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Autore L'economia del centrosinistra
Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-07-2007 21:20  
tu hai scritto fesseriee non sei in grdo di rispodere alle mie domande
neppure a questa
quote:
In data 2007-07-25 20:06, Tenenbaum scrive:
quote:
In data 2007-07-25 16:44, Quilty scrive:


E' interessante e divertente anche il concetto di imprenditore benefattore, che crea posti di lavoro non per una stretta necessità legata all'attività che svolge, ma per pura azione caritatevole nei confronti della comunità.


questa stronzata da dove l’hai ricavata :
devi indicare la frase precisa
altrimenti stai zitto e usa i tuoi pochi neuroni altrove




l'attività che creo è il mio lavoro
io ho preso la responsabilità finanziaria
io ho scelto quali macchinari fossero più idonei
io ho scelto lo stile dell'arredamento con il quale mi presento al pubblico
io scelgo dove lavorare
io scelgo come lavorare e con quali modalità si deve ottenere il risultato
io decido in che modo ci si debba relazionare con i clienti
io decido in che modo trovare ulteriori clienti
io decido in che modo e con quali mezzi posso migliorarmi
io decido come i miei collaboratori debbano lavorare
perchè il prodotto deve essere il risultato del mio stile e delle mie aspettative
perchè è il MIO LAVORO
perchè il prodotto che porta il mio nome deve essere il frutto della mia professionalità e delle mie conoscenze che io trasmetto ai miei collaboratori

cos'altro vorresti sapere con le tue frasi vuote senza senso
parli senza essere in grado di concretizzare concetti idioti e privi di senso
_________________
For relaxing times make it Suntory time

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 25-07-2007 22:07  
quote:
In data 2007-07-25 19:52, Tenenbaum scrive:

sei patetico, oltrechè ignorante (che non sa, giusto per la precisione)




quote:
In data 2007-07-25 20:06, Tenenbaum scrive:

questa stronzata da dove l’hai ricavata :
devi indicare la frase precisa
altrimenti stai zitto e usa i tuoi pochi neuroni altrove






quote:
In data 2007-07-25 20:12, Tenenbaum scrive:

sei così tonto che non scrivi senza sapere neppure che cosa hai copiato





Ma guarda, penso di essere stato anche abbastanza paziente nonostante la pioggia di insulti gratuiti che ancora sono presenti in questa discussione , dovuti anche a una moderazione latitante.

Il rischio finanziario dell'impresa viene recuperato con lo sforzo e il contributo di tutti coloro che partecipano all'attività , e in ogni caso una volta raggiunto il pareggio nel bilancio...
e parte il copia incolla sulla domanda clou...

solamente perchè in principio un cittadino ha messo i soldi per comprare il mezzo di produzione , solo per questo può pretendere di campare di rendita estendibile ai figli, nipoti, pronipoti?
Se il problema è il rischio d'impresa per aver acquistato il mezzo, una volta pienamente ripagato e ricompensato, qual'è il principio razionale che gli da il diritto sulla scelta degli investimenti in seguito?
Per quale motivo, una volta ricompensato, le decisioni sulla produzione devono ancora essere unilateralmente a suo carico?

Qualora fosse una domanda (una delle tante poste) senza logica occorre dimostrarne l' insensatezza con un'argomentazione che finora latita.
Eccome se latita.....
_________________
E' una storia che è successa ieri, ma io so che è domani.

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-07-2007 22:32  
quote:
In data 2007-07-25 22:07, Quilty scrive:
solamente perchè in principio un cittadino ha messo i soldi per comprare il mezzo di produzione , solo per questo può pretendere di campare di rendita estendibile ai figli, nipoti, pronipoti?

ma ti rendi conto di quello che dici ?
ma secondo te tutto quello che ho scritto sopra cosa sarebbe un hobby o un lavoro ?

