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Autore Michael Moore(Fahrenheit 9/11)e i rapporti di amicizia tra Bush e Bin Laden
Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 01-05-2003 23:02  

dal libro di Michael Moore- Stupid white men


LE TRISTI E SORDIDE VICENDE DI BIN CHENEY E DI BIN BUSH


Cosa ci dice un accendino usa e getta Bic da 99 cents sulla guerra di Bush al terrorismo?

Il 22 settembre 2001, appena 11 giorni dopo gli attacchi terroristici a New York e Arlington, dovevo prendere l’aereo. Veramente avrei dovuto prendere l’aereo l’11 settembre e,difatti, avevo un biglietto per il volo American Airlines da Los Angeles a New York delle 15.00. Come tutti sappiamo, quel volo non è mai decollato in quanto qualche ora prima quattro aerei, due della American e due della United, erano stati dirottati nel quadro della missione suicida coordinata per attaccare il World Trade Center a New York e il Pentagono nelle vicinanze di Washington,D.C.

Bloccati a Los Angeles, mia moglie e io (che eravamo lì per gli annuali Prime Time Emmy Awards per la nostra serie Tv The Awful Truth) siamo stati svegliati quella mattina da mia suocera,che ci chiamava da Flint alle 6.15 di mattina(ora di Los Angeles). Tiro su la cornetta e la sento dire che “stanno attaccando New York , New York è in guerra”. Mi Ricordo di avere pensato: “bè, cosa c’è di strano?”, ma poi lei mi ha intimato di accendere immediatamente la televisione. Cerco a tastoni il telecomando e accendo il televisore nella camera dell’hotel. Ed eccole, le Twin Towers in fiamme, il fumo nero che sale tumultuoso verso il cielo.
“Ok”, penso, “proprio un brutto incendio”. Ma poi fanno rivedere la registrazione di 15 minuti prima, del secondo aereo che si schianta contro la torre sud. Non è un incidente. Cerchiamo di chiamare nostra figlia a New York. le linee telefoniche non permettono di fare chiamate. Cerchiamo di chiamare una nostra amica, Joanne Doroshow, che lavora a pochi isolati dalle torri, niente. Di nuovo le linee sono intasate.
Dentro a me comincia a farsi strada un panico orribile. Alla fine riesco a contattare l’ufficio di Joanne. Una donna mi rispose,sovraeccitata . Le chiedo se Joanne è lì. “No”, grida, “Non è qui! Dobbiamo scappare! Oh mio Dio!”. Lascia cadere la cornetta e sento un forte boato, come un treno. Mia moglie dice: “Guarda la tv”. La guardo e vedo da Los Angeles ciò che stavo sentendo al telefono: il crollo della torre sud.

Ci sono volute altre quattro ore prima di riuscire a contattare nostra figlia, e sette ore prima che Joanne ci contattasse,sana e salva nel suo appartamento (si era tuffata in un palazzo proprio l’istante prima che cominciassero a piovere sulla strada detriti di ogni genere).

Quella notte, mentre guardiamo le immagini ripetute alla tv,comincia a scorrere sullo schermo un elenco dei nomi di alcune delle vittime che erano a bordo degli aerei. Verso la fine appariva il nome William Weems. Un nostro amico la mattina successiva confermerà che si trattava proprio di quel Bill Weems,un produttore di Boston, con cui avevamo filmato recentemente una serie di spot tv umoristici contro le industrie del tabacco. Era sul volo Boston-Los Angeles. E’ morto quando l’aereo si è schiantato a quasi 900 km all’ora contro la seconda torre. Lasciava la moglie e una figlia di sette anni. E’ tutta una faccenda incredibilmente orribile.

Gli aeroporti sono chiusi e tutti i voli cancellati. Trovo un ufficio della Hertz che mi noleggia un minivan per 1.700 dollari e 43 ore dopo partiamo dal nostro albergo sull’Oceano Pacifico e cominciamo in nostro viaggio di quasi 5000 km verso casa , verso il nostro appartamento a New York.
Da qualche parte nelle vicinanze di Oklahoma City gli aeroporti sono tutti aperti di nuovo ma mia moglie non vuole abbandonare il minivan e prendere l’aereo.e così nei giorni successivi continuiamo verso casa: è la prima volta che facciamo un viaggio del genere da costa a costa. Alla fine ne è valsa la pena, perché ci dà l’opportunità di osservare le reazioni della gente comune (le e-mail che scritto – e ricevuto – durante il viaggio si possono trovare sul mio sito, specialmente quando transitiamo per le terre di Bush e Ashcroft.

