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Autore IL petroliere
kubrickfan

Reg.: 19 Dic 2005
Messaggi: 917
Da: gessate (MI)
Inviato: 17-02-2008 09:09  
Trama: Daniel Plainview ha un terribile fiuto per trovare l'oro nero. Siamo in california a cavallo tra la fine del milleottocento e l'inizio del novecento, e grazie a un avviso avuto da un contadino, scopre un giacimento gigantesco di petrolio venuto in superficie dopo un terremoto. Con il figlio adottivo al seguito, Daniel parte per sfruttarlo completamente, ma il suo arrivismo e il suo sfrenato cinismo lo porteranno a scontrarsi con un predicatore della chiesa locale, e oltretutto i primi incidenti non tardano ad arrivare durante i lavori di trivellazione. Uno di questi, particolarmente grave, sembra segnare la fine di un sogno, ma Daniel è tutt'altro un uomo che si arrende davanti alle difficoltà ...



Commento: Daniel Day Lewis, il grandioso protagonista de L'ultimo dei Mohicani e di Gangs of New York, premio Oscar per "Il mio piede sinistro" (anche qui ha una gamba protagonista, ma è menomata invece che attiva ed è la destra) prende letteralmente in pugno questo film dalle forti premesse e dalla realizzazione ineccepibile come stile, ma fiacco per ritmo di narrazione degli avvenimenti, sta in scena praticamente ovunque, e come un novello John Wayne disegna al contrario (buono per cattivo) e in maniera uguale un personaggio carismatico, totalitario, cinico e vigoroso che domina e riempie i paesaggi. Sembra che l'arrivista Daniel Plainview sia il vero regista del film, non il pur bravo, e raro nel produrre, Paul Thomas Anderson (divenuto famoso con l'ottimo Magnolia e assente dal 2002 dopo Ubriaco d'amore con Adam Sandler), dato che tutto il film dipende da lui, gli altri personaggi sono solo pedine di poco conto (compreso il personaggio del predicatore, interpretato da un valido Paul Dano che fa anche un altra parte) facilmente manovrabili.
La storia è molto semplice (e qui sta il difetto del film e che non giustifica la sua durata monstre), un uomo, Daniel appunto, cinico ed arrivista oltre ogni limite (lo vedrete nel film fino a che punto si spinge) ha un autentica incredibile naturale capacità di scoprire giacimenti petroliferi, e lui stesso si autodefinisce"Cacciatore di petrolio". Un giorno per merito di una soffiata interessata, ne scopre uno colossale ("Un oceano di petrolio") e sbaragliando ogni possibile ostacolo, con qualunque mezzo, decide di metterci le mani addosso a tutti i costi, accompagnato nell'impresa dal figlio adottivo, che ha perso il padre biologico quando era infante, morto in un incidente sul lavoro proprio mentre estraeva il prezioso liquido con Daniel. Solo l'invasato predicatore della chiesa locale sembra dargli qualche grattacapo, ma il cercatore di petrolio non è tipo da scendere a compromessi.
Davvero interessanti da vedere gli immensi paesaggi, notevoli le scene degli uomini coperti di oro nero estratto dalla melma a prezzo di fatiche incredibili, ma purtroppo il film gira parecchio su se stesso, stenta a decollare diluendosi in tante cose molte volte inadatte, e affida la sua sopravvivenza all'interpretazione (assoluta e da Oscar) del suo protagonista, che con i sorrisi beffardi, le cattiverie gratuite e le ciniche mete, ci fa dimenticare che la pellicola in alcuni punti ci sta raccontando poco o niente. Se analizziamo concretamente il racconto ci sarebbe lo spunto per farlo reggere al massimo 110 minuti, non si approfondisce nulla (le sofferenze dei lavoratori/estrattori anche se raccontate sono accantonate velocemente concentrandosi solo sul singolo, e sempre e solo su Daniel) e viene dato uno spaccato molto modesto della società del tempo. La parte migliore risulta essere quella del finale, venti minuti circa, dove il Daniel Day Lewis Show raggiunge l'apice di onnipotenza, un autentico OMF, one man film, ricordando Al Pacino nell'immortale discorso dell'Avvocato del diavolo. Vengono i brividi di fronte a tanta bravura interpretativa, tanta forza e sanguigna espressività, e il significato del bel titolo americano (Ci sarà del sangue, quello italiano preferisce ricordare il titolo del libro da cui è tratto il film,"Oil!") esplicato con efficacia sparata in faccia allo spettatore senza pietà.
Un vero peccato che Anderson si sia fermato alla costruzione di un grande ritratto anzichè di un affresco (come fece molto meglio Scorsese sfruttando Lewis per un altro personaggio duro come quello del macellaio di Gangs of New York), abbia dedicato ogni sforzo in questo senso cedendo alla possibilità di essere meno unilaterale, diventando blandamente descrizionista dell'ambiente humus abitativo rispetto a quello personal descrittivo.
Si esce dalla sala con una sorta di malcontento occulto, quasi pensando a un bel film che non ci è piaciuto e per colpa (merito ovviamente) di un mostruoso attore non ci accorgiamo neppure del perchè. Il cinismo su cui si muove Daniel farebbe venire in mente le ultime guerre del petrolio moderne, con parallela diversità che lui non ha bisogno di scuse o blande motivazioni per la sua lotta al raggiungimento della ricchezza. E anche le motivazioni di certi comportamenti non sono minimamente celate ("i miei uomin i non vengono in chiesa perchè devono produrre quotidianamente e devono riposare, non possono perdere tempo con lei" si sente dire il predicatore), piuttosto portate con orgoglio quasi a bandiera di uno scopo di vita. Daniel non si è curato di una gamba spezzata per diventare ricco, figuriamoci se lo fa per il bene dell'anima, valore incorporeo che lui non riconosce minimamente, solidamente legato ai valori terreni del denaro da accumulare con frenesia (e per il quale si vende, ogni tipo di obbiettivo può valere un azione contraria a principi o dogmi "Abbiamo la tubazione!"). Il film poi fa vedere il rapporto con il figliastro come una sorta di doverosa scorta di buonismo, ma da quest'uomo totalitario nel proprio ci si deve aspettare di tutto e di più (e di fatto il primo pozzo lo dedica non a lui ma alla bambina che potrebbe essere di scorta e sostituzione mancando il bimbo per ogni possibile caso). Non possiamo dirvi il perchè per non togliervi la sorpresa di un passaggio chiave, ma anche questa cosa è tutta nell'insieme e nell'ottica di approfondire Daniel e mai di vedere come gli altri si rapportano a lui.
In definitiva un film fondato, costruito su e che vive unicamente per il grandioso protagonista/dominatore, eccessivamente lungo e con qualche passaggio inutile, che racconta in maniera priva di grandangolo una vicenda che poteva essere descritta come uno spaccato della società e non quella di un uomo, che alla fine non stanca solo e unicamente perchè Lewis la prende per mano e se la porta sulle spalle. E' una visione consigliata senza ombra di dubbio, la sua caratura tecnico filmica è molto valida, ma è un peccato perchè il tutto poteva essere raccontata molto meglio e senza tutte quelle inutili sbavature di racconto che ne hanno fatto un albero pieno di rami corti ed invisibili facendo risaltare soltanto il tronco solido e massiccio, dando un appagamento finale decisamente superiore a quanto Lewis, e in fondo non il film, ci ha dato.

