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Il graffiante Krueger : tutti gli incubi della serie

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Il graffiante Krueger : tutti gli incubi della serie "Nightmare"

Dal 1984 con il volto sfigurato sotto cui si nasconde quello dell'attore Robert Englund della serie tv "V-Visitors", l'ammazza-adolescenti Freddy Krueger, senza dubbio il personaggio horror di maggior successo degli ultimi vent'anni del XX secolo, dopo il Leatherface di "Non aprite quella porta", il Michael Myers di "Halloween" e il Jason Voorhees di "Venerdì 13" torna sugli schermi in versione restyling grazie a "Nightmare" di Samuel Bayer, in cui è il bravo Jackie Earle Haley ad interpretarlo.
Un evento che ci offre l'occasione di ripercorrere le tappe della saga originale.

Nightmare-Dal profondo della notte (A nightmare on Elm street,USA 1984).
Sia Nancy che la sua amica Tina sognano un misterioso individuo sfigurato e armato di un guanto munito di quattro affilate lame all'altezza dei polpastrelli. Quando la seconda viene massacrata nel sonno, Nancy comincia ad intuire la pericolosità della situazione, mentre i suoi genitori si rifiutano di credere che Freddy Krueger, assassino di bambini giustiziato in segreto dalla popolazione locale, sia tornato per tormentare i giovani attraverso i sogni.
Ispirandosi a reali fatti di cronaca nera riguardanti dei ragazzi misteriosamente deceduti nel sonno, Wes Craven - ex insegnante di lettere e drammaturgia già noto tra i fan dell'horror grazie a "L'ultima casa a sinistra" e "Le colline hanno gli occhi" - firma questo ormai ultra-classico del genere che, rifiutato all'epoca dalle major e vincitore ad Avoriaz del Premio della critica e di quello per l'interpretazione di Heather Langenkamp alias Nancy, finì per essere prodotto dalla società indipendente New Line Cinema.
Con un bizzarro Krueger primordiale che non sembra altro che l'ennesima variazione del maligno (Nancy, per proteggersi, fa perfino ricorso al vecchio stratagemma del crocifisso), l'innovazione consiste soprattutto nel mostrare la dimensione onirica quale spazio delimitato, accessibile attraverso la semplice perdita dei sensi e in cui si può concretamente agire e rimanere uccisi. Un'idea in parte debitrice nei confronti del contemporaneo fanta-politico "Dreamscape-Fuga nell'incubo" di Joseph Ruben, ma che Craven sfrutta ancora meglio generando continuità tra le situazioni di sogno e quelle reali, senza mostrare il momento in cui il personaggio in questione si addormenta.
In questo modo, coglie sempre di sorpresa lo spettatore, trascinandolo di volta in volta in sequenze in cui tutto è da antologia, da Krueger che fa strisciare gli artigli sul tubo rovente a Tina squartata mentre rotea, sospesa in aria, come la Regan de "L'esorcista"; senza dimenticare un esordiente Johnny Depp risucchiato dal letto e successivamente vomitato in ettolitri di sangue.

Nightmare 2-La rivincita (A nightmare on Elm street part 2: Freddy's revenge, USA 1985).
Trasferitosi nella casa in Elm Street in cui viveva Nancy Thompson, colei che riuscì a sconfiggere Freddy Krueger, il giovane Jesse finisce nelle grinfie del sanguinario sterminatore dei sogni, il quale, ancora a piede libero, sembra essere intenzionato a sfruttare proprio il corpo del ragazzo per poter continuare la sua carneficina.
E' Jack Sholder - autore in precedenza solo del discutibile "Nel buio da soli", del 1982 - a dirigere quello che, con evidenti riferimenti a "Il Dottor Jekyll E Mr. Hyde" e un brutto finale che richiama "La bella e la bestia", rimane con ogni probabilità il peggior tassello della saga kruegeriana.
Un tassello impreziosito sicuramente dagli ottimi effetti speciali di Kevin Yagher e Mark Shostrom e nel quale le sequenze da incubo, a partire da quella di apertura a bordo dello scuolabus guidato da Krueger, risultano coinvolgenti e ben girate.
La falla, però, risiede proprio nel permettere al signore dei sogni di agire nel mondo reale, tendendo ad eliminare tutto il fascino del concetto originale espresso da Craven. Il resto lo fa la pessima sceneggiatura di David Chaskin, strutturata talmente male da generare noia a non finire; mentre Freddy inizia ad orientarsi verso l'ironia pronunciando diverse battute che, se da una parte lo rendono simpatico al pubblico, il quale comincia a fare il tifo per lui, dall'altra lo privano di un bel po' dello smalto di cattiveria che aveva nel primo episodio.



