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Autore La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio
Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 17-07-2008 11:33  
prendo pari pari il titolo del libro di Rizzo e Stella che segue "La casta"

ogni giorno ormai si legge una notizia che rende l'idea della catastrofe verso la quale stiamo andando incontro

e per Berlusconi la priorità dell'Italia è l'immunità

non so più cosa pensare

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 17-07-2008 11:35  
DIETRO GLI SCANDALI

Il pantano della sanità

di Gian Antonio Stella


Per favore, lo stupore no. Almeno quello ci sia risparmiato. I nuovi scandali che squassano il mondo della sanità dall'Abruzzo alla Lombardia, al di là delle responsabilità delle persone coinvolte cui auguriamo di dimostrare una cristallina innocenza, sono frutti di un pantano da tempo sotto gli occhi di tutti.
Ma certo, esistono straordinarie professionalità, ospedali eccellenti e migliaia di medici e infermieri che lavorano benissimo. E ignorarlo sarebbe ingiusto. La ripetitività con la quale scoppiano certi bubboni, anche in realtà complessivamente virtuose, segnala tuttavia un'infezione profonda.
Dal famoso pouf riempito di banconote e gioielli dalla moglie di Duilio Poggiolini alle migliaia di analisi-fantasma pagate a Giuseppe Poggi Longostrevi, dai rimborsi a Villa Santa Teresa di Bagheria pagati 21 volte più che a Milano fino ai polmoni asportati a ignari pazienti della «Santa Rita» solo per aumentare il fatturato, un filo conduttore c'è: il caos. Il modo disordinato e spesso indecente col quale alcune Regioni hanno usato la crescente autonomia ottenuta nella gestione della Sanità. Un caos dentro il quale è successo e può succedere di tutto.

Il Libro Verde dell'Economia di qualche mese fa è ricco di esempi sconcertanti. Com'è possibile che un dipendente prenda in media 38 mila euro in Friuli-Venezia Giulia e 51 mila in Campania? Che un posto letto costi 455 euro al giorno negli ospedali lombardi e 897 (quanto una suite al Plaza di New York) al San Camillo di Roma? Che i parti cesarei siano il 23% in Alto Adige e il 59% in Campania? Che la Sicilia abbia da sola un quarto di tutti gli ambulatori e i laboratori privati accreditati? Che ci siano reparti, come chirurgia vascolare a Catanzaro, che vengono tenuti in vita anche se in un anno occupano il 4% dei posti letto? I grandi buchi nascono da lì. Dal caos anarchico e clientelare che in questi anni, nel nome di una autogestione male intesa, ha consentito a ciascuno di fare come gli pareva. Al punto che solo in queste ultime ore e solo dopo durissime polemiche i manager delle Asl campane hanno sospeso (per adesso) la decisione di auto- aumentarsi di 30 mila euro l'anno la propria busta paga. Un aumento indecoroso. Tanto più perché parallelo all'arrivo dei nuovi dati sul buco sanitario regionale. Sprofondato ormai a circa dieci miliardi di euro. Per non dire degli abissi finanziari del Lazio o della Sicilia, dove pochi giorni fa la Corte dei Conti ha demolito il bilancio consuntivo regionale sottolineando che con i suoi 8 miliardi e mezzo di euro la Sanità isolana pesa «il 30% in più di quanto si spende per la Sanità in Finlandia».

«Lei è un irresponsabile », ha detto gelido Giulio Tremonti a Roberto Formigoni che contestava i tagli imposti da Roma. L'impressione, però, è che sia tutto il sistema a non volersi assumere fino in fondo le proprie responsabilità. Basti ricordare che alla Sanità (il cui ministero è evaporato nella ridistribuzione dei posti di governo) erano dedicate sette righe nel programma elettorale del Pdl, sei in quello del Pd. Tutti e due centrati su una promessa: l'eliminazione delle liste d'attesa. Forse, con una spesa salita a oltre 102 miliardi di euro e uno scandalo al giorno, c'è da fare qualcosa di più.

