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Autore il nascondiglio - pupi avati
badlands

Reg.: 01 Mag 2002
Messaggi: 14498
Da: urbania (PS)
Inviato: 08-11-2007 21:49  
magari qualche mod lo ha già visto...com'è?siamo sui livelli dell'ultimo,per me pessimo o quasi,avati,o ha avuto un colpo d'ala tornando al genere che meglio ha utilizzato?il trailer sta a metà tra l'affascinante e la stronzata fatta alla americana senza averne i mezzi.
ciao!

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Petrus

Reg.: 17 Nov 2003
Messaggi: 11216
Da: roma (RM)
Inviato: 08-11-2007 21:52  
lo vedo lunedì prossimo
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"Verrà un giorno in cui spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate"

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badlands

Reg.: 01 Mag 2002
Messaggi: 14498
Da: urbania (PS)
Inviato: 08-11-2007 21:59  
mi deludi,solo 6 giorni prima dell'uscita...
allora attendo commento,mi sto accorgendo che sei affidabile
ciao!

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badlands

Reg.: 01 Mag 2002
Messaggi: 14498
Da: urbania (PS)
Inviato: 15-11-2007 13:44  
poi ne hai scritto qualcosa?
ciao!

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Lollina
ex "lolly19"


Reg.: 11 Gen 2002
Messaggi: 19693
Da: albenga (SV)
Inviato: 15-11-2007 16:15  
Esce venerdì, giusto?
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Perchè sentiamo la necessita' di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio?E' solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale,quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.

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badlands

Reg.: 01 Mag 2002
Messaggi: 14498
Da: urbania (PS)
Inviato: 15-11-2007 19:22  
esatto.io punto già al passaggio in dvd,o qualche rassegna nel mio cinema non prima di marzo.
ciao!

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oronzocana

Reg.: 30 Mag 2004
Messaggi: 6056
Da: camerino (MC)
Inviato: 15-11-2007 20:32  
quote:
In data 2007-11-15 19:22, badlands scrive:
esatto.io punto già al passaggio in dvd,o qualche rassegna nel mio cinema non prima di marzo.
ciao!



prima o poi devo passare a trovarti
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Partecipare ad un'asta, se si ha il Parkinson, può essere una questione molto costosa.
Michael J. Fox
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badlands

Reg.: 01 Mag 2002
Messaggi: 14498
Da: urbania (PS)
Inviato: 15-11-2007 20:50  
dai,ci troviamo per l'allenatore nel pallone 2,ormai manca poco all'uscita(anche se ho la voglia di non vederlo per non distruggermi un mito)
ciao!

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pensolo

Reg.: 11 Gen 2004
Messaggi: 14685
Da: Genova (GE)
Inviato: 15-11-2007 20:56  
Almeno in Italia c'è qualcuno che ha il coraggio di tornare al film di genere.

Mi aspetto sicuramente qualcosa di buono.
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Bart,voglio condividere con te le tre massime indispensabili per andare avanti nella vita.N°1:"Mi raccomando coprimi" N°2: "Miticooo!Ottima idea capo" N°3:"Era già così quando sono arrivato io"

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Petrus

Reg.: 17 Nov 2003
Messaggi: 11216
Da: roma (RM)
Inviato: 16-11-2007 09:21  
quote:
In data 2007-11-08 21:59, badlands scrive:
mi deludi,solo 6 giorni prima dell'uscita...
allora attendo commento,mi sto accorgendo che sei affidabile
ciao!



ahah, grazie! ne ho scritto qui se ti interessa
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Petrus

