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Autore La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio
dan880

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 2948
Da: napoli (NA)
Inviato: 08-10-2008 09:44  
se c'è ancora qualcuno che non vuole vedere questo Paese definitivamente alla deriva, e che soprattutto non vuole sentirsi un cittadino alla deriva, vada a votare, non appena partirà la campagna di voto, per il referendum popolare che, congiuntamente, di pietro e i partiti dell'ex sinistra arcobaleno hanno lanciato per l'abolizione del lodo alfano.

è sicuramente un grande impegno per il ripristino della legalità, per il ripristino del principio che tutti i cittadini devono essere uguali dinanzi alla legge e un primo passo per cercare di bloccare le mostruosità legislative di questo governo che sono a tutela di interessi personali.

così come consiglierei di appoggiare al massimo le due manifestazioni che di pietro e l'ex sinistra arcobaleno hanno preparato per questo sabato quì, l'11, in due piazze romane.

l'ex sinistra arcobaleno contro le politiche anti sociali del governo, e contro le pressioni di confindustria per scavalcare la concertazione sindacale unitaria nei temi sul rinnovo dei contratti per la pubblica amministrazione.

di pietro a favore della legalità.

se non fosse per loro e per queste loro iniziative l'Italia sarebbe veramente, definitivamente alla deriva e sarebbe solo rappresentata da una classe politica (mi riferisco anche al pd)che definire solo mediocre è generoso.

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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 13-11-2008 10:13  
Sprechi Il commissario: sto per dimettermi. Il sindaco: aspettiamo i fondi

Calabria, il carcere fantasma
chiuso perché manca la strada


È costato 90 milioni. Per custodirlo vuoto altri 2,5 milioni l’anno


REGGIO CALABRIA — Mentre la maggior parte delle carceri italiane è sul punto di esplodere a causa del sovraffollamento, a Reggio Calabria c’è un penitenziario nuovo e completamente vuoto, se si esclude il custode. Fatto e finito, pronto ad ospitare fino a 300 reclusi ma mai utilizzato. Terminato nel 2005 è costato, «più di 90 milioni di euro».

Ci sono i muri di cinta e le torrette di sorveglianza con l'impianto di aria condizionata; i blocchi detentivi a tre piani con le celle, da 2 a 6 detenuti, larghe «anche 30 metri quadri» dotate di tv a colori. Ci sono le telecamere a circuito chiuso dell'impianto di sorveglianza, le scrivanie e i computer negli uffici amministrativi. E allora, proprio quando il vecchio penitenziario reggino di San Pietro strabocca di esseri umani, perché non apre il nuovo carcere di contrada Arghillà? Manca la strada. La strada di accesso al carcere di Arghillà, periferia Nord di Reggio, non esiste. Meglio, esiste un tortuoso sentiero asfaltato che passa tra i vigneti della zona, un percorso ritenuto «non idoneo per il trasporto dei detenuti» dall’amministrazione penitenziaria. E per fare la strada vera e propria, l’allacciamento che dovrebbe collegare la struttura carceraria alla tangenziale e dunque allo svincolo della Salerno-Reggio Calabria, non ci sono i soldi.

In più, manca l’impianto di raccolta acque tant’è che, per la pioggia, nel 2002 una parte del terreno di 130 mila metri quadrati su cui sorge la casa di reclusione franò rischiando di travolgere Rosalì, la frazione sottostante. Quella del carcere di Arghillà a Reggio Calabria è una storia di denaro pubblico sprecato anche se la cosa non sembra turbare molte coscienze. «Una telenovela che non si sa quando finirà », commenta Paolo Quattrone Provveditore regionale della amministrazione penitenziaria; «Quest’opera è come un bambino non voluto», dice sconsolato Mario Nasone direttore dell’Ufficio esecuzione penale esterna di Reggio Calabria. «Sono demoralizzato dalla miopia della classe politica locale. Arghillà non è solo un carcere necessario ma, con i circa 200 posti di lavoro che creerebbe una volta in funzione, per Reggio rappresenterebbe una sorta di piccola Fiat», dice Nasone. La storia del penitenziario fantasma inizia nel 1988 quando l’allora sindaco Italo Falcomatà individuò l’area dove realizzare l’opera. Nel 1993 fu indetta la gara d'appalto vinta da un consorzio (CMC di Ravenna e Pizzarotti di Parma).