tu sei privo di idee che abbiano un senso

ma di quale rendita parli
io LAVORO
ho numerose cose da fare (le ho anche elencate, mettiti gli occhiali)
la mia opera viene prestata ogni giorno lavorativo
tu non hai la più pallida idea di cosa stai scrivendo

hai copiato quelle frasi ma il tuo problema è che non sai cosa SIGNIFICA LAVORARE, decidere, scegliere, prendersi delle responsabilità verso se stessi e verso i propri collaboratori

io ho capito di cosa parli
tu sei di quelli che vanno a cena
uno ordina la pizza, l'altro un primo e una birra e TU l'aragosta e un brunello di Montalcini

poi per pagare si divide per tre

se il tuo dipendente è così preoccupato di perdere il lavoro si prende le sue responsabilità, i suoi impegni e anzichè trovarsi il tutto servito sul piatto si mette a LAVORARE (quello che tu ignori cosa significhi) e fa le sue scelte e decide COME si deve lavorare

quello che tu non saresti mai in grado di fare visto quello che scrivi

guarda che a parte il mio linguaggio colorito al quale sei più che abituato , facendo finta di fare l'offesino, tu con i tuoi post privi di contenuto con i quali non fai altro che ripetere sempre la stessa frasina alla quale non sai
dare alcuna specificazione concreta (anche perchè non sai di cosa si parla) fai solo la figura del fesso e non è un problema di essere insultato
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-07-2007 22:38  
quote:
In data 2007-07-25 22:07, Quilty scrive:
Per quale motivo, una volta ricompensato, le decisioni sulla produzione devono ancora essere unilateralmente a suo carico?


l'insensatezza della tua domanda è proprio qui

ma secondo te io decidoo di svolgere un lavoro
decido (ripeto per l'ennesima volta visto che non ci arrivi) come dove, perchè, in che modo , penso, progetto , realizzo (è lavorare se non ci arrivassi)

quindi una volta passati gli anni in cui ammortizzo i costi inziali come tu affermi (senza contare che evidentemente ignori il fatto che gli investimenti di solito non finiscono mai , ma lasciamo perdere) secondo te per quale motivo dovrei smettere di fare il mio lavoro ?

vorrei una spiegazione sensata a questa domanda

perchè dovrei smettere di realizzare i miei progetti dato che ho speso una parte importante della mia vita in tempo, fatica e soldi per realizzare un progetto a cui miravo

attendo la tua illuminante risposta (che sono certo non arriverà, visto che hai solo eluso quanto da me fino ad ora detto)
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 25-07-2007 23:00  
Perchè non lavori da solo, ecco la risposta.

E' già stato ampiamente argomentato che nel caso di lavoro con dipendenti, non lavori da solo ma interagisci con un gruppo di persone che ti permettono , con il loro preziosissimo sudore, di ottenere gli obiettivi che hai mirato.
E' solamente grazie al loro fondamentale contributo che puoi realizzare i tuoi scopi, ripagare il debito di cui ti sei fatto carico e in seguito continuare a prosperare senza però che questo personale dipendente abbia democraticamente la possibilità di decidere il suo futuro.
Nel caso infatti di un lavoratore inadempiente al suo contratto la soluzione è il licenziamento ; nel caso di un imprenditore che opera scelte sbagliate per qualsiasi motivo, la soluzione è che qualcuno deve pagare per errori altrui.

Se lavorassi da solo non ci sarebbe alcun problema , ma interagendo e vivendo in simbiosi con una comunità di persone l'assurdità di pretendere il diritto di pianificazione solamente per aver finanziato inizialmente il mezzo (ormai ripagato con lo sforzo collettivo) e aver messo l'idea in campo è altresì evidente.