Il 22 settembre non posso proprio evitare di salire nuovamente su un aereo. Devo tenere una conferenza a San Antonio e così parto con un volo della American Airlines da Newark. All’aeroporto trovo una lista compilata frettolosamente di tutti gli oggetti che NON si possono portare a bordo. Una lista lunga e bizzarra, che include:

niente armi da fuoco (ovviamente)
niente coltelli (idem)
niente taglierini (cosa ora certamente sensata)
niente forbicine tagliaunghie (come?)
niente ferri da calza (eh?)
niente uncinetti (insomma, un momento!)
niente aghi per cucire
niente manganelli
niente compressori da giardino
niente cavatappi
niente tagliacarte
niente ghiaccio secco

La lista andava avanti per un bel pezzo.Un mucchio degli oggetti si capisce bene perché siano proibiti. Non ero sicuro che i terroristi facessero coperte all’uncinetto nel loro tempo libero, e devo aver perso la notizia di qualche bastardo che aveva introdotto di nascosto del ghiaccio secco a bordo di un aereo(volevano tenere freschi i loro ghiaccioli per mangiarseli e poi usare gli stecchini per l’attacco?)
. Sinceramente ero un po’ preoccupato all’idea di volare così presto dopo l’11 settembre, e non avevo nessuna intenzione di rinunciare a portare con me un’arma di difesa.
Così ho preso la palla da baseball firmata dai New York Yankees, che il sindaco Giuliani mi aveva regalato per “TV Nation”, l’ho infilata in un calzino ed ecco fatto! Una botta in testa con quell’affare e subito a nanna. Avviso quei cazzoni di aspiranti terroristi : se solo vi provate a fare qualcosa su un volo in cui ci sono anch’io vi sbatto fuori campo. Non so se grazie alla pallina o al fetore del mio calzino d’annata , fatto sta che vi stendo.
Sebbene ora mi sentissi “sicuro” con la mia arma di fortuna, continuando a viaggiare in aereo nell’autunno e inverno seguenti, NON mi sentivo affatto sicuro quando vedevo che la sicurezza negli aeroporti era garantita dai guerrieri della domenica della Guardia Nazionale,che brandivano degli M-16 scarichi e che avevano la stessa aria giuliva di quando vanno a far spese nello stesso grande magazzino nel quale a volte anch’io mi rifornisco.

Ma la cosa più importante è che continuavo a notare cose proprio strane. Il tizio in fila davanti a me, mentre vuotava il contenuto delle sue tasche nel vassoietto di plastica per passare sotto al metal detector, tirava fuori il suo accendino o una scatola di fiammiferi, li depositava nel vassoio, poi li riprendeva dall’altra parte, proprio sotto gli occhi degli agenti della sicurezza. All’inizio pensavo si trattasse di una svista, finche ho riletto la lista degli oggetti proibiti a bordo e ho notato che accendini e fiammiferi NON facevano parte dell’elenco.

Poi è arrivato il 22 dicembre 2001. Richard Reid, in volo da Parigi a Miami su un aereo della American Airlines, aveva cercato di dare fuoco alle sue scarpe, usando dei fiammiferi. La polizia disse poi che le sue scarpe nascondevano nei tacchi dell’esplosivo al plastico e se non fossero intervenuti alcuni passeggeri e assistenti di volo per fermarlo, avrebbe potuto far esplodere l’intero aereo in volo.

Ero strasicuro che dopo questo incidente mostruoso accendini e fiammiferi sarebbero stati messi al bando. Ma a febbraio, mentre ho cominciato la promozione del mio nuovo libro, eccoli là di nuovo, passeggeri con i loro accendini Bic e le loro scatole di fiammiferi. Chiedo a diverse persone addette alla sicurezza come mai ai passeggeri sia permesso portare a bordo oggetti con i quali potrebbero appiccare un incendio durante il volo, soprattutto dopo l’incidente Reid. Nessuno, nemmeno uno di loro, ha saputo o voluto darmi una risposta.

La mia domanda era molto semplice: se è comunque proibito fumare su tutti i voli, perché mai QUALCUNO dovrebbe aver bisogno di un accendino e fiammiferi a 10.000 metri di altezza – mentre io sono lì a bordo con lui?