Lavori iniziati, fermati, proseguiti, rifermati da intoppi burocratici ma, faticosamente, il carcere di Arghillà ha preso forma e inghiottito finanziamenti. Per tentare di sbloccare la situazione il 1 dicembre 2006 è stato nominato Commissario straordinario per il completamento dei lavori il presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Giovanni Grimaldi. Che ora minaccia le dimissioni: «Mancano ancora 20 milioni di euro per completare l’opera, il 30 ottobre ho scritto la quarta protesta. Sono pronto a dimettermi». Il sindaco di Reggio Calabria Giovanni Scopelliti (An) constata che il carcere è «una delle tante incompiute, ma la competenza è dei ministeri, Infrastrutture e Giustizia. So che il presidente Berlusconi è informato».

Scopelliti riassume così la storia della casa di reclusione: «Cambiano i governi e finanziamenti prendono altre strade. Dal primo Berlusconi Reggio ha ricevuto 250 milioni di euro, dal governo Prodi solo 2,5». Giusto la cifra annua che costa tenere inutilizzato Arghillà. Lo spiega Nino Botta sindacalista Cisl per l’edilizia e gli appalti pubblici: «Tra il ministero delle Infrastrutture e la CMC è in atto un contenzioso. L’azienda è ancora proprietaria del cantiere, mantiene sul posto qualche mezzo, un operaio come custode e ogni tanto manda un tecnico da Ravenna. Poi presenta il conto allo Stato. Dai miei calcoli, 2,5 milioni all’anno per non lavorare. E il carcere non apre».

Roberto Rizzo
11 novembre 2008
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Tenenbaum

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 13-11-2008 10:16  
le uscite nel 2008 sono salite di 13 milioni. Colpa dei nuovi vitalizi

I costi della politica: più 100 milioni

I Palazzi del potere hanno aumentato le spese Dalle agende alle liquidazioni, sprechi e privilegi


Nelle bellissime agende da tavolo e agendine da tasca del Senato, appositamente disegnate per il 2009 dalla fashion house Nazareno Gabrielli, tra i 365 giorni elegantemente annotati ne manca uno. Il giorno con il promemoria: «Tagli ai costi della politica». A partire, appunto, dal costo delle agendine: 260.000 euro. Mezzo miliardo di lire. Per dei taccuini personalizzati. Più di quanto costerebbero di stipendio lordo annuo dodici poliziotti da assumere e mandare nelle aree a rischio. Il doppio, il triplo o addirittura il quadruplo di quanto riesce a stanziare mediamente per ogni ricerca sulla leucemia infantile la Città della Speranza di Padova, la struttura che opera grazie a offerte private senza il becco di un quattrino pubblico e ospita la banca dati italiana dei bambini malati di tumore.

Sentiamo già la lagna: uffa, questi attacchi alle istituzioni democratiche! Imbarazza il paragone coi finanziamenti alle fondazioni senza fini di lucro? Facciamone un altro. Stando a uno studio del professor Antonio Merlo dell'Università della Pennsylvania, che ha monitorato gli stipendi dei politici americani, quelle agendine costano da sole esattamente 28.000 euro (abbondanti) più dello stipendio annuale dei governatori del Colorado, del Tennessee, dell'Arkansas e del Maine messi insieme. È vero che quei quattro sono tra i meno pagati dei pari grado, ma per guidare la California che da sola ha il settimo Pil mondia-le, lo stesso Arnold Schwarzenegger prende (e restituisce: «Sono già ricco») 162.598 euro lordi e cioè meno di un consigliere regionale abruzzese.