Sono argomenti già trattati e sui quali hai ampiamente sorvolato

Non si può stare a scrivere continuamente la stessa cosa quando l'interlocutore rifiuta di dibattere sui punti contestati nell'attuale sistema economico.
O replichi a tono oppure ti astieni.
Queste cose erano già state scritte sin da pagina 1, il fatto che per l'ennesima volta debba riprendere il concetto è una prova evidente dell'incapacità di saper replicare su precise questioni.
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 25-07-2007 23:07  
quote:
In data 2007-07-25 22:32, Tenenbaum scrive:


se il tuo dipendente è così preoccupato di perdere il lavoro si prende le sue responsabilità, i suoi impegni e anzichè trovarsi il tutto servito sul piatto si mette a LAVORARE (quello che tu ignori cosa significhi) e fa le sue scelte e decide COME si deve lavorare




La cui possibilità gli è negata essendo la proprietà del mezzo di produzione a lui privata e l'impossibilità di poter votare ed eleggere candidati e programmi per la pianificazione un dato di fatto.
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-07-2007 23:11  
quote:
In data 2007-07-25 23:07, Quilty scrive:
quote:
In data 2007-07-25 22:32, Tenenbaum scrive:
se il tuo dipendente è così preoccupato di perdere il lavoro si prende le sue responsabilità, i suoi impegni e anzichè trovarsi il tutto servito sul piatto si mette a LAVORARE (quello che tu ignori cosa significhi) e fa le sue scelte e decide COME si deve lavorare



La cui possibilità gli è negata essendo la proprietà del mezzo di produzione a lui privata e l'impossibilità di poter votare ed eleggere candidati e programmi per la pianificazione un dato di fatto.

ok
magari mi sono espresso male

intendo dire che fa tutto quello che è necessario per realizzare per conto il suo progetto anzichè andare alle dipendenze di qualcuno

così saprà cosa significa non riuscire a dormire per la paura di non avere abbastanza soldi per pagere i debiti ed andare avanti
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-07-2007 23:22  
quote:
In data 2007-07-25 23:00, Quilty scrive:
Perchè non lavori da solo, ecco la risposta.

E' già stato ampiamente argomentato che nel caso di lavoro con dipendenti, non lavori da solo ma interagisci con un gruppo di persone che ti permettono , con il loro preziosissimo sudore, di ottenere gli obiettivi che hai mirato.
E' solamente grazie al loro fondamentale contributo che puoi realizzare i tuoi scopi, ripagare il debito di cui ti sei fatto carico e in seguito continuare a prosperare senza però che questo personale dipendente abbia democraticamente la possibilità di decidere il suo futuro.


guarda che sei tu che sminuisci il lavoro del dipendente
non certo io

tuttavia ti vorre far notare che le mansioni del dipendente non comprendono determinate scelte
quali come ho già detto il come , o la scelta di certi fattori o procedimenti produttivi

perchè se io avvio un progetto con l'intento di fare un determinato prodotto
se le scelte non le prendo più io allora non sto più realizzando la mia attività

è talmente limpido il ragionamento che non capisco come tu non possa arrivarci

se io non posso più decidere cosa voglio fare allora è meglio che vada a lavorare altrove perchè quello che si realizza non è più il risultanto di una mie idee ma di quelle di un altro

ma allora quella non è più la mia ditta ma quella di un altro

quote:
In data 2007-07-25 23:00, Quilty scrive:

Nel caso infatti di un lavoratore inadempiente al suo contratto la soluzione è il licenziamento ; nel caso di un imprenditore che opera scelte sbagliate per qualsiasi motivo, la soluzione è che qualcuno deve pagare per errori altrui.

Se lavorassi da solo non ci sarebbe alcun problema , ma interagendo e vivendo in simbiosi con una comunità di persone l'assurdità di pretendere il diritto di pianificazione solamente per aver finanziato inizialmente il mezzo (ormai ripagato con lo sforzo collettivo) e aver messo l'idea in campo è altresì evidente.