17 luglio 2008
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 17-07-2008 11:36  
questi numeri vengono tenuti nascosti e fanno rabbrividire

ma è possibile andare avanti in questo modo ?
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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 17-07-2008 11:37  
Ho letto la Deriva e anche l'editoriale di Stella di oggi, c'è ben poco d'altro da aggiungere purtroppo
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Marxetto

Reg.: 21 Ott 2002
Messaggi: 3954
Da: Milano (MI)
Inviato: 17-07-2008 18:48  
quote:
In data 2008-07-17 11:35, Gian Antonio Stella scrive:
Il modo disordinato e spesso indecente col quale alcune Regioni hanno usato la crescente autonomia ottenuta nella gestione della Sanità. Un caos dentro il quale è successo e può succedere di tutto.



Ma allora questo tanto decantato federalismo (decantato oramai da quasi tutti,non solo dalla Lega o da Berlusconi) non è poi tutto questo idillio (allo stato attuale e in prospettiva) come vorrebbero farci credere!?Stella mi piace,insieme a Sartori è l'unico editorialista del Corriere che riesco a leggere senza mettermi a ridere o annoiarmi,tuttavia resto dell'idea che prima di mettere in discussione i modelli politici e organizzativi dei governi nazionali e delle regioni,oggigiorno sia indispensabile ripensare e tendere semmai a capovolgere i modelli economici.Perchè è lì,a monte,che le derive hanno inizio.La politica "istituzionale" è solo l'ultimo anello della catena,l'anello esecutore.
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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 19-07-2008 09:33  
L'Italia rischia il naufragio perchè:

1) Non esiste più meritocrazia
2) Totale ingerenza della politica dappertutto
3) Crisi considerevole di ogni forma di creatività, continuiamo a cavarcela solo col design (per il resto; cinema, letteratura, arti figurative, musica....è un pianto)
4) Spendiamo meno di un centesimo in ricerca e innovazione
5) Non abbiamo il senso di nazione, assai molto ben radicato presso altri grandi popoli
6) Non sappiamo valorizzare le tante cose che abbiamo (pensiamo solo al patrimonio artistico-storico)
7) Abbiamo pessime scuole e mediocri università, dove insegnano coglioni e mediocri dinastie di universitari (i migliori se ne vanno tutti in America)
Abbiamo la peggiore televisione del mondo occidentale, che non intrattiene, non forma e rincoglionisce e basta
9) Abbiamo imprenditori pavidi, che non osano fare il salto di qualità
10) Abbiamo un ingerenza dei sindacati allucinante, fanno solo gli interessi di se stessi e quasi nulla per il lavoratore (vere e proprie logge massoniche)
11) Abbiamo un apparato pubblico-amministrativo di dimensioni elefantiache, inutile, obsoleto, fonte di continue inefficenze, imbastito e mantenuto dalla politica per questioni puramente clientelari e che è la principale causa di aumento del debito pubblico
12) Abbiamo politici che non possiamo eleggere direttamente, che fanno carriere troppo lunghe e che sono pagati in modo scandaloso rispetto a ciò che realizzano dal lato concreto. Stesso discorso per i grandi managers, che percepiscono compensi e liquidazioni megagalattiche anche quando falliscono miseramente (vedi Alitalia ecc.)
13) Non esiste più la certezza della pena (uno dei dati più allucinanti) chiunque è legittimato a persistere nello "sbagliare" tanto che gli fanno?
14) Il Sud continua ad essere alla mercè della malavita organizzata apertamente collusa da sempre con i poteri forti della politica, ce la si prende coi rom e poi si permette a quegli squali di continuare a far danni assai più gravi con la benedizione del Quirinale e del Vaticano
15) Una chiesa che interviene in modo soffocante nella vita pubblica del paese e che boicotta ogni forma di progresso scientifico-biologico. Troppi non laici sia a destra che a sinistra, troppi!

Basta. Almeno mi sono sfogato un po'...
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MARQUEZ

