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Autore Campagna elettorale 2008 e coalizioni
pkdick

Reg.: 11 Set 2002
Messaggi: 20557
Da: Mercogliano (AV)
Inviato: 14-04-2008 10:33  
quote:
In data 2008-04-13 16:01, sandrix81 scrive:
qualche anno fa in uno scrutinio qui al mio comune trovarono in una scheda elettorale una fetta di mortadella e sulla scheda c'era scritto "e mo magnatevi pure que'!"


questa però o è una leggenda metropolitana o è stata grande fonte di ispirazione, perchè praticamente si racconta che sia successa in tutti i seggi d'italia...

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Valparaiso

Reg.: 21 Lug 2007
Messaggi: 4447
Da: Napoli (es)
Inviato: 14-04-2008 11:27  
Segnalo sulle elezioni anche questo bell'articolo di Ghezzi, che si spinge a dare anche consigli per il dopo.

IL PAESE PIU' VICINO
di Enrico Ghezzi

Temo che dovremmo benedire la perversione del porcellum (nella quale non si butta via niente perché non si prende niente). Legge generata dal paradosso del sondaggio, che modifica all'istante il proprio risultato oltre alla percezione di esso da parte di sondati e sondanti e sondaggisti. Che non farà vincere nessuno.
Ah, l'ossessione del vincere e del non perdere. E quella del poter fare, del voler «governare» infine. Modernizzare, sfoltire, razionalizzare, ringiovanire, velocizzare. Con una certa coerenza (anche se con qualche inversione temporale), l'attuale candidato del Partito democratico l'aveva detto: senza una riforma (anche costituzionale) che non garantisse al leader vincitore i poteri almeno di un sindaco nella propria città, sarebbe andato in Africa.
Il globalizzare per localizzare meglio, il localizzare per globalizzare alla perfezione, è comunque il credo e il dovere di chiunque si presenti oggi (con l'intento di vincere e governare) a elezioni «democratiche» in questo mondo. Con piccole sfumature (sempre importanti) il compito che dichiara qualunque candidato di qualunque parte è lo stesso. Alla fine, essere governato/i dalla chiara oscurità della situazione, nella quale il potere d'acquisto del capitale sta consumando e sfinendo il mondo tutto più volte acquistato e rivenduto all'istante, merce alla mercè del danaro nero.
Ogni appello al realismo, anche o specialmente a quello dello sviluppo che dovrebbe compatibilmente svilupparsi e «svilupparci» per distribuire nuovo benessere a tutti con maggior senso di giustizia, ci può giustamente insospettire. Esso fa ricorso in effetti al singolare ottimismo oscurantista (mal mascherato dalla parodia di illuminismo che è la pubblicità) che - senza particolari differenze politiche nei diversi schieramenti - stermina non solo l'opinione pubblica ma anche il semplice formarsi di singole opinioni e dichiarazioni di dubbio, sacrificando tutto a pure ideologie quali il «ricambio generazionale». Questo, solo questo (tremendamente sufficiente) è il motivo per cui si è intravisto da anni l'intelligente berlusconismo veltroniano.
Credo però che il punto non sia più qui. La mutazione è già accaduta, col piccolo corollario di ritenere che le persone e i paesi siano acquistabili e mobilitabili sventolando assegni.
Allora, ci si auguri pure di «vincere» (o in questo senso anche di (non) «perdere»), ma speriamo che nessuno vinca con non più di un solo voto o di un solo seggio di scarto, e che si apra una riflessione intensa non solo sulla forma di (ri)governo (peraltro già decenni fa arrivata nel paese democristiano a estenuazione e raffinatezza estreme), e sulle Tav o sui ponti sullo stretto, ma sui modi di inventare dibattere confliggere o confluire a proposito delle briciole di forme di vita futura che forse ancora ci attendono, e dell'alta o bassa velocità del nostro viaggiare. E sarebbe bello (oltre a convenire) tener presente la strana forma sotterranea che (indifferente a chi amministri il Belgio: bell'esempio di paese ahimé tutt'altro che anarchico ma da un anno tranquillamente spaccato e sprovvisto di un governo politicamente fondato) proprio in Europa per prima si è manifestata da millenni oltre ogni fatica e dolore nonostante governi e imperii e sterminii. La resistenza nella sconfitta , i valori del perdere e della minoranza e dell'inutile poetico, l'organizzarsi dei deboli dei perdenti degli ultimi, lo spettro della classe dei senza classe, il tramandarsi dell'intensità lacerante e tremenda dell'amore dei non amati.

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/13-Aprile-2008/art41.html




[ Questo messaggio è stato modificato da: Valparaiso il 14-04-2008 alle 11:31 ]

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sandrix81

Reg.: 20 Feb 2004
Messaggi: 29115
Da: San Giovanni Teatino (CH)
Inviato: 14-04-2008 14:12  
quote:
In data 2008-04-14 10:33, pkdick scrive:
questa però o è una leggenda metropolitana o è stata grande fonte di ispirazione, perchè praticamente si racconta che sia successa in tutti i seggi d'italia...

naturalmente la prima
_________________
Quando mia madre, prima di andare a letto, mi porta un bicchiere di latte caldo, ho sempre paura che ci sia dentro una lampadina.

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