Sono tutti i governatori statunitensi a ricevere relativamente poco: 88.523 euro in media l'anno. Lordi. Meno della metà, stando ai dati ufficiali pubblicati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, degli emolumenti lordi d'un consigliere lombardo. Oppure, se volete, un quarto di quanto guadagna al mese il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che porta a casa 320.496 euro lordi l'anno. Vale a dire quasi 36.000 euro più di quanto guadagna il presidente degli Stati Uniti.(...) Se è vero che non saranno le agendine o i menu da dieci euro a portare alla rovina lo Stato italiano, è altrettanto vero però che non saranno le sforbiciatine date dopo il deflagare delle polemiche a raddrizzare i bilanci d'un sistema mostruosamente costoso. Né tanto meno a salvare la cattiva coscienza del mondo politico. Certo, l'abolizione dell'insopportabile andazzo di un tempo, quando bastava denunciare la perdita o il furto di un oggetto per avere il risarcimento («Ho perso una giacca di Caraceni». «Prego onorevole, ne compri un'altra e ci porti lo scontrino»), è un'aggiustatina meritoria. Come obbligati erano la soppressione a Palazzo Madama del privilegio del barbiere gratuito e l'avvio di un nuovo tariffario (quasi) di mercato: taglio 15 euro, taglio con shampoo 18, barba 8, frizione 6... E così la cancellazione del finanziamento di 200.000 euro per i corsi di inglese che non frequentava nessuno. E tante altre cosette ancora. Un taglietto qua, una limatina là... (...) Sul resto, però, buonanotte. L'andazzo degli ultimi venti anni è stato tale che, per forza d'inerzia, i costi hanno continuato a salire. Al punto che i tre questori Romano Comincioli (Pdl), Benedetto Adragna (Pd) e Paolo Franco (Lega Nord), nell'estate 2008, hanno ammesso una resa senza condizioni scrivendo amaramente nel bilancio: «Non è stato possibile conseguire l'obiettivo di inversione dell'andamento della spesa in proposito fissato dal documento sulle linee guida».

Risultato: le spese correnti di Palazzo Madama, nel 2008, sono salite di quasi 13 milioni rispetto al 2007 per sfondare il tetto di 570 milioni e mezzo di euro. Un'enormità: un milione e 772.000 euro a senatore. Con un aumento del 2,20 per cento. Nettamente al di sopra dell'inflazione programmata dell' 1,7 per cento.

Colpa di certe spese non facilmente comprensibili per un cittadino comune: 19.080 euro in sei mesi per noleggiare piante ornamentali, 8.200 euro per «calze e collant di servizio» (in soli tre mesi), 56.000 per «camicie di servizio » (sei mesi), 16.200 euro per «fornitura vestiario di servizio per motociclisti ». Ma soprattutto dei nuovi vitalizi ai 57 membri non rieletti e dei 7.251.000 euro scuciti per pagare gli «assegni di solidarietà» ai senatori rimasti senza seggio. Come Clemente Mastella. Il cui «assegno di reinserimento nella vita sociale» (manco fosse un carcerato dimesso dalle patrie galere) scandalizzò anche Famiglia Cristiana che gli chiese di rinunciare a quei 307.328 euro e di darli in beneficenza. Sì, ciao: «La somma spetta per legge a tutti gli ex parlamentari». Fine.

Grazie alle vecchie regole, il «reinserimento nella vita sociale» di Armando Cossutta è costato 345.600 euro, quello di Alfredo Biondi 278.516, quello di Francesco D'Onofrio 240.100. Un pedaggio pagato, ovviamente, anche dalla Camera. Dove Angelo Sanza, per fare un esempio, ha trovato motivo di consolazione per l'addio a Montecitorio in un accredito bancario di 337.068 euro. Più una pensione mensile di 9.947 euro per dieci legislature. Pari a mezzo secolo di attività parlamentare. Teorici, si capisce: grazie alle continue elezioni anticipate, in realtà, di anni «onorevoli » ne aveva fatti quattordici di meno.

