. è il nulla. e secondo me tutto questo emerge anche in tanti altri aspetti del vivere civile.


borghezio ha concluso la puntata dicendo che l'unica cosa di buono in garibaldi è stato il cognome di origine longobarda.


ipse dixit.

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dan880

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 2948
Da: napoli (NA)
Inviato: 13-07-2007 08:38  
il risorgimento italiano è una pagina di storia importantissima e della quale questo Paese deve andarne fiero.

personalmente ritengo invece magnifici tutti gli sforzi di personaggi come mazzini, garibaldi e cavour per favorire l'unità d'Italia. c'è da togliersi il cappello mille volte dinanzi a quello che questi grandi personaggi hanno fatto in favore dell'Italia.

sul caso specifico della puntata di la7:
in generale oggi tutto viene trasformato in un "gossip", in una banalizzazione da racconto d'avventura persino dei fatti più eclatanti e importanti.

è la linea editoriale che oggi i contenitori televisivi d'attualità vogliono seguire.

basti pensare che adesso vanno per la maggiore le voci fuori campo che, nei programmi che rivelano intercettazioni telefoniche su vicende di cronaca o di attualità, devono dare più colore, più presa alle dichiarazioni telefoniche intercettate per richiamare l'attenzione. come se volessi svelare frasi da bar tra due vip.

borghezio non mi meraviglia nei suoi atteggiamenti: è un secessionista e si conferma un antidemocratico nemico in maniera pericolosa dell'unità d'Italia.

la lega nord è un partito che simboleggia estremismi molto pericolosi. e tra l'altro infangando la storia d'Italia dimostra di non avere nessun diritto a sedere in parlamento e a rappresentare la Repubblica.

ma assieme a fini e berlusconi rappresentano quei personaggi impresentabili che una parte d'Italia se li merita proprio.


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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 13-07-2007 09:59  
Se Garibaldi fosse stato sudamericano adesso in molti avrebbero magliette rosse con il suo viso dipinto su...

_________________
Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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quentin84

Reg.: 20 Lug 2006
Messaggi: 3011
Da: agliana (PT)
Inviato: 13-07-2007 11:00  
Come è stato ricordato in quella puntata Garibaldi avrebbe voluto anche combattere nella Guerra di Secessione americana, a fianco dell'Unione per liberare gli schiavi.
Ci furono dei contatti con diplomatici statunitensi, ma poi non se ne fece nulla perchè Garibaldi voleva il comando dell'esercito unionista e, sopratutto, un chiaro pronunciamento di Lincoln contro la schiavitù.

Poi per carità, anche Garibaldi avrà avuto le sue pecche, il Risorgimento non avrà portato l'equità e la giustizia sperate (leggere l'analisi di Gramsci sul "patto scellerato" tra gli industriali del Nord e i latifondisti del Sud), però affermare (come si fece in quella puntata) che i meridionali stavano meglio con i Borboni è semplicemente ridicolo.

E' che oggi c'è la tendenza a "rivalutare" tutti gli aspetti più reazionari della cultura occidentale.
Una tendenza che mi spaventa.

Certo io ancor più di Garibaldi, ammiro lo sfortunato Carlo Pisacane (il rivoluzionario, non il Capannelle de "I soliti ignoti"!), un vero "socialista ante litteram" (lo era anche Garibaldi, per certi versi, ma in maniera più "pragmatica") il quale aveva capito che la libertà non può essere disgiunta dall'uguaglianza e la giustizia sociale.

[ Questo messaggio è stato modificato da: quentin84 il 13-07-2007 alle 11:30 ]

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dan880

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 2948
Da: napoli (NA)
Inviato: 13-07-2007 13:35  
quote:
In data 2007-07-13 11:00, quentin84 scrive:
"patto scellerato" tra gli industriali del Nord e i latifondisti del Sud

i meridionali stavano meglio con i Borboni

la libertà non può essere disgiunta dall'uguaglianza e la giustizia sociale.



quel patto scellerato, del quale giustamente parlava gramsci, è indice di quanto da sempre (anche prima che nascesse in Italia il comunismo socialista) le classi disagiate vengono schiacciate nei loro diritti dalle classi potenti.
e chiunque quindi si erige in difesa delle classi disagiate diventa uno scomodo.

l'affermazione di borghezio è tipica di un secessionista razzista. è un affermazione dettata da una sua visione razzista dell'Italia del sud.
Purtroppo però può avere anche un suo leggero fondo di "verità": vale a dire che i meridionali purtroppo tendono come a una specie di anarchia e al farsi la legge per comodi loro (in alcune realtà napoletane specialmente). da quì infatti (e purtroppo) l'affermazione secondo la quale il popolo meridionale è sotto sotto un popolo "borbonico" o dalla mentalità "borbonica".

la libertà non può essere disgiunta dall'eguaglianza e dalla giustizia sociale: assolutamente d'accordo. è una cosa fondamentalissima.

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quentin84

Reg.: 20 Lug 2006
Messaggi: 3011
Da: agliana (PT)
Inviato: 13-07-2007 15:28  
Gramsci a proposito del Risorgimento, parlò di "rivoluzione mancata" proprio perchè Mazzini e Garibaldi non seppero farsi interpreti delle aspirazioni dei contadini del Sud (al Nord non c'era ancora una classe operaia organizzata), in tal modo il Risorgimento venne guidato da politici di area moderata e ogni aspirazione di trasformazione sociale venne soffocata in seguito dal già citato patto scellerato.

Questa credo sia l'analisi gramsciana

[ Questo messaggio è stato modificato da: quentin84 il 13-07-2007 alle 15:44 ]

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dan880

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 2948
Da: napoli (NA)
Inviato: 13-07-2007 16:31  
quote:
In data 2007-07-13 15:28, quentin84 scrive:
Gramsci a proposito del Risorgimento, parlò di "rivoluzione mancata" proprio perchè Mazzini e Garibaldi non seppero farsi interpreti delle aspirazioni dei contadini del Sud (al Nord non c'era ancora una classe operaia organizzata), in tal modo il Risorgimento venne guidato da politici di area moderata e ogni aspirazione di trasformazione sociale venne soffocata in seguito dal già citato patto scellerato.

Questa credo sia l'analisi gramsciana

[ Questo messaggio è stato modificato da: quentin84 il 13-07-2007 alle 15:44 ]



anche, indubbiamente.

il risorgimento ha avuto il grande merito della storica unità d'Italia.

ma risulta di certo evidente che, come sviluppo sociale dell'Italia unita, le classi deboli rimasero a lungo molto scoperte.

uno dei principali meriti del p.c.i., e poi dei sindacati in particolar modo, è di aver appunto avviato un sistema di organizzazioni delle classi lavoratrici, per poi rappresentarne i diritti.

il sindacato li ha fatti riunire in base alle categorie lavorative.

e il p.c.i. (nato dal p.s.i. degli anni '20 del novecento) si è fatto carico con le sue battaglie politiche di tutti i diritti sociali e le rivendicazioni di tutti i lavoratori.
anche perchè non c'era nessun partito italiano che era nato fino a quel momento per farsi carico molto direttamente ed esclusivamente del sociale e del lavoro.

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