Le virgolette non sono un dettaglio
Il titolo sui poster e nelle locandine non è Cime tempestose. È “Cime tempestose” — con le virgolette, precise, volute. Emerald Fennell le ha messe lì prima ancora di girare un fotogramma, come dichiarazione d’intenti: questo non è un adattamento fedele al romanzo di Emily Brontë del 1847, e lo sapete dall’inizio. Non è una scusa preventiva né un gioco grafico. È un avvertimento a chi si siede in sala aspettandosi brughiere vittoriane e dialoghi d’epoca.
Il film è distribuito da Warner Bros. ed è uscito nelle sale italiane il 12 febbraio 2026 — giorno non casuale, ovviamente. I protagonisti sono Margot Robbie (Catherine Earnshaw) e Jacob Elordi (Heathcliff), e già dal casting emergono le prime libertà: Robbie ha 35 anni, Elordi 28, mentre nel romanzo i due sono adolescenti. La differenza d’età è invertita rispetto al testo originale, in cui i personaggi sono sostanzialmente coetanei. Fennell ha difeso la scelta senza tentennamenti, sostenendo che Elordi corrisponde esattamente all’illustrazione di Heathcliff che aveva visto sull’edizione letta a 14 anni.
La colonna sonora che nessuno si aspettava
La partitura originale del film è firmata da Charli XCX — pop elettronico contemporaneo, molto lontano dal romanticismo orchestrale che solitamente accompagna i classici in costume. La scelta ha generato dibattito quanto il casting, ma è coerente con l’approccio di Fennell: usare un linguaggio contemporaneo per raccontare una storia di quasi 180 anni fa, senza fingere una distanza storica che non s
senza fingere una distanza storica che non sente propria.
L’ustione di secondo grado che ha reso Elordi più Heathcliff
Jacob Elordi stava girando “Cime tempestose” in contemporanea con Frankenstein di Guillermo del Toro, e durante quel periodo portava costantemente trucco pesante su mani e piedi per il ruolo nella pellicola di Del Toro. Una sera, deciso a lavarsi i piedi con più cura del solito prima di tornare sul set il giorno dopo, si è appoggiato allo schienale di una doccia a vapore. La manopola di ottone per il vapore gli ha bruciato la schiena. Si è presentato al lavoro il lunedì con un’ustione di secondo grado.
Il paradosso è che Heathcliff nel film ha cicatrici sulla schiena, eredità fisica del dolore e della violenza subita. Elordi ha raccontato l’episodio con autoironia, paragonandosi a Daniel Day-Lewis sotto la doccia e scherzando sul fatto di essersi «mutilato nel weekend per dimostrare di essere Heathcliff». Il trucco del reparto effetti speciali ha dovuto adattarsi a ciò che c’era già.

Un Heathcliff bianco: la polemica che accompagna il film da mesi
La questione del casting ha occupato gran parte della conversazione critica attorno al film ancor prima dell’uscita. Nel romanzo di Brontë, l’ambiguità etnica di Heathcliff è strutturale alla storia: è la ragione per cui viene emarginato, disprezzato, trattato come inferiore, e quella marginalizzazione alimenta la sua sete di vendetta. Togliere quella componente significa spostare il conflitto da sociale a sentimentale.
Fennell ha risposto alle critiche con coerenza, ma la discussione ha ripreso fiato quando la stampa ha ricordato che tra tutti gli adattamenti cinematografici del romanzo — circa 16 contando cinema e televisione — esiste un solo Heathcliff non bianco nella storia: quello interpretato da James Howson nell’adattamento di Andrea Arnold del 2011. Prima di lui, tra gli Heathcliff bianchi, si contano Laurence Olivier (1939) e Ralph Fiennes (1992). Elordi si inserisce in una tradizione consolidata, ma la sensibilità del dibattito pubblico del 2026 non è quella del 1939.
Riprese nello Yorkshire vero
Le riprese principali si sono svolte tra gennaio e aprile 2025 nelle brughiere dello Yorkshire, quelle vere. Tra i set riconoscibili dagli appassionati del romanzo ci sono i resti dell’Old Gang Smelting Mill come location per Wuthering Heights, l’Healaugh Crag — la roccia dell’attesa — e le distese di Seal Houses Moor per le sequenze a cavallo. Il cast alloggiava al Simonstone Hall Hotel a Hawes, nella Upper Wensleydale. A pochi chilometri, il Brontë Parsonage Museum a Haworth conserva la stanza in cui Emily scrisse il romanzo, pubblicato nel 1847 con lo pseudonimo maschile Ellis Bell perché temeva che la società vittoriana giudicasse il lavoro di una donna come letteratura minore.
Cosa ha cambiato Fennell rispetto al libro
Le differenze dal romanzo sono sistematiche e dichiarate. Fennell ha eliminato diversi personaggi secondari, modificato il finale, aggiunto una dimensione erotica esplicita che nel testo originale è quasi assente — Brontë lasciava che Cathy e Heathcliff si sfiorassero appena — e ha scelto un’estetica anacronistica e volutamente carica, con costumi firmati da Jacqueline Durran, la stessa costumista di Barbie. Le pareti di Thrushcross Grange riproducono letteralmente la pelle di Catherine, efelidi comprese — un gesto visivo che alcuni critici hanno letto come il momento più riuscito del film, altri come il simbolo del suo eccesso.
La regista ha dichiarato di essersi concentrata sugli elementi quasi masochistici del racconto originale, e di aver cercato di preservare il più possibile i dialoghi di Brontë proprio perché li considera insuperabili. Il risultato è un film che la critica ha accolto in modo diviso: recensioni positive che ne esaltano l’audacia visiva, recensioni negative che ne denunciano la superficialità emotiva rispetto alla complessità del romanzo. Nel giorno del debutto italiano, il 12 febbraio, ha incassato 508.106 euro — un dato che indica un’apertura solida, non straordinaria.
Margot Robbie e Jacob Elordi hanno ricevuto anelli personalizzati come simbolo del loro legame narrativo prima del press tour, dettaglio che ha circolato sui social prima ancora che il film uscisse. Nel romanzo, Cathy dice a Nelly Dean che Heathcliff è più lei di se stessa. In questo adattamento, quella frase suona diversamente. Se sia meglio o peggio dipende da quanto si è affezionati all’originale.