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Nietzsche

Reg.: 03 Ago 2007
Messaggi: 2264
Da: smaramaust (BZ)
Inviato: 17-02-2008 15:23  
visto anche io ieri sera.
un appunto a chi ha aperto il topic: non ti sembra che there will be blood sia decisamente migliore del petroliere come titolo?
detto ciò, concordo pienamente con la tua analisi. si esce effettivamente con la sensazione di aver assistito a un bel film che però non è piaciuto. oddio, i momenti buoni, e anche ottimi (la scena dell'incendio al pozzo su tutte) non mancano. ma i momenti in cui on si dice nulla, in cui il film ristagna, abbondano. io ho avuto la netta sensazione di resistere a quasi 3 ore di film quasi unicamente grazie a danile day lewis, un mostro di bravura, quasi certamente vincitore dell oscar (mi spiace per depp e mortensen, che adoro, ma lewis è letteralmente imbattibile in questo film), e non sono convinta che sia un bene. onore all attore, certo, ma qualche taglio , risparmiandoci una mezzora di film, poteva solo far bene. in certi frangenti si ha l impressione che anderson non sappia dove andare a parare, quasi volesse trovare (vedi magnolia, dove pure erano plausibili) risvolti spirituali psicologici mistici o moraleggianti ovunque, come se questi significati dovessero piovere per 3 ore sulla pellicola. invece la morale della favola, che pure c'è, avrebbe potuto esser spiattellata in modopiù diretto, più onesto verrebbe da dire. un film sulla follia, sugli estremi di fede e cinismo che inevitabilmente portano l uomo alla perdizione (vedi scena e dialogo finale). ma anche un film sulla sincerità: meglio un cattivo onesto o un falso buono? certo un punto debole del film sta nel racconto di questa lotta fra i due protagonisti, cosi distanti e cosi vicini tra loro; il personaggio di paul dano avrebe meritato più spazio, ed è quello che mi aspettavo. tante cose vengono accennate, inquadrate e poi subito sfumate, quasi strappate a metà, e forse è proprio questo che, in un film di 160 minuti, lascia un pò l amaro in bocca.
piccolo appunto: a mio avviso interessante colonna sonora, purtroppo non è nemmeno in nomination agli oscar.

