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On the Road

Opinioni presenti: 8
Media Voto: Media Voto: 5 (5/10)

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...due p***e così!Poteva venire moooooooolto meglio...

(6/10) Voto 6di 10

Sono andata al cinema piena di belle speranze che,ahimè, sono crollate nel giro di cinque minuti. Cinque minuti veri, perchè già dall'inizio si capisce tutto l'andazzo del film. Lento, sconclusionato e sopratutto noioso!Da un film del genere ti aspetti che sia vitale, scoppiettante, vivace ma è tutto fuorchè questo; come già detto nella recensione Sal sembra del tutto assente, completamente in balia degli eventi e della pazzia di Dean. Ma su questo sarò indulgente, forse è stata solo una scelta stilistica del regista. Dean è forse il personaggio più riuscito insieme all'altro ragazzo (ora mi sfugge il nome), squinternato e scrittore di poesie. Anche se comunque sfugge il perchè di tutta questa trasgressione, sembra quasi fine a se stessa, si percepisce il disagio ma non viene raccontato in maniera approfondita. Non vorrei essere ripetitiva, ma almeno le sequenze nei locali jazz, il ballo indiavolato tra la Stewart e Hedlund e la sequenza nel bordello messicano sono state azzeccate. Esprimono bene tutto il bisogno di perdersi completamente in situazioni al limite del reale, sopratutto l'ultima.Bella la colonna sonora, una delle poche cose che si salva del film. Si, perchè il tutto sembra viaggiare in maniera lenta, incolore, senza sapore;insomma un piattume generale. Anche i dialoghi sono inconsistenti,vuoti, senza passione. Ecco, direi che tutto il film è così. Senza passione. Ed è molto strano visto gli argomenti trattati. Ancora più strano se si pensa che il regista è lo stesso de "I diari della motocicletta". Mah...c'è però una scena che mi è parsa meno monotona delle altre: quando Sal saluta per sempre il suo amico Dean, mentre se ne va con i suoi nuovi amici (forse meno "pazzi"ma sicuramente più affidabili)lasciando per strada Dean. Ecco, li si palesa l'impossibilità di continuare a vivere quella vita, si "pazza" e sicuramente divertente, ma anche assurda e senza regole. La fine di un'epoca si potrebbe dire. Concluderei con quella frase bellissima (che forse un giorno scriverò sulla porta di camera mia)che quantomeno dà lustro ed è il fulcro di tutto il film: "Perché per me l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh!". Dò 6 solo per la frase (che comunque vale 10 e mi fa venire i brividi ogni volta che la leggo).



Marty*, 26 anni, Roma (RM).




Scadente ...

(1/10) Voto 1di 10

Magari l'avessero trovata la strada !! Un intero film basato su finti concetti profondi.



frank78, 34 anni, torino.




Strada sbagliata!

(4/10) Voto 4di 10

Dopo alcuni tentativi non riusciti, ha fatto capolino sul grande schermo la trasposizione del riconosciuto capolavoro di Jack Kerouac “Sulla strada”. Ci aveva già provato lo stesso autore contattando Marlon Brando per il ruolo di Dean (e chi meglio di lui?) ma alla fine tutto sfumò. È arrivato quindi il turno del brasiliano Walter Salles, che con l'ottimo “I diari della motocicletta” aveva dimostrato di saperci fare con i road movie ma, ahimè, la proverbiale ciambella senza buco non ha indugiato a materializzarsi sulla tavola dei molti amanti del romanzo, apparecchiata ormai da un bel po'. Eh si, c'era molta attesa per l'uscita di questa pellicola che, almeno per quanto mi riguarda, si è rivelata un sonoro flop. Nello specifico, la narrazione procede molto piatta, a tratti noiosa, rispetta passo passo la frammentarietà del romanzo ma senza riuscir mai a creare un'amalgama che non faccia sembrare il tutto come un collage di aneddoti slegati tra loro. Salles poi svuota il testo originale di ogni approfondimento caratteriale dei protagonisti, sembra non voler neanche provare a ricercare le cause più intime del loro disagio e la meta ultima del loro viaggio, come ad esempio la ricerca del padre di Moriarty, e con lui di un mondo che non c'è più, sbolognata in 2 sequenze e 4 battute. Sembrano così solamente dei ragazzi nullafacenti che vagano per l'America in cerca di sesso e trasgressione dove perfino il rapporto di amicizia tra Dean e Sal risulta troppo falso e caricaturale. Buone le interpretazioni di Garrett Hedlund e Kristen Stewart, la cui languida “monoespressione” stavolta ci azzecca molto nel personaggio di Marylou. I ragazzacci tuttavia danno più l'idea di essere nostri contemporanei piuttosto che ventenni degli anni 40 e in generale l'atmosfera del periodo non è quasi mai percepibile. Oltre alle poche, ma ben riuscite, sequenze dei locali jazz, ci ricordiamo di essere finiti 60 anni indietro nel tempo solo grazie alle auto d'epoca e i reggiseni della Stewart. Tornando al jazz, la colonna sonora sarebbe molto buona, avrebbe potuto essere la ciliegina sulla torta, coinvolgendo lo spettatore con quelle note così bollenti, libere e sensuali che infuocavano gli spiriti di Kerouac e soci. Già, una torta che sa di ribellione, di trasgressione, del tumulto che ardeva nell'animo di quei ragazzi alla ricerca della loro strada in un mondo nuovo, del bisogno di ogni eccesso e la simultanea necessità di trovare o mettere le proprie radici. Una gran buona torta insomma. Ma dal forno è uscita solo una ciambella senza buco. ***



