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Autore la bocciatura irlandese del trattato di lisbona
dan880

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 2948
Da: napoli (NA)
Inviato: 14-06-2008 14:48  
debbo essere sincero: sono molto contento del fatto che l'Irlanda abbia bocciato con un referendum la proposta di ratifica del trattato di lisbona, adottato dall'unione europea (54% di voti contrari).

il trattato di lisbona, detto in poche parole, è una graduale diminuzione di sovranità dei singoli Stati che compongono l'Ue.

lo scopo di questo documento, in sintesi, è quello di rafforzare sempre di più il potere governativo e direttivo degli organi centrali europei: ad esempio istituendo la figura di un Presidente del Consiglio permanente e di un Ministro degli Esteri permanente, una riduzione del numero degli europarlamentari e l'eliminazione dei commissari europei.

è insomma uno strumento che a poco a poco intende trasformare l'europa negli stati uniti d'europa, simile agli stati uniti d'america: i Paesi europei dell'Ue diventerebbero come gli Stati americani. il cui potere e la cui sovranità è pur sempre ridotta rispetto alla figura presidenziale che c'è alla casa bianca.

gli irlandesi, benchè molti li ritengano sprovveduti da questo punto di vista, hanno invece dimostrato una certa lungimiranza, seppur inconsapevolmente: perchè hanno capito che si rischia di arrivare a una fotocopia politico-economica del sistema americano.

e purtroppo con i problemi sociali e di impoverimento e di crisi finanziaria dei mercati internazionali in atto, una fotocopia anche istituzionale del sistema Usa sarebbe l'ultima cosa da doversi augurare.

e l'Irlanda è un Paese che sta molto sperimentando sulla sua pelle questi fattori ormai abbastanza diffusi ovunque: rallentamento dell'economia, impoverimento, aumento dele diseguaglianze sociali, disoccupazione sempre più alta.

sono gli effetti di un sistema globale di mercato ricalcato sullo stile statunitense. figurarsi cosa succederebead arrivare a una identità simil-americana anche dal punto di vista istituzionale e governativo.

senza contare poi che a differenza degli Usa l'Europa ha ben poco di comune tra i suoi singoli Stati, a parte la moneta nuova: unasovranità nazionale ridotta non la vedo molto vantaggiosa, in questo scenario singolare.

mi è molto dispiaciuto che il presidente della Repubblica, giorgio napolitano, ha commentato così il risultato del referendum irlandese: "l'Europa non può fermarsi dinanzi a una volontà espressa dalla metà dei cittadini di uno Stato; uno Stato che rappresenta meno dell'1% in tutta l'Unione Europea".

proprio un capo dello Stato dovrebe sapere che la sovranità popolare è inviolabile, e i cittadini ne hanno diritto ad esprimerla attraverso il voto. e come tale, dunque, una sovranità polare si rispetta.

una brutta caduta di stile, da parte di napolitano.

visto che persino alcuni rappresentanti della politica europea a bruxelles hanno detto che cmq il voto referendario va sempre rispettato.

napolitano dovrebe più tornare a doccuparsi dello Stato, anzichè di usare termini di richiamo economico-capitalista come competitività nei suoi discorsi ufficiali.

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