E perché l’unico oggetto che è stato usato per cercare di causare un’esplosione su un aereo dopo l’11/9 NON è tra gli oggetti proibiti? Nessuno è stato minacciato con forbicine per le unghie o con un compressore per soffiare via le foglie, durante un volo. MA UN RINCOGLIONITO HA USATO UN ACCENDINO PER TENTARE DI UCCIDERE 200 PERSONE SUL VOLO 63 DELLA AMERICAN AIRLINES. E questo non ha spinto l’amministrazione Bush a fare qualcosa.

Ho cominciato a chiedere questa cosa al pubblico, durante il giro di promozione del mio libro, ed è stato in una buia e piovosa sera ad Arlington, nella libreria Olisson, ad un paio di miglia dal Pentagono, che ho avuto la mia risposta.
Dopo aver fatto la mia domanda sugli accendini al pubblico presente, mi sono seduto a firmare le copie del libro per la gente in fila. Un ragazzo si avvicina al tavolo, si presenta, e abbassando la voce per non farsi sentire da altri mi dice :

“Io lavoro per il Congresso. Gli accendini a gas erano stati inclusi nella lista originale stilata dalla FAA (Federal Aviation Administration) e inviata alla Casa Bianca per l’approvazione. Le industrie del tabacco hanno fatto pressione sull’amministrazione Bush per farli togliere dalla lista degli oggetti proibiti. I loro clienti(tabaccodipendenti) naturalmente sono ansiosi di accendere non appena scesi a terra, quindi perché mai dovrebbero essere penalizzati solo per avere cieli più sicuri?
Accendini e fiammiferi sono stati rimossi dalla lista proibita.”

Ci sono rimasto di sasso. Sapevo che ci doveva essere una qualche ragione per cui questi che erano tra gli oggetti più ovvi da mettere al bando non erano stati vietati a bordo degli aerei. Potevano gli scagnozzi di Bush essere stati così sfacciati nella loro indifferenza per la sicurezza pubblica? Come possono fare una cosa simile e, allo stesso tempo, emanare settimanalmente degli avvisi sulla “minaccia terroristica futura”? Anteporrebbero davvero le richieste della Grande Industria del Tabacco alle vite delle persone?

Si, naturalmente, la risposta è sempre stata SI, ma non ora, non in questo momento di crisi nazionale, non ADESSO, così a ridosso della peggior strage della storia americana!
A meno che le minacce terroristiche non fossero del tutto campate per aria.

Bisogna avere il coraggio di porre domande terribili e difficili: la “guerra al terrorismo” è un trucco, una invenzione per distrarre l’attenzione dei cittadini?

Accettate se volete, solo per un momento, l’idea che per quanto spregevole sia, George W. Bush non possa essere così malvagio da aiutare i suoi amichetti del tabacco a rischio di un altro 11 settembre. Se mi concedete questo - e per una volta vi chiedo proprio di farlo – una volta ammesso che nemmeno lui permetterebbe l’assassinio di centinaia o migliaia di persone solo per consentire ai fumatori di accendersi una sigaretta appena usciti dal terminal, allora un’intera nuova porta si spalanca – e quella porta, amici miei, conduce dritti dritti a quel vaso di Pandora dell’11/9, un vermaio marcescente nel quale molti nel mondo dei media hanno paura ad avventurarsi per paura di dove potrebbe portare o semplicemente di quanto terribile potrebbe rivelarsi il fetore.

E se non ci fosse nessuna “minaccia terroristica”? E se Bush & Co. avessero bisogno,disperatamente bisogno di una “minaccia terroristica” allo scopo di poter portare avanti l’opera di sistematica distruzione che hanno scatenato contro la costituzione degli Stati Uniti e contro la brava gente di questo paese che crede nelle libertà costituzionalmente garantite?

Vogliamo spingerci fin lì?
Io ne ho l’intenzione. Ho inviato alla FAA un Freedom of Information Act, richiedendo tutta la documentazione che riguarda le decisioni prese che hanno permesso micidiali accendini e fiammiferi a bordo di voli di linea. Non sono ottimista sull’esito.
E parliamoci chiaro – è solo un altro piccolo pezzo del puzzle. Si tratta dopotutto solamente di un accendino Bic da 99 cents. Ma, amici, ve lo devo dire, ho scoperto nel corso degli anni che sono ESATTAMENTE le “piccole storie” e i “dettagli minori” che contengono le GRANDI verità.