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Nietzsche

Reg.: 03 Ago 2007
Messaggi: 2264
Da: smaramaust (BZ)
Inviato: 17-02-2008 15:26  
quote:
In data 2008-02-17 09:09, kubrickfan scrive:
(compreso il personaggio del predicatore, interpretato da un valido Paul Dano che fa anche un altra parte)



SPOILER

scusa a quale altra parte ti riferisci?


cmq trovo dano un ottimo attore, già in little miss sunshine aveva ricevuto premi e nominations; anche qui si conferma una bella promessa.
nelle scene con day lewis regge bene il confronto, scusate se è poco!

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 17-02-2008 15:41  
Concordo, film troppo lungo e francamente un po' palloso, tutto sorretto sulle spalle di Daniel Day Lewys,belle scene all'aperto e lunghi silenzi alla Malick, nemmeno una figura femminile di minimo spicco (a parte la bambinetta bionda).
La scena finale giustifica il titolo originale del film " Ci sarà sangue" ed infatti! Ma perchè?
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Riminesi a tutti gli effetti...a'l'imi fata!

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TomThom

Reg.: 07 Giu 2007
Messaggi: 2099
Da: Mogliano Veneto (TV)
Inviato: 17-02-2008 16:20  
quote:
In data 2008-02-17 15:41, eltonjohn scrive:
...La scena finale giustifica il titolo originale del film " Ci sarà sangue" ed infatti! Ma perchè?


Ma perché non stai zitto visto che ci sono persone che devono ancora vederlo? Fanculo.
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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 17-02-2008 17:17  
quote:
In data 2008-02-17 16:20, TomThom scrive:
quote:
In data 2008-02-17 15:41, eltonjohn scrive:
...La scena finale giustifica il titolo originale del film " Ci sarà sangue" ed infatti! Ma perchè?


Ma perché non stai zitto visto che ci sono persone che devono ancora vederlo? Fanculo.



Ma guarda che non è un giallo! Comunque è stato il maggiordomo gallese...
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DaveNet

Reg.: 23 Giu 2006
Messaggi: 138
Da: Piemonte (PS)
Inviato: 17-02-2008 17:45  
quote:
In data 2008-02-17 17:17, eltonjohn scrive:

Ma guarda che non è un giallo! Comunque è stato il maggiordomo gallese...




ahahahahahahah
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"Il cervello è il mio secondo organo preferito " (W.Allen)

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 17-02-2008 23:28  
quote:
In data 2008-02-17 15:41, eltonjohn scrive:
Concordo, film troppo lungo e francamente un po' palloso...



Siamo insomma nei paraggi di Magnolia... (?)
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 17-02-2008 23:33  
no per niente. Questo film è grande proprio perchè è disarticolato, o meglio, fuori dai soliti canoni causa-effetto. Denso, con momenti di cinema altissimo, e un continuo rincorrersi di vita vissuta e pensata.
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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 18-02-2008 09:15  
ricopio un commento veloce dal mio blog.