Un dono ricevuto anche da larga parte dei neo-pensionati che erano entrati in Parlamento prima della riforma del 1997 e come abbiamo visto si erano tirati dietro il privilegio di versare con modica spesa i contributi pensionistici anche degli anni saltati per l'interruzione della legislatura. Come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, andato a riposo a 49 anni appena compiuti con gli 8.836 euro al mese che spettano a chi ha fatto 5 legislature pur essendo stato eletto solo nel 1992: 16 anni invece di 25. Oppure il democratico Rino Piscitello: 7.958 euro per quattro legislature nonostante non sia rimasto alla Camera 20 anni ma solo 14. Esattamente come il forzista Antonio Martusciello. Che però, con i suoi 46 anni, non solo ha messo a segno il record dei baby pensionati di questa tornata ma ha trovato subito una «paghetta» supplementare come presidente del consiglio di amministrazione della Mistral Air: la compagnia aerea delle Poste italiane.

C'è poi da stupirsi se, in un contesto così, le spese dei Palazzi hanno continuato a salire? Quirinale, Senato, Camera, Corte costituzionale, Cnel e Csm costavano tutti insieme nel 2001 un miliardo e 314 milioni di euro saliti in cinque anni a un miliardo e 774 milioni. Una somma mostruosa. Ma addirittura inferiore alla realtà, spiegò al primo rendiconto Tommaso Padoa-Schioppa: occorreva includere correttamente nel conto almeno altri duecento milioni di euro fino ad allora messi in carico ad altre amministrazioni dello Stato. Ed ecco che nel 2007 tutti gli organi istituzionali insieme avrebbero pesato sulle pubbliche casse per un miliardo e 945 milioni. Da aumentare nel 2008 fino a un miliardo e 998 milioni. A quel punto, ricorderete, nell'ottobre 2007 scoppiò un pandemonio: ma come, dopo tante promesse di tagli, il costo saliva di altri 53 milioni di euro, pari circa al bilancio annuale della monarchia britannica? Immediata retromarcia. Prima un ritocco al ribasso. Poi un altro. Fino a scendere a un miliardo e 955 milioni. «Solo» dieci milioncini in più rispetto al 2007. Col Quirinale che comunicava gongolante di aver tagliato, partendo dai corazzieri (lo specchietto comunemente usato per far luccicare gli occhi delle anime semplici), il 3 per mille. Certo, era pochino rispetto ai tagli del 61 per cento decisi dalla regina Elisabetta, però era già una (piccola) svolta...

Bene: non è andata così. Nell'assestamento di bilancio per il 2008 i numeri hanno continuato a salire e salire fino ad arrivare il 13 agosto a 2 miliardi e 55 milioni di euro. Cento milioni secchi più di quanto era stato annunciato in un tripudio di bandiere che sventolavano per festeggiare i «tagli». Risultato finale: l'aumento che avrebbe dovuto essere virtuosamente contenuto nello 0,5 per cento si è rivelato di almeno il 5,6: undici volte più alto.

(Brano tratto da «La Casta», nuova edizione aggiornata)

Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
12 novembre 2008(ultima modifica: 13 novembre 2008)
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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 13-11-2008 16:14  
quote:
In data 2008-09-17 11:59, Tenenbaum scrive:
Il Senato spende 260 mila euro per le agende del 2009