Forse la mia inchiesta per scoprire come mai la liberà di causare un incendio a bordo di un aereo pieno di passeggeri è qualcosa di importante. E forse, dico forse, sarà l’inizio della fine di questa amministrazione corrotta e banale di truffatori che impunemente usano i morti di quel giorno di settembre come copertura per farla franca con ogni genere di nefandezza.
E’ ora di cominciare a fare domande a queste persone. La morale della favola è:chi è stato capace di rubare sfacciatamente una elezione e di intrufolarsi nella NOSTRA Casa Bianca senza alcun mandato del Popolo, è per dirlo con franchezza – e tristezza – capace di qualunque cosa...

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 21-05-2003 12:15  


dov'è Saddam Hussein?

dov'è Bin Laden?

dove si nasconde la fantomatica setta di Al Qaeda?

da chi è finanziata?

dove stanno le sue basi? in quale nazione, sotto quale governo?

come mai nessun satellite riesce ad intercettare nulla di nulla nonostante echelon e tutti gli agenti della Cia?

come mai è salita alla ribalta da quando Bush è al potere?

come mai senza alcuna prova, solo due giorni dopo gli attentati dell'11 settembre si dava la colpa alla invisibile minaccia di Al Qaeda?

come mai quel giorno l'U. S. Airforce fu lasciata completamente a terra?

come mai ci furono speculazioni enormi in borsa il giorno della vigilia dell'11 settembre che fecero guadagnare una barca di soldi alla famiglia Bush e al gruppo Carlyle di cui è azionista anche la famiglia bin Laden?

a chi giova questa perenne minaccia teroristica?

Come mai sono stati ristretti i diritti dei cittadini americani dopo l'11 settembre facendo a pezzi il "Bill of Rights"?

dove sono le armi chimiche e batteriologiche dell'Iraq?

dov'era il pericolo imminente per cui bisognava prevenire?

la guerra in Iraq non doveva portare stabilità nella regione del medio oriente?

La guerra è pace
La libertà è schiavitù
L'ignoranza è forza.


_________________
E' una storia che è successa ieri, ma io so che è domani.

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 21-05-2003 12:38  
dov'è il Mullah Omar?

non era scappato ai bombardamenti afgani in motocicletta, con un occhio bendato, stando ai resoconti ufficiali??
_________________
E' una storia che è successa ieri, ma io so che è domani.

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 28-05-2003 13:47  



Dal Corriere della Sera di ieri, 27/5/2003, leggo:

Al Qaeda non esiste


"Esiste veramente una entità chiamata Al Qaeda? Sta in Afghanistan? Esiste oggi?"
Il presidente siriano Bashar Assad , intervistato dal quotidiano del Kuwait Al Anba, esprime dubbi. Osama Bin Laden " non può parlare per telefono o utilizzare internet, ma può comunicare con i quattro angoli del mondo", ha proseguito Assad ed ha concluso:" tutto questo non è logico".
Queste idee sono comuni nel mondo arabo, che accusa Washington di aver fabbricato o esagerato la minaccia rappresentata da Al Qaeda per dipingere la comunità musulmana internazionale come pericolosa.
**

Aggiungerei per avere la strada completamente spianata per ogni guerra(basta invocare la parola Bin Laden e aumentano i consensi)combattendo contro un obiettivo invisibile e non identificabile(quindi guerra perpetua)e per restringere ogni diritto fondamentale dei cittadini occidentali(vedi il "Patriot Act" che limita pesantemente le libertà individuali di ogni persona onesta).
Con il ricatto della paura e del terrore si può giungere ad uno stato totalitario.


_________________
E' una storia che è successa ieri, ma io so che è domani.

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DrCalamaro

Reg.: 14 Giu 2002
Messaggi: 2077
Da: ge (GE)
Inviato: 28-05-2003 14:32  
Ricordate la soldatessa Jessica, quella
miracolosamente salvata dai soldati americani durante
l'ultima guerra? sembra che fosse tutta una montatura,
scoperchiata da giornalisti inglesi.

dal manifesto del 27/05/2003:


La verità sulla soldata Jessica
Il suo salvataggio «dai torturatori iracheni» aveva
commosso l'America e il mondo. Ma ora si scopre che fu
tutta una montatura allestita dal Pentagono per dare
un volto umano a una guerra che si stava trascinando
MARCO D'ERAMO

