Opinioni
| Titolo film: |
Respiro |
| Opinioni presenti: |
31 |
| Media Voto: |
8 -  |
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Attenzione: nei testi delle seguenti opinioni, potresti trovare parti rivelatorie del film.
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Il film ha come vera protagonista l’isola di Lampedusa, le sue strade assolate, gli scorci da cartolina, mare e spiagge incontaminati, scogliere a strapiombo, cielo sempre terso. In questo scenario immutabile, sempre uguale a se stesso, c’è una voce discorde: è quella di Grazia, donna anticonformista e anticonvenzionale, aspramente criticata dalla comunità femminile che la considera pazza e la invita a farsi curare in una clinica specialistica di Milano. Grazia rifiuta il ruolo della donna chiusa in casa a cucinare e sfaccendare: va con i figli al mare, dove fa il bagno nuda; ascolta le canzoni di Patti Pravo, icona di trasgressione e libertà; cerca di partecipare alle conversazioni maschili degli amici del marito, pur se con scarse possibilità di accesso.
Un giorno il marito, che la ama ma non riesce a “gestirla” a causa del conformismo che la fa da padrone in lui come nella comunità in cui si muove, abbandona uno dei loro due cani, quello che andava a posarsi sempre sul letto accanto a Grazia, usurpando il suo posto. Disperata Grazia libera tutti gli ospiti del canile del paese, ma tra tutti i cani che si riverseranno nel paese, andando incontro a un tragico destino, non riesce a trovare il suo.
Tornata a casa dopo la “bravata” ha un duro scontro col marito e con una sorta di consiglio locale, costituito per lo più da donne, viene invita a ricoverarsi lontano dall’isola. Piuttosto che andarsene preferirebbe la morte, così Grazia lascia il paese rintanandosi in una grotta grazie alla complicità del figlio maggiore. Dopo il ritrovamento del suo vestito rosso, tutto il paese la crede morta. Ma il marito, la sera della festa patronale, la scorge in acqua e la ritrova, felice. Tutti si tuffano in acqua e si raccolgono intorno alla loro compaesana in una sorta di abbraccio di bentornato.
In fondo, Grazia è solo una donna spontanea, che si diverte con i figli e li fa divertire, piuttosto che assumere un atteggiamento da istitutrice: nella scena del bagno nuda con i figli, emerge dall’acqua salutando una barca di passaggio senza curarsi di avere il seno scoperto e di poter essere biasimata per questo, sono invece i figli che le ricordano che è nuda e la invitano a vestirsi. Talvolta sembra lei stessa una bambina, si comporta senza malizia suscitando negli altri commenti tutt’altro che ingenui, come quando accetta di fare un giro in barca con due turisti francesi solo per il divertimento immediato che l’idea le ha procurato. Il suo guardaroba è molto semplice: vestiti chiari e morbidi, che spesso lasciano scoperte cosce o spalle; la sottoveste è bianca, essenziale e intrigante.
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Oblomov, 29 anni, Milano (MI). | (15 Agosto 2009) |
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Non dovremmo perderci, noi italiani, questo film, una pagina di poesia, una scultura artistica del cinema italiano. Un film di cui andare orgogliosi. Lo aggiungo alla mia pagina, purtroppo dall'elenco breve dopo la morte dei nostri grandi registi, del miglior cinema italiano.
Il linguaggio stretto siciliano mi era incomprensibile, ma la didascalia avrebbe graffiato la poesia. Vorrei che fosse visto come minimo, in Grecia.
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Anna, 40 anni, Modena. | (5 Luglio 2008) |
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Tu mi fai girar,tu mi fai girar come fossi una bambola...in fondo è il potere che hanno questi luoghi,ostili,pieni di contrasti ma caldi e con un mare che ruba gli occhi e l'anima a chi lo guarda.
Personaggi intrappolati nella ciclicità dei loro ruoli e dagli eventi stessi.Un sud profondo,pieno di contraddizioni ma ancora una volta affascinante e pieno di vita.
Ancora una volta il "diverso" viene considerato pazzo,quasi da rinchiudere...specialmente se è donna.
Evidente è l'amore dei figli per la madre,che ne colgono i pregi e i difetti,cercando sempre di riportarla sulla retta via.E sono proprio loro a salvarla dalla comunità e dal chiacchiericcio del paese.Questo film racchiude tutta l'italianità dei personaggi; suscitando emozioni,suoni, colori,odori la dove il mare racchiude il tutto.La dove una donna non può salire su una barca di pescatori, o dove i ragazzini raccolgono disinibiti i ricci di mare.Nel bene e nel male.Il film chiude ancora una volta,con il mare da protagonista e fa da collante per ricongiungere i personaggi stessi.D'altronde la vita è tutta in un respiro,e il respiro è tutto nel mare. |
Silvia, 21 anni, Comacchio (FE). | (19 Luglio 2006) |
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Anni 60, isola di lampedusa, la comunità dei pescatori rende reietta la strana del paese, quella che col cuore rende la luce a chiunque incontra
uno dei più bei film italiani degli ultimi anni in cui la bravura dei protagonisti (tutti !!!!) è lo sfondo naturale di una storia avvolgente, uno specchio dell'anima che nei fanciulli è la sopravvivenza e la supremazia del gruppo vincente, così come nei vecchi è la cooperazione, la forza della comunità. dall'altro, lo splendido personaggio di madre tagliato addosso ad una fantastica e rinata valeria golino, che con le sue paure, le sue innocenze e scatti mette a nudo una comunità indifesa.
splendida fotografia, immagini e suggestioni che si sovrappongono in dissolvenza, crescono come i pesci intorno al cibo e si fanno reali.
passeranno molti anni prima che si crei un film così bello! |
Beppe, 48 anni, Palermo. | (25 Aprile 2006) |
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Il finale di un film è importantissimo,a volte riscatta un film mediocre,a volte rovina un buon film.Il finale di "Respiro" è bellissimo,onirico e pieno di speranza.Questo film mi ha ricordato "Io non ho paura",ancora un paese del sud con tanto sole,ancora i bambini protagonisti.Crialese descrive bene il fascino e le contraddizioni della gente del sud,la "diversità" della Golino è mal vista in un ambiente che fa delle convenzioni e delle abitudini un valore imprescindibile.Il fascino del film è dato dal racconto della vita quotidiana come un fatto ineluttabile.I doveri degli adulti e dei bambini,i giochi spietati,la miseria eppure la grande dignità,la solidarietà.Bella la scena dove il carabiniere venuto dal nord ferma la Golino per una palese infrazione.Il sorriso franco di quest'ultima "disarmerà" il giovane carabiniere che la lascerà andare.Un film intenso e sensibile pieno di qualità registiche e interpretative,gli attori sono tutti credibili,l'ambientazione naturale magnifica e affascinante.Qualche perplessità sulla mancanza dei sottotitoli,per noi del nord il dialetto siciliano è davvero ostico,tuttavia gli sguardi e i gesti in questo film dicono già tutto.
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Michele, 36 anni, Venezia. | (18 Luglio 2004) |
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