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Titolo film:    K-19
Opinioni presenti:    36
Media Voto:    7.5 - Media Voto: 7.5



Attenzione: nei testi delle seguenti opinioni, potresti trovare parti rivelatorie del film.


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Voto 7di 10
Credevo che fosse uno dei tanti, ma invece mi ha piacevolmente colpito, intendiamoci, non aggiunge nulla di nuovo,e in alcuni punti è stato americanizzato,ma è girato bene e nella parte finale da il meglio di se. Ford, è molto bravo (come ci si aspetta da un attore come lui), ma anche tutto il cast svolge bene il proprio compito. In definitiva, un film da vedere.
Juggernaut, 21 anni, Pisa (PI).
(21 Aprile 2006)


Voto 7di 10
ho visto molti pareri(soprattutto di ragazzini) enfatizzare questo film molto probabilmente per immature parti politiche,spesso vaneggiando alla Madre Russia (madre di chi poi??). bando alle ciance,parliamo seriamente di film: la fotografia è molto buona,l'ambientazione claustrofobica ti tiene bene in "atmosfera" quasi come fossi nel sottomarino anche tu. Il faccione do Ford è troppo americano,è vero. Ci voleva qualcuno meno "coatto" ma comunque il film tutto sommato regge. Molto romantiche le scene del sacrificio dei marinai,la colonna sonora è la cosa migliore del film,romantica e con toni ripresi dal folklore russo. un buon film,ma senza enfasi. da vedere
Filmografo, 25 anni, Roma (RM).
(20 Aprile 2006)


Voto 7di 10
Kathryn Bigelow, che in questo film quasi tutto al maschile è una delle poche presenze femminili, sembra prediligere l’elemento “acqua” per i suoi film, basti pensare a “ Point Break - Punto di rottura”, “Il mistero dell'acqua” e adesso questo “K-19” ovvero “The widowmaker” – “Il fabbricante di vedove” così era soprannominato a causa delle morti che aveva causato (27 in totale, dieci della quali avvenute addirittura prima di salpare in mare aperto). Impossibile non fare un confronto con “Caccia ad Ottobre Rosso” ma con tangibili differenze rispetto ad esso. “K-19” è migliore dal punto di vista prettamente tecnico e di realizzazione ma decisamente inferiore dal punto di vista dell’umanità: nel film di John McTiernan (del 1990) vi era uno strepitoso Sean Connery ed era la prima volta che i russi non erano poi così “cattivi”, K-19 manca invece di quella vena “romantica” che avevamo ritrovato nel film con Connery. Personaggi molto differenti quelli interpretati da Ford e Neeson: temerario ed ambizioso il primo (suo padre era stato un eroe della Rivoluzione ma era morto in un gulag), quanto è invece cauto il secondo. Vostrikov/Ford tiene gli uomini sotto stress a causa delle frequenti esercitazioni senza tenere presente gli effettivi problemi del “K-19” o “Il Battello” così come viene chiamato il sommergibile da tutti i componenti del suo equipaggio e porta gli uomini sempre al limite anche se ciò significa far correre loro dei seri rischi. L’unico momento di relax di tutta la missione è rappresentato da una sosta in superficie durante la quale i marinai giocano a calcio sulla banchina innevata e fannno fotografie. Egli solo alla fine metterà da parte la propria ambizione e prendendo una difficile decisione nonostante fosse consapevole del fatto che essa avrebbe potuto determinare la fine della sua carriera e forse condannarlo alla prigionia in un gulag come prima di lui suo padre. Polenin/Neeson è invece il comandante buono e comprensivo, aveva intuito quali erano i limiti del K-19, sconsigliandone l’uscita in mare, li aveva dichiarati apertamente ai suoi superiori e per questo era stato retrocesso al grado di vice-comandante. Egli conosce i suoi ufficiali e tutti gli altri membri dell’equipaggio ed è tenuto da loro in grande considerazione ma è anche un ufficiale leale che resterà sempre dalla parte del suo comandante, fino alla fine. Tra i due protagonisti decisamente migliore Neeson, considero infatti Harrison Ford (qui anche produttore esecutivo), nonostante l’indiscutibile fascino e carisma, troppo “americano” per la parte a lui assegnata. La pellicola è caratterizzata più da momenti commoventi ed eroici piuttosto che d’azione ma il culmine della commozione è alla fine della pellicola quando, 28 anni dopo, in occasione della caduta del muro di Berlino e con essa del Comunismo, Vostrikov/Ford incontra il suo vice comandante e gli uomini sopravvissuti del suo equipaggio al cimitero per commemorare i compagni defunti: come Vostrikov dice il loro senso del dovere non era stato dimostrato nei confronti della Marina o dell’Unione Sovietica ma nei confronti dei loro stessi compagni: i componenti della Famiglia (come essi amavano definirsi).
Maddalena, 40 anni, Milano (MI).
(31 Maggio 2005)


