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Baywatch, la serie cult anni ’90 torna con un nuovo cast: migliaia di “bagnini” ai provini del reboot

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Mercoledì 18 febbraio, spiaggia di Marina del Rey, Los Angeles. Temperatura: circa 10 gradi. Eppure oltre 2.000 persone si sono presentate in costume da bagno per tentare di entrare nel cast del reboot di Baywatch, la serie che negli anni Novanta raggiunse picchi di un miliardo di spettatori a episodio — un numero che oggi, nell’era dello streaming frammentato, sembra fantascienza. Quattordicimila aspiranti avevano inviato provini e headshots da tutta America; solo 2.000 sono stati convocati. Alcuni hanno preso l’aereo dal Colorado, dalla Florida, dall’Arkansas. Per 45 secondi di dialogo davanti ai casting director.

Il cast: chi torna e chi è nuovo

La Fox ha confermato l’ordine diretto di 12 episodi per la stagione 2026-2027, con produzione già avviata a Venice Beach e sul lot storico di Century City. A dirigere il pilot ci sarà McG, che ha tenuto a precisare: “Non facciamo ironia sull’originale. Tutto ciò che è stato così iconico non merita il sarcasmo.” Come punto di riferimento estetico e narrativo cita Top Gun: Maverick — ovvero, prendere una proprietà nostalgica e trattarla con rispetto, non con strizzate d’occhio.

Il protagonista è Stephen Amell — già Oliver Queen in Arrow e protagonista di Suits L.A. — nei panni di Hobie Buchannon, figlio del leggendario Mitch Buchannon che fu di David Hasselhoff. La storia parte proprio da Hobie, ormai capitano dei bagnini, che si ritrova sulla soglia di casa la figlia che non sapeva di avere. Dinamiche familiari, salvataggi adrenalinici, chimica complicata: il DNA della serie originale è intatto.

Ad affiancare Amell torna David Chokachi, 58 anni, che dal 1995 al 1999 aveva interpretato Cody Madison per quattro stagioni. Nel reboot Cody gestisce The Shoreline, il bar-and-grill ufficiosi dei bagnini, indossa ancora i tronchetti rossi per qualche turno e, soprattutto, offre ali di pollo gratis dopo ogni salvataggio. “Ho fatto lobbying per questo reboot ogni sei mesi negli ultimi dieci, dodici anni“, ha detto Chokachi al casting, con un entusiasmo difficile da fingere. “È uno di quei momenti in cui tutto si allinea.”

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Los Angeles come sfondo e come simbolo

C’è una dimensione più grande in questo reboot che va oltre la nostalgia. Matt Nix, showrunner già di Burn Notice e The Gifted, ha ottenuto un tax credit californiano da 21,1 milioni di dollari per girare a Los Angeles invece che in Sudafrica o Australia, come prevedevano i tentativi precedenti andati a vuoto. Una scelta che ha un senso preciso: la città sta ancora metabolizzando gli effetti del Covid, degli scioperi di Hollywood e degli incendi che hanno devastato Malibu. “L.A. è stata colpita duramente”, ha detto Chokachi. “Questo è come mettere i defibrillatori sulla città.”

La serie originale era partita nel 1989, era morta dopo la prima stagione per poi rinascere in syndication e diventare il programma più visto della storia della televisione, trasmesso in oltre 200 paesi. Aveva lanciato Pamela Anderson, Jason Momoa, Carmen Electra. Al casting di Marina del Rey, tra i 2.000 in fila, c’era anche una donna di 77 anni — Margaret “BB” Dupré, cappello da cowboy rosa, corsetto nero — che negli anni Novanta era stata la controfigura di Anderson in tutte le scene in cui Pamela non voleva bagnarsi i capelli.

Baywatch non dimentica nessuno.

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