La faccetta sbarazzina sotto il berretto militare, a
noi veterani del manifesto Jessica Lynch ricorda
vagamente Valentina, la figlia di Valentino Parlato, e
suscita perciò la simpatia di chi si è visto crescere.
Niente a paragone del prorompente amore con cui tutta
l'America sta cingendo in un soffocante abbraccio
questa diciannovenne nata in Virgina, in un borgo
chiamato Palestina, e che si era arruolata per poter
frequentare le scuole e diventare maestra delle
elementari. Il cantante Eric Horner ha appena inciso
Lei è un eroe, «una canzone che mi è sgorgata diritta
dal cuore e che è dedicata a Jessica» dice modesto il
cantante. Dalle scuole elementari arrivano valanghe di
compiti in classe scritti da scolari. Su internet è
già iniziato il merchandising: insieme a un'altra
decina di oggetti, sono in vendita magneti da
attaccare al frigorifero con la scritta «America Loves
Jessica» (5 dollari), dipinti a olio (200 dollari). Si
sono formati club di ammiratori. Ma era quasi
inevitabile dopo dopo che per giorni e giorni i
piccoli schermi hanno martellato con il suo visino le
famiglie d'America e che Newsweek le aveva dedicato la
copertina «Saving Private Lynch», «salvando il soldato
Lynch», che ricorda il Private Ryan del film di Steven
Spielberg. E come poteva essere altrimenti se è vero
che Jessica è la prima soldatessa «Pow/Mia salvata da
un commando»? dove Pow/Mia è una sigla inflazionata
dai tempi di Rambo, quando mezza America era stata
convinta a credere che in Vietnam ci fossero ancora
miriadi di prigionieri di guerra (Prisoners of War,
Pow's) o di «dispersi in combattimento» (Missing in
Action) da recuperare con spericolate incursioni come
quella che ha salvato appunto la soldata Lynch da un
ospedale iracheno.
Ma ricapitoliamo la storia - almeno come ci fu
raccontata. Il 23 marzo, nei pressi di Nasiriyah, un
furgone dell'esercito Usa con a bordo 15 militari
della sussistenza «cadde in un'imboscata», e nove
soldati americani perirono: nella propaganda di
guerra, i soldati angloamericani morivano sempre in
imboscate, mentre quelli iracheni rimanevano uccisi
negli attacchi. Come in seguito riferì il Washington
Post, Jessica Lynch «riportò multiple ferite d'arma da
fuoco» e fu anche pugnalata mentre «combatteva
accanitamente e colpiva parecchi soldati nemici,
sparando con la sua arma finché esaurì le munizioni».
L'autorevole quotidiano della capitale Usa citava
anche una fonte militare anonima secondo cui «lei
stava combattendo a morte».
I media americani instillarono la convinzione che
Jessica Lynch era torturata dagli iracheni. La guerra
nel frattempo sembrava impantanarsi per la coalizione
angloamericana, di fronte alla resistenza di Bassora e
di altre città. Il 2 aprile all'alba a Doha, Qatar, i
rappresentanti della stampa mondiale furono
scaraventati giù dai loro letti e portati nel
futuristico e hollywoodiano Centcom (centro
comunicazioni): «C'è una situazione di notizie
scottanti, il presidente è già stato avvertito». I
giornalisti credettero che Saddan Hussein fosse stato
arrestato, riferisce l'inviato del quotidiano inglese
The Guardian. Invece fu mostrato loro un filmato di
cinque minuti sul salvataggio della soldata Lynch che
era stata picchiata nel suo letto d'ospedale e
interrogata, dissero gli ufficiali del Pentagono. Il
salvataggio era stato reso possibile solo dall'eroico
avvocato iracheno Al-Rehaief che aveva informato gli
americani dell'ospedale in cui era «imprigionata»
Lynch. Così, poco dopo mezzanotte, un comando di
Rangers dell'esercito e di Seals della marina attaccò
l'ospedale di Nasiriyah: il loro «temerario» assalto
in territorio nemico fu «carpito» dalla cinepresa
militare a visione notturna. Fu detto che erano