Reg.: 23 Feb 2006
Messaggi: 2117
Da: Firenze (FI)
Inviato: 19-07-2008 10:15  
Condivido in pieno quanto detto da elton.
Vorrei solo fare tre o quattro esempi che mostrino quanto i nostri politici(soprattutto chi si occupa di pubblica amministrazione) siano ignoranti.
In Italia vengono spesi 1.2miliardi di euro all'anno per comprare licenze Microsoft, antivirus(naturalmente sempre Microsoft). Usando Linux, per esempio, la spesa sarebbe ben zero, con migliore efficenza del sistema operativo, inesistenza di virus, maggiore difficoltà (quasi impossibilità) di hackeraggi.
Oppure, in Italia abbiamo 570mila autoblu, per un costo annuo di circa una trentina di miliardi di euro. Negli USA per esempio le autoblu sono solo 70mila(si fa per dire).
Oppure, in Italia abbiamo società private o semiprivate che detengono un monopolio facendo sì che gli ingenti ricavi vadano ai privati e non ci sia un minimo di concorrenza (parlo di Enel, Eni....).
Abbiamo le poste più lente e meno informatizzate d'Europa. Abbiamo la sanità meno informatizzata dell'OCSE, abbiamo la polizia meno informatizzata dei primi 44 paesi per PIL, abbiamo 3500 comuni su meno di 9000 che hanno il 20% o più dei cittadini che non possono essere raggiunti dall'ADSL. Non abbiamo piani di programmazione economica a lungo raggio, oppure di stime energetiche, ambientali, demografiche. Spendiamo 30 miliardi all'anno per foraggiare l'esercito per mandarlo in missioni illegali come nelll'Iraq o l'Afghanistan e teniamo 500 soldati senza far niente ogni giorno. Soldati che potrebbero svolgere azioni di polizia nei quartieri come Scampia, Sanità, Ballarò. Abbiamo una società elettrica che vieta lo svipuppo di forme alternative di ricavo energetico (celle a combustibile, fotovoltaico, eolico2). Abbiamo la più grande fabbrica di automobili d'Europa che fa ricerca solo per il 2% del suo fatturato(ed è già sopra la media) e produce auto inquinanti, con sistemi obsoleti producendo ibridi a costi mostruosi e non usando nessuna tecnica per recuperare il calore dei freni, del motore, l'energia cinetica delle ruote(ma questo vale un po' per tutte le aziende automobilistiche).
Abbiamo la rete ferroviaria più corta in proporzione al numero di abitanti tra i primi 60 paesi del mondo. Però in compenso vogliamo la TAV su per le montagne o in mezzo al mare. L'uranio finirà entro 150 anni e vogliamo costruire centrali nucleari che saranno pronte tra 20-30 anni e inquinano per 50-60 chilometri di raggio attorno alla centrale.
Abbiamo i professori universitari più vecchi del mondo(la settimana scorsa ho fatto un esame con 2 prof la cui età era di 72 e 70 anni!) e non vengono dati soldi a sufficienza alla ricerca. In compenso li diamo a scuole private che affermano che l'universo è stato creato da dio e che darwin si è inventato tutto. Abbiamo 5 università cattoliche finanziate al 50 per cento dallo stato. Siamo l'unico stato al mondo che paga attraverso una tassa una confessione religiosa. Abbiamo regalato uno stato agli stranieri nel mezzo della capitale e questi stranieri con i soldi che gli diamo si sono comprati il 20% del patrimonio edilizio italiano accrescendo i prezzi delle case e udite udite, non pagandoci l'ICI. Abbiamo un giornalismo di regime da far invidia alla Pravda russa. Abbiamo 63 inceneritori, di cui alcuni in suolo urbano(a Brescia sorge nel centro della città) e un ex ministro della sanità considerato (in maniera errata) un luminare dell'oncologia che afferma che hanno rischio zero per la salute, nonostante 200 articoli che mostrino il contrario.(fatto sta che se brucio 100 chili di spazzatura, nell'aria ci vanno 100chili di polveri più qualche chilo di combustibile...quindi gli inceneritori funzionano come la donnina che mette lo sporco sotto il tappeto).
E gli italiani di cosa si preoccupano?? del gossip, dello sport e di tutti gli altri giocattolini che il regime gli mette davanti per instupidire il popolino.
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«E' vietato fare la cacca per terra, giusto? Bene, la pubblicità è come la cacca: puzza e fa schifo…».
Piergiorgio Odifreddi

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xander77

Reg.: 12 Ott 2002
Messaggi: 2521
Da: re (RE)
Inviato: 21-07-2008 10:40  
quote:
In data 2008-07-19 09:33, eltonjohn scrive:
L'Italia rischia il naufragio perchè:

1) Non esiste più meritocrazia
2) Totale ingerenza della politica dappertutto
3) Crisi considerevole di ogni forma di creatività, continuiamo a cavarcela solo col design (per il resto; cinema, letteratura, arti figurative, musica....è un pianto)
4) Spendiamo meno di un centesimo in ricerca e innovazione
5) Non abbiamo il senso di nazione, assai molto ben radicato presso altri grandi popoli
6) Non sappiamo valorizzare le tante cose che abbiamo (pensiamo solo al patrimonio artistico-storico)
7) Abbiamo pessime scuole e mediocri università, dove insegnano coglioni e mediocri dinastie di universitari (i migliori se ne vanno tutti in America)
Abbiamo la peggiore televisione del mondo occidentale, che non intrattiene, non forma e rincoglionisce e basta
9) Abbiamo imprenditori pavidi, che non osano fare il salto di qualità
10) Abbiamo un ingerenza dei sindacati allucinante, fanno solo gli interessi di se stessi e quasi nulla per il lavoratore (vere e proprie logge massoniche)
11) Abbiamo un apparato pubblico-amministrativo di dimensioni elefantiache, inutile, obsoleto, fonte di continue inefficenze, imbastito e mantenuto dalla politica per questioni puramente clientelari e che è la principale causa di aumento del debito pubblico
12) Abbiamo politici che non possiamo eleggere direttamente, che fanno carriere troppo lunghe e che sono pagati in modo scandaloso rispetto a ciò che realizzano dal lato concreto. Stesso discorso per i grandi managers, che percepiscono compensi e liquidazioni megagalattiche anche quando falliscono miseramente (vedi Alitalia ecc.)
13) Non esiste più la certezza della pena (uno dei dati più allucinanti) chiunque è legittimato a persistere nello "sbagliare" tanto che gli fanno?
14) Il Sud continua ad essere alla mercè della malavita organizzata apertamente collusa da sempre con i poteri forti della politica, ce la si prende coi rom e poi si permette a quegli squali di continuare a far danni assai più gravi con la benedizione del Quirinale e del Vaticano
15) Una chiesa che interviene in modo soffocante nella vita pubblica del paese e che boicotta ogni forma di progresso scientifico-biologico. Troppi non laici sia a destra che a sinistra, troppi!

Basta. Almeno mi sono sfogato un po'...



16) i libri di Gian Antonio Stella hanno un successo clamoroso

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ginestra


Reg.: 02 Mag 2003
Messaggi: 8862
Da: San Nicola la Strada (CE)
Inviato: 21-07-2008 12:38  
...e come se tutto questo non bastasse, abbiamo un presidente del consiglio che invia una lettera di solidarietà al presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco Solidarietà in concussione?
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E tu, lenta ginestra,che di selve odorate queste campagne dispogliate adorni, anche tu presto alla crudel possanza soccomberai del sotterraneo foco, che ritornando al loco già noto, stenderà l'avaro lembo su tue molli foreste.......

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 21-07-2008 13:21  
quote:
In data 2008-07-21 12:38, ginestra scrive:
...e come se tutto questo non bastasse, abbiamo un presidente del consiglio che invia una lettera di solidarietà al presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco Solidarietà in concussione?



L'importante è che la magistratura continui ad essere delegittimata, non importa più chi colpisce. Un anno fa un episodio come quello di Del Turco avrebbe fatto la gioia del Pdl, ora l'aria è cambiata, i democratici sono quasi amici...bisogna solidarizzare no!
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Jakkma

Reg.: 07 Mag 2003
Messaggi: 1168
Da: Busto Arsizio (VA)
Inviato: 22-07-2008 15:26  
Ormai, in fatto di politica e di giustizia, le cose vanno al rovescio totale: d'altronde, cosa aspettarsi da un paese in cui un mafioso omertoso, morto in carcere, viene definito eroe? Dove un presidente della Camera solidarizza con un imputato per mafia, mentre i giudici sono in camera di consiglio, a deciderne la sorte? Dove un presidente del consiglio sotto processo si fa le leggi, per sfuggire al processo medesimo? Dove l'informazione, la politica e la finanza sono in mano alle stesse persone? Dove il conflitto di interessi c'è, si vede, ma non si dice? Non c'è nessun futuro per un paese così. O si dà una sterzata, cambiando le cose, oppure faremo la fine dell'Argentina, ma sul serio!!!!:mad
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La storia è maestra, ma nessuno impara quasi mai niente. -Marco Travaglio-
L'indipendenza è una bella cosa; purtroppo, non ci sono uomini liberi. -Peter Gomez-