Per la prima volta quest'anno il bilancio del Senato contiene un'appendice con l'elenco dei fornitori. Ebbene, scorriamolo. Palazzo Madama ha speso 19.080 euro per noleggiare "piante ornamentali" dalla società L'Oasi snc di Katja Ruckwardt e Alessandro Spanicciati (noleggio durato sei mesi, da gennaio a giugno di quest'anno). Altri 260 mila euro (mezzo miliardo di vecchie lire) se ne sono andati per la fornitura di "agende da tavolo e agendine" dalla Nazareno Gabrielli diaries spa. Per non parlare di quello che c'è nel capitolo "servizi di trasporto". Come i 105 mila euro spesi per il noleggio di nove Alfa 166, con un contratto con la Lease plan Italia spa che scade il 30 settembre 2009. O ancora, i 78.000 euro sborsati per noleggiare per nove mesi 8 Lancia Thesis: 1.083 euro al mese l'una. O i 61 mila euro impiegati per "Noleggio e fleet management Audi A6 security" dalla Volkswagen leasing (quante macchine? Una soltanto oppure dodici? Magari blindate?) Oppure i 3.470 euro per sei mesi di affitto di un minifurgone Piaggio Porter per la biblioteca. Boh....

Scritto da: Sergio Rizzo



Ah ecco perchè mancano i soldi per la ricerca! L'importante è chiarire

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Hamish

Reg.: 21 Mag 2004
Messaggi: 8354
Da: Marigliano (NA)
Inviato: 13-11-2008 18:56  
Segnali di fumo:


"La politica si fa anche con i segnali. Con dei provvedimenti che non necessariamente portano un reale beneficio alla collettività, ma che dimostrano un'inversione di tendenza. Con delle scelte che, almeno dal punto di vista dell'immagine, riavvicinano i cittadini alle istituzioni.

Per esempio, se con durezza si interviene sui dipendenti pubblici per arginare i tassi di assenteismo e si finisce così per punire anche chi assenteista non è (pensate a quella maggioranza d'impiegati non fannulloni che oggi si vede decurtare lo stipendio in caso di malattia), è bene che chi fa le leggi dimostri di voler partecipare ai sacrifici. Solo così si può sperare che anche le persone cui si chiede di stringere la cinghia comprendano come, dietro le nuove norme, ci sia la volontà di tutelare il bene comune (la burocrazia dello Stato) e non quella di punire indiscriminatamente un'intera categoria. È necessario insomma essere credibili.

Da questo punto di vista, ieri il parlamento ha perso ancora una volta una buona occasione. L'Italia dei Valori, durante la discussione della finanziaria, ha proposto di abolire il doppio stipendio incassato da chi oltre che parlamentare è anche ministro, di cancellare le comunità montane e i rimborsi elettorali concessi per cinque anni ai partiti anche se la legislatura finisce in anticipo. Tutti e tre gli emendamenti sono stati bocciati da un voto contrario bipartisan e dall'astensione degli onorevoli prodiani e dellUdc.

Certo, riforme epocali di questo tipo è difficile immaginare di farle a colpi di emendamenti. Tagliare, come è giusto, i rimborsi elettorali che Udeur, Pdci, Verdi e Rifondazione (ma anche gli altri partiti) continueranno ad incassare sino 2011, nonostante non siano più presenti in parlamento, porterebbe alla definitiva scomparsa delle formazioni minori. E quindi si dovrebbe forse calibrare meglio una norma tanto drastica. Stesso discorso vale per le comunità montane. Sono quasi tutte inutili, ma non tutte. Bisognerebbe saper scegliere caso per caso.

Sui doppi stipendi dei parlamentari che fanno anche i ministri, invece, non può esserci discussione di sorta. Un Berlusconi che, oltretutto, è già molto ricco di suo, perché deve ricevere una busta paga da premier e una da onorevole, quando alla Camera non ci mette mai piede? Intendiamoci, non che abolire le doppie retribuzioni finisca per incidere realmente sulle casse dello Stato. La spesa, dal punto di vista del debito complessivo, è minima. Ma non farlo incide sulla testa dei cittadini.

Insomma, con i dipendenti pubblici non si va per i sottile, si taglia con il machete e si finisce per punire anche chi ha sempre fatto il proprio dovere. Sui componenti della Casta, invece, non si interviene. Mai.