I percorsi narrativi di Paul Thomas Anderson non seguono la normale direttiva della causa-effetto. Quando non è una storia corale (Sidney, Boogie nights e Magnolia) è comunque un intrecciarsi di strade mentali all'interno di uno stesso personaggio (Ubriaco d'amore e appunto Il petroliere). E0 queta la ragione principale per cui a molti questo film annoiera: l'incapacità di capire quale ragione si nasconda dietro ad ogni azione del protagonista (uno straordinario Day Lewis), la scelta del montaggio di non rendere esplicito cosa ha permesso cosa, ma quel buttare tutto nella mischia come se fosse vita vera, visuuta, dove rancori, vendette e amori si intrecciano e sedimentano prima di avere sfogo nella realtà. Qui bisogna destrutturare ogni evento narrato e legarlo in maniera proporzionale al fattore tempo, l'unica variabile che fa da esponente a qualsiasi sentimento. Un uomo solitario che non riesce a stare accanto agli altri, sia anche la sua famiglia. Si rincorre il tema del doppio (Lewis come il predicatore ha un fratello che nella realtà dei fatti non è tale), della diffidenza e dell'egoismo. Il petrolio come portatore di infelicità. La fede come ennesima farsa così come dil denaro nero. La storia di oggi degli Stati Uniti (fede e petrolio...chi vi ricorda?) fatta a pezzi. Momenti di grandissimo cinema: la predica, quasi balletto rock del predicatore, il pozzo in fiamme, il finale dove "ci sarà sangue" sulla pista da bowling. Colonna sonora straordinaria, mai così funzionale nel recente passato cinematografico. Anderson rielabora Altman e ne fa un solo bicchiere. Questo e quello dei Coen sono i film con più nominations: girati negli stessi posti, sono legati da una voglia dell'America di riscoprire sè stessa e la propria terra, soprattutto capire dentro di sé per cercare di guardare fuori secondo un'altra ottica rispetto ad oggi.

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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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Nietzsche

Reg.: 03 Ago 2007
Messaggi: 2264
Da: smaramaust (BZ)
Inviato: 18-02-2008 11:04  
quote:
In data 2008-02-18 09:15, gatsby scrive:
Momenti di grandissimo cinema: la predica, quasi balletto rock del predicatore, il pozzo in fiamme, il finale dove "ci sarà sangue" sulla pista da bowling. Colonna sonora straordinaria, mai così funzionale nel recente passato cinematografico.


qui concordiamo al 100%
quelle sono scene veramente efficaci!! quella del pozzo , con l uso della colonna sonora , è quella che mi ha colpito forse di più.
non so che udito abbiano i giurati dell accademy per non nominare questa colonna sonora; come hai detto tu, difficilmente negli ultimi tempi se ne è sentita una così aderente e funzionale al film.
mah.

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TomThom

Reg.: 07 Giu 2007
Messaggi: 2099
Da: Mogliano Veneto (TV)
Inviato: 18-02-2008 11:12  
Devo aver letto sul Mereghettisito (se non ricordo male) una critica proprio all'uso-abuso della colonna sonora del buon Jonny Greenwood (alias chitarrista dei Radiohead)...

Il Mereghetti afferma che tale OST va a sottolineare momenti già di per sè stessi di grande intensità visiva, con ulteriore pomposità...Una sorta di eccesso, insomma.

Stasera o domani lo vedrò, finalmente...
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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 18-02-2008 12:25  
quote:
In data 2008-02-18 11:12, TomThom scrive:
una critica proprio all'uso-abuso della colonna sonora del buon Jonny Greenwood (alias chitarrista dei Radiohead)...

...tale OST va a sottolineare momenti già di per sè stessi di grande intensità visiva, con ulteriore pomposità...Una sorta di eccesso, insomma.




Ho letto anche altrovealtrove un parere pressochè identico.


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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 18-02-2008 16:01  
quote:
In data 2008-02-17 23:28, AlZayd scrive:
quote:
In data 2008-02-17 15:41, eltonjohn scrive:
Concordo, film troppo lungo e francamente un po' palloso...



Siamo insomma nei paraggi di Magnolia... (?)



Peggio...
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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 18-02-2008 23:07  
quote:
In data 2008-02-18 16:01, eltonjohn scrive:
quote:
In data 2008-02-17 23:28, AlZayd scrive:
quote:
In data 2008-02-17 15:41, eltonjohn scrive:
Concordo, film troppo lungo e francamente un po' palloso...



Siamo insomma nei paraggi di Magnolia... (?)



Peggio...




... non abbandonai la sala nel bel mezzo di Magnolia per dovere di cronaca.., ma ne sarei fuggito a gambe levate!

Il Petroliere mi sa che non mi avrà.., anche se la curiosità è tanta e anche lo scrupolo...
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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