Dopo il successo de Il Falsario, scopri tre film che raccontano la versatilità di Pietro Castellitto tra ruoli intensi e regia d’autore
Pietro Castellitto continua a consolidare la sua posizione di rilievo nel panorama del cinema italiano contemporaneo, con un percorso artistico che spazia tra la recitazione, la regia e la scrittura. Dopo il successo del film Il Falsario, approdato recentemente su Netflix, l’attore romano si conferma una delle figure più interessanti e versatili del settore, grazie a interpretazioni intense e a una capacità di raccontare storie che riflettono le complesse dinamiche sociali e culturali italiane.
Classe 1991, figlio d’arte di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, Pietro ha mosso i primi passi nel mondo del cinema fin da bambino. La sua carriera è costellata di riconoscimenti prestigiosi, tra cui un David di Donatello come miglior regista esordiente per il film I predatori (2020), vincitore anche del Premio Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 2025 ha ottenuto il Nastro d’argento come miglior attore in un film commedia per la sua intensa interpretazione in Diva Futura, ulteriore conferma della sua versatilità artistica.
Tre film imperdibili con Pietro Castellitto dopo Il Falsario
Presentato in concorso alla 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2024, Enea rappresenta un momento cruciale nella crescita artistica di Castellitto, che qui si cimenta non solo come interprete, ma anche come regista e sceneggiatore. La pellicola narra la storia di un giovane in lotta con un contesto familiare opprimente e distante, e con un mondo sociale che appare vuoto e decadente. Attraverso l’incontro con Eva e la gestione di un locale con un amico, Enea si trova coinvolto in un percorso di crescita tormentato, che racconta con realismo il senso di alienazione e la crisi identitaria di una generazione alla ricerca di autenticità. Il film è una riflessione intensa sul bisogno di superare le facciate sociali per rivelare le profonde contraddizioni di una borghesia apparentemente solida.

L’eclettico Pietro Castellitto foto: Netflix – (filmup.leonardo.it)
Nel 2021, Pietro Castellitto ha conquistato la critica con la sua partecipazione a Freaks Out, diretto da Gabriele Mainetti. Ambientato durante la Seconda guerra mondiale, il film segue le vicende di quattro personaggi dotati di poteri straordinari, che lottano per sopravvivere in un’Italia devastata dall’occupazione nazista. Il ruolo di Castellitto in questo ambizioso progetto ha evidenziato la sua capacità di interpretare personaggi complessi in narrazioni epiche e drammatiche. Nonostante le opinioni critiche divise, Freaks Out si è distinto per l’originalità produttiva e la forza visiva, rappresentando uno degli esempi più significativi di cinema italiano innovativo degli ultimi anni.
Nel 2024, Castellitto ha vestito i panni di Riccardo Schicchi in Diva Futura, film che racconta la nascita e l’ascesa dell’omonima agenzia di produzione pornografica, simbolo di un’epoca di trasformazione culturale in Italia. La pellicola esplora l’evoluzione del concetto di amore libero e le contraddizioni legate all’ipocrisia sociale sul tema della sessualità nel nostro Paese. La performance di Castellitto è stata premiata con il Nastro d’argento al migliore attore in un film commedia, sottolineando la sua capacità di affrontare ruoli che richiedono sensibilità e una profonda comprensione del contesto storico e sociale.
Oltre ai film citati, Castellitto ha partecipato a numerose produzioni di rilievo, tra cui la miniserie televisiva Speravo de morì prima (2021), dove interpreta Francesco Totti, e il film Netflix Rapiniamo il duce (2022). Nel 2024 ha inoltre scritto e diretto il cortometraggio 1996 – La fabbrica sta bruciando per Bauli e ha prestato la sua immagine come volto della campagna Gucci Horsebit 1953, confermando la sua crescente popolarità anche nel mondo della moda.








