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La mala educación

Opinioni presenti: 128
Media Voto: Media Voto: 7.5 (7.5/10)

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Passione

(8/10) Voto 8di 10

Passione... in una sola parola... e amore. sono uscita dal cinema ieri sera con una sensazione strana, che i film di almodovar riescono a trasmettere... colore, musica, grandissime interpretazioni... pedro continua a fare cinema con la stessa passione.



Kiary, 16 anni, Arezzo (AR).




Ottimo, bellissimo, coinvolgente

(10/10) Voto 10di 10

E' più di un semplice film, la mala educacion è il "racconto della realtà", ma non quella solita realtà che la società ci filtra quotidianamente, ma quella fetta realtà che nessuno ci ha mai mostrato e allo stesso tempo rispecchia la vera natura dell'uomo. non avevo mai visto un film disposto ad addentrarsi per sentieri dove altri registi, con il loro pudore sociale, non avevano mai avuto il coraggio di portarci. e' una storia che evidenzia quanto c'è di umano nei sacerdoti, che si innamorano di bambini innocenti, e, ancor peggio, di uomini ed allo stesso tempo è una storia che mostra quanto c'è di donna in un uomo, rovesciando la figura dell' "uomo macho" e del "superuomo" con la figura di zahara, ignacio da grande, la cui unica colpa è quella di aver amato un ragazzo espulso, enrique, a causa della gelosia del sacedote superiore. "non si può amare un bambino, si abusa solo di lui" dice zahara prima di essere uccisa per mano del suo antico amante, padre manolo. e' l'immagine di una spagna che rompe con il passato, dove la chiesa diventa solo una "fonte inesauribile di falsi valori" con il clero che gioca a fare il "fate ciò che dico, ma non fate ciò che faccio", dove i sacerdoti "non sono più padri dei loro stessi figli" (padre manolo). emblematica è la figura di juan, fratello di ignacio, che all'inizio del film si spaccia per lui, tentando di estorcere al regista enrique la parte di zahara, ed è proprio lui a sedurre padre manolo (che intanto si è spogliato dall'abito) e, davanti ad un museo dove sono esposti manichini che ridono, probabilmente dello stesso ex padre manolo, lo convice ad uccidere il fratello ignacio, perché "la vita è impossibile per il fratello di un travestito in una piccola città della galicia" (juan rodriguez). ma è soprattutto una storia di passioni, come evidenzia la parola che nell'ultima scena compare a tutto schermo: passione di padre manolo per ignacio, padre manolo per juan, enrique per ignacio e lo stesso juan per enrique che si impone di recitare la parte di zahara per rivestire gli abiti del fratello perché lui è "una persona che sa andare oltre" (juan nell'ultima scena) probabilmente un etero intollerante(alla fine del film si sposerà con una donna) che si spaccia per omosessuale per intrufolarsi nel mondo gay e stroncare le passioni di padre manolo, per uccidere un transessuale, ma non si accorge che è soltanto una marionetta nelle mani degli omofobi. così i manichini ridono pure di lui, anche lui è un vinto (lo si capisce nella scena dove scoppia in lacrime per la morte del suo personaggio, zahara) e anche lui è destinato all'infelicità ed ad essere perseguitato dal passato, sotto forma di padre manolo. un film girato in un modo sorprendente, montato in una maniera divina, che segna insormontabilmente l'inizio di una nuova era: i film sulla realta' umana, quella vera, quella che non ha bisogno di stupide censure o giri di parole per essere raccontata, la nostra essenza di uomini.



Simone, 17 anni, Avellino (AV).




Un film imperdibile!!!