Reg.: 17 Nov 2003
Messaggi: 11216
Da: roma (RM)
Inviato: 17-11-2007 11:11  
Attesissimo, il ritorno di Pupi Avati dietro la macchina da presa. Non per una sua chissà quanto prolungata assenza (è dell'anno scorso La cena per farli conoscere), quanto per il fatto che erano dodici anni, dall'ormai lontano L'arcano incantatore, che il regista bolognese non tornava a cimentarsi con l'horror. Il suo La casa dalle finestre che ridono rimane infatti un piccolo cult del genere gotico italiano, e la riproposizione di Avati alle prese con un certo tipo di cinema di genere, ormai del tutto trascurato in Italia, destava numerose aspettative. Siamo chiari con il lettore: Il nascondiglio non risponde alle attese, non almeno nella maniera sperata. Questo non significa d'altra parte che la pellicola di Avati sia un brutto film. Al contrario si presta ad una molteplicità di letture, la sintesi delle quali fa propendere la bilancia sul lato delle occasioni perse piuttosto che su quello delle opere riuscite.
Si nota immediatamente (se la locandina non fosse bastata) come il regista strutturi la sua opera come se fosse un horror. Gli stilemi narrativi, le soluzioni sceniche adottate, rimandano proprio ai canoni classici di quel particolare filone del genere, eppure lo script se ne discosta non poco, puntrando, più che sulla meccanica degli effetti e sulla suggestione delle atmosfere, sulla centralità della protagonista, con i suoi dubbi, le sue incertezze e le sue paure, indirizzando la pellicola più sotto l'etichetta di thriller psicologico che sotto quella di un horror vero e proprio.
Questa 'deriva' globale della narrazione contrasta così con le scelte espressive, che spesso non appaiono funzionali allo scorrere limpido della narrazione.
Che bisogno c'è di costruire una lunga sequenza in cui l'attrice si avvicina in modo inquietante e circospetto ad un banalissimo telefono che squilla se al pubblico è già stata fornita l'informazione che ne sta per seguire una banale telefonata senza ulteriori colpi di scena nell'economia dell'inquadratura?
Questo solo uno degli esempi di come le cartucce ci siano, e Avati le sappia maneggiare bene (la sequenza in sè è costruita magistralmente) ma di come poi si ritrovi a spararle un pò a casaccio.
Altre scelte di questo tipo penalizzano il pathos ambientale, la creazione di un climax. La natura e i segreti del 'nascondiglio' di cui al titolo, vengono svelati attraverso una veloce quanto esplicativa inquadratura, sufficiente a depotenziare lo strano gioco delle parti che si instaura per tutto il corso della storia tra la protagonista e la casa nella quale va a vivere.
Un mix poco felice di scelte narrative e lavoro sulla messa in scena, l'improbabile amalgama priva di sintesi che ne vien fuori, si rivela il vero e proprio tallone d'achille del film di Avati.
Si potrebbe soprassedere ad una recitazione della Morante dal minimalismo ai limiti dell'irritante, così come ad una serie di ingenuità nel racconto che magari non inciderebbero a fondo sul livello qualitativo generale. Ma non si riesce a non notare come l'insieme sia mal calibrato, come i tasselli che compongono il puzzle globale non si incastrino alla perfezione.
Pure un'ottima realizzazione tecnica, che conferisce al Il nascondiglio uno spessore artigianale di grande dignità e solidità, non riesce a compensare quella sensazione di disomogeneità, di sfasamento tra i singoli elementi che, non lavorando all'unisono, risultano pur sempre di valore, ma non sortiscono l'effetto desiderato.


pubblicata anche qui
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kubrickfan

Reg.: 19 Dic 2005
Messaggi: 917
Da: gessate (MI)
Inviato: 18-11-2007 01:39  
Trama: nel 1952 durante una notte di neve poco prima di Natale avviene un terribile delitto in una casa dello Iowa gestita in maniera autoritaria da delle suore. Nel 2007 una donna chiamata semplicemente Lei decide di aprire un ristorante nella stessa casa rimasta chiusa per 55 anni. Ma delle strane vocine che provengono dalle intercapedini la impauriscono a tal punto da dover cercare aiuto per scoprirne l'origine che sembra collegata a quanto successo tanti anni prima ...