avanzati sotto il fuoco nemico, ma che ce l'avevano
fatta e avevano trascinato via Lynch fino
all'elicottero. Nel filmato si sentivano spari,
esplosioni, e i soldati americani gridare: «Go! Go!».
In pochissime ore il filmato girato da un operatore
militare aveva subìto l'editing e fu diffuso ai
network di tutto il mondo. Quando fu mostrato,
riferisce l'inviato del Guardian, «il portavoce
militare a Doha, il generale Vincent Brooks, dichiarò:
"Alcune anime eroiche hanno rischiato la vita perché
questo avvenisse, leali al comandamento di non
lasciare mai indietro un commilitone caduto».
L'avvocato Al-Rehaief ha ottenuto l'asilo politico
appena due settimane dopo il suo ingresso negli Usa,
ha firmato un contratto da 500.000 dollari per un
libro di memorie Rescue in Nasiriyah («recupero a
Nasiriyah») che uscirà in ottobre. E Hollywood ha
naturalmente già pronto un film. Solo che il
salvataggio era già un film.
Subito l'arrivo in Germania, il comandante
dell'ospedale militare, il colonnello David Rubenstein
disse ai giornalisti che l'esame medico «esclude che
qualunque ferita (di Jessica) sia stata causata da
armi da fuoco o da taglio». Il giorno successivo,
riferisce WorldNetDaily, il padre di Jessica confermò
questa diagnosi riferendo che i dottori gli avevano
detto che Jessica non era stata sparata, ma aveva
subito fratture alle braccia e alle gambe quando il
camion era saltato per una granata irachena.
D'altronde è difficile immaginare una furiera, addetta
alla sussistenza, e che cioè non è addestrata al
combattimento né all'uso delle armi, «battersi sino
alla morte», «colpire i nemici fino a esaurire le
munizioni».
Crollava così una prima parte della storia di Private
Lynch. Ma a metà aprile la stampa inglese (non per
caso, vedremo) ha cominciato a smontare anche la
seconda parte della storia, quella che riguarda il
«temerario salvataggio». Il Times di Londra raccolse
la testimonianza del dottore Harith al-Houssona che si
meravigliava della versione Usa: «Quel che raccontano
gli americani è come la storia di Sinbad il marinaio,
è un mito». Secondo questo dottore, quando gli fu
portata nell'ospedale di Nasiryah, Lynch aveva una
ferita alla testa, un braccio e una gamba rotti e fu
curata con tutte le premure possibili, come raccontò
più tardi anche l'infermiera Khalida Shinah al
Guardian.
Non solo, ma due giorni prima che arrivasse il
commando, il dottore Al-Houssona aveva deciso di
consegnare Jessica agli americani, la caricò su
un'ambulanza e istruì l'autista di andare al
checkpoint americano: mentre si avvicinava, gli
americani aprirono il fuoco e l'autista riuscì a
salvarsi per un pelo e a rientrare di corsa in
ospedale.
Non basta. Il giorno prima dell'«eroico recupero»,
l'esercito iracheno era scappato via. Addirittura -
raccontava un cameriere di un ristorante, Hassam
Hamoud - una pattuglia di americani entrò in città e
l'interprete arabo gli chiese se in giro c'erano
ancora fedayn, e lui rispose «no».
Perciò le «anime coraggiose» arrivarono in elicotteri
e con carri armati sul tetto di un ospedale disarmato,
esplosioni risuonarono e spari echeggiarono in corsie
semivuote, dottori con lo stetoscopio al collo furono
ammanettati, fu squarciato il materasso su cui era
stata adagiata Jessica («e ci tolsero l'unico letto
"anti-decubito" che avevamo»), furono imprigionati
anche pazienti che erano intubati e paralizzati.
Racconta al Times il medico al-Housssona: «Erano
terribilmente delusi di non trovare l'orribile Guardia
repubblicana che si lavorava Lynch con i ferri
roventi... quando stai girando un film a buon mercato,
ti arrangi con quel che hai. Avevano bisogno dei
cattivi, e non è colpa loro se la produzione non