Michele, 23 anni, Bagnaria Arsa (UD).




Strada sbagliata!

(5/10) Voto 5di 10

Dopo alcuni tentativi non riusciti, ha fatto capolino sul grande schermo la trasposizione del riconosciuto capolavoro di Jack Kerouac “Sulla strada”. Ci aveva già provato lo stesso autore contattando Marlon Brando per il ruolo di Dean (e chi meglio di lui?) ma alla fine tutto sfumò. È arrivato quindi il turno del brasiliano Walter Salles, che con l'ottimo “I diari della motocicletta” aveva dimostrato di saperci fare con i road movie ma, ahimè, la proverbiale ciambella senza buco non ha indugiato a materializzarsi sulla tavola dei molti amanti del romanzo, apparecchiata ormai da un bel po'. Eh si, c'era molta attesa per l'uscita di questa pellicola che, almeno per quanto mi riguarda, si è rivelata un sonoro flop. Nello specifico, la narrazione procede molto piatta, a tratti noiosa, rispetta passo passo la frammentarietà del romanzo ma senza riuscir mai a creare un'amalgama che non faccia sembrare il tutto come un collage di aneddoti slegati tra loro. Salles poi svuota il testo originale di ogni approfondimento caratteriale dei protagonisti, sembra non voler neanche provare a ricercare le cause più intime del loro disagio e la meta ultima del loro viaggio, come ad esempio la ricerca del padre di Moriarty, e con lui di un mondo che non c'è più, sbolognata in 2 sequenze e 4 battute. Sembrano così solamente dei ragazzi nullafacenti che vagano per l'America in cerca di sesso e trasgressione dove perfino il rapporto di amicizia tra Dean e Sal risulta troppo falso e caricaturale. Buone le interpretazioni di Garrett Hedlund e Kristen Stewart, la cui languida “monoespressione” stavolta ci azzecca molto nel personaggio di Marylou. I ragazzacci tuttavia danno più l'idea di essere nostri contemporanei piuttosto che ventenni degli anni 40 e in generale l'atmosfera del periodo non è quasi mai percepibile. Oltre alle poche, ma ben riuscite, sequenze dei locali jazz, ci ricordiamo di essere finiti 60 anni indietro nel tempo solo grazie alle auto d'epoca e i reggiseni della Stewart. Tornando al jazz, la colonna sonora sarebbe molto buona, avrebbe potuto essere la ciliegina sulla torta, coinvolgendo lo spettatore con quelle note così bollenti, libere e sensuali che infuocavano gli spiriti di Kerouac e soci. Già, una torta che sa di ribellione, di trasgressione, del tumulto che ardeva nell'animo di quei ragazzi alla ricerca della loro strada in un mondo nuovo, del bisogno di ogni eccesso e la simultanea necessità di trovare o mettere le proprie radici. Una gran buona torta insomma. Ma dal forno è uscita solo una ciambella senza buco.



Michele, 23 anni, Bagnaria Arsa (UD).




Poco riuscito

(5/10) Voto 5di 10

Film molto dispersivo e confusionario.I personaggi sono indagati in modo sommario e rispetto al libro mancano passaggi fondamentali per capire la storia e l'evoluzione dei personaggi stessi.Apprezzabile la fotografia...soprattutto la ricostruzione di paesaggi americani anni '50



Isabella, 26 anni, Milano.





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