Velluto nero e tanzanite da 55 carati
La prima apparizione di Laura Pausini sull’Ariston non lasciava spazio a equivoci: abito lungo in velluto di seta blu notte della collezione Giorgio Armani Privé, modello a sirena con bustier e scollo a barca, spalline che scendono morbide sulle spalle. Creato appositamente per lei. Tacchi Casadei. E poi il gioiello che ha monopolizzato ogni conversazione sui look della serata.
Al collo, un collier Pomellato Alta Gioielleria della Collezione 1967, modello Asimmetrico: 78 diamanti incastonati in moduli flessibili d’oro rosa che creano un effetto tessuto, con al centro una tanzanite da 55,96 carati dal taglio irregolare, sfumature blu-viola che catturano la luce in modo imprevedibile. Non è in vendita online — disponibile solo su richiesta, artigianale, fuori scala rispetto a qualunque catalogo. Abbinato all’anello della collezione Nudo Alta Gioielleria in oro bianco con diamanti e tanzanite, quotato oltre i 53.000 euro. Il décolleté era, di fatto, un’altra scenografia.
La scelta di Armani non è stata casuale né solo estetica. Pausini lo ha detto esplicitamente durante le settimane precedenti il Festival: «Vestirò Armani, che ha creduto in me subito, quando portavo la 44 e veniva considerata una 48». Una lealtà che dura dal 2001, prima volta che indossò una sua creazione sul palco dell’Ariston, e che nel 2026 assume un peso specifico in più: Giorgio Armani è scomparso nel settembre 2025, e quel velluto nero era anche un omaggio.
Styling curato da Monica Serani
Dietro i tre look di serata c’è la stylist Monica Serani, che ha lavorato con Pausini per costruire un guardaroba coerente con la sua immagine di artista di caratura internazionale. Il beauty look è firmato Daniela Zeqo, i capelli lisci e senza architetture eccessive — una scelta deliberata, per non sottrarre attenzione agli abiti.
Il secondo cambio: toni polverosi e pioggia di cristalli
A metà serata, secondo abito. Sempre Armani Privé, stesso registro formale ma registro visivo completamente diverso: toni polverosi, bianchi freddi con richiami all’argento, un bustier che scende in tunica avvolto da un tulle leggero che aggiungeva dinamismo ai movimenti. Pausini stessa ha commentato la sensazione di indossarlo: si sentiva come una farfalla. Non è un’iperbole — la costruzione del tessuto rendeva ogni gesto amplificato dalla luce.
Anche qui Pomellato, ma tono cambiato: orecchini con pendente ovale in pietra di Luna e diamanti, più un anello sull’indice della mano destra dalla struttura a catena interamente tempestato di diamanti. Meno colore, più peso silenzioso.
Blu cobalto e la memoria delle Olimpiadi
Il terzo cambio ha chiuso la serata con un colpo di coda cromatico: blu cobalto intenso, ancora Armani Privé, abito da sera con costruzione importante sulle spalle e leggero strascico, rivestito di cristalli su tutta la superficie. La stampa di moda lo ha immediatamente collegato all’abito indossato in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, stesso segno stilistico ma resa televisiva più sontuosa, più adatta alla scalinata dell’Ariston che alla pista di ghiaccio. Gioielli di nuovo in tono: orecchini Pomellato Nudo Classic in oro bianco rodiato e oro rosa con topazi blu London, turchesi da 20 ct e 56 diamanti bianchi, 8.300 euro. Tre anelli identici della collezione Nudo sovrapposti sullo stesso dito — topazio blu London, lapis lazuli, pavé di zaffiri, 4.400 euro al pezzo.
Un cerchio che si chiude in abito da sera
33 anni separano la Pausini di Solarolo che salì sul palco con la giacca Byblos blu navy e bottoni dorati, vinta alle Nuove Proposte con La solitudine, dalla donna in Armani Privé che ha co-condotto il Festival al fianco di Carlo Conti. Quel blazer di Byblos è già storia del costume italiano — fu rivisitato da Emporio Armani per i concerti mondiali del trentennale nel 2023, e nel 2016 Conti glielo rimise sulle spalle a sorpresa sul palco dell’Ariston. Stasera non serviva. Il cerchio si è chiuso con tre abiti da alta moda e una tanzanite da quasi 56 carati che nessuno in sala riusciva a smettere di guardare.
Prima di salire sul palco, però, la sorpresa più inattesa era arrivata in camera d’albergo: un mazzo di tulipani bianchi e un biglietto scritto a mano dalla figlia Paola, 13 anni. «In bocca al lupo mamma. Ti voglio bene». Qualunque cosa valga la collana Pomellato, quella carta non aveva prezzo.