Sono argomenti già trattati e sui quali hai ampiamente sorvolato

Non si può stare a scrivere continuamente la stessa cosa quando l'interlocutore rifiuta di dibattere sui punti contestati nell'attuale sistema economico.
O replichi a tono oppure ti astieni.
Queste cose erano già state scritte sin da pagina 1, il fatto che per l'ennesima volta debba riprendere il concetto è una prova evidente dell'incapacità di saper replicare su precise questioni.


ti vorrei far notare che tu non rispondi

ti ho chiesto perchè io dovrei smettere di realizzare le mie idee dopo un certo periodo di tempo

quindi la tua richiesta è priva di senso dato che tu non rispondi alla mia domanda

è così complicata tale questione ?


del resto ti vorrei inoltre far notare di nuovo che tu parli sempre del pericolo che il dipendente perda il lavoro per scelete errate dell'amministratore o proprietario, che è meglio

perchè invece non prendiamo l'esempio di una ditta che parte con un dipendente e dopo 20 anni ne ben 100

allora il tuo ragionamento sulla democrazia dove va a finire ?
l'imprenditore cosa avrà fatto in questi 20 anni ?
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 25-07-2007 23:27  
quote:
In data 2007-07-25 23:00, Quilty scrive:
Se lavorassi da solo non ci sarebbe alcun problema , ma interagendo e vivendo in simbiosi con una comunità di persone l'assurdità di pretendere il diritto di pianificazione solamente per aver finanziato inizialmente il mezzo (ormai ripagato con lo sforzo collettivo) e aver messo l'idea in campo è altresì evidente.

Sono argomenti già trattati e sui quali hai ampiamente sorvolato

ti vorrei far notare che l'assurdità invece sarebbe quella secondo la quale io non posso più decidere sul progetto che ho realizzato fino a quel momento

è evidente che continui a far finta di niente su ciò che ho scritto

parte della mia attività è quella decisionale
progetti
modalità di lavoro
scelta del prodotto

i risultati ottenuti sono il risultanto di un lavoro e di scelte

ora è assurdo che io non possa più scegliere
non c'è un motivo logico

può essere solo coercitivo
visto che mi viene negato il diritto di fare ciò che ho fatto fin dall'origine

decidere quale deve essere il mio prodotto e come voglio che debba essere fatto
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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 26-07-2007 10:52  
Ma ti è già stato ampiamente risposto sulla questione per cui tu non puoi decidere antonomamente il tuo lavoro e scegliere unilateralmente come e cosa produrre.

Il motivo è che NON LAVORI DA SOLO MA INTERAGISCI CON UNA COLLETTIVITA' DI PERSONE CHE PERMETTONO CHE IL TUO LAVORO POSSA OTTENERE I RISULTATI SPERATI.


La tuà attività infatti non va avanti da sola, a meno che tu non sia totalmente indipendente. Se decidi di collaborare con qualcuno affinchè questa persona possa portare avanti il progetto e lo porti a compimento, l'idea sarà pure tua ma la realizzazione non ti appartiene come esclusiva. E senza la realizzazione, dell'idea e del mezzo iniziale ti ci puoi pulire il culo.

Quindi essendo fondamentale il contributo di tutti , chi partecipa ha il diritto di scegliere così come il cittadino italiano ha il diritto di votare in quanto membro partecipe del Paese in cui vive.
Siamo nel campo della democrazia solamente in questo caso.
Così come nel caso dell'impresa che da 20 passa a 100 dipendenti, lo sì può realizzare non solo perchè c'è gente che pianifica e sceglie il metodo e la linea produttiva e le quote di mercato, ma anche e fondamentalmente perchè c'è qualcuno che realizza a livello pratico il prodotto scelto permettendo di incrementare i profitti.
I meriti della crescità dell'azienda sono addebitabili a chiunque abbia partecipato.
Così come gli eventuali demeriti non possono essere pagati da chi non ha avuto la possibilità di prendersi la sua responsabilità in quanto escluso a priori dal processo produttivo solamente perchè all'inizio, che può essere anche 50 anni fa, il nonno del proprietario aveva sborsato una quota per avviare un'attività, quota ampiamente ripagata nel corso degli anni con il lavoro di tutti quanti.
Quota che non può fungere da perenne scusante per continuare a ignorare tutti coloro che partecipano ad un'attività che nel frattempo si è modificata, allargata, sviluppata con il contributo di tutti coloro che vi hanno preso parte.

Partecipare significa anche e conseguentemente condividere le modalità di produzione , di gestione, di profitto.

Argomenti già ribaditi alla noia in queste tre pagine e a cui non è mai stato replicato.