Voto 6di 10
Kathryn Bigelow, che in questo film quasi tutto al maschile è una delle poche presenze femminili, sembra prediligere l’elemento “acqua” per i suoi film, basti pensare a “ Point Break - Punto di rottura”, “Il mistero dell'acqua” e adesso questo “K-19” ovvero “The widowmaker” – “Il fabbricante di vedove” così era soprannominato a causa delle morti che aveva causato (27 in totale, dieci della quali avvenute addirittura prima di salpare in mare aperto). Impossibile non fare un confronto con “Caccia ad Ottobre Rosso” ma con tangibili differenze rispetto ad esso. “K-19” è migliore dal punto di vista prettamente tecnico e di realizzazione ma decisamente inferiore dal punto di vista dell’umanità: nel film di John McTiernan (del 1990) vi era uno strepitoso Sean Connery ed era la prima volta che i russi non erano poi così “cattivi”, K-19 manca invece di quella vena “romantica” che avevamo ritrovato nel film con Connery. Personaggi molto differenti quelli interpretati da Ford e Neeson: temerario ed ambizioso il primo (suo padre era stato un eroe della Rivoluzione ma era morto in un gulag), quanto è invece cauto il secondo.Tra i due protagonisti decisamente migliore Neeson, considero infatti Harrison Ford (qui anche produttore esecutivo), nonostante l’indiscutibile fascino e carisma, troppo “americano” per la parte a lui assegnata. La pellicola è caratterizzata più da momenti commoventi ed eroici piuttosto che d’azione ma il culmine della commozione
Maddalena, 40 anni, Milano (MI).
(18 Aprile 2005)


Voto 6di 10
Ho trovato questo film ottimo dal lato tecnico, intendo le ambientazioni e la realizzazione delle scene...l'epicità è ben sottolineata non tanto dai comandanti bensì dai gloriosi compagni che coraggiosamente come tutti noi sappiamo, si sono sacrificati per dimostrare il loro onore...verso tutti. la missione descritta è stata sì un incidente, ma ciò non toglie che storicamente l'atto di sacrificio non sia stato vano. perche'? : dovete pensare a quanto sarebbe stato disonorante per una patria gloriosa e come l'unione sovietica sostenere un fallimento tale....sottrarsi al nemico in un momento di tale acidità tra le due fazioni sarebbe stato (sotto ogni punto di vista) un vero fallimento....ma non lo è stato. non lo è stato perchè la marina sovietica con questa impresa ha evitato ad ogni costo la disfatta e quindi ricordiamoci che quello di cui si parla è un incidente, non una disfatta. ma lasciando il lato storico passiamo di nuovo al film: il problema principale di questi film è a livello di fedelta' del contenuto dato che come avrete visto è stato realizzato in america, dove i film sono propaganda, dove manipolare i fatti è cosa di ogni giorno sopratutto quando si ha a che fare con un nemico pericoloso da sempre per loro ( il comunismo ) contro il quale si fa di tutto per metterlo in cattiva luce. la scelta stessa dei personaggi è sbagliatissima, la faccia di harrison ford è blasfema in un film del genere ( come del resto anche quella degli altri personaggi), dopo che lo abbiamo trovato in un film come air force one..insomma è una sorta di trasportazione forzata di un personaggio tipico americano, in un film completamente diverso che mostra una realtà inversa....le espressioni non sono verosimili, le sue decisioni nel corso del film sono irreali , quasi fatte apposta per sottolineare la cattiveria del comandante russo impassibile stereotipato. insomma alla fine, non si può dare a hollywood un fardello del genere...lo sbaglio in cui si può incappare è grande ovvero mostrare una rappresentazione alla quale sarebbe meglio non dare troppa confidenza sulla sua veridicità. insomma tirando le somme è un film carino da vedere, peccato per questa sua americanizzazione che lo intacca in più lati, ma comunque sia, è piacevole alla visione e claustrofibico, come un film di sottomarini dovrebbe di regola essere. ; ) un 6,5
Shezmen, 17 anni, Udine.
(30 Marzo 2005)




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