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stilgar

Reg.: 12 Nov 2001
Messaggi: 4999
Da: castelgiorgio (TR)
Inviato: 24-07-2008 09:48  
Dal Corriere di oggi:


Quattro milioni l'anno: tanto il Senato avrebbe risparmiato grazie alla riduzione dei gruppi parlamentari. Il calcolo l'aveva fatto l'Ansa, quarantotto ore dopo le elezioni, citando «fonti parlamentari». Quattro milioni: sui circa 600 che ogni anno spendiamo per la Camera alta non è una gran cifra. Ma sarebbe stato sempre meglio di niente. Invece di quei quattro piccoli milioni, nel bilancio che il Senato approva oggi, non c'è nemmeno l'ombra. Anzi. Nonostante il numero dei gruppi si sia dimezzato, passando da 11 a sei, e quest'anno ce ne siano stati quindi cinque in meno per otto mesi (la nuova legislatura è iniziata il 23 aprile), spenderemo addirittura 750 mila euro in più. Il conto salirà dai 39 milioni 350 mila euro del 2007 a 40 milioni 100 mila euro: è scritto nero su bianco a pagina 65 del bilancio. L'aumento è dell' 1,91%, superiore anche a quell'inflazione programmata che doveva rappresentare il limite invalicabile delle spese. Chiamiamola col suo nome: un'autentica beffa.

Eppure ci avevano provato, alla fine dell'anno scorso, a contenere le spese del Senato almeno entro quel tetto. C'era voluta, è vero, la spallata di un emendamento alla Finanziaria presentato da Massimo Villone e Cesare Salvi, due senatori della sinistra rimasti senza seggio al pari dei loro colleghi di schieramento, per costringere l'amministrazione delle Camere, ma anche quella del Quirinale, ad assumere come riferimento l'inflazione programmata e non più, com'era stato fino ad allora, il prodotto interno lordo nominale, che consentiva agli organi costituzionali, in realtà, di fare i furbetti. Tagliare di oltre 5 milioni le previsioni di uscita del Senato per quest'anno, tuttavia, non era stato affatto facile. Ma alla fine il senatore del Pd Gianni Nieddu (non ricandidato dal suo partito) era riuscito a convincere la presidenza di Franco Marini a disdettare un contratto del personale che prevede scatti e automatismi tali da avere spinto le retribuzioni dei dipendenti del Senato a una media di oltre 131 mila euro lordi pro capite, e con un aumento di oltre mille euro al mese in un solo anno. Da quell'intervento dovevano arrivare risparmi per almeno 3 milioni e mezzo di euro, a coronamento di un impegno solenne assunto per iscritto dal consiglio di presidenza del Senato: quello di ridurre in modo significativo l'incidenza del costo del personale sulle spese correnti, che aveva ormai superato il 40%.

E la manovra sugli stipendi sarebbe stata appena l'antipasto, seguito da un piatto ancora più sostanzioso: l'innalzamento dell'età minima pensionabile per tutti i dipendenti di Palazzo Madama a 53 anni. Sappiamo com'è andata. La fine anticipata della legislatura ha mandato in soffitta quel progetto, così chi è entrato al Senato prima del 1998 potrà continuare a ritirarsi dal lavoro anche a 50 anni, infischiandosene di scaloni e scalini. E ha mandato in soffitta anche la disdetta del contratto del personale: lo ha deciso la commissione contenziosa, uno speciale organismo interno, motivando la revoca con un vizio di forma. Il risultato è che la spesa per gli stipendi, invece di diminuire, salirà ancora: dell'1,14%. E non basta. La somma dei costi per il personale in attività e per i pensionati, che beneficiano come i dipendenti degli aumenti retributivi, ha raggiunto il 42,92% delle uscite complessive, contro il 42,74% del 2007 e il 41,52% del 2006. Numeri che hanno indotto i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord) ad ammettere una resa senza condizioni: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida», hanno scritto nel bilancio.