Nightmare 3-I guerrieri del sogno (A Nightmare on Elm street 3: Dream warriors, USA 1987).
In servizio presso un ospedale psichiatrico, Nancy Thompson, aiutata dal suo assistente Goldman, ossessionato da una misteriosa suora, scopre che un gruppo di giovani pazienti è in preda ad incubi che hanno come protagonista Freddy Krueger.
Sceneggiatore del già citato "Dreamscape-Fuga nell'incubo" e futuro regista de "Il fluido che uccide" e "Il Re Scorpione", Chuck Russell scrive insieme a Frank"Le ali della libertà"Darabont, partendo da un soggetto di Wes Craven e Bruce Wagner, questo ottimo terzo capitolo che va in realtà considerato quale vero sequel del primo "Nightmare".
Fin dai primi minuti, con Kristen alias Patricia Arquette catapultata in sogno nella maledetta abitazione abbandonata di Elm Street, da lei riprodotta in un modellino di cartapesta, deduciamo che l' atmosfera cupa e tenebrosa del capostipite sia stata in parte abbandonata in favore della spettacolarità e degli effetti speciali - ottimi come sempre.
E ciò rappresenta tutt'altro che un difetto, in quanto Freddy inizia a sfruttare fobie e passioni dei ragazzi (per esempio, uccide un appassionato di burattini facendolo cadere dalla finestra, dopo averlo trasformato in marionetta umana), mentre scopriamo dettagli relativi alla sua genesi e la dimensione dell'incubo muta da inferno personale a tunnel dell'orrore collettivo in cui, oltre ad incontrarsi per rimanere uniti, i personaggi possono gestire e controllare i propri sogni decidendo in chi trasformarsi e quali poteri assumere (un paralitico riacquisisce le capacità motorie delle gambe e diventa un mago).
Con l'ironia sempre più presente e un non ancora famoso Laurence"Matrix"Fishburne nei panni di un infermiere.

Nightmare 4-Il non risveglio (A nightmare on Elm street 4: The dream master, USA 1988).
Unici sopravvissuti all'ultima carneficina attuata da Freddy Krueger, Kristen, Joey e Kinkeid vengono puntualmente sterminati dall'uomo degli incubi, contro il quale si pone questa volta Alice, a conoscenza di un magico potere che potrebbe consentirle di arrestarlo definitivamente.
Con Kristen che, non più interpretata da Patricia Arquette ma da Tuesday Night, finisce imprigionata all'interno della vecchia casa di Elm street, apre in maniera simile al capitolo precedente questo quarto episodio, nel quale il trucida-giovani artigliato rientra in scena tramite una resurrezione da antologia, con tanto di ossa che si riuniscono e i tessuti muscolari e cutanei che riprendono forma.
D'altra parte, se la critica ha provveduto non poco a stroncarlo a causa della quasi totale mancanza di elementi innovativi, sono proprio il look e la struttura da pop corn-movie ad avergli concesso di riscuotere notevole successo, tanto da originare di lì a poco la serie televisiva "Freddy's nightmares", con Krueger relegato al ruolo di presentatore.
Una struttura che, consona al filone slasher, si basa unicamente sulle fantasiose sequenze di morte, orchestrate da Renny Harlin - in seguito regista del secondo "Die hard" - in modo da regalare uno spettacolo visivo imperdibile.
Quindi, tra solare atmosfera da videoclip anni Ottanta, con televisori sintonizzati su MTV e canzoncine pop nella colonna sonora, lo spettatore non si annoia affatto e subisce il tanto desiderato effetto catartico dinanzi a Joey che annega nel letto ad acqua e a una ragazza che, trasformata in scarafaggio, viene schiacciata da Krueger.

Nightmare 5-Il mito (A nightmare on Elm street 5: The dream child, USA 1989).
Sbarazzatasi di Freddy Krueger insieme al fidanzato Dan, Alice non immagina che il maniaco dei sogni stia per fare ritorno al fine di accanirsi sui suoi amici e di impossessarsi del bambino che ora porta in grembo.
Si parte subito con Alice che, dopo aver rischiato di annegare nella doccia allagata d'acqua (siamo già in un incubo), si ritrova nei panni di Suor Amanda Krueger all' interno del manicomio in cui venne stuprata per poi dare alla luce il diabolico Freddy.
Non a caso, s'intuisce un certo sottotesto antiabortista in questo capitolo diretto dallo Stephen Hopkins di "Predator 2", il quale si affida alla fotografia di Peter Levy per recuperare le cupe atmosfere del capostipite, mettendo in secondo piano l' ironia (salvo qualche battutina, abbiamo Super Freddy, impegnato con tanto di skateboard ad affrontare il giovane Mark, catapultato all'interno di un fumetto e trasformatosi nel Giustiziere fantasma).
E, tra padri alcolizzati e l'assillante madre dell'anoressica Greta, è il rapporto tra genitori e figli ad essere posto al centro dell'operazione, la quale, nonostante qualche momento riuscito come quello che vede Dan trasformarsi in moto umana, risulta penalizzata da una sceneggiatura barcollante e piuttosto confusa.


