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Autore "Duel", capolavoro di Spielberg
gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 05-04-2003 09:58  
Ripubblico il commento presente nel topic di JoelCohen sperando che qualcuno scriva la sua su questo splendido lavoro di Steven Spielberg.

Duel (1972) è il primo film di Steven Spielberg.
Realizzato per la televisione, dato il successo riscontrato in America venne successivamente distribuito nelle sale europee come un normale prodotto per la Grande sala.
E i motivi di questa scelta non furono mai così giusti e apprezzati.

Un uomo qualsiasi, accende la macchina, innesta la retromarcia e esce dal suo garage.Niente di più normale, succede così anche a noi ogni mattina.
E’ l’inizio di una nuova giornata, è il momento in cui ci si prepara alle noie e alle solite preoccupazioni incontriamo quotidianamente ai nostri posti di lavoro e studio.
David Mann,è un uomo qualsiasi, ce lo dice già il cognome (Mann=man).
deve intraprendere un lungo viaggio per un’imprecisata ragione e della quale mai sapremo niente.Non è infatti il perché che sarà al centro della vicenda,ma il come.

L’automobilista è solitario, l’unica compagnia è il rumore della radio; ed infatti per cinque minuti non sentiamo la voce del conducente, ma concentriamo l’attenzione sulle lunghissime freeways che caratterizzano il territorio statunitense. Sono strade strette e per superare bisogna invadere il senso di marcia opposto. E così si appresta a fare Mann quando un’autocisterna gli fa rallentare l’andatura .I primi tentativi sono inutili, tant’è che finalmente sentiamo la voce del nostro conducente che scandisce un’imprecazione e la mano suona il clacson.
Poi ad un tratto, quasi inaspettatamente l’autocisterna fa segno di passare.
Mann si porta sulla sinistra, accellerama si accorge che in senso opposto st arrivando un’altra vettura.
E’ l’inizio di un incubo.
Da questo momento in poi veniamo catapultati in un film sulla paura, sul coraggio,sull’astuzia e sul duello tra l’uomo e la macchina. Assistiamo col fiato sospeso a inseguimenti, sorpassi,tamponamenti e tentati omicidi.
Non sapremo mai chi è alla guida dell’autocisterna, né perché voglia voglia ucciderci. L’autocisterna acquista un’identità propria,non è più comandata da qualcuno all’interno, ma è ella stessa a comandare a decidere il destino.
Diventiamo così vittime dell’angoscia del non sapere, del non capire e del non riuscire a liberarci di ciò che ci sembra ineluttabile. E’ una lotta per la sopravvivenza, è l’uomo che combatte la macchina come nella più elementare delle storie moralistiche che contraddistinguono il boom industriale degli anni 60.Il fatto è che qui non stiamo osservando un film di fantascienza, ma ad un’estremizzazione di eventi che ci capitano ogni giorno quando usciamo di casa.
Mann cerca in ogni modo di fuggire da quel riflesso nero nello specchietto,ma tutti i tentativi di fuga sono inutili.
Cerca aiuto in una macchina che viene in senso opposto, ma lo ignorano.
Pochi sono gli uomini disposti ad ascoltare chi ha bisogno.
Mann è solo e finalmente capisce.
L’unico modo di superare il problema è affrontarlo.
L’autocisterna gli si piazza davanti.Lui si avvicina camminando, e così tutti incominciamo ad immaginarci il volto dello squilibrato che da circa due ore ci tiene col fiato sospeso e il battito irregolare. Ma più lui si avvicina e più il tir si allontana.
L’autocisterna lo vuole, ma lo vuole nell’auto.
La macchina è ormai allo stremo, quando Mann osservando la strada s’inventa uno stratagemma per far precipitatare la propria inseguitrice in un burrone.
E così succede, l’autocisterna cade assieme all’auto di Mann in uno dei grandi precipizi americani.
Mann è libero, anche se a piedi.


Spielberg con questo film raggiunge un livello di perfezione tecnica forse mai più ripetuto.
Con mezzi limitati riesce a produrre un film in cui la suspence si avverte fin dalla prima buia immagine che accompagna l’ingresso di Mann all’interno della propria vettura.
Le interpretazioni attribuibili all’intera vicenda sono innumerevoli.
All’epoca si parlò di apologo sulla violenza nelle strade, di allegoria tecnologica o di parabola della vita umana. E sicuramente ognuna di queste ha una sua ragion d’essere. Si è perfino interpretata l’uscita dal garage come la nascita dell’uomo che esce dal grembo materno, o come l’emersione dagli inferi di un dannato.
E così potremmo dilungarci per ore.
Dobbiamo quindi concentrarci non tanto su “cosa” Spielberg abbia voluto dirci, ma sul “come”.
Nelle prime scene vediamo il protagonista rallentare e non fermarsi ad uno Stop. E’ il presagio delle ben più gravi infrazioni che caratterizzeranno il tragitto.
La radio annuncia “Normalità sulle strade urbane, cioè solito traffico”, cioè da un senso di tranquillità e sicurezza tipico di un conteso urbano, proprio le sensazioni che non si proveranno più per le strade deserte prossime all’attraversamento.
Il traffico infatti si assottiglia sempre più fino all’uscita della città.
Adesso Mann è solo.
E così sarà durante tutto il suo duello.
Sarà lui,solo, contro ciò che non conosce.
Lui contro la paura.
Nessun appiglio, nessun aiuto, nessuna possibilità di scappare.
Dovrà affrontare il problema.
Esiste soluzione più difficile?


