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In the mood for love

Opinioni presenti: 32
Media Voto: Media Voto: 8.5 (8.5/10)

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Innegabile che possegga un suo fascino...

(8/10) Voto 8di 10

Ho finito poco fa di vederlo,e devo dire che in un certo senso mi ha colpito...All'inizio credevo fosse il solito,sopravvalutato film,ma mi sono dovuto ricredere.E' una pellicola che ha il suo punto di forza nell'atmosfera che il regista riesce a creare,apparentemente può sembrare che la trama si sviluppi lentamente,ma in verità il regista,più che sull'evolversi della storia,punta sulle emozioni che i due bravissimi protagonisti riescono a trasmettere,riducendo i dialoghi all'osso e dando più spazio alle immagini che alle parole.La colonna sonora è adatta addirittura in modo sovrannaturale,costituendo una buona parte del fascino del film,gli attori sono assolutamente perfetti e ogni personaggio è caratterizzato minuziosamente...e allora vi starete chiedendo:per quale motivo non gli ho dato il massimo?Perchè questo film non mi ha fatto lo stesso effetto che me ne hanno fatto altri(Fucking Amal su tutti,ma in quel caso c'erano anche quelle 2 fighe delle protagoniste...)lasciandomi qualcosa dentro per giorni e giorni(il finale di In the mood for love mi ha lasciato comunque un notevole senso di vuoto e di incompiutezza,ma forse era proprio questo che il regista intendeva trasmettere).E' in ogni caso un film da vedere,uno dei migliori usciti ultimamente.



Paolo/Tulp, 19 anni, Amal,Svezia.




Cronaca di un amore perduto.

(8/10) Voto 8di 10

Il settimo lungometraggio del regista cinese Wong Kar-wai (dopo il pluripremiato "Happy Together" del '97) è un'opera di straordinaria raffinatezza stilistica che ha concluso il Festival di Cannes di quest'anno diventando il vincitore morale di critica e pubblico..Ambientato nella Hong Kong degli anni '60, il film è una di quelle storie d'amore eternamente irrisolte ed estremamente pudiche, ma non per questo vissute senza passione ed erotico desiderio..Su Lizhen (interpretata con mirabile dolcezza da Maggie Cheung, attrice che in Oriente è più famosa di Gong Li) e Chow (l'inaspettata Palma d'Oro come miglior attore Tony Leung) diventano casualmente vicini di casa e scoprono dopo qualche incontro che i rispettivi consorti (sempre all'estero per motivi di "lavoro") hanno una relazione segreta..<br>Da questo semplice nucleo della sceneggiatura, si dipana un rapporto che, pian piano, attraversa le fasi canoniche di conoscenza, frequentazione, amicizia, intimità e amore. Un amore talmente puro e struggente da rimanere platonico e mai consumato veramente, se non attraverso i fuggevoli sguardi, gli ammiccamenti, lo sfiorarsi delle mani: l'abilità di Wong Kar-wai è costruire e raccontare una storia passionale senza baci e senza sesso, mostrando una complicità nascosta, difficilmente rivelata, fatta di continue sottrazioni e privazioni affettive..<br>Lo sfondo della vicenda è, come detto, la Hong Kong anni '60 (in cui Wong Kar-wai si trasferisce sin dall'infanzia), dipinta in tutto il suo splendore di tipica colonia britannica di quegli anni, frenetica e immersa negli affari (Su Lizhen è la segretaria tuttofare di un'efficiente ditta import-export). E la magia di un film del genere nasce anche dalla cura maniacale dei dettagli: una luminosissima fotografia, dedita ai primi piani insistiti e compiaciuti dei particolari "ambientali", alterna i toni verde pistacchio di lampadari, tazze e fioriere (e per giunta dei taxi!) a quelli rossastri e accesi delle sequenze più drammatiche (sin dal loro primo appuntamento in cui scoprono l'adulterio dei rispettivi coniugi)..Fedele testimonianza di quegli anni sono i tubini attillatissimi e damascati (con tanto di inseparabile pistagna) di lei e dei completi elegantissimi e incravattati di lui, per non dire delle rispettive acconciature: perennemente raccolta e pudica quella di Maggie Cheung e avvolta di brillantina quella di Tony Leung..<br>La perfezione è anche nel taglio delle inquadrature "corporee": i protagonisti sono ripresi sempre a partire dai fianchi, da piedi, mani o caviglie e gli spazi vengono compressi da improvvisi "frames" rallentati e ristretti dalle linee verticali delle pareti domestiche, metafora del senso di inavvicinabilità, dell'innamorarsi a distanza e dei baci desiderati e mai concessi..<br>La colonna sonora la fa da padrona rivelandoci i gusti insospettabili di quegli anni nelle canzoni in versione spagnola di Nat King Cole ("Qui sas") e nel suadente tema violoncellistico di Michael Galasso, una linea musicale che si rigira su se stessa come il loro amore rimasto inespresso. Nella bellissima sequenza finale dell'intimo racconto di Chow dei suoi segreti alle colonne di un immaginario tempio greco, il tema musicale cambia timbro: il violoncello diventa un contrabbasso scuro e nostalgico che conduce lo spettatore, in preda all'immaginazione su tutto ciò che poteva essere e non è stato, alla nostalgia finale di Su Lizhen: "Il passato è come un vetro impolverato, è qualcosa che si può vedere ma non si può toccare, e in cui tutto quanto è sfuocato"..Un film che colpisce alla distanza, da decantare nella propria mente, da vedere e rivedere..