Nightmare 6-La fine (Freddy'S dead: The final nightmare, USA 1991).
A Springwood Freddy Krueger ha fatto piazza pulita e, in cerca del figlio perduto anni prima, dà la caccia a John Doe, unico ragazzo sfuggitogli, il quale viene aiutato dalla psicologa Maggie e da altri tre giovani con problemi esistenziali.
Diretto da Rachel Talalay, già attiva nel reparto produzione dei precedenti episodi, questo "Freddy's dead" - nato con il titolo "A nightmare on Elm street 6: The dream teen" - affronta come il numero 5 il difficile rapporto tra genitori e figli, qui sfociante nel riassunto della vita di Krueger, prima tormentato da infanzia e adolescenza difficile, poi padre violento e pericoloso.
Con brevi apparizioni di Johnny Depp e della rock star Alice Cooper e gli ultimi venti minuti realizzati tramite il sistema di visione tridimensionale, a partire dal fatto che a dirigerlo sia una donna appare evidentemente come il capitolo femminista della serie, in quanto presenta solo uccisioni di uomini, favorendo invece il gentil sesso che trionfa sul malvagio Krueger, ridotto a fare lo spauracchio dei sogni.
Infatti, l'ironia prende il sopravvento e, se nel capitolo precedente veniva appena accennato il mondo dei fumetti (la citata morte di Mark), qui si respira poco confortante aria da cartoon già dalla sequenza d'apertura, con casa volante alla "Il mago di Oz". Per non parlare della morte proto-Will Coyote di Freddy o del momento in cui Spencer alias Breckin Meyer, trasportato in un universo da effetto allucinogeno, finisce all'interno di un videogioco e, comandato dal mostro tramite il joystick, saltella e sfonda muri fino ad essere ucciso.

Nightmare-Nuovo incubo (Wes Craven's New nightmare, USA 1994).
Interprete del film "A nightmare on Elm street", Heather Langenkamp è perseguitata da un ignoto maniaco che sembrerebbe essere proprio Freddy Krueger. In seguito alla violenta morte del marito, si confida con il regista Wes Craven, il quale, impegnato nella progettazione di un nuovo capitolo della serie, scopre che una misteriosa entità maligna si è impossessata della figura di Krueger per manifestarsi nella realtà.
Diretto proprio da Craven, che vi recita anche nel ruolo di sé stesso, come pure Heather Langenkamp, Robert Englund, John Saxon e il produttore Robert Shaye, il settimo "Nightmare", in aria di metacinema, elimina totalmente l'ironia e, grazie anche alle ottime musiche di J. Peter Robinson, favorisce le inquietudini che resero grande il capostipite.
Capostipite citato in più di un'occasione, dalla sequenza di apertura alla morte di July, praticamente rifacimento di quella di Tina, mentre i ripetitivi cliché della serialità horror vengono sostituiti con una tipica struttura da psico-thriller - anticipatrice di quella alla base del successivo "Scream".
Il boogeyman, infatti, viene mostrato per intero soltanto verso la metà del film, dopo aver molestato telefonicamente la protagonista; inoltre, se in vita era il terrore dei bambini e da morto l'incubo dei teen-ager, una volta varcata la dimensione filmica e dotato di un aspetto decisamente terrificante diviene il serial killer che impaurisce e massacra tutti, grandi e piccoli che siano, in quanto non stiamo parlando più di finzione, ma della concreta realtà.
Con una visione infantile della paura e del male, sconfitto tramite consigli appresi dalla fiaba di "Hansel & Gretel" e che appartiene a un universo da incubo nascosto tra le coperte del letto in cui dorme Kevin, figlio di Heather.

Freddy vs Jason (Idem, USA, 2003)
Inibiti i sogni grazie a particolari medicinali, gli abitanti di Springwood hanno una volta per tutte reso impotente Freddy Krueger, il quale, ormai imprigionato all'inferno, per riacquisire i suoi poteri dovrebbe compiere nuovi omicidi. Non esita quindi a resuscitare l'invulnerabile squarta-adolescenti di Crystal Lake Jason Voorhees per spedirlo a seminare cadaveri a Springwood; fino al momento in cui, deciso a tenere tutte per sé le future vittime, gli si scaglia contro per un match all'ultimo taglio.
L'hongkongese Ronny Yu, già regista de "La sposa di Chucky-Il ritorno della bambola assassina", sembra riallacciarsi alla vecchia corrente cinematografica legata a pellicole come "Frankenstein contro l'uomo lupo" per rendere possibile l'assurdo duello tra l'incontrastato dominatore della dimensione onirica nightmariana e la più concreta figura del massacratore di "Venerdì 13".
In mezzo a ironia e sequenze affascinanti (il momento in cui la protagonista assiste all'annegamento del piccolo Jason), il duello tra i due boogeyman arriva soltanto dopo una prima parte basata sui sanguinolenti omicidi, mentre il divertimento non manca e l'insieme ben s'innesta nella più o meno mantenuta continuità delle due serie.

Francesco Lomuscio

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