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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 26-07-2007 10:52  
L'inutilità di tutti questi post che hai scritto infatti poteva essere bene evitata se avessi letto attentamente la questione fin dal principio, essendo stata chiaramente proposta.

La tua perversa logica di ragionamento infatti è la seguente:
io affermo che chiunque partecipa alla realizzazione di un prodotto (sia colui che mette l'idea e pianifica, sia colui che la realizza praticamente)ha moralmente e democraticamente lo stesso diritto di scegliere la pianificazione aziendale tramite programmi votati a maggioranza.
E ho spiegato i motivi.

La tua replica è erchè "io non posso più decidere sul progetto che ho realizzato fino a quel momento?".

La replica ignora l'argomentazione precedente sul fatto appunto che non sei stato solamente tu a realizzare l'opera.

Voglio vedere per quanti altri post andrai avanti facendo finta di ignorare la contestazione che è stata fatta al vigente modello economico sin dalla prima pagina.
Oppure non la capisci?
Ma in tal caso c'è solo da aver paura ad affidarsi a un imprenditore che non è nemmeno in grado di connettere sulla questione su cui verte un discorso.
_________________
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Futurist

Reg.: 30 Giu 2005
Messaggi: 1290
Da: firenze (FI)
Inviato: 26-07-2007 12:18  
quote:
In data 2007-07-26 10:52, Quilty scrive:
La tuà attività infatti non va avanti da sola, a meno che tu non sia totalmente indipendente. Se decidi di collaborare con qualcuno affinchè questa persona possa portare avanti il progetto e lo porti a compimento, l'idea sarà pure tua ma la realizzazione non ti appartiene come esclusiva. E senza la realizzazione, dell'idea e del mezzo iniziale ti ci puoi pulire il culo.


Ma lo sai che i lavoratori dipendenti vengono pagati? Se a qualcuno non basta la garanzia di un salario le opportunità per svolgere un'attività più rischiosa e gratificante non mancano. Essere lavoratori dipendenti non è infatti un obbligo ma una scelta. Se uno sceglie di lavorare per un imprenditore sceglie di vendere la sua professionalità ed il suo sudore in cambio di una ricompensa concordata in un contratto di lavoro che evidentemente tutti gli interessati sottoscrivono. Adempiuti gli obblighi del contratto la collaborazione è finita, ognuno ha avuto il suo e tutti sono felici e contenti. Con quali diritto il lavoratore dovrebbe pretendere di cambiare il contratto, dopo averlo sottoscritto, per ottenere per se ogni vantaggio? Ma non esiste proprio.
Infatti tu dici che se i progetti di un imprenditore vanno in porto è grazie anche al lavoro dei dipendenti. Tale affermazione è vera ma non dimostra proprio nulla, tantomeno che i dipendenti maturino diritti sull'azienda oltre a quelli indicati dal contratto. Sarebbe come affermare che il panettiere sotto casa mia può vantare dei diritti sulla mia persona perchè con il suo sudore mi ha aiutato a perseguire il mio progetto di nutrizionale, ignorando completamente che il sottoscitto lo ha pagato per i suoi servigi.
_________________
"Verso l'infinito e oltre, per arrivare là dove nessu uomo è mai giunto prima"

"trascendere le limitazioni umane e padroneggiare l'universo" (medaglia Fields)

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 26-07-2007 14:32  
quote:
In data 2007-07-26 10:52, Quilty scrive:
Ma ti è già stato ampiamente risposto sulla questione per cui tu non puoi decidere antonomamente il tuo lavoro e scegliere unilateralmente come e cosa produrre.

Il motivo è che NON LAVORI DA SOLO MA INTERAGISCI CON UNA COLLETTIVITA' DI PERSONE CHE PERMETTONO CHE IL TUO LAVORO POSSA OTTENERE I RISULTATI SPERATI.