gliene aveva forniti di veri», così se la presero coi
dottori.
In definitiva, la soldata Jessica, addetta alla
sussistenza, si era fratturata braccia e gambe e non
era stata colpita da pallottole o lame. È stata
curata. Non è stata torturata. Il commando americano
non ha dovuto fronteggiare nessun soldato nemico,
poiché tutti erano fuggiti il giorno prima. L'arma più
pericolosa che ha minacciato questi Rambo sarà stato
un clistere. Per il resto, non sapremo mai cosa
avvenne il 23 marzo a Nasiriyah perché, molto
opportunamente, Jessica Lynch ha un'amnesia: non
ricorda nulla, e in realtà la ragazza virginiana
sembra capitata per caso nel film del suo salvataggio,
forse perché era fotogenica, e si trovava là nel
momento in cui la propaganda di guerra Usa aveva più
bisogno di un viso gentile per dare un volto umano a
una guerra che si trascinava.
Tutta la messa in scena del Pentagono è venuta fuori
solo a causa dei dissensi che dietro le quinte
crescevano tra Gran Bretagna e Stati uniti su quale
politica dell'informazione adottare (ricordate i
giornalisti embedded?). Durante il conflitto,
l'addetto inglese a Doha, Simon Wren ha mandato
parecchi rapporti al vetriolo a Londra e a Downing
Street. In particolare, vi definiva «imbarazzante» e
«ipergonfiata» la versione americana su Jessica Lynch.
Di queste crepe nel fronte alleato è sintomo anche il
documentario girato dalla Bbc e presentato domenica 18
maggio, col titolo War Spin. Una delle espressioni più
in moda tra i politologi anglosassoni è attualmente
spin doctors, commentatori e analisti che nei media
che fanno cambiare («ruotare») opinione.
In gioco, tra Londra e Washington, era non solo
l'episodio di Jessica Lynch, ma il rapporto tra verità
e politica: è probabile infatti che Tony Blair fosse
davvero convinto che Saddam Hussein avesse armi di
distruzione di massa e che gli americani ne avessero
prove inconfutabili.
Invece gli americani stavano perfezionando la
tecnologia delle «bombe al panzanio», come le ha
chiamate Stefano Benni, arruolando nel proprio
arsenale bellico produttori e sceneggiatori di
Hollywood, completi di effetti speciali. In
particolare, scrive John Kampfner del Guardian, «il
Pentagono è stato influenzato dalla Tv-realtà e dai
film di azione, in particolare Black Hawk Down. Nel
2001, il produttore di Black Hawk Down (il film su
Mogadiscio), Jerry Bruckheimer, andò al Pentagono per
proporre un'idea. Lui e il suo coproduttore Bertam van
Munster (che aveva programmato il reality-show Cops,
Sbirri) suggerirono Profili dal fronte, una serie tv
in prima serata sulle forze Usa in Afghanistan: storie
umane viste con gli occhi dei soldati. Lo scopo di Van
Munster era di metterla sull'intimo e sul personale».
L'idea entusiasmò il ministro della difesa Donald
Rumsfeld, tanto che nella guerra in Iraq il Pentagono
si è prodotto da solo i suoi profili dal fronte, di
cui Saving Private Linch è stato l'episodio di maggior
successo. Il primo, ma certo non l'ultimo.
PS. Due osservazioni marginali sulla vicenda di
Jessica Lynch.
1) È assordante il silenzio che i media italiani hanno
mantenuto sulla messinscena, dopo che ci avevano
bombardato per giorni con l'eroico salvataggio e le
graziose lentiggini. Lungi da noi il sospetto che la
stampa italiana sia succube di quella americana.
2) Elaine Donnelly, presidentessa del Center for
Military Readiness, sospetta che siano state le
«femministe del Pentagono» ad aver fatto filtrare i
rapporti (falsi) sulle ferite e (non documentati)
sull'eroismo di Jessica Lynch per favorire
l'avanzamento delle donne nella carriera militare: le
disavventure della povera furiera sono così
strumentalizzate dalle paladine del patriarcato,
almeno quello militare.

