Ci sono volti e voci che restano nella memoria degli appassionati, capaci di raccontare lo sport con passione e personalità.
Uno di questi ci ha lasciato all’età di 86 anni, lasciando un vuoto nel giornalismo sportivo italiano. E’ infatti venuto a mancare improvvisamente lo storico volto della tv sportiva e corrispondente Cesare Castellotti.
Torinese, ha seguito per decenni Juventus e Torino, documentando momenti storici come cinque Mondiali di calcio, sei Olimpiadi e l’ultimo scudetto granata. Ma la sua carriera non si limitava al calcio: basket, pallavolo e golf, quest’ultimo una vera passione personale, ne hanno definito la versatilità e la curiosità.
Il pubblico lo ricordava per il suo stile inconfondibile: l’accento torinese, le cravatte eccentriche e la naturalezza davanti alla telecamera. Il suo personaggio è diventato noto anche grazie alle imitazioni di Teo Teocoli, che lo trasformarono nel celebre Gianduja Vettorello, regalando sorrisi a chi già lo seguiva con affetto.

Lutto mondo della televisione, addio Cesare Castellotti
I colleghi lo ricordano con stima e amore. Carlo Nesti lo definisce “un professionista nobile, caposervizio per quasi vent’anni, appassionato più di golf che di calcio e innamorato del Brasile, la sua terra promessa”.
Premiato nel 1975 con il Premio Saint Vincent, ha continuato a contribuire al giornalismo fino agli ultimi anni della sua vita, dirigendo “Il Dossier” e rimanendo attivo nella Fnsi fino al 2006.
Con la sua scomparsa, il mondo della tv sportiva perde un cronista capace di trasformare ogni partita in un racconto vivo. La sua voce, il sorriso e la professionalità rimarranno nel cuore di chi lo ha seguito, testimoniando una carriera lunga, intensa e segnata da autentica passione per lo sport.