La tuà attività infatti non va avanti da sola, a meno che tu non sia totalmente indipendente. Se decidi di collaborare con qualcuno affinchè questa persona possa portare avanti il progetto e lo porti a compimento, l'idea sarà pure tua ma la realizzazione non ti appartiene come esclusiva. E senza la realizzazione, dell'idea e del mezzo iniziale ti ci puoi pulire il culo.


allora
tu o non sai leggere
oppure leggi sono quello che ti fa comodo
oppure non sai di cosa stai parlando

io ho un progetto
voglio realizzare un prodotto o servizio
l’avvio dell’attività è frutto della mia iniziativa sotto tutti i punti di vista
amministrativo, finanziario, qualitativo, professionale
il prodotto o servizio deve essere il risultato di MIE SCELTE perché QUELLO CHE REALIZZO è frutto di mie idee, mia professionalità e si deve distinguere da quello degli altri

ora se io per realizzare il prodotto finale o il sevizio mi avvalgo di collaboratori questi DEVONO ESEGUIRE PERFETTAMENTE QUELLO CHE IO VOGLIO CHE VENGA FATTO PERCHE’ IO DECIDO COSA SI DEVE FARE, COME SI DEVE FARE PERCHE’ E’ FRUTTO DI MIE IDEE E CREATIVITA’

il collaboratore deve eseguire dei compiti che non hanno niente a che vedere con tali scelte perché NON SONO DI LORO COMPETENZA

se il collaboratore non è concorde con le MIE idee e MIE richieste non accetta di lavorare per me

ora se una persona non capisce che io devo realizzare il MIO PROGETTO e non quello di altri io non ci posso fare nulla

quote:
In data 2007-07-26 10:52, Quilty scrive:
Quindi essendo fondamentale il contributo di tutti , chi partecipa ha il diritto di scegliere così come il cittadino italiano ha il diritto di votare in quanto membro partecipe del Paese in cui vive.


Un esempio che infatti non ha senso


quote:
In data 2007-07-26 10:52, Quilty scrive:
Partecipare significa anche e conseguentemente condividere le modalità di produzione , di gestione, di profitto.

Argomenti già ribaditi alla noia in queste tre pagine e a cui non è mai stato replicato.


assolutamente no
questa è solo una tua opinione priva di fondamento
liberissimo di pensarla come vuoi ma è solo un’opinione come le altre
punto e basta

io decido cosa si deve fare , come si deve fare
altrimenti non è più la MIA IDEA, LA MIA CREATIVITA’, LA MIA PROFESSIONALITA’ che mi distingue dagli altri
io voglio che il risultato finale sia frutto delle mie idee non quelle degli altri
è semplicissimo il discorso

ma siccome tu non capisci
ti faccio un esempio facilissimo, vero
il sig. Aresu decide di partire a Torino e frequenta un laboratorio di pasticceria
quando si sente pronto torna a Cagliari e decide di aprire un proprio laboratorio per produrre e vendere dolci

ora siccome il sig. Aresu ama il proprio lavoro e ha molte idee per la testa ha subito successo e il suo prodotto vende moltissimo
siccome non è in grado di soddisfare da solo le richieste deve assumere dei collaboratori ai quali insegna come si devono fare i vari prodotti secondo le sue indicazioni e le sue idee

ora sono trascorsi 10 anni
il sig. Aresu ha continuato a sperimentare e a ideare varianti, a migliorare la sua professionalità

i clienti scelgono la pasticceria Aresu perché preferiscono quel prodotto rispetto ad altre pasticceria

qualsiasi collaboratore anche se presente da 10 anni non può decidere su come si deve produrre un pasticcino altrimenti si venderebbe un prodotto diverso da quello che la gente vuole comprare
questo perché in quella pasticceria la ricetta della crema, della cioccolata, il tipo di cottura, di impasto sono frutto della creatività del sig. Aresu e non di qualsiasi altro collaboratore e così sarà anche fra 50 anni


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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 26-07-2007 14:42  
quote:
In data 2007-07-26 10:52, Quilty scrive:
La tua perversa logica di ragionamento infatti è la seguente:
io affermo che chiunque partecipa alla realizzazione di un prodotto (sia colui che mette l'idea e pianifica, sia colui che la realizza praticamente)ha moralmente e democraticamente lo stesso diritto di scegliere la pianificazione aziendale tramite programmi votati a maggioranza.
E ho spiegato i motivi.