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Quando tornai a guardare nella direzione di Gatsby, questi era scomparso, e io ero di nuovo solo nell'oscurità inquieta.

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gmgregori

Reg.: 31 Dic 2002
Messaggi: 4790
Da: Milano (MI)
Inviato: 05-04-2003 11:25  
Secondo me è un film trasparente. Abile Spielberg a mantenere la tensione. Abile Roy con lo sguardo nervoso e impaurito.
Trasperente perchè la tensione è tale; le inquadratature improvvise del cammion sono state per me contiunui sussulti, salti emotivi che pochi film mi hanno sollecitato.
Qui Steven lavora sul tempo infinito, straordinario lo scenario. Lavora sulla paura e il colore, il nero cupo e incombente, il silenzio, gli sguardi e le indifferenze, ma soprattutto come dici te sul superamento dell'angoscia affrontandola come fine estremo per la sopravvivenza,l'istinto primordiale, l'attacco, la fuga, la difesa, l'offensiva.
Una guerra contro l'ignoto, un film tuttora apprezzato dalla stragande maggioranza dei cinefili. Non a caso una rivista a me cara si chiama DUEL, un'altra ancora MUCCHIO SELVAGGIO. Che dire...

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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 08-04-2003 19:36  
Un altro appunto che forse pochi notano, è la scritta che appare sul retro della cisterna quando viene inquadrata per la prima volta.
Infatti c'è scritto"Infiammabile" che è un'allusione doppia poichè starebbe per il pericolo che il carico rappresenta ma sottointende ironicamente il pericolo che l'intero veicolo sarà.
Mentre alla radio parlano di smog, Mann viene a trovarsi davanti questo colosso e dopo aver tossito dice."A proposito di inquinamento".Cosi vediamo la banalità delle sue vedute,la normalità delle sue reazioni.
Trapassiamo da un contesto oggettivo per avvicinarci a quello soggettivo.
E' un lento avvicinamento al terrore che seguirà dopo.

Continua....
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Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento : quello in cui l'uomo sa per sempre chi è

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gmgregori

Reg.: 31 Dic 2002
Messaggi: 4790
Da: Milano (MI)
Inviato: 08-04-2003 20:56  
cosa fai...mi rubi i commenti?
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la bruttura del vuoto è tanto profonda fin quando, cadendo, non ti accorgi di poterti ripigliare. I ganci fanno male, portano ferite, ma correre e faticare per poi giorie è un obbiettivo per cui vale la pena soffrire.
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gatsby

Reg.: 21 Nov 2002
Messaggi: 15032
Da: Roma (RM)
Inviato: 08-04-2003 21:02  
E' la mia passione!
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gmgregori

Reg.: 31 Dic 2002
Messaggi: 4790
Da: Milano (MI)
Inviato: 08-04-2003 21:18  
E come la mettiamo con le prospettive, il silenzio. Com'è che mann non è sconcertato?
La paura, non il timore, non fa tremare, fa reagire.
A proposito, devo ancora vedere 1941...poi ti tedio fino alla fine a sconcertarti.

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gmgregori

Reg.: 31 Dic 2002
Messaggi: 4790
Da: Milano (MI)
Inviato: 08-04-2003 21:33  
A prprosito, un tale in rete dice:
Tutto è stato detto e scritto su questo capolavoro del giovane Steven Spielberg. La sfida tra il Bene e il Male, Davide (David Mann) contro Golia, l’essere civile contrapposto all’elemento selvaggio, l’uomo contro la macchina. E si potrebbe continuare a oltranza: il principe Valiant (la macchina guidata da Weaver è una Plymouth 'Valiant') contro un drago medievale, la rinascita del duello western, la sfida generazionale tra borghesia e proletariato…
Ma noi che ci stiamo qui a fare?
E cos'è sta sfida genrazionale tra borghesia e proletariato.






La sfida gerazionale tra borghesia proletariato? Mah!

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mallory

Reg.: 18 Feb 2002
Messaggi: 6334
Da: Genova (GE)
Inviato: 08-04-2003 23:51  
vi riporto quello che scrissi tempo fa...

Duel è sicuramente tra i migliori film di Steven Spielberg...
Ancora oggi mi chiedo dove sia finito quel regista che a soli 24 anni girò una pellicola così finemente accurata,senza ricorrere all'uso di effetti speciali o labirintiche trame narrative..
Con pochi mezzi e in sedici giorni,nasce Duel;un piccolo film,creato per la tv e che negli anni si è giustamente conquistato un posto sull'olimpo dei piccoli capolavori di stile,quelli che oggi chiamiamo cult.