E allora tra gli elettori si fa sempre più strada un dubbio, che giorno dopo giorno, si trasforma in certezza. L'oligarchia sta cambiando strategia. Punta a creare il nemico individuando una serie di gruppi sociali già poco popolari per conto loro (i dipendenti pubblici, i piloti, gli immigrati, eccetera, eccetera) sui quali scaricare le colpe di tutti i mali. E non lo fa perché l'alternativa alla riforma dello Stato è la bancarotta. L'obiettivo primario è un altro: mantenere i consensi, sviando l'attenzione dai privilegi e i comportamenti di chi siede nelle istituzioni e in parlamento. Sperando, inutilmente, che nessuno se ne accorga."

Peter Gomez

http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

[ Questo messaggio è stato modificato da: Hamish il 13-11-2008 alle 19:02 ]

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 13-11-2008 19:25  
I piloti francamente non mi fanno affatto pena, spero anzi che vengano rigorosamente puniti i responsabili dell'ultimo sciopero selvaggio a Fiumicino. I disagi che hanno creato alla gente sono davvero incalcolabili
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Hamish

Reg.: 21 Mag 2004
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Da: Marigliano (NA)
Inviato: 13-11-2008 19:46  
Il punto non è essere d'accordo o meno con i piloti, il punto è che, come dice Gomez, questo governo e la classe politica in generale, con la connivente complicità dei media, tendono ad individuare volta per volta un nemico su cui focalizzare l'attenzione per distogliere l'opinione pubblica dalle loro magagne.

Ora pare che il tracollo di Alitalia sia dovuto a piloti e hostess, mentre si tace sul fatto che il tracollo forse è dovuto più che altro ad una gestione politica dell'azienda, ai voli personali dei ministri tipo Scajola, agli stipendi shock di amministratori che hanno sconquassato la compagnia e, da ultimo, alla mancata vendita d air-france.

Chiedi in giro, chiedi alle persone che si informano tramite i vespa, i fede o ai babbei che commentano su Tgcom . Per loro la colpa è di piloti ed hostess, quelli della Cai sono una coalizione di volenterosi e generosi imprenditori che fanno di tutto per salvare Alitalia a rischio di rimetterci e Berlusconi è il Deus ex machina che ha compiuto quest'ennesimo miracolo.

E questo è solo uno dei casi, ce ne sono molti altri.

Poi francamente per quello che so io lo "sciopero" dei piloti è consitito in una semplice applicazione rigida delle misure di sicurezza. Bè, se basta questo a bloccare decine di voli allora vuol dire che c'è dell'altro che non va...
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IO DIFENDO LA COSTITUZIONE. FIRMATE.

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TheSpirit

Reg.: 21 Set 2008
Messaggi: 3605
Da: Napoli (NA)
Inviato: 14-11-2008 10:36  
quote:
In data 2008-11-13 19:46, Hamish scrive:

Chiedi in giro, chiedi alle persone che si informano tramite i vespa, i fede o ai babbei che commentano su Tgcom .


Ma il lavoro che fanno è ancora più sottile...
Ieri mi è capitato di passare su un programma di raidue, un programma di varietà, e c'erano le conduttrici, due figliole piuttosto piacenti, che si lamentavano dei piloti cattivi che avevano lasciato a terra i passeggeri...
non conosco nei dettagli questo conflitto sindacale, magari i piloti avranno anche torto, ma questi sono metodi da paesi totalitari.

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83Alo83

Reg.: 26 Mag 2002
Messaggi: 16507
Da: Palermo (PA)
Inviato: 14-11-2008 10:46  
quote:
In data 2008-11-14 10:36, TheSpirit scrive:
quote:
In data 2008-11-13 19:46, Hamish scrive:

Chiedi in giro, chiedi alle persone che si informano tramite i vespa, i fede o ai babbei che commentano su Tgcom .