La tua replica è erchè "io non posso più decidere sul progetto che ho realizzato fino a quel momento?".


peccato che tu ignori quello che ho scritto io (eludi, eludi ancora, all’infinito)
se io decido di avviare un’attività voglio ottenere un prodotto che sia il risultato delle mie conoscenze, professionalità, idee, creatività
che sia DISTINGUIBILE dagli altri

tu invece vorresti negarmi questa scelta (molto democraticamente, vero, lobotizzarmi) per far decidere ad altri
beh, grazie non mi interessa avviare una attività se poi quello che si fa lo decide un altro
allora che senso ha che io realizzi un progetto se poi non lo posso concretizzare secondo le mie idee ?
sarebbe interessante vedere la tua arguta risposta

allora tanto vale che vada direttamente a lavorare per qualcun altro dato che quello che io vorrei fare secondo i tuo principi NON LO POSSO FARE
perchè tu me lo vuoi negare molto democraticamente


quote:
In data 2007-07-26 10:52, Quilty scrive:
La replica ignora l'argomentazione precedente sul fatto appunto che non sei stato solamente tu a realizzare l'opera.

Voglio vedere per quanti altri post andrai avanti facendo finta di ignorare la contestazione che è stata fatta al vigente modello economico sin dalla prima pagina.
Oppure non la capisci?
Ma in tal caso c'è solo da aver paura ad affidarsi a un imprenditore che non è nemmeno in grado di connettere sulla questione su cui verte un discorso.


vedi sopra

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 26-07-2007 17:12  
quote:
In data 2007-07-26 12:18, Futurist scrive:

Ma lo sai che i lavoratori dipendenti vengono pagati? Se a qualcuno non basta la garanzia di un salario le opportunità per svolgere un'attività più rischiosa e gratificante non mancano. Essere lavoratori dipendenti non è infatti un obbligo ma una scelta. Se uno sceglie di lavorare per un imprenditore sceglie di vendere la sua professionalità ed il suo sudore in cambio di una ricompensa concordata in un contratto di lavoro che evidentemente tutti gli interessati sottoscrivono. Adempiuti gli obblighi del contratto la collaborazione è finita, ognuno ha avuto il suo e tutti sono felici e contenti. Con quali diritto il lavoratore dovrebbe pretendere di cambiare il contratto, dopo averlo sottoscritto, per ottenere per se ogni vantaggio? Ma non esiste proprio.
Infatti tu dici che se i progetti di un imprenditore vanno in porto è grazie anche al lavoro dei dipendenti. Tale affermazione è vera ma non dimostra proprio nulla, tantomeno che i dipendenti maturino diritti sull'azienda oltre a quelli indicati dal contratto. Sarebbe come affermare che il panettiere sotto casa mia può vantare dei diritti sulla mia persona perchè con il suo sudore mi ha aiutato a perseguire il mio progetto di nutrizionale, ignorando completamente che il sottoscitto lo ha pagato per i suoi servigi.




Innanzitutto non è affatto vero che essere lavoratori dipendenti è una scelta: ci sono tanti laureati che non riescono a trovare un posto di lavoro e si devono accontentare di cosa offre il mercato del lavoro.
In secondo luogo a ciascuno il lavoro secondo le sue possibilità (intellettuali, economiche...). Un dipendente cuoco di un grande ristorante che non riesce a compiere la minima operazione algebrica o equazione ed è nullatenente è invece un mago della creatività culinaria e grazie al suo talento e contributo porta avanti il successo di quel ristorante nel quale è sempre e solo un dipendente.
Il fatto che venga pagato per la sua manodopera non implica un'esclusione dalle scelte di gestione dell'attività in cui lavora; al contrario, dato il suo fondamentale contributo egli dovrebbe esserne pienamente partecipe.


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E' una storia che è successa ieri, ma io so che è domani.

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