Commento: Sospeso tra pazzia e ragione, ecco arrivare il nuovo film di Pupi Avati (autore che si cimenta sopratutto in commedie, l'ultima fu La cena per farli conoscere ma che ha un particolare amore per i film a sfondo thriller parapsicologico, indimenticabile la sua ormai lontana La casa dalle finestre che ridono), ambientato non in atmosfere padano/italiche ma nello Iowa, in una zona isolata immersa nella campagna.
La vicenda di Lei (una Laura Morante chiamata a una parte meno impegnativa dei suoi soliti intensi ritratti di donne disadattate o impegnate nella cornaca) si snoda ricollegandosi a un luttuoso fatto successo 55 anni prima durante una fredda notte di Dicembre, quando due ragazze sparirono nel nulla in una grande casa denominata "Dei serpenti" diretta in maniera dispotica e severa da delle suore senza troppi scrupoli.
Lei è un personaggio con gravi problemi psichici dovuti a un terribile evento, e una volta uscita di clinica decide di ricostruirsi una vita aprendo un ristorante ma la malasorte le affida un luogo tutt'altro che ideale per farlo.
Avati decide di far parlare la casa per trasformare le sicurezze del luogo che ci dovrebbe ospitare e proteggere in insicure trappole/prigione, dove l'ospite che ci minaccia è l'atavico inquilino che vede in noi un intruso.
La voce in falsetto che sbiascica l'immortale "Magic Moment" attraverso le grate è perfetta per incutere paure, come lo sono gli sguardi impauriti della protagonista attraverso gli angusti corridoi delle intercapedini, segno della paura di mezzo dello sguardo che abbandona la luce per entrare nel buio più tetro.
Giocando su questi elementi i momenti di suspance sono molto alti, la tecnica ormai lontana di mettere il rumore altisonante per marcare l'evento ancora valida, tutti nella casa è soffuso di vero mistero, il peccato purtroppo non è l'inside (praticamente perfetto per una tipologia di lavoro come questo) ma l'outside, quello che succede al di fuori della casa è del tutto privo di fascino, con momenti quasi imbarazzanti della ricerca della verità e l'incontro con una informatissima pseudo amica (una insulsa Yvonne Sciò) con (guarda caso) figlio a carico che aiuta sempre per aumentare il pathos dato che essendoci un minore presente il coinvolgimento dovrebbe essere maggiore.
Personaggi secondari (che in film di tale ambientazione sono basilari per la buona riuscita del tutto) tratteggiati davvero male, come quello del prete digrignante che sembra lanciare con gli sguardi maledizioni (interpretato da Treat Williams) oppure quello enigmatico di Muller (interpretato da Burt Young, ricordabile per essere stato il Paulie di Rocky). E il tutto non ha neanche le atmosfere magiche Padane che Avati seppe mirabilmente creare, calando così in un gusto italiano della ripresa luoghi che non sanno evocare nulla di davvero empatico con quello che vediamo nella casa maledetta.
Come di solito capita, vengono recuperati nomi ormai scomparsi dalla scena da tempo (troppo anziani probabilmente per fare reality) come l'incartapecorita Sidney Rome, che invece di fare atmosfera dimostrano la mancanza di sinergia con il palcoscenico abbandonato da tempo.
In definitiva Avati con questo film fa un passo indietro costruendo un mezzo lavoro, monotono nelle sue meccaniche di costruzione e prosecuzione del motore della storia, perfetto invece nelle atmosfere degli interni, peccato che la casa del mistero non sia ovunque ma soltanto in determinati momenti del racconto.
Film come di consueto per il regista quando gira questo tipo di prodotti praticamente privo di effetti speciali, da guardare e privilegiare sempre e comunque rispetto ai prodotti scialbi di genere horror teen americani.
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non solo quentin ma nel nome di quentin...quentin tarantino project
QUENTIN TARANTINO PROJECT

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badlands

Reg.: 01 Mag 2002
Messaggi: 14498
Da: urbania (PS)
Inviato: 18-11-2007 12:36  
a sopresa al cinema-topaia di urbino lo danno,e me lo vedrò oggi pomeriggio.mi attendo un buon film di genere nulla di più,tipo the others

ciao!

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 18-11-2007 14:57  
quote:
In data 2007-11-18 12:36, badlands scrive:
a sopresa al cinema-topaia di urbino lo danno,e me lo vedrò oggi pomeriggio.mi attendo un buon film di genere nulla di più,tipo the others

ciao!



The Others però è perfetto, sotto tutti i punti di vista. Però.., forse un po' troppo...

Anch'io vedrò stasera Il Nascondiglio. Mi piace molto l'Avati gotico, l'ho sempre preferito ad Argento (questione di corde empatiche personali) e fino ad ora non ha sbagliato un solo film di quel genere. Spero vivamente che il nascondiglio - quantunque non perfetto, da quel che leggo - non mi deluda.

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TomThom

Reg.: 07 Giu 2007
Messaggi: 2099
Da: Mogliano Veneto (TV)
Inviato: 18-11-2007 15:27  
Io ero piuttosto ben disposto verso l'ultima fatica del Pupi...poi ho visto il trailer e mi è passata la voglia...
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