Ma il lavoro che fanno è ancora più sottile...
Ieri mi è capitato di passare su un programma di raidue, un programma di varietà, e c'erano le conduttrici, due figliole piuttosto piacenti, che si lamentavano dei piloti cattivi che avevano lasciato a terra i passeggeri...
non conosco nei dettagli questo conflitto sindacale, magari i piloti avranno anche torto, ma questi sono metodi da paesi totalitari.



la televisione italiana (e l'informazione in generale) mi spaventa terribilmente.
per questo da un anno non vivo più con la tv in casa, non perchè sono un fico radical chic, ma perchè mi fa paura.
penso a tutte le povere menti semplici che guardano un apparentemente innocente "striscia la notizia", e immagino bombardamenti subliminali di ogni sorta.

io non voglio conoscere le verità della televisione.
io non voglio sapere niente di niente.

se potessi esprimere un desiderio in tal senso non chiedere un bene comune, un cambiamento radicale, chiederei una apparentemente sana,inscalfibile falsa-coscienza.
e vaffanculo a tutti.

il demonio non esiste.
berlusconi non esiste.


[ Questo messaggio è stato modificato da: 83Alo83 il 14-11-2008 alle 10:54 ]

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 14-11-2008 23:10  
quote:
In data 2008-11-13 19:46, Hamish scrive:
Il punto non è essere d'accordo o meno con i piloti, il punto è che, come dice Gomez, questo governo e la classe politica in generale, con la connivente complicità dei media, tendono ad individuare volta per volta un nemico su cui focalizzare l'attenzione per distogliere l'opinione pubblica dalle loro magagne.

Ora pare che il tracollo di Alitalia sia dovuto a piloti e hostess, mentre si tace sul fatto che il tracollo forse è dovuto più che altro ad una gestione politica dell'azienda, ai voli personali dei ministri tipo Scajola, agli stipendi shock di amministratori che hanno sconquassato la compagnia e, da ultimo, alla mancata vendita d air-france.

Chiedi in giro, chiedi alle persone che si informano tramite i vespa, i fede o ai babbei che commentano su Tgcom . Per loro la colpa è di piloti ed hostess, quelli della Cai sono una coalizione di volenterosi e generosi imprenditori che fanno di tutto per salvare Alitalia a rischio di rimetterci e Berlusconi è il Deus ex machina che ha compiuto quest'ennesimo miracolo.

E questo è solo uno dei casi, ce ne sono molti altri.

Poi francamente per quello che so io lo "sciopero" dei piloti è consitito in una semplice applicazione rigida delle misure di sicurezza. Bè, se basta questo a bloccare decine di voli allora vuol dire che c'è dell'altro che non va...



Sarà anche tutto vero, non discuto, ma gli scioperi selvaggi in settori delicati come questi non li giustifico lo stesso
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dan880

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 2948
Da: napoli (NA)
Inviato: 15-11-2008 10:37  
anche io penso che i lavoratori alitalia avrebbero dovuto accettare la tipologia di sciopero decisa dai sindacati autonomi delle loro categorie: 14 giorni non consecuitivi, tra il 6 dicembre prossimo e il maggio 2009.

capisco l'esasperazione che stanno affrontando, perchè sono in ballo principi sociali irrinunciabili, legati agli accordi contrattuali e alla loro condizione lavorativa.

però sfortunatamente ciò che si è verificato in questi giorni dà adito al potere di etichettarli e criminalizzarli, anche facendosi scudo dei disagi di cittadini e passeggeri.

considerando anche che, al momento, purtroppo, non solo viviamo nella "repubblica di berlusconi" ma anche nell' "Italia di berlusconi": quella nella quale ancora molti cittadini (a cui piace l'autoritarismo, l' "ordine" e il fare) stanno dalla sua parte.

e quindi nasce una contrapposizione tra utenti e lavoratori che fa spostare ancor di più i primi dalla parte del governo.

