La fiction La Preside su Rai 1 è ispirata a una storia vera. Ora un caso giudiziario riaccende l’attenzione
Il debutto in prima serata de La Preside, fiction targata Rai 1 con protagonista Luisa Ranieri, ha raccolto ascolti importanti già dalla prima puntata. La serie prende spunto dalla storia reale di Eugenia Carfora, dirigente scolastica di Caivano, da anni simbolo della lotta contro la dispersione scolastica. Ambientata nella periferia napoletana, la trama racconta il difficile lavoro quotidiano all’interno di un istituto in una zona ad alto rischio, con dinamiche che spesso sfuggono ai radar nazionali.
Eppure, proprio nei giorni di messa in onda della fiction, è emerso un dettaglio che cambia prospettiva. Il nome di Giusy Giugliano, la cosiddetta bidella pendolare, è tornato al centro della cronaca. Non per i suoi viaggi impossibili da Napoli a Milano, diventati virali nel 2023, ma per una vicenda giudiziaria che coinvolgerebbe proprio la preside di Caivano. Secondo le ricostruzioni, Giugliano sarebbe indagata per stalking ai danni della dirigente che ha ispirato la serie.
Una coincidenza temporale che fa discutere e apre interrogativi su un’eventuale seconda stagione. Perché, se i fatti sono veri, la realtà ha già scritto una trama nuova.
Il caso Giugliano e l’ipotesi di una nuova sceneggiatura
Giusy Giugliano, conosciuta da molti per aver raccontato pubblicamente di percorrere ogni giorno quasi 1600 km per andare a lavorare in una scuola lombarda, è diventata simbolo di sacrificio. Poi le sue dichiarazioni sono state ridimensionate, messe in dubbio da numerosi utenti e testate, ma intanto la sua figura mediatica aveva già preso forma.
Negli ultimi giorni è tornata nei notiziari locali e nazionali per motivi diversi. Secondo quanto riferito da più fonti, sarebbe accusata di atti persecutori nei confronti di una dirigente scolastica. Le cronache parlano proprio di Eugenia Carfora, la donna che con il suo impegno ha ispirato il personaggio della Ranieri. Il fatto, se confermato, sposterebbe lo sguardo dalla fiction al campo del diritto penale, e al tempo stesso fornirebbe materiale forte per un nuovo sviluppo narrativo.

La Rai non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali su una seconda stagione (Fonte RaiPlay ) – filmup.leonardo.it
La Rai non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali su una seconda stagione. Fonti vicine alla produzione parlano di grande soddisfazione per il riscontro del pubblico, ma anche di attenzione per quello che sta accadendo fuori dal set. Il tempismo degli eventi e la drammaticità della nuova accusa pongono un conflitto reale e attuale che potrebbe diventare struttura portante di una nuova serie, spostando il racconto dall’ambito scolastico a quello personale e giudiziario.
L’interesse del pubblico è già alto, anche sui social. Non pochi utenti hanno fatto notare la coincidenza fra la messa in onda e l’esplosione della notizia riguardante Giugliano. C’è chi ipotizza un cortocircuito tra televisione e realtà, chi ritiene che tutto sia troppo assurdo per essere solo un caso. Ma i fatti, al netto delle interpretazioni, parlano chiaro.
Storie vere e finzione: quando la cronaca cambia la direzione del racconto
La fiction Rai nasce per raccontare un pezzo di realtà dimenticata, quella delle periferie difficili, delle scuole che non riescono a trattenere gli studenti, del lavoro incessante di chi tenta di cambiare le cose dall’interno. La figura di Eugenia Carfora è da anni sotto i riflettori locali per il suo rigore, la sua presenza costante e le sue battaglie concrete.
È proprio lei ad aver ispirato Luisa Ranieri, che nella serie interpreta una donna sola ma determinata, consapevole dei propri limiti, decisa ad affrontare violenza e abbandono con pochi strumenti ma molta volontà. Un personaggio complesso, che ora rischia di avere nella realtà un’aggiunta inattesa e drammatica.
Se fosse confermato che Giusy Giugliano abbia realmente perseguitato la preside, l’episodio solleverebbe un tema diverso rispetto a quello trattato finora: quello della vulnerabilità anche di chi guida, di chi viene visto come riferimento ma spesso è esposto a pressioni, giudizi e attacchi.
Non è da escludere che la serie possa decidere di cambiare passo, raccontando una seconda fase della vita della dirigente, più intima, più fragile, legata a una ferita sociale ancora poco rappresentata in televisione. Si tratterebbe di un cambio netto, ma non incoerente. Anche lo stalking è una forma di violenza che merita di essere compresa e affrontata.
A oggi, la storia di La Preside non è chiusa. E anche fuori dallo schermo, le pagine continuano a scriversi, giorno dopo giorno.