(8/10) Voto 8di 10

Splendido, reale... almadòvar con questo film ha superato se stesso...racconta in maniera cruda e vera la storia di due ragazzi in un collegio spagnolo in un epoca difficile quale la spagna degli anni sessanta,una spagna franchista. ignacio ed enrique, studiano dai padri salesiani. la vita per loro nel collegio non è facile: vengono molestati dal direttore del collegio, padre manolo, e scoprono la loro omosessualità. un film di grande spessore seguito da forti colpi di scena, tematiche crude,triangoli amorosi, con alla fine in fondo anche un pizzico di ironia ...fanno di la mala educacion un film assolutamente da vedere !



Marco, 20 anni, Avellino (AV).




giallo dragqueen. capolavoro.

(10/10) Voto 10di 10

Film contestatissimo, da tutti tranne che dai gay. La gente, soprattutto quella di sinistra, si aspettava di vedere un film sulla corruzione della Chiesa, come se la corruzione fosse solo nella Chiesa, come se i pedofili fossero solo i preti, come se a far sesso omosessuale debbano essere per forza persone lontane dalla realtà quotidiana e da condannare. Almodovar non condanna nessuno in questo film: lo stesso padre Manolo pedofilo è una vittima di Juan, il quale è il protagonista effervescente, che a sua volta non risulta affatto biasimato dal regista. I critici si aspettavano un rimprovero alla Chiesa, e sono rimasti schifati davanti a un film che invece è l'esaltazione dell'anima drag-queen: canzoni, abiti, parrucche. Gli altri temi sono: la madre, la cocaina, la pedofilia, il transessualismo (del vero ignacio). Ci sono scene di sesso, anche tra minori, ma non hanno nulla di erotico, perchè inserite nella trama del giallo. L'intreccio in giallo infatti rende molto avvincente la storia, che ha 3 momenti: l'infanzia (racconto corale dolcissimo dell'innamoramento di 2 adolescenti maschi tra canti e giochi collegiali),il film nel film (Juan che interpreta Zaara: l'esibizione da dragqueen, il rimorchio di Enrique,il ricatto ), la scoperta della verità (il vero Juan, dal fratricidio al finale; questa forse la parte meno brillante, un pò più pesante rispetto all'entusiasmo delle prime due). Questo film non arriva mai comunque al senso di tragedia angosciosa propria di Tutto su mia madre; rappresenta l'esaltazione del mondo gay, visto anche nel suo aspetto drag. Manca assolutamente il ruolo femminile (tranne la breve comparsa della madre), e impera invece il bellissimo protagonista Ignacio-Juan-Zaara in tutte le sue avvincenti vicende, da uomo e da drag. Ovviamente, chi è infastidito dal mondo gay e non ha alcun interesse nell'arte-drag, soprattutto se è omofobo (e soprattutto se anche lui da ragazzino faceva giochi di mani con un amico), non potrà che disprezzare questo film che celebra sfacciatamente tutto ciò che un gay, e solo un gay può essere. Ciò che ha irritato di questo film è stato non il tema, ma l'entusiamso e la fede con cui il tema è trattato: gli uomini, davanti a un bel ragazzo vestito da donna, hanno paura, e allora biasimano. Qualunque gay invece non potrà che rimanere entusiasta dalla visione di questo film in cui finalmente Almodovar non si serve della donna per portare il gay in scena (come fa in Tacchi a spillo e in Tutto su mia madre), ma fa del gay in drag il protagonista assoluto di un trionfo di musica e colore. Con buona pace dei buon pensanti che odiano questo film e invece apprezzano Tutto su mia madre solo perchè ci sono delle lesbiche. Il prossimo film in uscita non potrà che essere inferiore a questo; ma visto che già esisteva un Tacchi a spillo, possiamo sperare che tra 10 anni Almodovar crei nuovamente una pellicola a tema. Questo film è divertentissimo. Superbo. Senza ma.



Studente, 25 anni, Avezzano.




Per adulti

(6/10) Voto 6di 10

Il film tratta il tema dell'omosessualita' e ndrebbe visto da un pubblico di soli adulti. Per nulla noioso, trama un po' complicata da capire.



Camilla, 27 anni, Bari (BA).





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