Livio, 26 anni, Bari.




IL NULLA IN MOVIMENTO

(2/10) Voto 2di 10

Direi che questa pellicola è il classico film con cui i critici si riempiono la bocca di paroloni tanto esagerati quanto insignificanti. "In the mood" è un vero disastro! E' difficile che capiti di annoiarsi per un film che dura appena 1h 30m, eppure il regista Kar-Wai riesce a (non) trattare un tema come questo in modo a dir poco irritante,dipingendo la superficialità di fondo con immagini bellissime(anche al ralenty)e una musica insistente e affascinante. Perndiamo allora come esempio "L'Età dell'Innocenza" di Scorsese:il tema è lo stesso ,un amore impossibile ridotto al silenzio dalle convenzioni della società;bene,quest'ultimo ha una storia,più o meno interessante-a seconda dei punti di vista. In the moood for love non ha niente,è solo una galleria di belle immagini e 2 personaggi che verrebbe voglia di prendere a schiaffi per la loro inettitudine. I soliti critici della domenica rimarranno estasiati da chissà quali profonde metafore emana quest'oggetto misteroso che non oserò più chiamare nemmeno film; in realtà quest'operazione scade solo nel cinema di maniera,quando non si sa più cosa raccontare ma ci si affanna a nascondere un'enorme voragine come presenta questa sceneggiatura in una galleria di belle immagini in movimento. Questo film è il nulla in movimento.



Simone, 27 anni, Bologna.




incredibile, mi ha toccato dentro

(10/10) Voto 10di 10

..questo film è riuscito a toccarmi dentro ,semplicemente un capolavoro... vedetelo ve lo konsiglio ..rimarrete sconvolti da come riesce a prendervi dentro...10 e lode



Paola, 22 anni, Catania.




Da vedere assolutamente

(10/10) Voto 10di 10

Potrebbe sembrare "noioso" o che non scorre, ma è molto descrittivo volendo e anche "abitudinario" intreccia la vita, gli usi, le abitudine, le ambizioni celate/scoperte, le frustrazioni di queste 2 famiglie...ambientato sempre in quel di hong kong, in quel delle stradine che portano a casa 2 famiglie che all'apparenza non hanno niente in comune e dopo scoprono che il mondo è davvero piccolo. divisa lei (non ricordo il nome e poi è giapponese) se amare o tradire. ma in fondo la vita l'ha tradita. un lui che sembra soffrire meno, ma con simile tormento. anche la paura del "cosa penseranno di noi? la gente parla" ma in fondo era solo un modo per dire "sarà solo amore platonico, troviamo un pretesto che almeno solo all'apparenza ci faccia sentire meno male". spoiler + finale in pratica 2 persone che si conoscono da poco scoprono che i rispettivi coniugi hanno una relazione, si sentono traditi e iniziano a conoscersi meglio anche perchè abitano di fronte e perchè i "traditori" sono sempre fuori per viaggi di lavoro. frase significativa "noi non siamo come loro, non ci comporteremo come loro", difatti consumano platonicamente questo amore sofferto che cresce piano, piano e che comunque lascia spazio all'immaginazione e alle chiacchiere della gente. sia lui che lei si trasferiscono, ma in posti diversi. ma alla fine dopo diversi anni, lei torna nella vecchia casa e scopre che tutto è cambiato, che non ci abita più lui. ognuno si era trasferito. lei piange per il suo amore in una hong kong ormai "moderna" dove il buon vicinato che prima regnava desta solo malinconia in confronto a quel cambiamento quasi insolente. colonna sonora dolcissima, tagliente, insolente, malinconica.



Chiara, 21 anni, Firenze (FI).





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