17 Dicembre 2007 - Conferenza stampa
"Caramel"
Intervista alla regista ed interprete del film.
di Stefano Del Signore

Con l'occasione dell'uscita in Italia della sua opera prima, "Caramel", abbiamo avuto il piacere di conoscere più da vicino il mondo della trentatreenne regista libanese Nadine Labaki, che oltre ad essere una donna dalla bellezza disarmante (anche l'occhio vuole la sua parte!), ha tenuto desta l'attenzione dei giornalisti presenti raccontando come si vive a Beirut oggi, e di come una ragazzina amante del cinema si sia trasformata in una donna regista/attrice/autrice arrivata al successo planetario e (forse) alle soglie dell'Oscar…Presente alla conferenza anche l'autore delle musiche Khaled Mouzanar, peraltro marito della regista.

Com'è stato accolto "Caramel" nei paesi Arabi?
Nadine Labaki: Nei Paesi Arabi l'accoglienza del film è stata calorosissima. Per fortuna non c'è stato alcun problema con la censura, anche perché non c'è alcun tipo di provocazione. Io conosco la realtà di Beirut, dove convivono cristiani e musulmani, persone di religioni diverse. Ho cercato di mostrare, col massimo del rispetto, come è la vita reale, senza nessuna pretesa di dare una lezione…

La colonna sonora del film ha sonorità molto occidentalizzate…
Khaled Mouzanar: Il folklore musicale libanese è un mix di melodie tipicamente mediterranee: accenti di musica greca, sonorità napoletane: io ho una formazione classica ma vivo immerso in un crogiolo di cultura musicale contemporanea dove varie origini cercano di integrarsi tra loro.. tanto per fare un esempio nel film c'è un tango argentino che ricorda molto certa musica araba!

C'è a Beirut la mania di "rifarsi", come qui da noi?
Nadine Labaki: Le donne libanesi come quelle di tutto il mondo hanno paura di invecchiare. Per lo standard di bellezza che inseguono, ricorrono pertanto alla chirurgia plastica. Nel film si parla dell'intervento di "rivergination": ho condotto diverse ricerche in merito, ho parlato con medici e persone che ci si sono sottoposte. Incredibile, ma ho scoperto che si tratta di una pratica molto diffusa!

Parlando di cinema in senso stretto, ha visto per caso il film di Tornatore "La sconosciuta", altra pellicola al femminile che come la sua è in corsa per rientrare nella cinquina del miglior film straniero ai prossimi Oscar? E ci può dire qual è il cinema che più l'ha influenzata?
Nadine Labaki: Purtroppo non ho avuto modo di vedere il film di Tornatore. Per quanto riguarda la seconda domanda, le posso dire che sono cresciuta guardando moltissimi film in televisione. Ammiro molto i fratelli Coen, Lars Von Trier, tanto cinema italiano…Fellini naturalmente, il primo Woody Allen. Insomma mi piacciono tanti registi, non uno solo in particolare. E comunque non voglio imitare nessuno, cerco di mantenere una mia visione. Ho lavorato con attori non professionisti e cercato di realizzare un film che si avvicinasse quanto più possibile alla realtà. Mi piace sperimentare con la realtà, perché quello che voglio è l'identificazione dello spettatore…

Ci parli del personaggio di Lili, una delle caratterizzazioni più riuscite del film…
Nadine Labaki: La figura di Lili è ispirata ad una anziana signora di circa 85 anni, Mimi, che vive nel quartiere dove abito io…la sua storia è incredibile: da giovane si era innamorata di un ufficiale francese che quando lasciò il Libano le scriveva lunghe lettere d'amore, lettere che però venivano sistematicamente intercettate dalla famiglia di lei, contraria al fidanzamento. Quando Mimi scoprì la verità era troppo tardi e da allora continua cercare quelle lettere, raccogliendo, anzi raccattando tutto quello che è carta per strada. Le ho chiesto se volesse recitare nel film, ma non mi è parso il caso quando ha iniziato ad agitarsi anche solo all'idea!

C'è un significato particolare dietro alla canzone che una delle amiche della sposa intona nella scena del matrimonio?
Nadine Labaki: Si tratta di un canto tradizionale libanese che si dedica ai fidanzati e agli innamorati. Parla di una donna che si osserva allo specchio e riflette sul tempo che passa, un tema affrontato dal film. Inoltre volevo in un certo senso omaggiare il talento canoro dell'attrice, davvero brava…

Il film è prodotto in Francia, dove ha riscosso un enorme successo di pubblico…
Nadine Labaki: Purtroppo l'industria cinematografica libanese non è sviluppata, dunque fino ad oggi non c'è stata possibilità di autoprodursi un film… si pensava che le nostre storie non potessero incontrare il favore del pubblico locale, ma per fortuna le cose stanno cambiando. Ora c'è voglia di girare film in Libano,che raccontano il Libano. Dunque c'è incoraggiamento… Dalla Francia "Caramel" ha ottenuto sostenuti finanziamenti, che poi sono stati ripagati dal davvero inatteso successo. Quando ho visto Parigi tappezzata delle mie locandine sono rimasta molto sorpresa: una pellicola con regia e attori sconosciuti che parlano in arabo…sono stata molto felice ed emozionata..

Come ha preso la notizia che "Caramel"potrebbe concorrere all'Oscar per il migliro film in lingua straniera?
Nadine Labaki: Ripeto, non credevo che un film così piccolo potesse riscuotere tanto successo.. il fatto che rappresenterà il Libano tra 65 paesi agli Oscar è il sogno di una bambina che diventa realtà!

Come ha gestito il fatto di essere allo stesso tempo protagonista e regista del film?
Nadine Labaki: Conciliare i due ruoli è stato molto difficile, all'inizio pensavo di non farcela. Ma man mano che si andava avanti col casting ho notato che gli attori non mi vedevano come qualcuno che li giudicasse: stare più vicino allora alle attrici, tra l'altro non professioniste, mi ha permesso di portare avanti il tutto dal "di dentro", recitando con loro ho potuto trovare la chiave interpretativa che cercavo in ognuno…

Progetti per il futuro?
Nadine Labaki: Ho tante idee e ne sto maturando una che mi ossessiona da un po', ma certo non ve la vengo a dire adesso (Ride). Inizierò comunque a scrivere ad aprile prossimo, quando questa bella sensazione di vertigine sarà finita.
Khaled Mouzanar: Io da marito un progetto ce l'avrei… un bel bambino!

Inevitabile applauso finale.

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