Duel costituisce la sua struttura su una trama semplice,lineare,scarna;fatta più che altro di metafore(si sprecano le interpretazioni sulle figure allegoriche,riprese ne Lo squalo);quindi, costretto a puntare sul linguaggio filmico la realizzazione di un film che è uno splendido esempio di puro cinema,che si rifà a grandi esempi del passato,Hitchcock su tutti...
Quindi finissime inquadrature,fatte di salti tra dettagli e primi piani,tra scorci di volti e di macchine nei riflessi degli specchietti,che creano la base di una suspance che solo Hitchcock riusciva a ricreare con tanta maestria...la geniale rappresentazione di un camionista che non si vede mai,che in realtà non esiste,ma è solo il riflesso delle paure dello stesso protagonista verso qualcosa che appare più grande di lui,insuperabile,incomprensibile...un camion...
caspita,un camion che sostitutisce un attore,che attraverso una magnifica regia,parla attraverso le immagini,a momenti pare proprio che reciti...e nel finale...che muoia,tra le urla dolorose delle lamiere straziate;per poi rimanere immobile,con la ruota che si muove ancora e l'olio che gocciola tra le macerie...
tutto il film si muove attraverso l'uso geniale degli spazie e dei tempi,che suscitano nello spettatore un senso di inquietudine e irritazione tali,da identificarsi nel protagonista,ancor più marcato nei momenti di ripresa in soggettiva confacenti a calare lo spettatore nei panni del protagonista per accentuare il senso di inquietudine...si ricordino le meravigliose inguadrature dall'interno o sul cofano della macchina...
...ci sarebbe ancora tantissimo da dire su questo meraviglioso film...sulla regia,soprattutto!
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GREEDO
ex "ellepi"

Reg.: 06 Nov 2001
Messaggi: 2768
Da: Milano (MI)
Inviato: 09-04-2003 20:43  
e' l'unico Spielberg (sempre lui!!!) che mi e' piaciuto, insieme a Sugarland Express.
poi e' iniziato il carrozzone....

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SolidSnake

Reg.: 13 Mar 2003
Messaggi: 10561
Da: San Cesareo (RM)
Inviato: 19-03-2004 21:14  
Ragazzi, con i vostri commenti passati mi avete invogliato di questo film... ma purtroppo è pressochè introvabile perchè in TV non lo passano mai...



Qualcuno sa se esiste una versione in Dvd, o andrebbe bene anche la Vhs?



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Voi guardate verso l'alto, quando cercate elevazione. E io guardo in basso, perchè sono elevato.

Zarathustra, da COSI' PARLO' ZARATHUSTRA

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 19-03-2004 21:33  
Ottimo in se, per me l'unico film valido di un regista che in seguito si monterà la testa dopo una domenica pomeriggio trascorsa al luna park. "Corbezzoli.., ma come s'incassa da queste parti!" deve aver pensato. E fu così che dimenticò il mestiere del cineasta per intraprendere la carriera dell'imbonitore. Dopo tutte le cose belle che avete scritto su sto film, mi rimane ben poco di intelligente da aggiungere.
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"Bisogna prendere il veleno come veleno e il cinema come cinema" - L. Buñuel

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AlZayd

Reg.: 30 Ott 2003
Messaggi: 8160
Da: roma (RM)
Inviato: 19-03-2004 22:20  
quote:
In data 2004-03-19 21:14, SolidSnake scrive:
Ragazzi, con i vostri commenti passati mi avete invogliato di questo film... ma purtroppo è pressochè introvabile perchè in TV non lo passano mai...



Qualcuno sa se esiste una versione in Dvd, o andrebbe bene anche la Vhs?







Io sono di Roma e ci ho un amico a Colle di Fuori... Se ti va, te lo doppio. Scrivimi fermo posta.

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[ Questo messaggio è stato modificato da: AlZayd il 19-03-2004 alle 22:21 ]

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Izio89

Reg.: 17 Mar 2004
Messaggi: 20
Da: Milano (MI)
Inviato: 22-03-2004 18:47  
A parte il fatto che Spielberg mi stia sul c***o, in questo film, tra l'altro il primo; si vede la sua MAESTRIA, in questo caso quasi HITCHCOCKIANA di fare MERAVIGLIOSI FILM con POCHI MEZZI
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Fu durante il regno di Giorgio III
che i suddetti personaggi vissero e disputarono
buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri
ora sono tutti uguali


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Davil89

Reg.: 29 Dic 2003
Messaggi: 6581
Da: Soliera (MO)
Inviato: 26-01-2005 22:55  
l'ho visto stasera, che dire, un capolavoro. Spielberg è bravissimo a creare suspance dall'inizio alla fine e il film ti tiene sempre col fiato in gola, ti chiedi sempre cosa succederà e come farà il protagonista a sbarazzarsi dell'autocisterna
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"Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso"

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willoz

Reg.: 08 Mar 2004
Messaggi: 3701
Da: trento (TN)
Inviato: 27-01-2005 00:24  
Niente da aggiungere...
ripeto...
trovo sia il suo miglior film, indubbiamente è quello che ricordo piu volentieri e l'unico che talvolta mi piace rivedere.
Per niente acerbo,il lavoro di un regista già grande.
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