Quest'anno, poi, c'è anche la ciliegina sulla torta dei nuovi vitalizi a 57 parlamentari non rieletti e dei 7 milioni 251 mila euro per pagare gli «assegni di solidarietà» (si chiamano proprio così) ai senatori che hanno perso il posto. Risultato: le spese correnti del Senato raggiungeranno quest'anno 570,6 milioni, 12 milioni 273.500 euro in più rispetto al 2007, con un aumento del 2,20%. Alla faccia di un'inflazione programmata dell'1,7%. Si dirà che il costo della vita è salito molto di più, e comunque nel bilancio c'è l'impegno a non far salire nel 2009 le spese oltre l'1,5% programmato dal Tesoro. Ma questo cambia poco. La sostanza è che le spese continuano ad aumentare, con poche eccezioni. Il costo per i servizi di ristorazione, per esempio cresce dello 0,76% a 2,8 milioni. Quello per le pulizie e il facchinaggio aumenta invece del 6,53%, da 4,3 a 4,6 milioni. La bolletta dell'acqua, poi, non si schioda dai 300 mila euro. Mentre la spesa per «servizi informatici e riproduzione » si incrementa addirittura del 13,44%, raggiungendo 9,3 milioni.

E continua anche l'espansione immobiliare. A pagina 44 del progetto di bilancio si parla di una trattativa che sarebbe stata in corso al momento in cui è stata predisposta la prima versione del documento contabile, a fine febbraio 2008, per «l'acquisizione in locazione dell'intero secondo piano di un immobile situato in piazza del Pantheon». Senza peraltro menzionare il costo dell'operazione. Soprattutto, come denuncia Antonio Paravia, che già si era astenuto sui precedenti bilanci, ci sono sempre i soliti problemi di trasparenza: «Il finanziamento dei gruppi, per esempio, non è sufficientemente dettagliato, e non si capisce bene come vengono impiegati i soldi. Il fatto è che i bilanci di Camera e Senato vengono scritti da tre questori, approvati dall'ufficio di presidenza, resi disponibili ai parlamentari quarantotto ore prima di essere portati in assemblea e ratificati dalle aule solitamente semideserte. Il che, per un bilancio come il nostro da 600 milioni, non è proprio un dettaglio». Si tranquillizzi, il senatore del Pdl. Comincioli, Adragna e Franco promettono una «rigorosa gestione delle risorse di bilancio, attenti all'obiettivo prioritario del contenimento della spesa». E se lo dicono loro...

Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella

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Profundis - L'anima nera della rete

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Tenenbaum

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Inviato: 24-07-2008 11:00  
bastardi
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MARQUEZ

Reg.: 23 Feb 2006
Messaggi: 2117
Da: Firenze (FI)
Inviato: 25-07-2008 19:11  
Comunque buona parte di quanto scritto da Stella e Rizzo è davanti agli occhi di tutti. Fanno soldi scrivendo i problemi dell'Italia, quindi loro ne hanno tratto un vantaggio dalla questione italiana. Altro discorso sarebbe se scrivessero libri in open source oppure devolvessero "gli incassi" a organizzazioni no profit ch cercano di migliorare la situazione.
Ho letto La Deriva ma di soluzioni ai problemi non ne ho vista neanche una. Quindi alla fin fine sono persino peggio di Grillo il quale almeno a volte fa ridere e parla di ambiente e propone qualche cosa innovativa(soprattutto in tecnologia).
Invece questi sono solo grandissimi paraculi che tra l'altro scrivo su giornali di merda che naturalmente evitano di criticare.
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Piergiorgio Odifreddi

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quentin84

Reg.: 20 Lug 2006
Messaggi: 3011
Da: agliana (PT)
Inviato: 26-07-2008 10:41  
Ho appena letto l'interessante editoriale di Antonio Padellaro su l'Unità di oggi.
Padellaro si chiede come mai nessun giornalista abbia ancora scritto un libro sulla "casta" degli imprenditori e della finanza (e sì che il materiale non mancherebbe!) e ipotizza che forse dipenda dal fatto che molti grandi nomi dell'industria e della finanza sono proprietari o membri del Cda di grandi giornali o case editrici o emittenti televisive.
Penso che sia un'ipotesi condivisibile.

[ Questo messaggio è stato modificato da: quentin84 il 26-07-2008 alle 10:55 ]

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