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FabryDivx
ex "ometto"

Reg.: 27 Apr 2003
Messaggi: 1788
Da: Palermo (PA)
Inviato: 28-05-2003 14:50  
Cmq.. si sapeva dei loro rapporti!!


_________________
""Solo chi teme di non essere mai citato evita di citare" S. M. Ejzenstejn"

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stef73

Reg.: 07 Giu 2002
Messaggi: 635
Da: Cirie (TO)
Inviato: 11-06-2003 11:11  
quote:
In data 2003-05-21 12:38, Quilty scrive:
dov'è il Mullah Omar?




Continuo la tua bella lista:

Che cavolo di terrorista è, uno che distrugge un edificio quando questo è ancora praticamente vuoto, alle 9 di mattina? Ah, sì, è il terrorista buono e compassionevole... Avesse aspettato mezz'ora poteva uccidere, penso, 50.000 persone invece che 3000.

Perchè l'ala del Pentagono distrutta era chiusa "per lavori" proprio quel giorno?

Perchè Bush ha raccontato per ben due volte (esiste il video) di aver visto in diretta IL PRIMO AEREO che si schianta contro le torri gemelle? Esiste solo UN video girato dai vigili del fuoco che casualmente erano lì in quel momento e ovviamente non era trasmesso in TV in diretta. Tutti noi ricordiamo alla perfezione cosa stavamo facendo in quel momento, lui si è confuso su un particolare così "irrilevante"?!?!

[ Questo messaggio è stato modificato da: stef73 il 11-06-2003 alle 11:26 ]

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Quilty

Reg.: 10 Ott 2001
Messaggi: 7637
Da: milano (MI)
Inviato: 23-05-2004 11:20  
Fahrenheit 9/11 vince la Palma d'Oro al Festival di Cannes 2004 dopo l'Oscar a Bowling a Columbine due anni fa come miglior documentario.

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Il Terrore è controllo
Io so

[ Questo messaggio è stato modificato da: Quilty il 23-05-2004 alle 11:21 ]

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ginestra


Reg.: 02 Mag 2003
Messaggi: 8862
Da: San Nicola la Strada (CE)
Inviato: 23-05-2004 14:04  
Si, Moore vince a Cannes, ma i tg si affrettano subito a commentare che, essendo l'America un paese democratico e libero, non ci sono state censure sul film poiché tutti sono liberi di esprimere le loro idee!
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E tu, lenta ginestra,che di selve odorate queste campagne dispogliate adorni, anche tu presto alla crudel possanza soccomberai del sotterraneo foco, che ritornando al loco già noto, stenderà l'avaro lembo su tue molli foreste.......

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xander77

Reg.: 12 Ott 2002
Messaggi: 2521
Da: re (RE)
Inviato: 23-05-2004 15:32  
quote:
In data 2004-05-23 14:04, ginestra scrive:
Si, Moore vince a Cannes, ma i tg si affrettano subito a commentare che, essendo l'America un paese democratico e libero, non ci sono state censure sul film poiché tutti sono liberi di esprimere le loro idee!



A quanto si è detto e sentito il film di Moore in America deve ancora trovare un distributore.

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MRSSTEELE

Reg.: 08 Nov 2002
Messaggi: 10730
Da: Venezia (VE)
Inviato: 23-05-2004 16:04  
Se potesse Moore attaccherebbe Bush alle torri gemelle mentre stanno per essere colpite dall'aereo Boh, tanto meglio, da profana dico:
Un appaluso a Moore

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ginestra


Reg.: 02 Mag 2003
Messaggi: 8862
Da: San Nicola la Strada (CE)
Inviato: 23-05-2004 20:41  
quote:
In data 2004-05-23 15:32, xander77 scrive:
quote:
In data 2004-05-23 14:04, ginestra scrive:
Si, Moore vince a Cannes, ma i tg si affrettano subito a commentare che, essendo l'America un paese democratico e libero, non ci sono state censure sul film poiché tutti sono liberi di esprimere le loro idee!



A quanto si è detto e sentito il film di Moore in America deve ancora trovare un distributore.



...e anche questo è vero,ma l'hanno data come notizia di appendice.
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E tu, lenta ginestra,che di selve odorate queste campagne dispogliate adorni, anche tu presto alla crudel possanza soccomberai del sotterraneo foco, che ritornando al loco già noto, stenderà l'avaro lembo su tue molli foreste.......

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Gunny82

Reg.: 18 Mag 2004
Messaggi: 223
Da: Reggio Emilia (RE)
Inviato: 24-05-2004 00:50  
Grande Tarantino...GRANDE TARANTINO!!!!!
Non ci ha pensato due volte a fregarsene della politica e a premiare il lavoro che gli sembrava migliore.

QUENTIN è il mio mito.
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"Io ho tirato più pugni, mangiato più fango e scopato più mignotte di tutti voi frocetti messi assieme" - Clint Eastwood -

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aguirre

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Da: Reggio Calabria (RC)
Inviato: 24-05-2004 11:51  

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Tenenbaum

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Messaggi: 10848
Da: cagliari (CA)
Inviato: 24-05-2004 13:15  
mi sembrava ironia ...
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