contrapposizioni che, naturalmente, berlusconi fa di tutto per acuire, anzichè placare (come dovrebbe fare un capo del governo che ha il senso delle istituzioni e dello Stato).

perchè a lui piace dividere l'Italia, anzichè unirla.

per lui l'Italia è un'azienda, da lui comandata: chi obbedisce alle sue decisioni è ben accetto.

chi non è d'accordo con lui, viene delegittimato e criminalizzato.

e cerca sempre di trascinarsi dala sua parte il Paese, convincendolo che chi non è d'accordo con lui è un nemico.

ecco perchè, in tutto questo clima, i sindacati dovrebbero mantenere l'unità confederale.

ed è vergognoso che prima negano di aver partecipato ad incontri separati con governo e confindustria, dando del bugiardo a epifani (quando invece i giornalisti li hanno visti uscire da una porta secondaria di palazzo grazioli; e maurizio bretta ha confermato l'episodio), poi accusano la cgil di fare politica.

è un comportamento da carogne, e stanno solo facendo (cisl e uil) il gioco del governo e dei padroni.

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dan880

Reg.: 02 Ott 2006
Messaggi: 2948
Da: napoli (NA)
Inviato: 16-11-2008 17:33  
solo per citare gli ultimi episodi:

-"sono nella lista degli imbecilli i giornalisti e gli esponenti del pd che non capiscono la sua satira" (silvio berlusconi, a una conferenza stampa diplomatica)

-"veltroni è un incapace, un arrogante e un idiota" (maurizio gasparri, durante un intervento a commento della nomina di villari come presidente della commissione vigilanza rai)

-"i fannulloni sono tutti di sinistra" (ministro renato brunetta, ieri)

-"guglielmo epifani fa politica e segue una linea bolscevica" (luigi angeletti, segretario generale della uil, ieri su la repubblica; ma non sembrano frasi berlusconiane?)

forse tra alcuni giorni la lista si allungherà ancora (una lista che può partire da bossi e il tricolore della bandiera nazionale).

questa è la deriva.

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eltonjohn

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Da: novafeltria (PS)
Inviato: 16-11-2008 20:45  
Personalmente io la Cigielle la sopprimerei, è più pericolosa da sola di tutte le logge massoniche messe insieme,è un'organizzazione criminale. Epifani dovrebbe essere rinchiuso, è un imbecille assoluto

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TheSpirit

Reg.: 21 Set 2008
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Da: Napoli (NA)
Inviato: 16-11-2008 20:54  
quote:
In data 2008-11-16 20:45, eltonjohn scrive:
Personalmente io la Cigielle la sopprimerei, è più pericolosa da sola di tutte le logge massoniche messe insieme,è un'organizzazione criminale. Epifani dovrebbe essere rinchiuso, è un imbecille assoluto


Il crimine sarebbe essere l'unico sindacato italiano che (sia pure a corrente alternata) fa il sindacato e difende i lavoratori?

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eltonjohn

Reg.: 15 Dic 2006
Messaggi: 9472
Da: novafeltria (PS)
Inviato: 16-11-2008 23:18  
quote:
In data 2008-11-16 20:54, TheSpirit scrive:
quote:
In data 2008-11-16 20:45, eltonjohn scrive:
Personalmente io la Cigielle la sopprimerei, è più pericolosa da sola di tutte le logge massoniche messe insieme,è un'organizzazione criminale. Epifani dovrebbe essere rinchiuso, è un imbecille assoluto


Il crimine sarebbe essere l'unico sindacato italiano che (sia pure a corrente alternata) fa il sindacato e difende i lavoratori?


Forse una volta, ora è solo zavorra controproducente, non tutela l'interesse dei lavoratori (ma di se stessa) ed è mero strumento politico d'opposizione, usato da una sinistra che puntualmente la utilizza quando non ha più frecce da scoccare (esattamente come ora)

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